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Il medioevo è ancora qui!


IMG_1788Ogni tanto giunge notizia di qualche amico vessato sul lavoro o nella vita sociale solo ed unicamente perché si è permesso di diventare nudista.

Sembra assurdo ma nel secolo che dovrebbe essere quello delle grandi conquiste tecniche, scientifiche, sociali, umanitarie c’è ancora chi non riesce ad accettare l’esistenza di stili di vita diversi dal suo e non riesce ad ammettere che possa esiste qualcuno che è riuscito a liberarsi da quei condizionamenti di cui lui non riesce a liberarsi, trasformando la sua invidia verso l’altro in un sopruso: se io non ci riesco, nemmeno tu devi poterlo fare!

Quando poi a perpetrare il sopruso sono esponenti dell’amministrazione e della politica nazionale o locale, il tutto diventa ancor più grave: il loro compito è quello di fare gli interessi di tutti i cittadini, non solo di quelli che li hanno votati; il loro dovere è quello di amministrare secondo l’interesse pubblico e non secondo il loro specifico e limitato modo di vedere le cose.

La Costituzione Italiana è ben chiara e non ammette discriminazione sulla base della religione, della sessualità, delle scelte di vita, ivi compresa, pertanto, quella del nudismo:

Art 1 – … La sovranità appartiene al popolo…

Art 2 – La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità…

Art 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…

Ecco che è anticostituzionale vessare qualcuno per il suo essere nudista con l’ambigua scusa del “qualcuno potrebbe restarci male” o del “ci fa cattiva pubblicità”. L’amministratore deve istituzionalmente difendere le libertà costituzionali e i diritti naturali, manifestando appoggio e sostegno al nudista anche a fronte di specifiche lamentele di qualche personaggio ormai palesemente fuori luogo e fuori tempo, impaurito dalla sua stessa immagine che si riflette nello specchio nudista.


Da qualcuno, a sua volta vittima di una società marcia e cafona, ci è stato suggerito (ma un suggerimento che per come formulato è apparso essere un obbligo) di rimuovere una foto perché “non tutti la pensano come voi”.

Che vuol dire tale affermazione? Ora se esiste qualcuno che non la pensa come me io devo stare attento alle foto che pubblico? Se un domani nascesse una corrente di pensiero che odia le persone coi capelli rossi, più nessuno potrebbe pubblicare foto di persone coi capelli rossi?

A me e a molti altri danno enormemente fastidio le foto in cui delle donne vengono miseramente trattate da oggetti, foto sulle quali alcuni si lasciano andare a commenti poco edificanti per le donne ritratte, foto che da alcuni vengono usate per diffondere messaggi lascivi. Eppure nessuno si pone il cruccio di andare a chiederne la rimozione.

Si parla di forza della maggioranza, ma è giusto che la maggioranza debba averla sempre vinta? È giusto che per volere della maggioranza qualcuno debba rinunciare alle proprie scelte di vita anche quando queste non provocano danni materiali agli altri?

Per altro ho fatto almeno un esempio dove ad averla vinta non è proprio per niente la maggioranza attuale, tutt’altro: vince l’opportunismo, vince chi paga!

Ah, quale era la foto rimossa? Una foto che ha fatto il giro del mondo, apprezzata anche da tantissimi non nudisti; una foto che esemplificava le ragioni della depravazione sessuale, ivi compresa la pedofilia (in nome della quale ci è stato richiesto la rimozione della foto: chiaro, dà fastidio vedersi sbattere il faccia le proprie colpe); una foto che proponeva la soluzione ai problemi della depravazione sessuale, ivi compresa la pedofilia; la famosa foto in cui si vedono da un lato due bambini (un maschio e una femmina) in mutande che si guardano reciprocamente dentro le stesse, con sopra la scritta “educazione tessile”, dall’altro lato due bambini (un maschio e una femmina) nudi che tenendosi per mano camminano felici verso il futuro senza nessuna curiosità morbosa verso ciò che li differenzia e sopra la scritta “educazione naturista”.

Non dico altro, vedete un po’ voi se questo non è sintomo di una società contorta e malata, una società che scende a patto con il diavolo pur di difendere le proprie tare, una società che deve controllare e impedire ogni proliferazione di stili che possano aprire le menti, perché l’apertura delle menti porta inevitabilmente al saper contrastare i voleri del potere centrale.


castelli_sabbia

“Vivete in un castello fatato” qualcuno si è sentito dire.

Vero, verissimo, ma… perché mai il mondo deve vivere in un castello stregato, dominato da pochi crudeli demoni? Non è forse meglio un castello fatato, in cui rispetto e civiltà la facciano da padroni? Noi abbiamo osato uscire dal castello stregato, liberarci dai demoni e svincolarci dal loro controllo totalizzante, siamo pertanto dei nemici destabilizzanti da sconfiggere e debellare con ogni mezzo, anche la menzogna e l’inganno.

