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Poesie di gioventù: Sentimento


Profondo nel cuore,
profondo nell’anima,
io sento qualcosa
ma non riesco a scrivere cosa.

Sento un forte peso,
sento un’invincibile tristezza,
sento che voglio vederti,
sento che non riesco
a sopportare la tua lunga mancanza.

Sento di amarti,
sento di adorarti,
sento che tu sei
il mio più grande sostegno,
il mio più grande pensiero,
la mia più grande passione.

Sentimento,
oggetto astratto,
oggetto invisibile,
oggetto indescrivibile.

Emanuele Cinelli – 6 marzo 1974

Poesie di gioventù: Lontananza


Io a Ponte di Legno,
tu a Brescia.

Questo per sei giorni,
sei giorni e otto notti.

Troppo tempo,
troppo lontani.

Lontananza,
perché sei entrata nella nostra vita?
perché esisti?

Se non esistesse la distanza,
se tutto fosse vicino,
che bello sarebbe il mondo:
io, ora, vicino a te sarei
e tu, ora, vicino a me saresti;
noi due saremmo vicini
e insieme saremmo.

Ma la distanza esiste,
esistono le cose lontane,
esiste il dolore di non poter stare insieme.

Emanuele Cinelli – 6 marzo 1974

Poesie di gioventù: Dopo tre giorni


È mercoledì,
con questo tre giorni son passati,
tre giorni senza vederti,
ti ho solo sentita per voce,
ti ho solo osservata in fotografia,
ti ho solo pensato nel cuore.

Mai ho potuto stringerti fra le mie braccia,
mai ho potuto posare le mie sulle tue labbra,
mai ho potuto cogliere la fulgida luce dei tuoi occhi.

Conto i gironi, le ore, i minuti,
perfino i secondi,
sono ansioso di rivederti.

Amore ti aspetto!

Emanuele Cinelli – 6 marzo 1974

Poesie di gioventù: Attendere


Lunga è l’attesa
ed estenuante.

L’angoscia il mio spirito assale,
la tristezza la mia anima rapisce.

Aspetto il tuo arrivo,
lo aspetto con ansia.

Per correre far il tempo
Mi convien qualcosa affaticare.

Di un modellino la costruzione inizio,
ma essa al termine già volge
ché poco tempo è passato.

Leggo qualcosa,
ma pesante è la lettura
quando qualcuno si aspetta.

Ascolto gli uccellini cantare,
guardo le nuvole passare,

ma il tempo veloce non scorre.
Lentamente il suo cammin percorre il sole,
lentamente segna l’orologio i minuti.

Finalmente ti vedo arrivare,
il cielo d’improvviso s’illumina,
s’illumina di luce,
la luce che dal mio cuor scaturisce.

Finalmente tra le mie braccia ti stringo,
finalmente.

La mia gioia più grande è questa,
‘na gioia pagata.

Pagata col dolore dell’attesa,
pagata col sudore dell’anima.

Pagata ma, per questo, meritata,
pagata ma desiderata,
pagata ma ricevuta.

Pagata ma meritata.

Emanuele Cinelli – 16 febbraio 1974

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