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Una giornata in spiaggia


Leggi anche “Vacanze sul Garda” e confronta!

Una giornata in spiaggiaEra una bellissima ragazza, i lineamenti mediterranei, due occhi luminosi, un viso espressivo. Seduti in riva al lago abbiamo chiacchierato a lungo, anzi, per meglio dire, lei ha chiacchierato perché io ho pronunciato solo poche frasi. Ero incantato dal suo parlare forbito, dal suo modo di sottolineare le parole con l’espressione del viso e dello sguardo.

Mi parlava del suo paese d’origine, un piccolo paesello fatto di vecchie case che davano a pico sul mare, case dai tanti vivaci colori, colori che sapevano rendere allegre anche le giornate uggiose.

Il giallo dei limoni, il blu del mare profondo, l’azzurro del cielo sereno, il verde dei boschi, il rosso dei vini, il marrone dei visi bruciati dal sole e dall’aria del mare, il rosa delicato dei bimbi che nudi giocavano sulla spiaggia.

Che bello che era giocare in totale libertà: l’aria non trovava ostacoli, il corpo non aveva impedimenti, tuffarsi nel mare senza un costume che impudentemente scivolava via, asciugarsi sulla rena senza il fastidio di un tessuto bagnato sulla pelle, il calore del minimo raggio di sole bastava a riscaldarsi dall’acqua fredda del bagno marino. La gioia di quei ricordi le si leggeva chiara sul viso, le labbra socchiuse in un lieve sorriso che, stirando le guance, dava origine a due simpatiche fossette; gli occhi spalancati con il nero intenso delle pupille che risplendeva nell’azzurro dell’iride; i lunghi capelli neri che, come una magica cornice, contornavano il profilo del viso, sui di essi il riflesso del sole che da dietro rimbalzava sulle chiare acque del lago.

Difficile è stato terminare quella bella chiacchierata, difficile è stato finire quell’indimenticabile giornata, difficile è stato lasciare quella ragazza per tornare alla mia casa, difficile, soprattutto, è stato rimettersi i distintivi del conformismo sociale: i nostri vestiti. Già, tutto il tempo di quella giornata, di quella stupenda chiacchierata l’abbiamo passato nudi, eppure di lei ricordo solo il magnifico viso, lo sguardo incantevole, le forti espressioni; ricordo il suo meraviglioso racconto fatto dei ricordi d’infanzia. Non ricordo, invece, le altre parti del corpo, non ricordo, nello specifico, come fossero i suoi seni, il suo pube, i suoi glutei, non le ricordo queste parti perché non ci ho badato, non mi interessavano.

Capita, capita spesso nel mondo nudista di non notare, di non vedere, di non ricordare il corpo degli altri: da nudi quello che conta non è il corpo ma quello che nello stesso c’è dentro: la personalità!

Sono passati alcuni anni dal quel giorno e oggi, sul Garda, nonostante sia principalmente frequentato da un turismo che viene da paesi dove la nudità non solo è possibile ma fa parte della quotidianità del popolo intero, ecco nonostante questo oggi sul Garda non è più possibile vivere esperienze così profondamente coinvolgenti, non è più possibile soffermarsi a godere liberamente del sole, dell’aria e dell’acqua, non è più possibile starsene nudi a chiacchierare, nuotare, correre, prendere il sole, vivere la giornata a contatto completo con la natura, la natura dell’uomo e la natura dell’ambiente che lo circonda.

Peccato!

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Paura del vuoto


Il pudore, s’è detto, è un costume che si porta in società, una tessera di dazio pagato.
In regola, a posto ci muoviamo liberamente… ops! non mi sembra sia una libertà la costrizione a portare un costume! Il costume fa della vita una recita, della persona una identità, ci dà una cittadinanza. Finisce che ci sentiamo secondo i vestiti che indossiamo e nemmeno riusciamo a vederci diversi. Meglio piegarsi che rompersi, dice un proverbio, e così camminiamo ingobbiti e ci sembra normale. Il costume ci si è incarnato addosso, è il nostro involucro, qualunque cosa contenga: anima o polpa di granchio! C’è il rischio che del cannolicchio che eravamo sia rimasto solo il guscio: per questo temiamo che senza costume non sia rimasto nulla di noi. Abbiamo paura di doverci confrontare col vuoto, di fare i conti con noi stessi: a scanso di sorprese, lasciamo le cose come stanno, che tanto tiriamo avanti lo stesso.

