Archivio dell'autore: Emanuele Cinelli

Invito alla Festa di Primavera Mondo Nudo – Nave (BS)


Avevamo in sospeso una grigliata comunitaria, programmata in autunno era poi saltata, la riproponiamo ora rieditandola in forma di evento più complesso e completo che ci possa servire come allenamento e prova generale per un più esteso evento autunnale.

Una, quindi, vera e propria festa di primavera che si svilupperà nella formula tre in uno: tre attività, tre proposte, tre opportunità in unica soluzione, in unico impegno, in unica giornata. Ovviamente è lasciata la più ampia libertà di partecipazione per cui potrete optare per presenziare a tutti e tre i momenti, a due nelle loro diverse combinazioni o anche ad uno solo. Per l’occasione meno libera sarà la scelta relativa alla nudità, fattibile forse solo lungo una parte dell’escursione, al ristorante si dovrà restare vestiti. Ci ho ragionato a lungo su questa cosa dopo che in autunno, come già detto, proprio per questo ho annullato la prevista grigliata. Sulla base dei cinque anni di esperienza in tale campo, ho rilevato che al momento è possibile ma non facile trovare locali che ci consentano la nudità: alcuni non ne vogliono proprio parlare, alcuni sono disponibili a farlo ma solo se gli riempiamo il locale, cosa per noi impossibile, altri ce lo possono concedere nelle loro giornate di chiusura settimanale, ovviamente infrasettimanale e, di conseguenza, inibitorie ai fini di una numerosa partecipazione, nessuno si è ancora manifestato favorevole ad una condivisone della sala tra persone nude e persone vestite; tra quelli che sono disponibili alcuni negano ogni possibile cambiamento nel futuro, qualcuno, invece, si manifesta curioso e aperto a un eventuale diverso atteggiamento, ma, com’è logico e naturale, richiede un periodo di conoscenza e maturazione delle cose. Approfittare solo ed esclusivamente dei pochi che hanno possibilità di ospitarci nudi anche nel fine settimana vorrebbe dire rinunciare alla possibilità di far crescere altri, di rinunciare alla possibilità di promuovere la normalità del nudo, per cui meglio accettare qualche evento da farsi necessariamente vestiti e inviare gli amici a farsi, attraverso la loro numerosa partecipazione a tali eventi, promotori attivi della normalità del nudo: un piccolo sacrificio donato alla causa comune!

Torniamo all’evento in questione.

Base logistica e punto di ritrovo l’agriturismo Dragoncello in quel di Nave, grande e operoso abitato alle porte della città di Brescia. Da qui partiremo per una tranquilla escursione lungo l’antico sentiero del Negondol, dodici chilometri in gran parte pianeggianti (solo 500 metri il dislivello totale) con i quali prima raggiungeremo il caratteristico e panoramico Colle di San Vito dove sorge un’antica chiesetta, poi ci sposteremo al Colle di San Giuseppe dal quale scenderemo a valle per attraversare l’abitato di Nave e ritornare all’agriturismo dove, dopo esserci cambiati e rinfrescati, ci rifocilleremo frugalmente con una buona merenda contadina facendo così piacevolmente arrivare l’ora di cena, alla quale accederemo con pochissimi passi visto che si terrà nello stesso identico cascinale della merenda.

Sono convinto che, nonostante l’estesa limitazione al nudo, sarà una splendida festa, spero di vedere comunque una numerosa partecipazione, vuoi per sentirmi motivato a continuare in queste miei iniziative, vuoi per ringraziare l’amico Angelo che per l’occasione si è tanto prodigato per prendere accordi con chi gestisce il Dragoncello, vuoi per incentivare gestione e proprietà del locale a supportarci nuovamente e più largamente in futuro, vuoi per essere parte attiva nella normalizzazione del nudo, vuoi poter sperare in un futuro più nudamente semplice e rigoglioso: se non sappiamo renderci parte attiva inutile poi lamentarsi per la scarsa disponibilità di strutture nudiste, per la scarsa attenzione al nudo delle istituzioni, non c’è verso, non si può aspettare che altri facciano quello che compete a noi, dobbiamo svegliarci noi tutti, farci sentire noi tutti!

Ovviamente, come da mio credo e da regola degli eventi di Mondo Nudo, sono ben accette anche le presenze di chi nudista (ancora) non è, di chi seppure incuriosito non trova il coraggio di spogliarsi, di chi pur disponibile a condividere gli spazi preferisce stare vestito, ed anche di chi è titubante sulla questione del nudo sociale, di chi teme l’imbarazzo, di chi preferisce una netta suddivisione, persino di chi, in modo più o meno convinto e deciso, si oppone al nudo: quale miglior modo per conoscere e farsi un’idea personale, un’idea non mediata dagli altri, per scoprire quanto sia facile convivere con il nudo, quanto sia bello mettersi a nudo, quanto sia normale il corpo nudo.

Grazie a tutti coloro che parteciperanno, magari cambiando i loro programmi, magari rinunciando ad altri impegni già presi, magari affrontando un lungo viaggio in auto pur di essere parte di questo importantissimo momento sociale. Grazi a tutti coloro che, partecipando o meno, si daranno da fare per far girare questo invito. Grazie a tutti coloro che ci faranno anche un solo semplice pensierino, a coloro che prenderanno nota della nostra esistenza e magari si metteranno in contatto per successivi eventi, ma anche a coloro che si limiteranno a ragionare sulla questione del nudo sociale, sperando che lo possano fare in maniera libera da pregiudizi e condizionamenti sociali, politici, religiosi, morali, etici e quant’altro possa essere. Grazie!

Leggi la scheda evento dettagliata.

VivAlpe 2019, tre per tre in ravanage


Sabato 13 aprile 2019, nemmeno il maltempo può fermare le uscite di VivAlpe 2019: proprio all’ultimo momento, quando ormai stavo già meditando di cambiare meta ed effettuare una 25 km di allenamento, ecco che mi arriva una mail da una recentissima iscritta nella lista degli Amici di Mondo Nudo che vorrebbe partecipare, insieme al suo compagni, alla prevista escursione: in men che non si dica le confermo la cosa e ci accordiamo sul punto di ritrovo… si ritorna ai propositi prefissati.

Eccoci al parcheggio di Forno d’Ono, io, Daniela e Vincenzo, ben coperti e ben motivati ci incamminiamo sotto una leggera pioggerella in direzione della nostra lontana e invisibile meta: la variante alta del 3V, nel tratto che transita sotto le rocce sommitali della Corna Blacca. Nonostante la presenza di rovi che ostacolano il passaggio, grazie anche alla mia cesoia da giardinaggio (abitudine che dovrebbero avere tutti gli escursionisti: la manutenzione dei sentieri è compito ingrato al quale tutti devono sentirsi coinvolti, troppo comodo dare sempre tutto per scontato, ivi compreso che i sentieri siano sempre belli puliti), superiamo agevolmente il primo salto della valle, con pochissimi metri di respiro segue il secondo ora fuori dal bosco ma in un ripido canalone a tratti facilmente percorribile, grazie alla pietre di media dimensione, a tratti meno trattandosi di più fine e instabile graniglia.

Eccoci alla base del terzo salto della valle, qui il canalone si fa ancor più ripido e instabile, salire diviene assai più faticoso ma saliamo, sbuffando e ansimando saliamo costantemente. Sopra di noi si erge il fantastico e immenso versante meridionale della Corna Blacca, purtroppo oggi completamente nascosto alla nostra vista dalle basse nuvole. Finalmente il sentiero esce dal canalone per infilarsi in un bel bosco di faggi e in breve siamo alla Cascina del Pian dei Canali, luogo ameno che invita alla sosta e alla meditazione, infatti qui incontriamo un solitario escursionista che ci racconta essere appunto qui salito per dare sostanza all’anima.

