Archivio mensile:ottobre 2022

Sconvolgente rivelazione


Eh si, vi devo dare una notizia sconvolgente, l’affermazione che dagli oppositori viene usata per screditarli, per convincere le persone ad averne ribrezzo e per istigare le istituzioni a contrastarne l’esistenza è assolutamente vera: i nudisti fanno sesso.

Toh, guarda, evidentemente per costoro i non nudisti sono tutti e tutte casti e caste vergini? Eh, no, non è così, altrimenti ci saremmo estinti da secoli, non esisterebbero gli articoli e le consulenze sessuali, non ci sarebbero prostituzione, riviste di sesso e siti pornografici.

Emanuele, guarda che ad essere puri verginelli e verginelle sono quelli e quelle che con tale argomento danno addosso ai nudisti! Uhm, ne siamo sicuri? Qui è forse meno semplice dimostrare il contrario, però è quantomeno probabile che in maggioranza non lo siano: molti degli oppositori (ne conosco alcuni dal vivo e altri ho avuto modo di conoscerli tramite le reti sociali) hanno figli e i figli, salvo non siate ancora convinti che vengono portati dalla cicogna, derivano dalla copulazione che, penso siate tutti d’accordo, è atto sessuale.

Beh, qualcuno osserverà, con quella frase intendono dire che i nudisti sono dedidi al libertinaggio sessuale, ovvero si intende che fanno sesso in pubblico, con forme esibizionistiche e praticando lo scambismo. Uhm, innegabile che i luoghi nudisti siano talvolta frequentati da persone dedite al libertinaggio sessuale, così come del resto succede, in maggiore misura, in ogni altro luogo del pianeta, ma come fanno i nostri oppositori a saperlo? Sono forse loro stessi abituali frequentatori di luoghi nudisti e se si perché li frequentano? Che forse sono essi stessi a essere quei guardoni o quegli smanettatori o quegli scambisti che usano come arma per denigrare i nudisti? La loro è magari solo una ritorsione per essere stati cacciati (eh, si perché è questo che succede a tali personaggi) dai luoghi nudisti?

Qui possiamo fare solo ipotesi, comunque è certo che alcuni, con lo scopo di difendere la loro obsoleta mentalità e/o il loro brutto rapporto con il corpo, mentano spudoratamente e altri, per la stessa ragione, vadano a ruota parlando solo per sentito dire. Però in effetti, per quanto detto sopra, in qualche caso potrebbero anche parlare per esperienza diretta: il nudismo è parte della società di conseguenza ne raccoglie in debita percentuale parte delle abitudini, ovvero una certa percentuale di esibizionisti e scambisti sono anche nudisti e viceversa. Eh, si, magari non si sono accorti che inibizione sessuale, esibizionismo e scambismo sono presenti in società distintamente dal nudismo: i numeri del libertinaggio sessuale vanno ben oltre i numeri del nudismo e le strutture appositamente create per ospitare guardoni, esibizionisti e scambisti sono ben più numerose di quelle dedicate al nudismo. D’altra parte, come è facile verificare attraverso le reti sociali, alcuni degli oppositori al nudismo sono frequentatori di ambienti pornografici e/o (qui mi rifaccio anche a conoscenze personali) si pronunciano spesso in commenti entusiastici sotto i post e le foto (queste si esibizionistiche) che mostrano sederi, mammelle e peni coperti, si fa per dire, da attillatissimi e sottilissimi tessuti.

Insomma, prima di (s)parlare è sempre bene conoscere ciò di cui si vuole parlare, è sempre opportuno accertarsi di non avere scheletri nel cassetto, è sempre necessario chiedersi se le cose sentite siano vere o quale reale impatto abbiano sulla società e prima di dare credito a chi sparla chiedersi sempre perché lo faccia, chi esso sia, quali interessi abbia, se siano o meno affidabile.

La verità sulla promozione del nudo, in Italia e non solo


Premessa

Quanto segue deriva da anni e anni di lettura di forum e di reti sociali, dall’aver letto e sentito migliaia di lamentele verso la mancanza di opportunità per stare nudi, dall’aver letto messaggi di nudisti contrari alle immagini di nudo, dall’analisi puntuale della situazione, dal confronto pseudo statistico tra i numeri delle parti in gioco, il tutto mediato da vent’anni di nudismo attivo, partecipativo e propositivo.

Certo la libertà d’azione e di pensiero è diritto naturale di ogni persona, d’altra parte bisogna anche avere coscienza che, in un mondo sociale il nostro pensiero e il nostro agire, volenti o nolenti, trasmettono messaggi e, quindi, determinano risposte. La comunicazione corretta e vantaggiosa è solo quella che si preoccupa di gestire non solo i messaggi ma anche le risposte.


Non è vero che in Italia la legge è contro il nudismo, casomai esiste un vuoto legislativo e nel vuoto ci si può navigare comodamente (purtroppo persiste una ottusa convenzione giuridica oppostiva, ma molte, comunque, sono le sentenze a favore della nudità pubblica).

Non c’è vera opposizione alla nudità sociale, più che altro ci sono nudisti paranoici che vedono opposizione ovunque.