Nel metterci nudi scopriamo e affermiamo che siamo di nuovo qualcuno, che stiamo in piedi anche senza quel guscio, senza la gruccia del bel vestito da benpensante, che siamo persone… Che i diritti della carta dell’Onu valgono per noi così come siamo, in carne e carcassa, e non per il costume che indossiamo, per il ruolo che abbiamo, per il lavoro che svolgiamo, per la “testa” che abbiamo… per la recita che ci è stata assegnata (se la vita è un palcoscenico).

E che faremmo senza arte né parte? Selezione dura. Un nostro ruolo lo dobbiamo avere…

Ma almeno fuori dal teatro non devo esser costretto ad ossequiare il costume, lo lascio nel camerino. Il tempo libero sia libero: a casa mia, in vacanza, ovunque non abbia obblighi nei confronti di terzi… Il rispetto lo tagliamo a metà. Non c’è mai una sospensione dello spettacolo? Tutti in vetrina, sempre, a guardarci l’un l’altro per farci la spia? O siamo ancora all’asilo? Maestra, lui mi ha fatto il bibi!

Il metterci nudi parla di noi, ci mette a nudo: ma non tutti sono dei body-scanner pronti a contarci le grinze, i nei, a far meraviglia per la pancetta, la cellulite, i chili di troppo. Come fossimo davanti a san Pietro il giorno del giudizio.

Può esser davvero l’occasione per un giudizio severo su noi, e scoprirci d’un tratto splendidi nudibranchi perché così ci ha fatto Natura, pieni e contenti di noi, pronti a meravigliarci dei vari colori di tutti, sottolineando in positivo le differenze, la lieta bizzarria delle forme che abbiamo, estrose, ricche e fantastiche.

Stephen Gough – The Naked Rambler


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The Naked Truth.........

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People’s reaction to the naked body in today modern world is strangely varied. Many people will see it as something to marvel, while a lot will squeal and squirm and shout and scream that it should be covered up. Being frank about it, it is disappointing and strange that people mentioned latterly should react like this, seeing how every human will either come as one or the other, all be it in different shapes sizes and designs. Normally when people choose to bare all and become naked, they do so either at home, at a club, on a beach or in remote countryside, away from all the hassle and fuss created by some members of the community.

Some folks however choose to live naked all the time and this according to the laws of the UK is not illegal. Well technically it isn’t, there is no law against being nude…

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Misuriamo la febbre nudista italiana


Lo si dice spesso, lo dicono coloro che gestiscono gli affari di politica, lo evidenziano gli economisti, lo certificano i fatti: i numeri contano e per contare bisogna contarsi. Così ho voluto misurare la
situazione del nudismo in Italia.

Due sono i piani sui quali ho sviluppato il lavoro: quello associativo (comprendendovi pure le comunità e i forum) e quello delle strutture (spiagge, soggiorno, ristorazione, benessere, sport). Il primo dovrebbe dare la misura degli italiani che praticano nudismo; il secondo quella delle opportunità che l’Italia offre alla pratica e al turismo nudisti.

Devo subito dire che il risultato se per le strutture è attendibile, pur se non completissimo (non tutte provvedono a segnalare pubblicamente la loro offerta in merito), per l’associazionismo l’attendibilità purtroppo decade notevolmente non essendo possibile innanzitutto ottenere i numeri da tutte le associazioni (stranamente poche sono quelle che li mettono sul loro sito), poi essendoci sovrapposizione tra le iscrizioni (persone che si iscrivono a più associazioni, gruppi, comunità) e infine per qualche indicazione se non proprio palesemente falsa, quantomeno dubbia. Vedremo se in futuro si potrà arrivare a risolvere tali problematiche e rifare il conto in modo più preciso.

Veniamo senza altri indugi ai risultati, partendo da quelli associativi.