Dopo un breve riposo riprendiamo il cammino verso l’alto, breve tratto di salita e poi un ben celato traverso, in leggera discesa, ci riporta sul fondo del canalone precedentemente abbandonato. Qui la pendenza è decisamente minore del tratto basso e la vegetazione abbondate (in prevalenza mughi) consolida il terreno permettendoci una progressione veloce e agevole. Non c’è molto tempo per rilassarsi, presto si riprende a salire e ora inizia il tratto a me ancora sconosciuto. All’inizio traccia e segnaletica sono abbastanza evidenti e non ho dubbi sulla strada da seguire. Sorpresa, un leggero nevischio ghiacciato appare a piccole macchie tra l’erba, non è ancora preoccupante e, a naso, il dislivello che ancora dobbiamo coprire non dovrebbe essere tale da portarci in neve alta. Le classiche ultime parole famose: poco a poco mentre saliamo la neve si fa più presente e la salita diviene più perigliosa, si scivola parecchio sul fondo di erba infradiciata e la segnaletica si è fatta molto rada. Con qualche titubanza, visto che i miei compagni sono ancora in forze e non palesano cedimento, procedo ancora verso l’alto, ma la neve ora arriva a coprire per intero il pendio, difficile individuare traccia e segnaletica, solo procedendo a zig zag riesco ogni tanto a trovare qualche segno tranquillizzante.

Alzo lo sguardo e nel fitto delle nuvole intravvedo delle pareti rocciose: “vuoi vedere che siamo arrivati al 3V?” Un ripido e scivolosissimo pendio mi separa dalla loro base, faccio fermare i compagni, mi alzo velocemente in direzione delle pareti ma… niente, solo una vaga sensazione di sentiero con qualche strano segno verde. Provo a seguirlo e mi ritrovo all’interno di un canalino, si sale agevolmente ma alla sua fine ancora del 3V non trovo traccia, alla mia destra vedo un ripido canale che non conosco, mentre a sinistra si esce su un pendio completamente ricoperto di neve e vari scarichi di piccole slavine. Niente da fare, siamo al capolinea, già da solo avrei forti dubbi sull’opportunità di procedere, figuriamo avendo al seguito altre persone. Velocemente ritorno dai mie compagni di viaggio e li avviso che dobbiamo rientrare per la via di salita.

Il primo tratto di discesa si svolge su di un terreno erboso privo di zolle e, pertanto, ci vede esprimerci in qualche lungo scivolone, non ci sono particolari pericoli, comunque preferisco tenere sotto controllo la situazione ponendomi a valle dei mie compagni e facendo da freno a Vincenzo che sta faticando parecchio a stare in piedi. Con calma perveniamo alla base di questo malo tratto, ora il terreno si fa più lavorato e possiamo scendere con minore tensione. Il mio occhio allenato ritrova facilmente le deboli tracce che abbiamo lasciato in salita e in poco tempo siamo all’erba pulita. Nel frattempo si è messo a piovere con una certa insistenza, ma non ci badiamo più di tanto: senza sosta proseguiamo fino a ritornare alla Cascina del Pian dei Canali. L’altro escursionista è già ripartito, ci accomodiamo,, ci cambiamo le maglie bagnate, indossiamo una giacca asciutta e mangiamo qualcosa fruendo delle comode panche. Per corroborarci un attimo e prepararci al rientro a valle, con debita moderazione, giusto solo un sorsetto, approfittiamo della ricca dotazione di alcolici.

Ripartenza. Per alleggerire la discesa non scendo dal canalone di ghiaia ma seguo un bel sentiero che, seppur allungando il percorso, agevolmente ci porta ala strada sterrata che unisce Ono Degno al Passo di Pezzeda Mattina. La seguiamo fino a prendere l’altra sterrata che porta in località Cogne, dove un bel sentierino ci porta al fondo valle. Attraversiamo il torrente su un ponte estremamente scivoloso e Vincenzo si esibisce il un bel scivolone con sonora chiappetttata che gli rintrona nella budella: gli ci vuole qualche minuto per rimettersi in piedi. Ancora giù per il sentiero che costeggia il torrente per sfociare dopo poco nella rovinatissima sterrata che porta alla Cascata dell’Acqua Bianca. Sosta fotografica e poi via per rientrare agevolmente e senza ulteriori esercizi ginnici alla macchina.

Che dire, nonostante tutto, nonostante la pioggia, nonostante la neve, nonostante il freddo, nonostante il non aver potuto completare l’anello previsto, nonostante il ravanage, ecco nonostante tutto questo e altro è stata una magnifica giornata, ho conosciuto due nuovi simpaticissimi amici, lei ha dimostrato d’essere veramente a suo agio in montagna, ambedue sono ben allenati e si è salito e disceso abbastanza velocemente: mi sono proprio divertito.

Grazie Daniela, grazie Vincenzo, la vostra compagnia è stata veramente piacevole, spero di rivedervi quanto prima.

Analogamente spero di vedere presto altri nuovi amici di Mondo Nudo, altri nuovi appassionati di escursionismo, altre nuove persone interessate al camminare in nudità, altre nuove persone che vogliano perseguire l’inclusione con la montagna, unico modalità per poterne realmente apprezzare tutte le qualità e riceverne tutti i benefici.

Guarda le prossime interessanti uscite di VivAlpe 2019.

18 maggio c’è un’occasione tre in uno: escursione, merenda e cena.

A presto!

Clima, è tutta colpa nostra?


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Iniziamo dicendo che si, è colpa nostra, proseguiamo, però, come logica vuole, chiedendoci di quale colpa parliamo: abbiamo modificato il clima o solo velocizzato dei cambiamenti che sarebbero comunque avvenuti? Ecco, ci sono due cose che ho studiato ancora tanti anni addietro:

  • l’asse terrestre è in lenta ma continua rotazione portando un diverso posizionamento del pianeta rispetto al sole;
  • il sistema solare è in contrazione e la terra si sta avvicinando al sole, conseguentemente ci sono l’innalzamento delle temperature medie e un maggior influsso delle perturbazioni solari.

Negli anni a seguire non ho letto nulla che le negasse. Una mia svista? Ho perso io qualcosa? Può essere, le reti sociali sono relativamente recenti, di certo molto più giovani rispetto ai tempi a cui sto facendo riferimento e allora era più difficile mantenersi in costante aggiornamento, però…

Però, considerando la regola universalmente ritenuta valida del “nulla è immutabile”, propendo per una nostra colpa in merito alla velocizzazione dei cambiamenti e non alla loro messa in atto. Ovviamente questo non ci esime dal dover prendere provvedimenti e dalla necessità di prenderli in tempi estremamente brevi, con la consapevolezza, però, che prima o poi la Terra diverrà comunque inabitabile!

Risveglio di primavera


Primavera s’avanza
mille colorate corolle s’aprono al sole
cuori profumati si espongono al mondo
ascoltar si deve il natural richiamo
corpi gaudenti
ignudi si fanno!

Emanuele Cinelli, 3 aprile 2019

Maestri d’ignoranza


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Insulso atteggiamento il voler insegnare senza essere disposti a imparare, crogiolandosi nei limiti del proprio piccolo orticello culturale, leggendo e ascoltando solo quanto fa comodo, cercando unicamente le conferme al proprio modo di pensare, rifiutando tutto quello che, al contrario, lo sconfessa, cercando di manipolare a proprio uso e consumo fatti ed evidenze.