Le reazioni di chi, girando la curva di un sentiero o lo spigolo di una rupe, si trova davanti qualcuno nudo sono assolutamente comprensibili e, per il novantanove per cento delle volte, sono solo reazioni di stupore, non di fastidio o di opposizione, tant’è che durano giusto un attimo e si risolvono in pacifica indifferenza o, addirittura, in domande interessate: al momento non è comune vedere persone nude fuori dagli specifici contesti nudisti.

Non mancano le opportunità di stare nudi, mancano le persone che vogliano sfruttarle a pieno.

Non è pensabile che le persone si spoglino quando gli si ventila loro conseguenze nefaste come il dover vivere nella vergogna o addirittura nella paura.

I principali nemici della nudità sociale sono quei nudisti che professano una nudità nascosta e silenziosa.

Non sono corretti, ma (comprensibilmente) sottomessi (e negativamente timorosi) quei nudisti che all’arrivo di altri si rivestono ancor prima che questi altri abbiano manifestato fastidio.

Professare lo spogliarsi solo all’interno dei villaggi all’uopo dedicati ha come unico effetto quello di rinforzare l’idea che il nudo sia cosa sporca assolutamente da chiudere in opportuni recinti.

Appoggiare l’oscuramento delle aree nudiste da sostegno a chi afferma che queste siano solo dei luoghi di svago sessuale, tali e quali ai club privè del sesso.

Insensato che, da nudisti, anche quando la situazione consente una nudità agevole si debba sentire il bisogno di vestirsi, vedi ad esempio in un villaggio nudista lo spostarsi dalla tenda alla spiaggia, il passare la sera d’innanzi alla propria casetta, il ballare tutti insieme, eccetera.

Il nudismo può essere compreso solo spogliandosi in un contesto sociale.

Pretendere la nudità obbligatoria nei villaggi nudisti nega a molti la possibilità di capire e spogliarsi.

Pretendere anche nei luoghi nudisti non privati la nudità obbligatoria provoca solo la rivalsa di chi, da non nudista, vorrebbe comunque poter frequentare quei luoghi (spesso sono i più belli di una costiera o di un fiume o di un torrente o di una montagna).

La nudità non sarà mai vista come normale finché negli ambienti nudi saranno imposte limitazioni comportamentali aggiuntive a quelle esistenti negli ambienti vestiti, ad esempio (e prima fra tutte visto che è cosa fortemente desiderata da chiunque vada in vacanza o a fare una gita) il divieto di fare fotografie e riprese video.

Impossibile trasmettere un valido messaggio nudista senza usare immagini di nudo.

Per avere bisogna dare: non è la silenziosa sottomissione che ci può portare rispetto, bensì la rumorosa manifestazione di presenza, di diritto e… si, anche di pacifica ribellione.

VivAlpe 2022, tiriamo le somme


Domenica 16 ottobre 2022 si è effettuata l’ultima escursione di VivAlpe 2022, una radiosa giornata ha accompagnato me, Maria, Giancarlo e Gianluigi prima tra i boschi di Bovegno poi sui pascoli sottostanti Monte Campione: arrivati al Roccolo di Bertaedo con ampio anticipo sul previsto si è deciso di salire ancora un poco. La temperatura ci ha imposto il cammino vestito, ma alla pausa pranzo, un’ora sugli assolati pascoli di Malga Gandina Bassa, non ci siamo lasciati sfuggire il forse ultimo bagno di sole. Ad un certo punto un fruscio mi fa notare due cani da caccia che salgono verso di noi, mi alzo e immediatamente incrocio lo sguardo di un cacciatore: lo saluto con la mano e lui, tranquillamente e cordialmente, risponde al saluto. Cinque minuti dopo notiamo una coppia sul pendio sopra di noi, salita dietro il crinale è uscita su di un pianetto abbastanza discosto ma comunque ancora abbastanza vicini da poter notare la nostra nudità: nel fermarsi per prendere fiato ci osservano con attenzione, presumibilmente per focalizzare quello che la distanza lascia intuire, poi tranquillamente riprendono il loro cammino.

Questi ultimi innocui incontri tra nudo e non nudo vanno a sommarsi, sia nell’ambito delle uscite di VivAlpe sia in quello delle mie numerosissime uscite individuali, agli altri di quest’anno e ai molti degli anni precedenti, rinforzando, anzi, consolidando l’idea di una società oggi pronta a considerare assolutamente normale la nudità: seppure restino importanti sacche di resistenza, decisamente molto più numerose sono le persone che già si comportano con totale indifferenza verso chi è nudo e il loro numero cresce costantemente. Ovviamente manca ancora l’abitudine alla condivisione del territorio e, pertanto, l’incontro con escursionisti nudi può generare momenti di stupore e, talvolta, di leggero disagio, comunque presto superati se chi è nudo si comporta come se fosse vestito: sorrisi e cordiali saluti, magari anche fermate dialogative, eventualmente con la scusa di chiedere informazioni sul percorso.