Associazioni, gruppi e comunità naturiste e nudiste

Le associazioni sono 20, di queste 9 hanno fornito i loro dati che portano a un totale di ca 3500 tesserati, considerando le 11 associazioni non computate e una possibile sovrapposizione delle iscrizioni pari al 10%, si può pensare ad un numero di tesserati pari a 5000, dando per buono il dato UNI che da solo coprirebbe quasi il 50% di tale numero (il sospetto di non affidabilità di tale dato scaturisce dalla considerazione che l’unica altra associazione di stampo nazionale, l’ANITA, pur essendo molto più attiva e presente arriva a tesserare solo un terzo di quanto dichiarato dall’UNI).

I gruppi sono 5 e raccolgono un centinaio adesioni.

Le comunità sono 3 per un totale di ca 53.000 iscritti, a cui si deve però aggiungere almeno un equivalente numero di persone che frequentano i siti e i forum di tali comunità senza esservi registrati. Se si considera anche qui un 20% di sovrapposizione possiamo riportare il valore a 50000 iscritti e 50000 visitatori.

Riassumendo…

100.000 sono le persone che frequentano le comunità e 5.000 quelle che risultano tesserate alle associazioni.

Risulta evidente che o gli italiani sono fortemente refrattari all’associazionismo o le associazioni italiane non sano catturare l’interesse del loro potenziale bacino d’utenza. Personalmente ritengo che siano vere entrambe le cose e che i primi debbano rendersi conto dell’importanza del loro supporto alle associazioni, mentre le seconde debbano capire che gli iscritti si devono catturare, non è più il tempo in cui arrivavano da soli, per pura dedizione alla causa, oggi è necessario dare loro un motivo materiale, qualche vantaggio. Devo aggiungere che qualche associazione, in particolare l’ANITA (vedasi sul suo sito la pagina delle convenzioni), si sta già muovendo in tale direzione, ma è ancora troppo presto per poterne definire l’effetto, ne potremo riparlare tra un anno.

Veniamo ora all’aspetto più affidabile e promettente: quello delle strutture.

I dati sono stati rilevati dalla Guida Naturista Italiana (Editrice Sylvia) recentemente pubblicata (leggine la recensione), integrandoli con altri di mia diretta conoscenza o rilevati attraverso alcune ricerche appositamente effettuate ai fini di questo articolo.

Spiagge e ambienti assimilabili (fiumi, torrenti, prati, “campi” ad uso esclusivamente diurno, eccetera)

Sono 95 di cui:

  • 6 a nudismo autorizzato; 56 a nudismo tollerato; 27 a nudismo occasionale; 6 a nudismo critico (ordinanze di divieto o fermi);
  • 4 in posizione isolata; 59 in posizione di contatto con spiagge o altri ambienti tessili;
  • 9 in qualche modo presidiate.

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Aut.

Tol.

Occ.

Cri.

Valle d’Aosta  

0

       
Piemonte  

0

       
Lombardia  

6

0

3

1

2

  Brescia

5

 

2

1

2

  Pavia

1

 

1

   
Trentino Alto Adige  

4

1

3

0

0

  Bolzano

1

1

     
  Trento

3

 

3

   
Friuli Venezia Giulia  

3

0

3

0

0

  Trieste

3

 

3

   
Veneto  

6

0

2

3

1

  Venezia

3

 

1

2

 
  Verona

3

 

1

1

1

Liguria  

3

0

1

2

0

  Genova

1

   

1

 
  Imperia

1

   

1

 
  La Spezia

1

 

1

   
Emilia Romagna  

4

1

2

0

1

  Bologna

1

1

     
  Ferrara

1

 

1

   
  Piacenza

1

 

1

   
  Ravenna

1

     

1

Toscana  

14

1

9

4

0

  Firenze

1

 

1

   
  Grosseto

6

 

3

3

 
  Livorno

7

1

5

1

 
Marche  

4

0

1

2

1

  Ancona

4

 

1

2

1

Umbria  

0

       
Lazio  

3

1

1

0

1

  Latina

1

     

1

  Roma

2

1

1

   
Abruzzo  

2

0

2

0

0

  Chieti

2

 

2

   
Molise  

0

       
Campania  

4

1

2

1

0

  Napoli

2

 

2

   
  Salerno

2

1

 