#VivAlpe 2019… eeee due!


Versante est della Val Bertone (Caino – BS)

Ancora una bella giornata di sole, stavolta con temperature decisamente più confortevoli anche se un venticello freddo a tratti si faceva sentire, per la seconda uscita del programma VivAlpe 2019.

Dopo una stagione di stanca e un avvio che sembrava presagire un nuovo anno di scarsa partecipazione, il gruppo torna a farsi abbastanza corposo con nove persone al ritrovo: Emanuele, Angelo, Attilio, Paola, Marco, Francesca, Luise, Stefan e il nuovo amico Gianluca.

L’inverno secco ci ha spianato il terreno facendoci trovare una vegetazione molto scarsa così anche i tratti più abbandonati del percorso non ci hanno creato problemi nel passaggio e, tra una chiacchiera e l’altra, osservando i variopinti fiori che ornavano il sentiero, velocemente abbiamo raggiunto prima il lungo piano traverso a tre quarti di montagna, poi il luogo previsto per la sosta pranzo: un terrazzino erboso riparato dal vento e baciato dal sole.

Dopo i consueti scatti artistici dell’amico Attilio, fotografo professionista con particolare vocazione per le foto di nudo, per i quali come sempre ci siamo prestati da modelli, riprendiamo il cammino per scendere tranquillamente, fra mille chiacchiere, al parcheggio delle auto, poco prima del quale dobbiamo purtroppo necessariamente rivestirci, e non per la temperatura che resta assolutamente confortevole, ma per essere ormai sula frequentatissima strada asfaltata della Coste di Sant’Eusebio: arriveremo mai ad una logica e opportuna rinormalizzazione del nudo?.

Grazie a tutti i partecipanti che, con la loro entusiastica presenza, hanno permesso l’ottima riuscita di questa seconda uscita.

Ci si rivede il 13 aprile per la straordinaria escursione su di un versante poco noto e pochissimo frequentato della mitica Corna Blacca (vedi programma).

#VivAlpe 2019: partiti!



Caino, Val Bertone, salita ad anello al Monte Civelle.

Accompagnati da una bella giornata di sole, che ha presto attenuato i morsi del freddo mattino concedendoci anche la possibilità di ridare libertà ai corpi ottenebrati dall’inevitabile lungo invernale cilicio delle vesti, abbiamo dato l’avvio ufficiale al nostro programma di escursioni con questa esplorazione. Si esplorazione perchè la novità di quest’anno è l’inserimento di alcune uscite per il reperimento di nuovi itinerari sfruttando sentieri ormai abbandonati o mai utilizzati dall’escursionismo di massa, purtroppo ad oggi quasi (perchè invero qualche comunità e qualche amministrazione comunale più sagge e corrette le abbiamo anche trovate) unica possibilità che abbiamo per poterci mettere a nudo senza patemi.

Contrariamente ai miei timori, dovuti alla vetusta età della relazione che mi ha dato notizia dell’esistenza di questo itinerario, il tracciato si è rilevato pulito e facilmente individuabile. Breve ma simpatico, con un bel tratto panoramico e un paio di ottimi punti per fermarsi a godersi il sole, mangiare e riprendere il fiato prima di ritornare a valle, si è immediatamente guadagnato il certo inserimento nel programma 2020. Peccato solo il relativamente lungo (un terzo dell’intero percorso) tratto sulla frequentatissima strada sterrata di fondo valle dove si è per ora costretti a stare vestiti (un paio di volte mi è capitato di essere guardato male per il solo fatto che fossi a torso nudo, con i soliti commenti del cavolo).

Soddisfatto dell’esito positivo dell’esplorazione, appagato dalla piacevole compagnia dell’immancabile Angelo, confidando in una prossima più intensa partecipazione, speranzoso per una prossima evoluzione sociale che rinormalizzi la nudità, saluto e resto in attesa della prossima uscita (16 marzo sempre in Val Bertone) quando andremo a verificare la condizione di percorribilità di un sentiero che permette di raggiungere un bel sentiero che già conosco e che ho già fatto più volte evitando la frequentatissima strada di fondo valle, consentendo il cammino naturale per quasi la totalità del tempo.

Alla prossima!

#VivAlpe 2019: Il programma


L’elenco che segue riporta solo le informazioni principali, le altre informazioni le troverete nelle schede che andrò a pubblicare quanto prima possibile nella pagina eventi del blog.

Visto che quest’anno posso mettere in calendario poche uscite ho pensato di condividere con voi anche alcune delle uscite che, al fine di trovare nuovi itinerari da proporvi, dovrò fare per pulire dei sentieri, per verificare lo stato di itinerari che ho già percorso tempo addietro o per esplorare percorsi che ancora non conosco, alcuni dei quali non sono nemmeno riportati sulle carte o sono indicati come tracce. Per questi percorsi, identificati nell’elenco dall’asterisco in prefisso al titolo, posso dare solo indicazioni approssimative dei tempi di percorrenza (dipendono dallo stato di conservazione e dalla maggiore o minore facilità di individuazione; potrebbe anche succedere che non si riesca a percorrerli per intero) e non ci saranno schede descrittive in area pubblica (pagina eventi del blog), per partecipare presentatevi direttamente al punto di raccolta indicato (se al momento manca, verrà inserito qualche settimana prima dell’evento), consiglio, però, di contattatarmi direttamente per e-mail, un paio di settimane prima della loro prevista effettuazione, per verificarne l’effettuazione (potrei dover lavorare il sabato) e prendere accordi, per avere il mio contatto e-mail registratevi tra gli Amici di Mondo Nudo (vedi apposita scheda).

Per segnalare la partecipazione alle uscite per non sarà più necessario compilare l’apposito form ma basterà avvisarmi telefonicamente o inviarmi un sms oppure inviarmi un messaggio in e-mail o WhatsApp, ricordandosi di segnalarmi il luogo di ritrovo qualora la scheda descrittiva ne riportasse più di uno. Chi non avesse i miei contatti si deve registrare negli Amici di Mondo Nudo (vedi apposita scheda) e riceve l’indirizzo e-mail del blog, nel contesto della prima partecipazione ad un uscita si ottengono anche gli altri.

Per dare seguito a richieste che mi sono pervenute, sperando non succeda come in passato che poi mi sono ritrovato da solo, alcune uscite, in particolare quelle lavorative, sono al sabato.

*16 Febbraio (sabato) – Anello nord di Gabbie, Val Bertone (Caino – BS)

Vecchio sentiero relazionato su un quotidiano locale ma che, nei miei vari passaggi in zona, non ho mai notato. Potrebbe essere molto interessante. Direi un massimo di 4 ore per l’anello completo.

Si parte dal parcheggio della val Bertone e se ne risale la metà inferiore seguendo per intero la strada sterrata. In destra orografica dovrebbe iniziare questo sentiero che risale il versante settentrionale del monte Paradiso. Giunti sul crinale spartiacque in coincidenza con casa Pasotti, si rientra a valle per il sentiero di Palone Pianura, seguendone la variante terminale di Castel Berti.

Ritrovo ore 09:00 al parcheggio della Val Bertone.

*16 Marzo (sabato) – Anello largo Val Bertone est

Itinerario molto corto (3 ore al massimo) e poco faticoso. Percorre sentieri di caccia che appaiono in disuso (li ho fatti almeno una quindicina di volte e non ci ho mai incontrato nessuno); ambiente interessante per le belle conifere che si attraversano e l’incontro quasi sicuro con le coturnici; molte possibili varianti, per l’occasione l’intenzione è quella di pulire una di queste che permette di mettersi a nudo quasi subito. Una volta a nudo ci si può restare fino a pochi metri dall’auto.