“Non conoscete la gente, il mondo reale”

Oh, questa poi è bellissima, come se noi fossimo liberi di ignorare la realtà, di estraniarci da essa. Fino a prova contraria il nudista vive, almeno per ora, la massima parte della sua vita da tessile, immerso completamente nella mentalità, nei condizionamenti, nelle idiosincrasie della società tessile. Caso mai è il tessile, quel tessile che non vuole accettare l’esistenza del nudismo e dei nudisti, che ne rifiuta la presenza e la condivisione che non conosce la realtà completa del mondo d’oggi, che non conosce la visione della gente d’oggi, palesemente e scientemente a favore del nudismo e della condivisone degli spazi. O forse no, forse la conosce bene tale realtà e proprio per questo ne è spaventato, perché ci vede riflessa una propria immagine sporca e vile, perché capisce d’essere ormai all’angolo e non avere più scampo e allora… allora vai con l’inganno, dagli con la menzogna, fai finta che siano gli altri ad essere sbagliati e accusali, accusali a più non posso, negando ogni evidenza, oggettiva o soggettiva che sia.


Denunciare chi è nudo dove è usuale stare nudi è evidentemente azione irrazionale; denunciare chi è nudo il luoghi isolati e più o meno reconditi è solo l’estrema difesa di chi si sente ormai in netta minoranza e non vuole ammetterlo; denunciare chi è nudo è manifesta dimostrazione di debolezza, insicurezza ed egoistico senso unico mentale. La legge italiana non vieta la nudità, solo per convenzione sociale si è arrivati, in tempi relativamente recenti, a considerarla immorale, e le convenzioni sociali cambiano, cambiano rapidamente, devono cambiare, SONO cambiate come dimostrato dalle molte sentenze di assoluzione promulgate da diversi giudici dal 2000 a oggi (ultima quella di ieri) e tutte con formula piena perché il fatto non comporta reato. L’immoralità, la malizia, la perversione sono nella mente di chi guarda, non nella natura, nel corpo, nell’azione di chi sta nudo.

Aforismi e disequazioni


img_0835.jpgIl vestito demonizza il corpo, il nudo gli rende gloria

Il vestito può nascondere un pericolo, la nudità no

Rispetta il tuo corpo, non impedirgli di respirare

L’avere una mela rossa non implica il possesso di una sola mela

La banana è gialla, ma il giallo non è la banana

Per fare sesso ci si mette nudi, ma anche per fare la doccia

Il sesso è nudo, ma il nudo non è sesso

Tutti nudi … nessuno nudo

L’esibizionismo può essere nudo, ma il nudo non è esibizionismo

L’occhio vede, ma la mente comanda

Pensa male chi è abituato ad agir male

Tutto è esibizione, non per questo tutto è esibizionismo

L’esibizionista ha necessità di qualcuno che osservi in modo quantomeno interessato

L’esibizionismo è nella mente di chi guarda

L’esibizionismo del corpo è frutto dei tabu del corpo

Che lo facciano tutti non significa che sia giusto

Se ti infastidisce ignoralo, non sei obbligato a guardare, leggere, commentare

Le fobie si curano, tutte, ivi compresa quella per il nudo

Un dogma è tale solo per volontà delle persone

Le regole si possono cambiare

Che una cosa si faccia da secoli non implica che sia giusta

“Si è sempre fatto così” … affermazione sempre errata

Tanti non vuol dire tutti

I diritti naturali sono tali perché sono diritti a prescindere

I diritti naturali non si possono concedere, si possono solo negare

La mia libertà finisce dove inizia la tua? No, la mia e la tua libertà sono parallele!

Due libertà non necessariamente si sovrappongono

Quando due libertà si sovrappongono l’equilibrio raramente è nel mezzo

L’equilibrio di due libertà non si ottiene matematicamente, bensì algebricamente

Il fatto che tu non comprenda non implica il fatto che io debba cambiare

Ciò che non si comprende non è necessariamente sbagliato

Parlare senza conoscere è parlare a vanvera

La conoscenza non è “ho sentito dire che…” e nemmeno “ho letto che…”

citta_confusaUn’esile linea di confine è comunque una linea di confine

Qualsiasi odierna cultura è stata preceduta da un’altra cultura

Una religione può essere cultura, ma la cultura non è la religione

Una sola religione non può mai rappresentare uno Stato

Mai ascoltare una voce sola, fa sragionare

Nessuno dice sempre il giusto, così come nessuno dice sempre sbagliato

Nessuno ha accesso a informazioni incondizionate, nemmeno riguardo a se stesso

Non esistono parti che non siano di parte

La verità raramente è tutta da una parte sola

Solo lo stolto giudica le cose sulla base di chi le dice

Ragiona con la tua testa, non con la bocca di altri

Ciò che non viene detto raramente può essere desunto

Tacere non è mentire

L’errore si può comprendere ma non si può giustificare

Troppo comodo sbagliare e poi chiedere scusa

Non impedire, rendi più conveniente fare quello che andrebbe fatto

L’uso spasmodico dei divieti dimostra solo l’incapacità amministrativa o educativa

Si e no non vanno usati in modo esclusivo

Le offese sono nella bocca di chi le pronuncia

La sottomissione raramente è produttiva, la violenza non lo è mai

Se c’è il sole può venire la pioggia, se c’è la pioggia può venire il sole, ma le cose possono anche restare come sono

La testardaggine si mostra solo quando si incontra con altra testardaggine

Generalizzare non vuol dire ignorare le eccezioni

Troppo può essere sia tanto che poco

Ciao 🙂

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