1

 
Puglia  

4

0

1

3

0

  Brindisi

1

   

1

 
  Foggia

2

 

1

1

 
  Taranto

1

   

1

 
Basilicata  

1

0

0

1

0

  Matera

1

   

1

 
Calabria  

1

1

0

0

0

  Crotone

1

1

     
Sardegna  

14

0

8

6

0

  Cagliari

5

 

4

1

 
  Medio Campidano

2

   

2

 
  Olbia – Tempio

3

 

2

1

 
  Oristano

2

 

1

1

 
  Sassari

2

 

1

1

 
Sicilia  

22

0

18

4

0

  Agrigento

3

 

2

1

 
  Palermo

1

   

1

 
  Siracusa

1

   

1

 
  Trapani (e Pantelleria)

17

 

16

1

 

Sono totalmente sprovviste di spiagge nudiste le province di: Alessandria, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cosenza, Cremona, Cuneo, Enna, Fermo, Forlì-Cesena, Frosinone, Gorizia, Isernia, L’Aquila, Lecce, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Novara, Nuoro, Ogliastra, Padova, Parma, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Torino, Treviso, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Strutture di soggiorno (alberghi, villaggi, campeggi eccetera)

Sono 36 di cui:

  • 2 hotel/alberghi, 6 agriturismo, 5 case vacanza, 12 bed & breakfast e 11 villaggi/campeggi;
  • 17 in cui il nudismo è libero, 19 che pongono limitazioni alla pratica del nudismo (solo in certi periodi, solo in determinate aree, solo su prenotazione dell’intera struttura, eccetera);
  • 8 convenzionate con la federazione naturista italiana e dalla stessa pubblicizzate (solo un quarto del totale, perché?).

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Alb.

Agr.

Case

B&B.

Vill.

Valle d’Aosta  

0

         
Piemonte  

4

     

2

2

  Asti

1

       

1

  Cuneo

1

     

1

 
  Torino

2

     

1

1

Lombardia  

0

         
Trentino Alto Adige  

1

   

1

   
  Trento

1

   

1

   
Friuli Venezia Giulia  

0

         
Veneto  

2

 

1

 

1

 
  Belluno

1

 

1

     
  Verona

1

     

1

 
Liguria  

1

       

1

  Savona

1

       

1

Emilia Romagna  

3

 

1

   

2

  Bologna

1

       

1

  Modena

1

 

1

     
  Ravenna

1

       

1

Toscana  

8

 

3

2

2

1

  Firenze

1

   

1

   
  Grosseto

4

 

2

1

 

1

  Livorno

2

     

2

 
  Pisa

1

 

1

     
Marche  

0

         
Umbria  

4

 

1

1

2

 
  Perugia

2

   

1

1

 
  Terni

2

 

1

 

1

 
Lazio  

2

   

1

 

1

  Roma

2

   

1

 

1

Abruzzo  

0

         
Molise  

0

         
Campania  

3

2

     

1

  Napoli

2

2

       
  Salerno

1

       

1

Puglia  

3

     

2

1

  Foggia

3

     

2

1

Basilicata  

0

         
Calabria  

1

       

1

  Crotone

1

       

1

Sardegna  

2

     

1

1

  Nuoro

1

       

1

  Sassari

1

     

1

 
Sicilia  

2

     

2

 
  Trapani

2

     

2

 

Sono totalmente sprovviste di strutture di soggiorno nudiste o che, a date condizioni, permettono di praticare il nudismo le province di: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Bergamo, Biella, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Enna, Fermo, Ferrara, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Gorizia, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Matera, Medio Campidano, Messina, Milano, Monza e Brianza, Novara, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pesaro e Urbino, Pescara, Piacenza, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Venezia, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Strutture del benessere (saune, SPA, eccetera)

Sono 10 di cui:

  • 9 saune; 1 SPA; mancano totalmente strutture quali parchi termali e centri massaggio;
  • 3 in cui il nudismo è libero, 7 che pongono limitazioni alla pratica del nudismo (solo in certi periodi, solo in determinate aree, solo su prenotazione dell’intera struttura, eccetera);
  • nessuna è convenzionata con la federazione naturista italiana e dalla stessa pubblicizzata.

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Sau.