Ritrovo ore 09:30 al parcheggio della Val Bertone.

*13 Aprile (sabato) – Cascina Pian dei Canali (Forno d’Ono – BS)

Individuato casualmente è un percorso segnalato che da Forno d’Ono sale alla vetta della Corna Blacca, nella prima esplorazione effettuata l’ho trovato molto bello ma nella parte iniziale intasato dai rovi, sono passato ugualmente essendo inverno ma per una sua percorrenza primavera-autunno e necessario ripulirlo. La cascina, alla quale si arriva in due ore di cammino, è stupenda e collocata in posizione mirabile, all’interno almeno una ventina di posti tavola, all’esterno un bel prato e un bosco pulitissimo. Sicuramente si procederà anche oltre la cascina lungo un selvaggio e solitario vallone (che ho percorso solo in parte), di sicuro non si arriva in vetta alla Corna Blacca (assai lungo e faticoso), ma potremmo forse arrivare fino all’innesto sul 3V e da qui decidere di rientrare a valle con un altro percorso, totale 6/7 ore.

Chi lo volesse al ritorno potrà acquistare delle buonissime trote visto che, a dieci minuti dal parcheggio, passeremo davanti ad un allevamento che fruisce delle fresche acque di un torrente che scende da sotto la Corna Blacca: ci sono sia rosa che bianche (Fario) e costano all’incirca 10€ al chilo. Vedi pagina descrittiva.

Ritrovo principale ore 8:00 al parcheggio di Via Fucine a Prevalle; arrivando dalla tangenziale lo si trova a destra subito dopo il cartello che indica l’ingresso nel paese; arrivando dal paese lo si trova sulla sinistra dopo il paese, duecento metri dopo aver passato il ponte sul canale e l’incrocio con la Gavardina.

Ritrovo alternativo: ore 8:45 a Forno d’Ono nel piccolo parcheggio di via Roma posto sulla destra della strada in corrispondenza delle ultime case (a sinistra, a destra il torrente) duecento metri prima di un ponte.

Altre informazioni nella scheda evento

28 Aprile – Anello del Dragoncello da Nave

Non so perché ma i percorsi a bassa quota percorribili in nudità sono tutti esposti a nord e così è per questo itinerario segnalato ma quasi per niente frequentato, è un percorso interessante per l’ambiente attraversato (fitta boscaglia con essenze di vario genere, tra le quali le peonie, presenti in gran numero, e i gigli martagone); dalla vetta (che alcuni già conoscono) si osserva un bel panorama sul sentiero 3V e la Val Trompia. Discesa per il lato opposto seguendo la Val Salena per il percorso originale (e abbandonato) del 3V. 5/6 ore l’anello completo.

Ritrovo ore 9:00 al grande parcheggio dietro la chiesetta di San Rocco in Nave, qui la scheda dettagliata.

*18 Maggio (sabato) – Senter del Negondol con merenda e cena al ristorante Dragoncello (Nave – BS)

Da tempo non ci troviamo per una bella cena in compagnia così.. ecco un’interessante e piacevole escursione che si chiude con merenda e una cena (rigorosamente vestiti) al ristorante.

Tutte le informazioni nella scheda evento.

26 Maggio – Anello del Dosso della Croce (Collio V.T. – BS)

Si parte da un piccolo parcheggio fuori Memmo, paesino sopra Collio Val Trompia, e per strada sterrata ci si porta verso Bovegno, raggiunto il crinale spartiacque lo si segue per verdi pascoli risalendo un lungo e ripido pendio fino al suo apice ai piedi della sommità rocciosa del Dosso della Croce. Discesa per il crinale parallelo che, con caratteristiche similari, riporta più direttamente alle auto. Esposizione a sud quindi garanzia di sole fin dalla partenza (salvo mal tempo, ovviamente). 7/8 ore l’anello completo.

Tutte le informazioni nella scheda evento.

*1 Giugno (sabato) – Passo Reforti, Val del Caffaro (Bagolino – BS)

Ho individuato questo tracciato guardando la cartina del luogo, è indicato come vecchia traccia e osservato in loco in effetti se ne vede l’inizio ma poi non è chiaro dove prosegua, scoprilo sarà l’obiettivo di questa uscita esplorativa. L’ambiente è quello classico della media quota Adamellina: grandi placche rocciose contornate da canalini erbosi, in alto c’è un’ampia conca dove doveva esserci una vecchia malga. Esposto a ovest ma tutto a cielo aperto: appena arriva il sole il caldo si farà subito sentire. Calcolo un tempo di percorrenza di 8 ore tra salita, discesa (che va fatta sullo stesso percorso) e breve sosta pranzo.

Tutte le informazioni nella scheda evento.

16 Giugno – Anello del Dosso Alto (Maniva – BS)

Percorso che, anche se in parte in cattivo stato, ho trovato (la scorsa primavera) esaltante. Si parte dal piazzale del Giogo del Maniva per scendere verso Bagolino seguendo un’antica mulattiera, a metà dislivello si imbocca una sterrata che sale il versante settentrionale del Dosso Alto non è chiaro per andare dove. Abbandonata la sterrata si prosegue per un lungo e appena accennato sentiero (ben segnalato ma con segni vecchi) che, attraversando zone invase da ortiche, felci o lamponi, raggiunge il crinale orientale della montagna. Un sentiero militare risale tale crinale e porta ad attraversare il solitario ed erboso versante meridionale per raggiungere il Passo del Dosso Alto da dove la strada asfaltata riporta al Maniva. 7/8 ore l’anello completo.

Tutte le informazioni nella scheda evento.

20 e 21 Luglio – Rifugio Prandini per la Val di Stabio

Come alcuni sanno è un bellissimo rifugio che ci viene tranquillamente concesso per l’utilizzo in nudità, anche in presenza del pastore o di eventuali altre persone che arrivassero dopo di noi (vengono avvisate). Situato in una conca solitaria ha vari percorsi di accesso, qui si propone l’unico che ancora non è stato fatto come gruppo (l’ho fatto io in solitaria). Molto lungo e in parte anche faticoso, segue un vallone ad alcuni già noto, nella parte bassa assai frequentato ma in quella alta desertico. Un bel lago ne allieta l’ultimo tratto e sulle sue sponde ci si può fermare per il dovuto riposo e recupero di energie. Dal lago si risale una tipica ganda Adamellina dopo la quale un breve ripidissimo canalino franoso (catene, ma non c’è esposizione e non presenta difficoltà tecniche) conduce alla Porta di Stabio. Discesa al rifugio per lisci placconi rocciosi e canalini erbosi senza traccia oppure, se si arrivasse troppo tardi alla Porta, per il sentiero segnalato. Dal parcheggio al rifugio 7/8 ore di cammino. Il giorno successivo partenza in tarda mattinata per risalire le Foppe di Braone e la cresta nordest del Monte Frerone (stelle alpine) dalla cui vetta si scende per il versante opposto lungo il sentiero classico, segnalato e piuttosto frequentato, che si abbandonerà più sotto per scendere direttamente seguendo il fondo della solitaria Val Bona. Arrivo in Bazena dopo un 5/6 ore dalla partenza. Sarà necessario organizzare il trasbordo visto che partenza e arrivo non coincidono (15 minuti d’auto tra le due o un’ora a piedi).

Tutte le informazioni nella scheda evento.

4 Agosto – Festa del Prandini

Come ormai faccio da alcuni anni propongo la partecipazione di gruppo a questa festa al fine di mantenere vivo e stretto il rapporto con alcuni abitanti del posto e nella speranza di poter convincere i nostri ospiti (coloro che ci ospitano) a sperimentare la nudità. L’accesso lo faremo per il percorso più breve (il classico dalle baite di Scalassone; 4 ore circa).

