Archivi Blog

Scarpe da montagna La Sportiva Ultra Raptor GTX


IMG_8489

Sul finire dell’estate 2014 scopro che le mie magnifiche scarpe da escursione dopo all’incirca sole cento ore di utilizzo iniziavano a mostrare grossi segni di usura, nel giro di pochi giorni i segni di usura erano diventati evidenti grossi danneggiamenti. Andato subito dal negoziante presso il quale le avevo acquistate esattamente undici mesi prima sono stato indirizzato ad un riparatore ufficiale il quale, però, le ha guardate con espressione schifata e, senza proferir parola, me le ha rimesse in mano scuotendo la testa in segno negativo. A quel punto scrissi alla casa madre per sapere se c’era modo di ripararle, ottenendo una risposta che mi ha fatto saltare la mosca al naso e risposi che mi sarei rivolto ad altra marca.

Visto che arrivava l’inverno e le previsioni escursionistiche erano pressoché pari a zero, rimandai ogni decisione d’acquisto, usandole nel frattempo così come erano. Tutto sommato, ci si camminava ancora bene e resistevano senza subire ulteriori danni e così solo a luglio 2015 mi decisi all’acquisto delle nuove scarpe. L’arrabbiatura ancora bruciava in corpo, però s’era molto smorzata e si è fatta del tutto spegnere dal pensiero di come mi ci ero trovato bene. Prima sul sito e poi in negozio constato piacevolmente che nel nuovo modello le parti che mi si erano così presto danneggiate erano state completamente ridisegnate, utilizzando un materiale diverso. Così mi ritrovo in montagna con ai piedi questa evoluzione delle precedenti.

In buona parte questo modello risulta identico a quello di prima per cui a titolo generale richiamo l’altra scheda tecnica e qui mi limito a parlare delle modifiche apportate e delle nuove esperienze.

IMG_8494Subito il negoziante mi segnala di provarle per bene dato che, anche se a prima vista non si nota, la calzata è diversa dalla precedente. In effetti sono decisamente più strette, devo prendere un mezzo numero in più, l’ideale sarebbe stato un quarto di numero in più (quarantaquattro e tre quarti), che però non esiste. Al lato pratico questa differenza di calzata comporta che, nel mio specifico caso, questo nuovo modello mi fascia il piede meno bene del precedente, lo sento meno mio, specie in punta e nell’arcata plantare interna.

A parte questo piccolo inconveniente devo dire che sono assolutamente contento dell’acquisto fatto: a seguito degli allenamenti per la mia TappaUnica3V, le sto utilizzando in modo molto assiduo, nelle condizioni più varie, nel fango e nella neve, sulla roccia e sull’erba, perfino sul ghiaccio, con tempo asciutto e sotto la pioggia, su strada asfaltata e su sentiero, anche in brevi facili tratti di arrampicata, sottoponendole a un carico considerevole, massacrandole attraverso lunghe escursioni a passo sostenutissimo e scabrose discese fatte anche di corsa. Nonostante tutto questo, nonostante le cento ore di marcia siano ormai raddoppiate, il fascione è ancora perfettamente integro e non si rilevano scollature tra la tomaia e la suola (che erano i due tipi di danneggiamento rilevabili sul precedente modello), solo la suola presenta qualche piccolo segno d’usura, in particolare nell’arcata interna dove l’appoggio violento su alcuni sassi ne ha asportato un piccolo pezzo, d’altra parte se si uvole una suola con un grip tanto elevato questa dev’essere necessariamente morbida e una suola morbida è ovviamente più delicata.

A proposito del grip della suola, veramente eccezionale su ogni tipo di terreno, in quest’ultimo periodo avendola utilizzata a temperature prossime allo zero ho rilevato che in tale condizione la suola s’indurisce sensibilmente e, pur mantenendo comunque un elevato confort, diminuisce l’aderenza sulle superfici dure quali le pietre, il cemento e l’asfalto.

IMG_8493Il sistema di allacciatura è ottimo anche se risulta difficile mettere bene in tensione la parte della punta; le stringhe sono un po’ lunghe (probabilmente perché per la differenza di calzata le devo tirare di più rispetto a prima) e tendono ad allentarsi leggermente, senza però slacciarsi (cosa successa solo recentemente a causa della neve che gelava sull’estremo della stringa creando un grumo di ghiaccio che, strofinando sulla neve, tirava la stringa). Il passante sulla linguetta sebbene non blocchi completamente lo scivolamento laterale della stessa, la mantiene in posizione ottimale.