SPA

Parchi T.

Mass.

Valle d’Aosta  

0

       
Piemonte  

0

       
Lombardia  

1

       
  Brescia

1

1

     
Trentino Alto Adige  

6

       
  Bolzano

4

4

     
  Trento

2

2

     
Friuli Venezia Giulia  

0

       
Veneto  

2

       
  Verona

2

2

     
Liguria  

0

       
Emilia Romagna  

0

       
Toscana  

0

       
Marche  

0

       
Umbria  

0

       
Lazio  

0

       
Abruzzo  

0

       
Molise  

0

       
Campania  

1

       
  Napoli

1

 

1

   
Puglia  

0

       
Basilicata  

0

       
Calabria  

0

       
Sardegna  

0

       
Sicilia  

0

       

Sono totalmente sprovviste di strutture del benessere nudiste o che, a date condizioni, permettono di praticare il nudismo le province di: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Belluno, Bergamo, Biella, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cuneo, Cremona, Crotone, Enna, Fermo, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno,
Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Matera, Medio Campidano, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Novara, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pesaro e Urbino, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni,, Torino, Trapani, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Venezia, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Al momento attuale mancano totalmente strutture della ristorazione e dello sport che consentano anche solo parzialmente di praticare il nudismo.

I nudisti per il sociale – 2012


Nuova raccolta di beneficenza nell’ambito degli eventi nudisti prenatalizi, ecco i risultati…

I Nudisti per il sociale – 2012 <  iNudisti.

Gli auguri 2013 di Mondo Nudo


Auguri 2012 600

L’imbroglio


tesseraNello sci la tessera federale non serve per accedere agli impianti di risalita e alle piste di discesa: chiunque ne può liberamente usufruire.

In alpinismo la tessera del Club Alpino Italiano, che può benissimo vedersi come una sorta di federazione, non serve per accedere ai rifugi, nemmeno a quelli di proprietà del CAI (che sono in maggioranza): tutti ne possono liberamente fruire.

Nell’attività subacquea e nel nuoto la stessa cosa: la tessera non serve per accedere alle strutture natatorie pubbliche, pur essendo le piscine quasi tutte gestite dalla federazione nuoto.

Nel mondo naturista, invece, le cose girano al contrario: la tessera federale risulta quasi indissolubilmente necessaria per accedere alle strutture (campeggi, villaggi, eccetera), anche se queste non sono di proprietà della federazione.

Ma che strana cosa, vero?

Si dice che sia una necessità per garantire la sicurezza, ma…

1)    Si propaganda il naturismo come sorgente di perfezione e civiltà, si afferma che i naturisti sono persone sane e rispettabili, come mai, allora, questa limitazione sugli accessi alle strutture naturiste?

2)    Può una semplice tessera, per ottenere la quale basta presentarsi alla cassa e pagare, garantire sull’onestà e la rettitudine della persona che la presenta?

3)    Anche sulle piste di sci ci sono quelli che non rispettano le regole, eppure nessuno ha mai pensato di rendere l’accesso vincolato da una tessera!

4)    Anche nelle piscine ci sono coloro che approfittano dell’esiguo vestiario per toccare, eppure l’accesso è e resta libero!

Il tesseramento è cosa buona e giusta, ma non può assolutamente essere un fattore di discriminazione. Le persone devono tesserarsi per il piacere di contribuire alla diffusione del naturismo, non per poterlo praticare, non per poter accedere alle strutture turistiche naturiste e nudiste. L’accesso a queste strutture non può essere vincolato al possesso di una tessera, abitudine che, a quanto mi è dato di sapere, pare essere propria solo dei club privè. Club dai quali le strutture naturiste e nudiste devono essere e restare totalmente differenziate, a partire dalla libertà di accesso a tutti: tesserati o meno, uomini o donne, eterosessuali od omosessuali, coppie o singoli, famiglie o gruppi di amici!

Qualcuno obietta che, questa insieme ad altre (vedi ad esempio il ragionare quasi esclusivamente in funzione delle famiglie, ovviamente viste secondo il canone tradizionale: coppia etero con figli), trattasi di regole consolidate e, quindi, non modificabili. Invero tutti i più grandi giuristi della storia insegnano che le regole non sono oggetti inanimati immutabili nel tempo, bensì essenze sociali vive che devono necessariamente adeguarsi al continuo mutare della società. Questo è indissolubilmente valido anche per l’ambito naturista e nudista!