Tutte le informazioni nella scheda evento.

15 Agosto – Picnic in Valle di Brozzo

La parte inziale di questa valle e super affollata, ma proseguendo lungo il torrente, superata una cascata, ci si trova da soli pervenendo in una ventina di minuti ad una larga piana ghiaiosa dove il torrente lascia spazio a isolotti e spiaggette adatte ad una piacevole sosta.

Tutte le informazioni nella scheda evento.

7 Settembre (sabato) – Val della Lana (Gardone V.T. – BS)

Qualche anno addietro ne abbiamo percorso solo il primo pezzettino, la ripropongo per risalirla interamente portandosi alla vetta del Monte Guglielmo da dove scendere per il 3V e la Val d’Inzino. La possibilità di stare nudi è parziale ma la bellezza del percorso vale il piccolo sacrificio. 8/9 ore.

Tutte le informazioni nella scheda evento.

22 Settembre – Lago della Rossola, Val di Dois (Ceto – BS)

Zona solitaria immersa tra le rocce dell’Adamello. Partenza dalla Case di Paghera alle quali si ritorna dopo un 6/8 ore di cammino (sosta pranzo compresa). Nudità assicurata nel vallone della Rossola, nel tratto di accesso a questo sarà da vedersi al momento (a volte questo tratto e molto frequentato).

Tutte le informazioni nella scheda evento.

20 Ottobre – Monte Pizza (Bagolino – BS)

Era programmato il “Senter Bandit” in zona Caino e Nave ma durante una mia preliminare perlustrazione ho rilevato la presenza di molti tratti vegetati a rovi, risultati di difficile e spinosa percorrenza già ad inizio primavera con vegetazione ancora ridotta, figuriamoci a fine estate quando la vegetazione è al massimo della sua rigogliosità.

In sostituzione al “Senter Bandit” ho scelto un breve anello nei pressi di Bagolino, zona dove già abbiamo fatto diversi eventi, compreso un campo di cinque giorni e alla quale personalmente sono sentimentalmente legato per il caloroso affetto che, sulle reti sociali, mi hanno nel recente passato dimostrato diversi suoi abitanti.

Trattasi della salita al Monte Pizza, piccola rupe che sovrasta il paese e alla quale si arriva con due sentieri in apparenza non molto frequentati (tratti vegetati), ambedue particolarmente interessanti per gli ambienti attraversati e per la loro conformazione. 5/6 ore.

Tutte le informazioni nella scheda evento.

Novembre – Pranzo o cena di fine stagione

Vedremo come evolvono le cose con l’agriturismo Dragoncello e poi decideremo sul da farsi.

Tutte le informazioni nella scheda evento.

Responsabilità sociale


Nel nudismo, come in molti altri aspetti della vita, non basta essere corretti per ritenersi esenti da responsabilità in merito alle sue difficoltà di accettazione e diffusione, è necessario essere attivamente coinvolti nel suo processo di crescita e divulgazione, anche solo evitandone il segreto e parlandone apertamente ogni volta che ne capita l’occasione!

#Nudiènormale


Il nudo non è un momento, il nudo è il tutto.
Il nudo non è una stravaganza, il nudo è la nostra essenza.
Il nudo non è nemmeno una scelta di vita, il nudo è la vita.
Insomma, per farla breve…
Il nudo è la normalità!

Sacro e profano


Nulla è più sacro di ciò che dà la vita, nulla è più profano dei tabù che ne impongono la reclusione nell’abito.

Nulla è più sacro dei genitali, nulla è più profano della vergogna che li riguarda.

Nulla è più sacro del nostro corpo, nulla è più profano dell’abito che lo copre!

#nudiènormale

#nudièmeglio

#TappaUnica3V 2019


Dopo le batoste la voglia di ripartire a volte sorge immediata, altre volte ci mette un poco di tempo. Così, dopo il secondo tentativo del 2018 (quarto in assoluto), ero molto dubbioso sulle mie possibilità ed ho lasciato decantare la questione per alcuni mesi, continuando, però, ad allenarmi: ormai il lungo cammino è diventato parte integrante del mio stesso essere e in esso ha sempre preso più spazio la corsa. Con passare dei mesi la mia velocità media è aumentata nettamente e, con essa, sono calati i dubbi, ora c’è lo spazio per la voglia profonda di riprovarci, di rimettermi in cammino su questo particolare tracciato.

Cambieranno alcune cose, però: così come già fatto nel 2018 per il secondo tentativo non programmerò una data di partenza, bensì partirò quando mi sembrerà il momento migliore, e pochi lo sapranno; partirò senza una tabella di marcia, camminando al ritmo del mio corpo e fermandomi ogni qual volta lo senta necessario, ovviamente sempre rispettano la natura della tappa unica.

In questa modalità non avrò assistenza, che alla fine pone dei condizionanti vincoli di tempo e di orario, dovrò pertanto portarmi appresso fin dalla partenza tutto ciò che mi servirà sul giro, sia esso abbigliamento che alimentazione che accessori vari; per il ripristino dell’acqua mi appoggerò alle poche fontanelle e bar presenti sul percorso: dovrò sopportare un discreto peso e, comunque, non potrò disporre della perfetta quantità d’acqua, un viaggio nel viaggio, il viaggio della sete nel viaggio della fatica, il viaggio della conoscenza nel viaggio dell’esperienza.

VivAlpe 2019


Quest’anno, per miei impegni e problemi, le uscite torneranno ad essere quantitativamente limitate (indicativamente una al mese per il periodo maggio-ottobre, più un paio di sabati), ma la qualità resterà sempre quella, anzi, cercherò di alzarla ulteriormente proponendo uscite in ambienti ancor più selvaggi e interessanti, ambienti dove lo sguardo possa liberamente spaziare fin verso l’orizzonte, ambienti dove la montagna sia montagna, dove sia possibile ascoltare i suoi messaggi, dove poter percepire il senso d’inclusione nella montagna che solo la nudità può portare.

Al momento non sono ancora definite le date, ma presto le potrete conoscere attraverso le schede descrittive che appariranno nella sezione eventi, nel frattempo, in ordine non cronologico, un’idea sulle destinazioni e i possibili itinerari:

  • Anello Stabio-Frerone-Val Fredda, una due giorni con pernottamento al rifugio Prandini
  • Soggiorno di cinque giorni al rifugio Prandini con tre escursioni in zona (anello della Val di Braone, Lago della Sorba, Laghetto di Mare)
  • Anello del Dragoncello da Nave (BS)
  • Anello del Dosso Alto (Maniva) su percorsi antichi e sentieri militari (15-18)
  • Anello est della Val Bertone, una brevissima escursione lungo sentieri quasi abbandonati
  • Altre in via di definizione

Alle escursioni si aggiungerà qualche evento statico, quali cene o pranzi e un pic-nic ferragostano in una valle inizialmente affollata ma che risalendola lungo il torrente diviene presto solitaria e selvaggia.

Confido in una massiccia presenza dei soliti e di nuovi amici, soprattutto confido nella partecipazione di nuovi amici che ancora legati alla necessità dell’abbigliamento desiderino provare cosa significa abbandonarlo, che chi già da tempo ci segue senza aver ancora provato a mettersi a nudo finalmente si decida a farlo: non obbligo nessuno a spogliarsi ma è chiaramente mio intento spingerlo a farlo, quantomeno una volta, che poi l’esperienza insegna che diviene immediatamente la prima volta per essere seguita da tante, tante altre volte.