IMG_8492Il plantare è completamente diverso dal precedente, all’uso pratico non ho rilevato particolari differenze, né in peggio né in meglio, devo solo evidenziare che se prima s’infilava senza problemi nella scarpa, ora non scivola e si fa fatica a posizionarlo correttamente.

L’impermeabilizzazione data dalla membrana in Goretex sembra essere leggermente migliore a quella, già ottima, del precedente modello, così pure l’isolamento termico: proprio recentemente cinque ore nella neve, con temperatura prossima allo zero, senza sentire freddo ai piedi, i quali, tra l’altro, sebbene l’interno delle scarpe risultasse bagnato, erano asciutti e senza i classici segni di lessatura.

Finisco notando che da quando uso queste scarpe i miei problemi alle ginocchia sono diventati sempre meno evidenti, anzi, pur risentendoli ogni tanto nella vita quotidiana, quando sono impegnato nelle escursioni scompaiono completamente.

Queste saranno le scarpe che mi accompagneranno nel mio lungo solitario cammino di TappaUnica3V.

Per i dati tecnici rimando alla pagina specifica sul sito de La Sportiva.

#TappaUnica3V: equipaggiamento e alimentazione


IMG_1692Quale abbigliamento userai? Quale attrezzatura? Quali calzature? Come ti gestirai per l’alimentazione? E per la reidratazione? Domande lecite, domande che mi sono state fatte, domande che mi sono fatto. Qualche risposta me la sono già data, altre sono in elaborazione, nei prossimi mesi le potrete scoprire e leggere attraverso le schede tecniche che andrò facendo, qui riporto le linee di massima a cui mi atterrò e anticipo grossolanamente le scelte già fatte.

Innanzitutto è giusto e doveroso precisare che, per varie ragioni, ivi compresa quella di mantenere il peso dello zaino entro limiti ragionevoli, dovrò necessariamente organizzare tre o quattro rifornimenti: punti del percorso raggiungibili in auto nei quali familiari e/o amici mi porteranno il necessario cambio di abbigliamento, alimentazione e liquidi. Al fine di non inibire l’aspetto della solitaria i luoghi allo scopo identificati sono centri abitati o località molto frequentate, dove avrei comunque incontrato delle persone.

Veniamo allo specifico argomento di questo articolo e partiamo dalla reidratazione. È, questo, un aspetto importante, oserei dire fondamentale per una conclusione positiva del giro: potrei avere la migliore attrezzatura ed alimentazione ma senza un adeguato supporto idrico e una sua corretta somministrazione mai e poi mai potrei camminare per quaranta ininterrotte ore, delle quali la metà si svolgono al di sopra del limite boschivo dove nulla potrà attenuare l’insolazione, alle condizioni che presumibilmente troverò a fine luglio, specie se sarà come quello del 2015. Cosa userò e come mi regolerò? Il calcolo preciso è necessariamente rinviato ai primi di luglio, quando avrò effettuato tutti i test e potrò quantomeno intuire l’andamento climatico del mese, per ora ho previsto che mi serviranno all’incirca venti litri di acqua, mezzo litro per ogni ora di cammino. Dato che lungo il percorso quasi nulle sono le possibilità di reperirla dovrò portarmela tutta appresso, due litri nell’apposita sacca con cannuccia, gli altri in bottiglie di plastica, quelle da un litro e mezzo onde semplificare la ricarica della sacca e non trovarmi mai con delle bottiglie parzialmente piene. Sto ancora ragionando sull’opportunità di utilizzare degli integratori da disciogliere nell’acqua, di certo andranno comunque a rappresentare solo una parte, direi al massimo un terzo, della reidratazione, per il resto sarà solo pura e semplice acqua, quell’acqua che bevo quotidianamente da diversi anni: l’Acqua Maniva PH8 (presto ne pubblicherò la scheda tecnica). Tutta l’acqua mi verrà gentilmente fornita dalla Fonte Alpina Maniva di Bagolino, azienda molto sensibile alle esigenze degli sportivi e ben presente nelle manifestazioni di varie discipline sportive.

