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Paura di aver successo?


“Sarebbe bello, ma è impensabile”. “Emanuele, la società non accetta queste cose”. “Ideale ma solo in teoria”. “L’Italia è un paese bigotto e puritano, non cambieranno mai idea”. “Non possiamo forzare la volontà degli altri”.

Queste e tante altre similari sono le osservazioni fatte ai miei articoli sul nudismo e, badate bene, non sono state fatte da tessili, i quali al contrario si mostrano interessati e possibilisti, ma da nudisti o, come amano definirsi loro, naturisti.

Va bene, ognuno è libero di avere le sue opinioni (quindi anche io), però…

Però queste opinioni fanno pensare solo ad una cosa: “per caso avete paura di poter avere successo?”

Esatto, paura di aver successo, solo così si possono comprendere gli atteggiamenti di rinuncia, il rifiuto di ogni proposta che ventili la benché minima possibilità di scalfire la corazza sociale, ogni azione che dia la speranza di far arrivare il messaggio nudista alla mente del mondo tessile. Solo così!

Signori, in ogni campagna sociale, in ogni trattativa cognitiva, in ogni mediazione intellettuale le parti devono fare la loro parte e non quella dell’altro. Giusto mettersi nei panni dell’altro, doveroso, va fatto, però, per sapersi muovere al meglio, per decidere le migliori strategie, per dare la massima efficienza alla propria azione, non per rinunciare, non per bloccare tutto sul nascere, non per piangersi addosso e fare le vittime.

A beh, certo, agire richiede impegno, agire costa fatica, agire necessita del metterci la faccia, tre cose che a quanto pare molti, troppi nudisti ripudiano. Molto più comodo fingersi la testa degli altri e uccidere ogni agire che sia vero ed efficiente: il mancato successo dell’azione che rimane, lenta e perdente, permette di autogiustificare la propria indifferenza, il proprio immobilismo, le proprie paure. Molto più comodo: non si è costretti a rivedere le proprie posizioni e i propri preconcetti (eh sì, non esistono solo i preconcetti dei tessili, ci sono anche quelli dei nudisti, anzi, dei naturisti, e sono quantomeno della stessa quantità e forza).

Opportunismo, comodità, vigliaccheria appaiono essere le doti più rilevanti di molti nudisti, ah già, naturisti (recentemente mi hanno nuovamente accusato di essere anti naturista perché uso la parola nudismo anziché naturismo, beh eccovi accontentati). Che dire…

Paura di aver successo?

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