A presto!

P.S.
Chi, al fine di distribuzione, volesse una copia ad alta risoluzione della locandina VivAlpe 2019 deve solo richiedermela tramite il modulo di contatto o, per chi li conosce, attraverso gli altri miei contatti (indirizzo e-mail, cellulare, whats-app, social, a voce) e provvederò a fargliela avere.

Blog, commenti e rispetto


Un blog non è un forum, un blog è un ambiente di lettura, un luogo dove qualcuno scrive e altri leggono, un luogo dove il più delle volte chi scrive e chi amministra non lo fanno per lavoro, non ci guadagnano nulla, anzi ci spendono, spendono tempo e denaro, il loro tempo e il loro denaro.

Un blog è un luogo dove chi legge deve portare rispetto verso chi scrive e verso gli altri lettori, dove chi legge, pertanto non può monopolizzare la sezione commenti e la disponibilità del blogger, deve lasciare spazio a tutti, deve capire che i commenti non sono abilitati per permettere al lettore di dare sfogo alla propria voglia di potere o sete di visibilità, i commenti servono a creare coinvolgimento, servono per lasciare un breve appunto del proprio passaggio, per dare un positivo contributo al lavoro del blogger, al limite anche per fare osservazioni a patto che siano costruttive, contenute e limitate.

Visto che c’è chi non è cosciente di quanto sopra, c’è chi abusa del mio tempo e della mia disponibilità e non lo fa per crescere ma solo ed unicamente per imporre le proprie visioni rigettando ogni controdeduzione, rifiutando a priori la possibilità d’essere in errore, agendo da muro di gomma, arrivando a pretendere di dettare legge, d’insegnare a chi ha ben più esperienza e pratica di lui, ecco visto tutto questo, e altro ancora, mio malgrado, così come già fatto da molti altri e in alcuni casi fin dalla nascita del blog, mi vedo costretto a rimuovere la possibilità di commentare pagine e articoli, resta abilitata (per ora) sui vecchi articoli in quanto non c’è una funzione cumulativa e sono tanti per bloccarli uno a uno, è chiaro che ogni commento irrispettoso, inutile, non coerente e che contravviene alle re3gole su esposte verrà rimosso senza appello.

Profondamente dispiaciuto ma, dopo anni e anni passati a farlo e nei più disparati contesti e ambienti, reali e virtuali, ora non ho più ne tempo ne voglia di gestire tali situazioni. Magari quando sarò in pensione!

Nudismo e social network


Va bene creare e utilizzare dei social specifici per il nudismo, ma non va assolutamente bene isolarcisi, usare solo quelli, abbandonare i social generalisti. Così facendo si avvalora solo il messaggio che molti di questi ultimi fanno passare in merito al corpo e alla nudità, si consolida la posizione di coloro che ancora non sopportano la visione di un corpo nudo, si rafforza l’idea che i nudisti siano dei maiali e vadano ghettizzati.

Ogni evoluzione sociale ha voluto i suoi “eroi” e i suoi feriti e anche questa non è da meno, anche questa, come le prime, necessità di compattezza, cooperazione, solidarietà, pazienza e… insistenza.

La smania del… Perchè


Photo by Pixabay on Pexels.com

C’è una domanda che ricorre spesso nella relazioni tra persone: perché!

Perché arrampichi? Perché fai subacquea? Perché fai questo lavoro? Perchè stai compiendo questi studi? Perchè ti vesti così? Perchè ti comporti così? Perché stai nudo? Perchè questo? Perchè quello? Perchè? Per quasi qualsiasi cosa abbia fatto o faccia c’è sempre stato qualcuno, anzi ci sono sempre stati diversi che mi chiedevano il perché, e così è successo e succede a tanti amici, penso di poter dire che succede a tutti.

A prima vista può sembrare un comportamento naturale, insito nella istintiva curiosità dell’essere umano, ma, osservando che queste domande vengono soprattutto formulate per quegli atteggiamenti che escono da quello che la massa o colui che pone la domanda ritengono “normale”, non è che ci sia dietro anche o soprattutto un’educazione al conformismo? Non è che ci sia dietro la precisa volontà di una società improntata all’autodifesa e che, pertanto, insegna a chiedersi il perché delle cose prima ancora di conoscerle, prima ancora di provarle che è l‘unica vera via alla conoscenza e alla risposta (tant’è che spesso le risposte vengono rifiutate e contestate).

Vogliamo riappropriarci del piacere del fare, del piacere d’essere spontanei, di vivere secondo desiderio e non secondo altrui volontà, altrui raziocinio, altrui imposizione? Invece di chiederci il perché delle cose, facciamole, facciamo quello che la mente ci suggerisce di fare, quello che l’indescrivibile forza interiore del desiderio ci spinge a fare. Ecco, per vivere meglio, per vivere più felici, per rendere più semplici le relazioni interpersonali, per crescere ed imparare dobbiamo iniziare a fare e smettere di chiedere.

Basta con i perché, facciamo, facciamo, facciamo!

Per capodanno… una semplice richiesta!


Forza, dai, non vi chiedo di fare un lancio senza paracadute, di attraversare l’oceano senza saper nuotare, di sbattere ripetutamente e violentemente il capo contro il muro, non vi chiedo di fare qualcosa di pericoloso, vi sto solo chiedendo di fare una cosa assai semplice, vi sto solo chiedendo di togliervi tutte le vesti, di mettervi a nudo e restarci per alcune ore, possibilmente una giornata intera, meglio se in compagnia. Avanti provateci, bastano pochi secondi per superare tutte le titubanze; avanti provateci, che mai può succedervi?

L’ebbrezza (di Vittorio Rammauro)


Come graditissimo regalo di Natale ricevo questo bel racconto di (auto) iniziazione al nudo e con immenso piacere lo giro a tutti i miei lettori, in particolare a quelli che, ancora, sono titubanti, che, ancora, esitano a prendere la decisione di togliersi le vesti e assaporare il piacere di un corpo interamente libero, l’incredibile sensazione di respiro totale che solo il nudo può dare.

Foto di Attilio Solzi (archivio Mondo Nudo)

Avere 19 anni e trovarsi di fronte ad un annullamento quasi totale di momenti “forti” nella propria emotività è devastante. E non parliamo di un alienato, ma di un teenager quasi normale, se non fosse per una patologia purtroppo tanto comune quanto atroce: il diabete, diabete tipo 1 per l’esattezza. Che giusto per far chiarezza è una malattia autoimmune scaturita per lo più da “falle” genetiche, e che non dipende assolutamente, come spesso si sente dire, dall’aver mangiato troppi dolci o cose del genere. Per farla in parole povere una parte del pancreas non funziona più, perché il tuo stesso sistema immunitario la vede come qualcosa di estraneo, e la distrugge! Già qui siamo davanti a qualcosa di molto triste se ci fermassimo a pensare… Tutto ciò porta a non produrre più l’insulina che altro non è che l’ormone che permettere di mantenere costante (insieme al glucagone) il livello di glucosio nel sangue, ovvero lo zucchero che le nostre cellule utilizzano come fonte di energia. Ora detta così non porta con sé tutti i reali problemi che per un diabetico effettivamente esistono dietro la parola diabete. Dietro di sé ci sono, infatti, tante altre problematiche di tipo fisico ma anche psichico.