IMG_8266Passiamo all’alimentazione. Qui, sebbene abbia già una discreta idea sulla composizione di base (rapporto tra carboidrati, lipidi e proteine) e sulle caratteristiche pratiche (cibi leggeri, facilmente digeribili, da potersi assumere anche camminando, che restino integri anche dopo ore nello zaino, eccetera), è ancora tutto in alto mare: essendo diabetico, seppure con bassi e controllati valori di glicemia, devo innanzitutto parlarne con il diabetologo e, se necessario, con il dietologo che prestano servizio nell’unità diabetologica che mi segue. Dovrò valutare attentamente anche l’assunzione del medicinale che, in quanto diabetico, prendo ogni giorno, anche per questo sarà il diabetologo a darmi le necessarie e giuste indicazioni: la visita è prenotata a fine gennaio.

Idee chiare e precise, invece, le ho sulle calzature. Userò le stesse scarpe che, per le mie escursioni, utilizzo con estrema soddisfazione da tre anni: Ultra Raptor GTX de La Sportiva. Studiate per le più impegnative e lunghe gare di corsa in montagna, sono un modello con membrana in Goretex che i corridori più esigenti giudicheranno forse un poco pesante, ma proprio per questo lo ritengo il più adatto all’utilizzo escursionistico e a TappaUnica3V. Qualcuno storcerà il naso trattandosi di scarpe basse, da molti ritenute inadatte o addirittura pericolose per l’escursionismo in montagna, io la penso diversamente: uso scarpe basse da circa trentacinque anni, mi ci sono sempre trovato benissimo e non mi hanno mai creato problemi, nemmeno le tanto temute storte alla caviglia, invero provocate da scarpe che lasciano spazi vuoti nell’arcata interna del piede e dalla lassità di una caviglia abituata ad un costante più o meno rigido contenimento.

Anche per lo zaino la scelta è già stata fatta. Sarebbe andato benissimo quello che avevo, ma visto che ormai aveva completamente perso l’impermeabilità ne ho approfittato per rottamarlo. Ne volevo uno di capienza similare (verificata in tanti anni di utilizzo), altrettanto leggero e comodo, se per la questione peso il tutto si riduceva a leggerlo sulle etichette, per il resto le cose non erano altrettanto semplici: la comodità la puoi valutare efficientemente solo nell’utilizzo in montagna, meglio se a pieno carico; per la capienza sarebbe stato facile se avessi avuto conoscenza esatta della capacità di quello vecchio, purtroppo così non era e, per la sua struttura molto particolare (due separate zone verticali), non potevo fare una comparazione diretta con gli altri, par altro oggi molto più stretti e alti di quelli che si usavano una volta. Comunque alla fine, dopo un’ora di prove e considerazioni, l’ho trovato, è invero uno zaino da sci alpinismo ma non era disponibile il corrispondente modello da escursionismo per cui… comprato: Randonnèe 36 della Salewa. L’ho già positivamente testato in diverse uscite, ancora devo provarlo col caldo e sulla nuda pelle ma penso di poter già affermare che, seppure con alcuni difettucci, si tratta d’uno zaino eccezionale.

Niente bastoncini, preferisco camminare senza, mi trovo meglio, mi sento più libero e più agile, ho gambe adeguatamente robuste e allenate (anche grazie al non uso dei bastoncini), non devo preoccuparmi di dimenticarli da qualche parte.

Lampada frontale. Sebbene abbia opportunamente scelto il periodo di luna piena, sebbene la parte del percorso che farò di notte sia priva di copertura arborea permettendo alla luna d’illuminare per bene il terreno, non potrò certamente farne a meno. Scartata la frontale già in mio possesso, troppo debole, mi sono fatto consigliare dal negoziante e l’acquisto è stato qui molto semplice e veloce: la H7R.2 della Led Lenser, potentissima e di lunga autonomia, l’ideale per TappaUnica3V.