Sbrogliamoci dall’inghippo della tessera come lasciapassare, sbrogliamoci dai concetti e dai criteri discriminanti e obsoleti, anche perché i giovani, importantissimi per la sopravvivenza di una qualsiasi attività, naturismo e nudismo compresi, sono giustamente refrattari alle limitazioni formali e all’eccesso di regole!

Recensione della “Guida Naturista Italiana” – Sylvia Edizioni


Guida naturista ItalianaIn una società sempre meno propensa a spendere per ottenere informazione, che può spesso gratuitamente reperire con pochi secondi di ricerca su Internet, sempre meno interessata alla carta stampata, che può efficientemente sostituire con l’elettronica di file e dei siti web, l’uscita sul mercato di una nuova proposta editoriale può lasciare stupiti, specie se si tratta di una guida e ancor più dal momento che tratta di nudismo, stile di vita che negli ultimi anni si è visto oltraggiato e osteggiato da una incomprensibile recrudescenza delle ostilità istituzionali, in particolare comunali.

Se, però, guardiamo all’ancor elevato numero delle persone a cui piace sentire nelle proprie mani l’oggetto fisico da cui trae informazione, per non parlare di coloro che, ancor non irrilevanti, amano circondarsi da raccolte materiali di libri, godendo della solo loro presenza, sia essa ordinata sulle librerie, che disordinata su tavoli e comodini; se, invertendo il punto di vista, osserviamo quanto poco risulti efficiente l’elettronica ai fini della penetrazione degli strati politici e istituzionali, ancora molto vincolati al documento cartaceo, ecco che, questo progetto editoriale risulta tutt’altro che inutile e diafano.

Se chi di dovere avrà l’abilità e la sagacia di far circolare la guida attraverso tutti i principali, ma anche non principali, canali informativi istituzionali, quali le biblioteche, giocando sulla curiosità delle persone che entreranno in casuale contatto con la guida, sull’orgoglio politico degli amministratori che noteranno la propria regione o il proprio comune poco o per nulla colorato dalle icone delle presenze nudiste, sublimando, attraverso le pagine pubblicitarie di strutture ma anche di comuni, province e regioni, l’esigenza di visibilità e di crescita economica, questa guida potrà di certo diventare un valido e sicuro strumento di movimentazione dell’interesse al turismo nudista e naturista, una testa di ponte nudista all’interno delle stereotipate barriere istituzionali.

La forza della “Guida Naturista Italiana”, redatta a cura di Carlo Alberto Castellani ed edita da Sylvia, guida di cui si sentiva fortemente la mancanza, è e sarà nella sua strutturazione logica ed editoriale.

Meritevole e importante la scelta di non limitare i contenuti alle sole poche evidenze istituzionalizzate: le rarissime spiagge sulle quali lo stare nudi è ufficialmente autorizzato da delibere del comune di competenza e le poche strutture fagocitate dalla federazione naturista italiana. La guida, infatti, elenca tutto quanto sia stato possibile individuare e rilevare sul territorio italiano, facendo emergere tutto quel sommerso nudo-naturista fino ad oggi tenuto celato e mostrando come in Italia la situazione, seppur sempre carente, sia decisamente più interessante di quanto facessero pensare i numeri da sempre ufficialmente resi noti:

  • ben 38 sono le strutture (campeggi, villaggi, agriturismo, bed & breakfast) che, in vario modo, offrono opportunità per soggiorni e vacanze in stile nudista e/o naturista;
  • addirittura 68 sono le spiagge (marine, fluviali e lacuali) dove il nudo è quantomeno tollerato;
  • solo due regioni, la Val d’Aosta e il Molise, non offrono nessuna opportunità nudista, sebbene sia da rilevare che solo due regioni (Sardegna e Toscana) abbiano un numero di strutture considerabile decente e solo la Toscana superi le cinque unità in merito alle spiagge praticabili in nudità.