Ma non è di tristezza e rassegnazione che si voleva parlare, quanto dell’ebbrezza, quella bella e sana, che alla fine dei conti muove realmente in mondo. Si parte dall’essere un diciannovenne diabetico quasi atrofizzato al dolore per poi ri-trovarsi ri-svegliato dai piaceri che soltanto la vita da nudista riesce a donarti, ancor meglio se il nudismo va oltre e si spinge in una concezione naturista. Ecco a voi le “memorie”:

Tutto è iniziato una mattina di luglio di due anni fa. Senza un motivo ben preciso mi sveglio molto presto, ancor prima che il sole faccia il suo arrivo e decido categoricamente di testare la filosofia naturista che ormai da qualche anno avevo attentamente studiato tramite internet, attraverso articoli e forum, all’interno dei quali leggevo quelli che in realtà erano stati dai sempre i miei pensieri e le miei idee. L’unico rammarico era quello di dover vivere l’esperienza da solo, senza alcuna figura che facesse me da mentore o semplicemente da compagno di avventure. Ma non mi ci soffermo su molto. Prendo il necessario e parto. Mentre sono alla guida sono carico di incertezze e allo stesso tempo euforico. A tratti ho una sorta di spasmi che non ho mai capito se dovuti all’ebbrezza o al fresco di prima mattina. La mia meta è la tanto decantata spiaggia del Troncone di Marina di Camerota, a circa un’oretta di auto dal posto in cui vivo. Arrivo che non sono nemmeno le 6 e 30 e stranamente trovo già qualcuno. Un signore che ha del pittoresco già con l’ombrellone bello che piantato nella spiaggia, un piccolo zainetto di quelli per contenere la colazione e naturalmente nessun costume. A parte la stranezza di trovare già qualcuno che popolasse la silenziosa e mitologica spiaggia, contenuta tra altissimi costoni di roccia ed un mare da far invidia le tanto paparazzate isole tropicali, inizio a sentirla, anzi ri-sentirla (visti i tremori avverti in auto) la tanto agognata ebbrezza: mi libero immediatamente di tutto e testo, avido di quelle emozioni che tanto ricordano il momento in cui venni al mondo, l’accarezzare gelido del mare di prima mattina sul mio corpo. Ma per davvero, non come ero abituato a fare, per davvero. L’ebbrezza e lì che prende il sole al mio fianco, mi accompagna per tutta la giornata e la cosa mi gratifica non poco. Ormai quella spiaggia fa parte di me ed ho imparato a conoscerla insieme ai tanti siti dedicati ai “nudi” disseminati in tutta Italia, ma di questo magari ne riparleremo…

Vittorio Rammauro (Instagram @rammauro_countryman)

Auguri!


Siamo agli sgoccioli, Natale è ormai prossimo e anche questo 2018 si sta spegnendo per lasciare strada e speranze al nuovo anno, Mondo Nudo augura a tutti i suoi lettori buone feste e buon anno nuovo.

Auguriiiiiiii!

Web Reputation


Web reputation, un nuovo metodo per controllare le menti, per violare impunemente la privacy delle persone, per uniformare il loro comportamento, per impedire la manifestazione della libertà d’opinione, per preservare le posizioni di dominio e rendere sempre più schiavi gli schiavi!

Photo by Pixabay on Pexels.com

Fantasmi


Quando i fantasmi degli altri fanno presa su di noi è perché questi fantasmi sono già in noi stessi!

Quando ci risulta impossibile contrastare i fantasmi degli altri è perché quei fantasmi sono ancora presenti in noi stessi!

Benedetto sessantotto!


Per quale motivo i capi dovrebbero sentirsi motivati a trovare modalità di ricompensa se le cose le ottengono anche comportandosi da schiavisti, anche ignorando i diritti dei sottoposti, anche senza chiedere e senza ringraziare? Per quale motivo dovrebbero supportare delle spese quando le stesse cose le possono ottenere a costo molto minore o addirittura pari a zero? Non dico che ci voglia un nuovo sessantotto, ma è sicuro che sia necessario recuperare un certo livello di dignità personale, sia indispensabile interrompere il subdolo ricatto morale silentemente perpetrato grazie ad un alterato concetto di compartecipazione.

08/12 – Grigliata di Fine Anno


Foto Emanuele Cinelli

Seppure con un profilo ribassato riprendiamo la vecchia apprezzata abitudine del convivio gastronomico di fine anno, ovviamente nella modalità vestiti (e nudo) facoltativi. Profilo ribassato perché, trattandosi di evento improvvisato all’ultimo momento, siamo vincolati a un numero chiuso di partecipanti (venti per la precisione) e, pertanto, abbiamo innanzitutto avvisato e sentito coloro che partecipano attivamente alle nostre attività escursionistiche, poi coloro che sono iscritti alla lista degli Amici di Mondo Nudo e solo ora, visto che rimangono ancora alcuni posti disponibili e ci sono delle partecipazioni incerte, rendiamo pubblico questo evento che si terrà, al costo di 27€ (antipasto, grigliata, acqua e vino a profusione), presso un agriturismo negli immediati dintorni di Brescia con ritrovo alle ore 19.30. Al raggiungimento del limite massimo attiveremo una lista d’attesa che verrà sciolta ventiquattr’ore prima dell’evento.

Chi volesse partecipare deve registrarsi, entro le ore 24 di venerdì 30 novembre, attraverso il nostro modulo di contatto mettendo in oggetto “Grigliata di fine anno” e indicando, oltre alle proprie generalità (non nick), la preferenza alimentare (carne o verdura, non c’è menù vegano e non c’è possibilità di senza glutine, ma non ci sarà il primo, solo antipasto a base di salumi e grigliata) e il limite minimo di preavviso per l’annullamento dell’eventuale posizionamento in lista d’attesa. Istruzioni sulla struttura che ci ospita e su come raggiungerla saranno inviate direttamente a chi si registra.

IMPORTANTE
Nel corso della serata verranno scattate fotografie anche per l’utilizzo pubblico su questo blog (relazione dell’evento e altri in futuro), con l’adesione all’evento si autorizzano esplicitamente tali utilizzi; chi non volesse essere ripreso o risultare riconoscibile (per comunicare la normalità del nudo è necessario che le foto siano prive di mascheramenti e velature) lo segnali al suo arrivo e faccia poi in modo di non rientrare nelle inquadrature o di porsi di spalle.

Sodomizzazione di massa


Ovviamente non faccio riferimento alla lecita pratica del sesso anale, bensì parlo di un atteggiamento che, in vari contesti e specialmente nel lavoro, si diffonde sempre più: il mettersi a novanta. Siamo al punto che non solo ci si china senza lamento ma addirittura si compra in proprio la vaselina e non per soffrire meno bensì per facilitare la penetrazione del dominatore. Rendiamoci conto che così facendo diamo solo ragione a quegli amministratori (e quelle persone) che (ancora) ragionano con l’obsoleta (visto quello che viene da anni illustrato e insegnato nei corsi manageriali: assertività, comprensione, gentilezza, condivisone, responsabilizzazione, eccetera) e illecita (viste le leggi e le sentenze, anche se ogni tanto salta pur sempre fuori qualche giudice d’antiquariato o a sua volta chino al potere) regola del “il personale va trattato con cattiveria, per ottenere profitto va sottomesso, schiavizzato”. Ormai, con probabile forte disappunto di coloro che (anche rimettendoci in proprio) nel sessantotto hanno lottato per guadagnare rispetto e diritti, pare proprio la volontà della massa sia quella di lavorare di più prendendo di meno, di soffrire senza godere!

Incontro al Wave de iNudisti


La più grande comunità nudista d’Italia e forse anche d’Europa, iNudisti.it, mantiene fede al suo entusiasmante attivismo e sta preparando un ricco programma di incontri e raduni. Man mano che saranno resi ufficiali provvederò a rilanciarli anche qua per consentire ai miei carissimi lettori di esserne a conoscenza e, magari, potervi partecipare.