Molti dubbi in relazione all’acquisto di un orologio con sistema di rilevazione cardio. Costa parecchio e, tutto sommato, non dovrò fare una corsa bensì un cammino di regolarità, sarò sollecitato più sulla resistenza psicologica e articolare che su quella cardiaca. Caso mai potrebbe tornarmi più utile durante gli allenamenti, quando spingo al massimo per indurre un affaticamento precoce al fine d’incrementare il margine di resistenza fisica e la potenza muscolare, ma, come detto, spesa che non mi posso permettere e necessariamente surclassata da altre al contrario indispensabili.

Gialdini Sport, negozio presso il quale da moltissimi anni mi servo e al quale ho indirizzato familiari e tanti amici, mi ha promesso in prestito il localizzatore GPS Spot Gen 3. Grazie a questo dispositivo potrò allestire una pagina web dalla quale chiunque potrà seguirmi in tempo reale, avendo costante visione del mio incedere e della mia posizione.

IMG_DSC7514Resta l’abbigliamento. Abbigliamento? Quale abbigliamento, sarò nudo! Ehm, si certo, sarò nudo, ma intanto c’è un lungo tratto a quote prossime o superiori ai duemila metri, poi devo passare una notte intera e proprio alle massime quote, infine devo percorrere lunghe creste spesso tormentate dal vento: nudo sì ma con scienza. Nello zaino, pertanto, avrò il necessario per affrontare tutte le prevedibili situazioni, in rapporto alla stagione ovviamente: pantaloncini, canotta, pantaloni lunghi, maglia a maniche lunghe, giubba pesante, giacca antivento e antipioggia, berretto per il sole, forse anche una calda fascia per fronte e orecchie. Data la possibilità d’indossarlo e levarlo senza smettere di camminare, avrò dietro anche un piccolo pareo tagliato e cucito da mia moglie: sebbene la mia speranza sia quella che per l’occasione specifica, vista la sua particolarità e i messaggi sociali che vuole trasmettere, mi sia possibile ignorarle, ad oggi, purtroppo, ci sono molte, troppe, insulse e illogiche limitazioni che ancora vengono imposte a chi nudo vuole stare, volente o nolente devo e dovrò tenerne conto!

Ah, la crema solare… Indispensabile. In questi ultimi anni, da quando, cioè, ho unito la passione per la montagna alla scelta nudista, ne ho provate di diverse marche e di diversi tipi, niente, ancora non ne ho trovata una che mi soddisfi a pieno. Quale è il problema? In spiaggia vanno tutte bene, stai fermo e puoi farti la doccia subito dopo, nell’escursionismo vestito già qualche fastidio è rilevabile ma sopportabilmente limitato a viso e mani, dovendola applicare a tutto il corpo il fastidio si fa insistente: a parte l’effetto colla che lasciano dopo l’utilizzo, tutte le creme solari da me provate generano un effetto vestito, seppure leggero risulta percepibile da chi, ormai abituato alla nudità prolungata, ha recuperato la neonatale sensibilità epidermica, riduce sensibilmente il respiro del corpo e provoca (o aumenta) la sudorazione. Vedremo, per ora è impossibile fare test in merito, devo per forza attendere quantomeno la primavera, nel frattempo se avete suggerimenti sarò ben lieto di riceverli e, appena possibile, sperimentarli.

the Writer's Disease

The Official Nick Alimonos Blog

Il Blog per TE

psicologia, curiosità, musica, cinema, moda e tanto altro!

The Meandering Naturist

Traveling the world in search of naturist nirvana...

Interferenze

“Walk in the mashup side!"

Vita a Lou Don

Una borgata alpina con tre abitanti ma tante storie da raccontare

ARDRONINO

Quadricottero con Arduino

El eurociudadano nudista

... eta nik txoria nuen maite ...

mamá nudista

Vivencias y opiniones desde mi condición de mujer, madre, nudista y humana

Freekat2

Finding My Way, Trusting My Path, Sharing My Journey

MOUNTAIN SOUND

LA' DOVE VIVONO GLI ANIMALI - MATTIA DECIO PHOTOGRAPHER

nude races

Copyright Enterprise Media LLC 2010-2019

Fools Journal

Magazine di cultura: letteratura, fotografia, arte, moda, queer life, eventi, musica, cinema, attualità

Aurora Gray Writer

Writer, dreamer, voracious reader and electric soul.

Gabriele Prandini

Informatico e Amministratore

Clothing Optional Trips

We share where we bare. Enjoy your trip.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: