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Nudità clandestina


  • La sentenza della Corte di Cassazione 28990 del 18 luglio 2012 ricorda esser la nudità «idonea a creare turbamento» in bambini e adulti «non consenzienti» «in luoghi pubblici, o aperti o esposti al pubblico». Poiché l’argomento discriminante è la visibilità dell’“ultimo miglio”, si deduce che la nudità è tacitamente ammessa di notte. Non si ha notizia peraltro di multe per i “bagni di mezzanotte”.

Su barconi di fitti pensieri ho attraversato gran mare.
Miraggio: la mecca d’esser libero e nudo su spiagge e sentieri.

Ho lasciato il mio villaggio d’origine, un luogo dell’anima
che oramai m’era angusto: ognuno in sua cella, e non più.
Mill’altri mi facevan da grata, parenti ed amici, l’intero villaggio.

E sono scappato, ho attraversato il deserto di Libia: basilischi e scorpioni.
Ad ogni passo perdevo un legame, perdevo zavorra, mi facevo più forte.
Ebbro di me, formichina che va con in bocca il suo tozzo,
immenso di me, che cercavo altri lidi, altrove libertà… ed erano in me.
Mi bastava la luce del sole e la sabbia per dar spazio ai miei passi.
Son giunto al gran mare: l’acqua m’ha accolto e mi poteva annegare,
d’emozione ero gonfio di fiato, gli ansiti fitti mi tenevano a galla:
ero vivo, ero io, come non mai: ogni piccolo pezzo di carne era vivo.
E nuotavo sicuro verso i lidi d’Italia, libera e bella, verde ed azzurra.
Ma già mi sentivo di più: ero libero io, non perché era libera Italia.

Approdo finalmente su una spiaggia remota che chiaman Riace,
vedo due uomini, statuari di bronzo, perfetti, mi chiaman fratello.
Amiconi mi scherzano, che sono bronzé più di loro.
Hanno per casa un museo. Ogni tanto si senton chiamare,
si riprendon la carne ed escon di notte perché non hanno costume
(se ti vede una guardia, provi quanto sa di sale un’ammenda sul lito del mare).

Non hanno nulla di nulla, né denari né armi, son solo se stessi.
Vanno alla spiaggia a confortare quel naufrago appena approdato,
ancor sbalordito dal non vedersi vestito delle grate di casa.
Ora è qui la sua casa, lo sa, con gli amici di qui, antichi e cordiali, liberi e nudi.
Peccato si possa solo di notte, che nessuno ti veda, decenza non vuole.

Povera Italia, ancor carbonara, ancor clandestina,
che ancor oggi con sentenza matusa e bestina
pennin d’ermellini a una gogna pudica destina.

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