Il primo si svolgerà domenica 1 dicembre 2018 presso il Wave Urban Spa in Povegliano Veronese (VR). Trovate tutte le informazioni specifiche nella loro e-zine e sul loro forum.

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e-Shop Mondo Nudo


Diamo l’ufficialità al nuovo servizio: il negozio elettronico di Mondo Nudo.

Al momento c’è un solo prodotto disponibile (cappellino) ma quanto prima possibile provvederò a predisporre altri prodotti (cominciando con magliette e/ canottiere). Seguiranno anche libri (sicuramente in formato elettronico, forse anche cartaceo) più, spero, soggiorni e viaggi, si tratta solo di trovare le giuste piattaforme di supporto e i contatti con strutture e agenzie turistiche.

Cliccare sull’immagine qua sotto o sulla voce e-Shop del menù superiore per aprire la pagina del negozio e… Buoni acquisti!

Logo

Mondo Nudo su Eshirt

Muri di gomma


 

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Sto percorrendo l’ultimo chilometro di un tiratissimo allenamento in montagna, la temperatura confortevole e lo zaino da corsa mi avevano da tempo indotto a togliermi la maglia. In lontananza due persone, pesantemente vestite, stanno percorrendo il sentiero in direzione opposta alla mia e nel giro di pochi secondi mi sono appresso. Uno dei due mi guarda e ad alta voce commenta “molto meglio stare con la pelle bagnata e il torso nudo che avere la pelle asciutta e la maglietta bagnata!” Immediatamente replico con un semplice “si molto meglio, decisamente meglio”, ma altre possibili risposte mi frullano nel cervello nei minuti a seguire:

  1. Che cacchio ti interessa, saranno fatti miei o no? Che forse l’essere io a torso nudo obbliga te a fare altrettanto?
  2. Non l’ha ordinato il medico che devi necessariamente esporre il tuo parere sulle cose che non ti piacciono, ti basta semplicemente ignorarle.
  3. Sei sicuro di quello che affermi? Hai mai provato a camminare a torso nudo? Ti affidi ciecamente a tutto quello che altri, in questo caso le case produttrici di abbigliamento (che, ovviamente, a divulgare solo quanto a loro favorevole) ti riferiscono?
  4. Ti sei posto il dubbio che, vista la mia età, io abbia una considerevole esperienza e ben sappia quello che faccio?
  5. Lo sai che esistono evidenze medico-scientifiche del fatto che l’indossare indumenti bagnati, anche quelli tecnici da corsa, inevitabilmente provoca proliferazione di batteri e funghi con il conseguente arrossamento e prurito della pelle?
  6. Lo sai che nell’ambito della corsa c’è una corrente che usa il minimo abbigliamento possibile? Lo sai che tra costoro ci sono diversi atleti di calibro mondiale, atleti che vincono le più dure corse?
  7. Comprendi che stando a torso nudo mi tengo la maglietta asciutta per potermi efficientemente riparare da eventuali esposizioni al vento o da abbassamenti di temperatura?
  8. Capisci che la pelle nuda recepisce il minimo raggio di sole riscaldandoci in modo naturale e salubre?
  9. Lo sai che l’effetto benefico della luce ai fini della sintesi della vitamina D, tanto importante per la salute delle nostre ossa, è direttamente proporzionale alla quantità di pelle nuda?
  10. Comprendi che così facendo posso portarmi al seguito molto meno abbigliamento e la conseguente riduzione di peso è un vantaggio notevole per la mia schiena e le mie gambe?
  11. Per quale motivo vai in montagna? Io ci vado per includermi nella stessa e l’inclusione impone il minor utilizzo possibile dell’abbigliamento se non addirittura la sua totale eliminazione dato che la nudità è l’unica modalità che permetta di divenire natura nella natura, montagna nella montagna.

Tra le persone più inutili o addirittura pericolose per l’evoluzione di un dato contesto sociale, e della società intera, vanno senza dubbio annoverati tutti coloro che da ignoranti, nel senso di conoscere nulla o poco dello specifico contesto, o da neofiti, coloro che si sono avvicinati un dato contesto da un tempo relativamente breve, invece di porsi nella condizione del discente ed essere disposti a imparare, si improvvisano in quella di docente e pretendono d’insegnare. Inutili perché nella loro supponenza, nel loro non mettersi in discussione restando prepotentemente ancorati sulle loro convinzioni (unico modo, per loro, di conservarle intatte, di resistere al cambiamento) nulla apportano al contesto e alla società. Inutili perchè ascoltano e cercano solo quanto possa confermare le loro opinioni, tutto il resto lo ignorano bellamente: invece di sviluppare le idee sulla base delle prove, partono da un’idea preconcetta per cercarne solo  le prove che la possano confermare eclissando tutto quanto la neghi. Pericolose perché, essendo molto loquaci, contribuiscono alla diffusione di idee tendenziose, erronee o addirittura false. Pericolose perchè dialogare con loro corrisponde a dialogare con un muro di gomma.

hands black and white fingers palm

Photo by Josie Stephens on Pexels.com

Segnali di rinormalizzazione del nudo


Ottimo, L’Associazione dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori si prende carico di pubblicare sul proprio sito, e senza avanzare critiche o inopportune considerazioni, un articolo che riguarda il nudo e il nudismo. Direi un importante segno di normalizzazione del nudo e del vivere nella normalità del nudo. Ora servono altri importanti segnali, serve l’apertura delle istituzioni, il coinvolgimento degli impresari, l’applicazione negli ambiti lavorativi dove è stato ormai palesemente dimostrato che l’abbattimento delle barriere psicologiche date dall’abbigliamento comporta notevoli vantaggi sia per il lavoratore che per l’azienda., Per ottenere questi ulteriori segnali è necessario che il maggior numero possibile di persone si attivino per informare, per diffondere, per segnalare, per divulgare la normalità del nudo e di ogni articolo che in normalità ne parli. Grazie!

ADUC > Perchè il nudismo/naturismo è positivo per i bambini

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Critiche!


two men in military clothing with guns

Photo by Pixabay on Pexels.com

Criticare: la perenne battaglia del pensiero debole!

Nella crescente attitudine al criticare si è finiti col manifestare le critiche solo per partito preso, per astio, per vendetta, per mettersi in mostra, per circondarsi di un’artefatta barriera che impedisca alla ragione e alla logica di scalfire idee e convinzioni evidentemente immature.

Nella crescente attitudine al criticare ci si è dimenticati del cervello e si è finiti col manifestare critiche anche per quanto è, per sua natura e connotazione, incriticabile, si è finiti col traslare il difetto dallo specifico al generico, dal singolo alla comunità, dal contesto all’assoluto, dal particolare all’assieme, dal ramo alla foresta.

Criticare lo sport, la musica, l’arte, la poesia, la filosofia, il nudismo ed ogni altra cosa similare in forma e in logica è solo un non senso: tutte cose certo dispensabili, d’altra parte tutte cose nemmeno inutili, tutte cose che apportano molti importanti benefici; tutte cose per loro natura prive di difetti, delle quali possiamo solo elencare vantaggi e svantaggi; soprattutto tutte funzioni immateriali esistenti di per se stesse, funzioni che rappresentano, anzi, formano l’essenza, sono la normalità dell’essere umano.

Interferenze

“Walk in the mashup side!"

Vita a Lou Don

Una borgata alpina con tre abitanti ma tante storie da raccontare

ARDRONINO

Quadricottero con Arduino

El eurociudadano nudista

... eta nik txoria nuen maite ...

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Vivencias y opiniones desde mi condición de mujer, madre, nudista y humana

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