Purtroppo, per varie ragioni, si deve rilevare una quasi inesistente crescita di coloro che tornano alla nudità quotidiana, nonostante questo, dopo anni di stasi, quest’anno dal blog sono arrivati una ventina di nuovi contatti, si è incrementato di dodici il numero delle iscrizioni alla lista degli “Amici di Mondo Nudo” approssimandosi a quota cento (98), alle uscite ci sono state dieci nuove presenze (tra le quali uno studente di giurisprudenza) e si è registrato un discreto innalzamento del totale presenze quest’anno arrivato a 57 (64 iscrizioni):

  • Valle delle Pule – 15 iscritti, 11 presenti
  • Maniva – 14 iscritti, 12 presenti
  • Bazena – 12 iscritti 12 presenti
  • Valle dell’Adamè – 5 iscritti, 5 presenti
  • Tonale – 9 iscritti, 9 presenti
  • Campiglio – 5 iscritti, 4 partecipanti
  • Bovegno – 4 iscritti, 4 partecipanti

Penso di poter affermare che questo 2022 sia stato una buona annata per VivAlpe, per l’escursionismo nudista e per la rinormalizzazione della nudità, la qual cosa, nonostante le statistiche del blog siano da diversi anni costantemente in calo e veda un grande e costante disimpegno dei nudisti a promuovere la rinormalizzaizone della nudità, ha ridato forza alla mia voglia, negli ultimi anni scesa ai minimi termini, di proseguire nella mia iniziativa: ho già predisposto il programma VivAlpe 2023 che pubblico qua sotto.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato alle uscite, a quelli che seguono il blog e agli iscritti su Telegram.

Ciao.

Programma VivAlpe 2023

30 Aprile

Villanuova sul Clisi (Val Sabbia) – Anello Baorsi di Mezzo

Lunghezza 7 km

Dislivello positivo 650 m negativo 650m

Quota minima 210 m massima 750 m

28 Maggio

Inzino (Val Trompia) – Malga Casera

Lunghezza 8 km

Dislivello positivo 750 m negativo 750 m

Quota minima 400 m massima 1060 m

25 Giugno

Pezzaze (Val Trompia) – Anello del Vivazzo

Lunghezza 12 km

Dislivello positivo 900 m negativo 900 m

Quota minima 600 m massima 1250 m

30 Luglio

Campiglio (TN) – Malga Vaglianella

Lunghezza 8 km

Dislivello positivo 450 m negativo 450 m

Quota minima 1630 m massima 2000 m

27 Agosto

Val Dorizzo (Bagolino) – Anello di Brominetto

Lunghezza 10 km

Dislivello positivo 900 m negativo 900 m

Quota minima 1170 m massima 1960 m

24 Settembre

Tonale (Val Camonica) – Laghetto di Bles

Lunghezza 9 km

Dislivello positivo 750 m negativo 750 m

Quota minima 1760 m massima 2500 m

29 Ottobre

Sabbio Chiese (Val Sabbia) – Valle di Monte Corvino

Lunghezza 5 km

Dislivello positivo 350 m negativo 350 m

Quota minima 320 m massima 520 m

Ma perchè gli italiani…


L’algoritmo di Youtube è fatto in modo da mostrarvi sempre più gli argomenti che visionate, così sulla mia pagina ormai appaiano diversi video che trattano il tema del nudo. Molti sono pubblicati da associazioni nudiste o naturiste, altri da nudisti, ma alcuni sono di persone, youtuber, vlogger, che capitano più o meno casualmente su spiagge dove il nudo è richiesto o ammesso.

Ultimamente ne ho trovati parecchi di americani, o altri stranieri, e tutti, indistintamente tutti, si mostrano indifferenti al problema della nudità, di più, finiscono con manifestare quanto si siano sentiti bene nel mettersi a nudo. Recentemente, per la prima volta, sono incappato in un video di una coppia italiana e…

ma cavolo, perchè gli italiani devono essere così ottusi?

questi, appena arrivati in spiaggia, precisiamo che si tratta di Barcellona, quindi Spagna, una nazione dove per legge la nudità è ammessa pressochè ovunque, subito partono manifestando il loro dissenso per la presenza di persone nude: “non abbiamo nulla contro il nudo” classica frase che, unita a quanto poi si fa seguire, invero dice proprio l’opposto di quello che vorrebbe affermare, “ma perchè dobbiamo sorbirci la visione di persone nude, le zone dovrebbero essere nettamente separate”.

Ma guarda te, come si vede dal video su quella spiaggia ci sono migliaia di persone e nessuno si lamenta, arrivano loro due e volgiono cambiare tutto, ma va! Perchè non cambiate voi, perchè non siete voi a spsotarvi in una zona priva di persone nude, ma ancora meglio perchè non sfruttate l’occasione per provare a mettersi nudi così come hanno fatto le decine di youtuber e vlogger di altra nazionalità?

Ovviamente non intendo sparare nel mazzo ma in un articolo opinionista non posso nemmeno perdermi in mille differenziazioni, per cui…

Come spesso, troppo spesso, accade, gli italiani si vogliono distinguere dagli altri, almeno lo facessero in bene ma no, lo fanno in male!

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