La guida si apre con una breve e scontata, ma comunque utile, introduzione sul naturismo, con l’implicito invito all’abbandono delle vesti per scoprire il fantastico e salutare mondo del corpo libero e nudo. A seguire una brevissima disanima sulla incerta situazione giuridica italiana, l’elenco delle associazioni italiane che si occupano di nudismo e naturismo, una paginetta dedicata alla comunità Internet de iNudisti, la più importante realtà nudista italiana non associativa (peccato che la foto usata ad ornamento di questa pagina mostri una modella che indossa delle mutande), un breve sunto delle offerte nudiste italiane e poi… poi le schede specifiche suddivise in tre gruppi, Italia del nord, Italia centrale e Italia del sud, e per regione.

Ogni regione viene aperta con una breve considerazione generale e la relativa cartina iconografica che aiuta a comprendere la collocazione delle strutture e delle spiagge descritte. Strutture e, nel limite del possibile, spiagge sono ampiamente descritte, abbinando al testo varie significative fotografie. Una ricca iconografia arricchisce il tutto e consente di meglio identificare le caratteristiche del luogo illustrato: collocazione, logistica, servizi, attrezzature sportive, accessibilità.

Dopo averne decantato i pregi, vediamone i difetti.

Innanzitutto un difetto che invero sarebbe da considerarsi più un pregio: la guida viola l’alone di segretezza che in alcuni casi si era volutamente creato e mantenuto, rischiando così di passare informazioni a coloro che questi luoghi li volessero utilizzare a fini che nulla hanno a che vedere con il nudismo e il naturismo. D’altra parte non è possibile immaginare una crescita senza che venga prima messa in campo la totale disponibilità, non è pensabile l’accettazione senza la trasparenza, non è credibile che il nudismo possa acquisire spazi e fiducia senza che i nudisti siano disposti a metterci la faccia, quella vera ovviamente.

Si evidenzia poi una non immediata leggibilità della cartina che riassume la situazione italiana: i bollini numerati sono troppo piccoli e, comunque, sarebbe stato più coinvolgente e stimolante un sistema che mettesse immediatamente in risalto la differenza tra regione e regione, ad esempio un sistema a barre o a bolle.

In merito all’iconografia, sarebbe stato opportuno classificare anche le strutture, così come fatto per le spiagge, in ragione della loro più o meno forma nudista: struttura ad orientamento nudista, struttura in cui l’uso del vestiario è ovunque facoltativo, struttura in cui il nudo è tollerato ma non predominante (ad esempio ammesso solo all’interno della sauna o in limitati spazi dell’area esterna), struttura che offre possibilità nudiste limitate (ad esempio solo a gruppi che prenotano l’intera struttura).

Sempre rimanendo sul tema dell’iconografia, il colore utilizzato per riempire le stelline di classificazione delle spiagge è poco evidente, specie per chi non ha una vista perfetta, rendendo non immediata l’individuazione della stessa.

Altro personalmente non rilevo, mi limito solo a suggerire, per un prossimo futuro, di abbinare alla guida un sito a cui gli acquirenti della stessa possano accedere per ottenere informazioni più precise sul “Come arrivare”, visto che, per ovvi motivi di spazio, sulla versione cartacea queste appaiono alquanto scarne e, probabilmente, di pochissimo aiuto per chi non sia pratico della zona. Tramite questo sito si potrebbero poi attivare altri vari e utili servizi, un esempio per tutti: un sistema di aggiornamento in tempo reale della guida stessa.

Che dire per concludere questa recensione? Bravo Carlo Alberto, bravi tutti coloro che hanno collaborato al progetto, ma bravi anche coloro che si metteranno a disposizione per la sua futura crescita; non dimentichiamo i meravigliosi titolari e/o gestori delle strutture che hanno contribuito alla nascita della guida anche solo accettando di comparire nelle sue schede descrittive, speriamo che questo serva da stimolo agli altri operatori turistici per fare altrettanto, così come si spera venga emulato l’esempio del Comune di Camerota che unico, sulla base del mantra “Qui il naturismo è turismo”, ha formalmente supportato la guida con una propria pagina pubblicitaria.

Per informazioni commerciali, aderire alla diffusione e acquisti vedi il sito della “Guida Naturista Italiana”.

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