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Scarpe da montagna La Sportiva Ultra Raptor GTX


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Sul finire dell’estate 2014 scopro che le mie magnifiche scarpe da escursione dopo all’incirca sole cento ore di utilizzo iniziavano a mostrare grossi segni di usura, nel giro di pochi giorni i segni di usura erano diventati evidenti grossi danneggiamenti. Andato subito dal negoziante presso il quale le avevo acquistate esattamente undici mesi prima sono stato indirizzato ad un riparatore ufficiale il quale, però, le ha guardate con espressione schifata e, senza proferir parola, me le ha rimesse in mano scuotendo la testa in segno negativo. A quel punto scrissi alla casa madre per sapere se c’era modo di ripararle, ottenendo una risposta che mi ha fatto saltare la mosca al naso e risposi che mi sarei rivolto ad altra marca.

Visto che arrivava l’inverno e le previsioni escursionistiche erano pressoché pari a zero, rimandai ogni decisione d’acquisto, usandole nel frattempo così come erano. Tutto sommato, ci si camminava ancora bene e resistevano senza subire ulteriori danni e così solo a luglio 2015 mi decisi all’acquisto delle nuove scarpe. L’arrabbiatura ancora bruciava in corpo, però s’era molto smorzata e si è fatta del tutto spegnere dal pensiero di come mi ci ero trovato bene. Prima sul sito e poi in negozio constato piacevolmente che nel nuovo modello le parti che mi si erano così presto danneggiate erano state completamente ridisegnate, utilizzando un materiale diverso. Così mi ritrovo in montagna con ai piedi questa evoluzione delle precedenti.

In buona parte questo modello risulta identico a quello di prima per cui a titolo generale richiamo l’altra scheda tecnica e qui mi limito a parlare delle modifiche apportate e delle nuove esperienze.

IMG_8494Subito il negoziante mi segnala di provarle per bene dato che, anche se a prima vista non si nota, la calzata è diversa dalla precedente. In effetti sono decisamente più strette, devo prendere un mezzo numero in più, l’ideale sarebbe stato un quarto di numero in più (quarantaquattro e tre quarti), che però non esiste. Al lato pratico questa differenza di calzata comporta che, nel mio specifico caso, questo nuovo modello mi fascia il piede meno bene del precedente, lo sento meno mio, specie in punta e nell’arcata plantare interna.

A parte questo piccolo inconveniente devo dire che sono assolutamente contento dell’acquisto fatto: a seguito degli allenamenti per la mia TappaUnica3V, le sto utilizzando in modo molto assiduo, nelle condizioni più varie, nel fango e nella neve, sulla roccia e sull’erba, perfino sul ghiaccio, con tempo asciutto e sotto la pioggia, su strada asfaltata e su sentiero, anche in brevi facili tratti di arrampicata, sottoponendole a un carico considerevole, massacrandole attraverso lunghe escursioni a passo sostenutissimo e scabrose discese fatte anche di corsa. Nonostante tutto questo, nonostante le cento ore di marcia siano ormai raddoppiate, il fascione è ancora perfettamente integro e non si rilevano scollature tra la tomaia e la suola (che erano i due tipi di danneggiamento rilevabili sul precedente modello), solo la suola presenta qualche piccolo segno d’usura, in particolare nell’arcata interna dove l’appoggio violento su alcuni sassi ne ha asportato un piccolo pezzo, d’altra parte se si uvole una suola con un grip tanto elevato questa dev’essere necessariamente morbida e una suola morbida è ovviamente più delicata.

A proposito del grip della suola, veramente eccezionale su ogni tipo di terreno, in quest’ultimo periodo avendola utilizzata a temperature prossime allo zero ho rilevato che in tale condizione la suola s’indurisce sensibilmente e, pur mantenendo comunque un elevato confort, diminuisce l’aderenza sulle superfici dure quali le pietre, il cemento e l’asfalto.

IMG_8493Il sistema di allacciatura è ottimo anche se risulta difficile mettere bene in tensione la parte della punta; le stringhe sono un po’ lunghe (probabilmente perché per la differenza di calzata le devo tirare di più rispetto a prima) e tendono ad allentarsi leggermente, senza però slacciarsi (cosa successa solo recentemente a causa della neve che gelava sull’estremo della stringa creando un grumo di ghiaccio che, strofinando sulla neve, tirava la stringa). Il passante sulla linguetta sebbene non blocchi completamente lo scivolamento laterale della stessa, la mantiene in posizione ottimale.

IMG_8492Il plantare è completamente diverso dal precedente, all’uso pratico non ho rilevato particolari differenze, né in peggio né in meglio, devo solo evidenziare che se prima s’infilava senza problemi nella scarpa, ora non scivola e si fa fatica a posizionarlo correttamente.

L’impermeabilizzazione data dalla membrana in Goretex sembra essere leggermente migliore a quella, già ottima, del precedente modello, così pure l’isolamento termico: proprio recentemente cinque ore nella neve, con temperatura prossima allo zero, senza sentire freddo ai piedi, i quali, tra l’altro, sebbene l’interno delle scarpe risultasse bagnato, erano asciutti e senza i classici segni di lessatura.

Finisco notando che da quando uso queste scarpe i miei problemi alle ginocchia sono diventati sempre meno evidenti, anzi, pur risentendoli ogni tanto nella vita quotidiana, quando sono impegnato nelle escursioni scompaiono completamente.

Queste saranno le scarpe che mi accompagneranno nel mio lungo solitario cammino di TappaUnica3V.

Per i dati tecnici rimando alla pagina specifica sul sito de La Sportiva.

Scarpe da montagna La Sportiva Raptor GTX


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Come le ho provate le ho sentite giuste per i miei piedi e non c’è stato più spazio per le altre: ho provato altre sei scarpe da escursionismo, alcune di tipo classico, altre più vicine alle scarpe da corsa in montagna, ma nessuna mi dava le stesse sensazioni, alcune mi facevano male da qualche parte, una era troppo stretta all’attaccatura delle dita, in quasi tutte c’erano dei vuoti tra calzatura e piedi.

Dopo un’ora di prove e verifiche alla fine la scelta è stata inevitabile e le ho comprate, intenzionato a provarle a fondo quanto prima possibile.

IMG_3858L’occasione non si è fatta attendere (ma già lo sapevo) e pochi giorni dopo, durante il Campo d’Agosto del programma “Orgogliosamente Nudi 2013”, eccomi in cammino con le mie nuovissime e fiammanti scarpe da escursionismo (invero sarebbero scarpe da corsa in montagna di penultima generazione, ovvero non troppo estreme). Il primo test avviene sul ripidissimo prato dietro la tenda: il giorno prima, ad erba asciutta e calzando le scarpe da ginnastica, ci ero scivolato inesorabilmente, oggi, invece, con l’erba bagnata e le nuove scarpe, lo salgo e lo discendo sulla linea di massima pendenza senza la minima esitazione. Uhm, un buon inizio non c’è che dire, ma fra poco le potrò mettere alla prova più seriamente: oggi un’escursione di 5 ore su diversi tipi di terreno, domani una di sette ore che completerà il test aggiungendovi anche rocce, ganda e neve.

Arrivano gli amici e ci mettiamo in marcia…. Ehm, no, non sto a raccontarvi per filo e per segno tutto quello che ho fatto, d’altra parte ci sono già le relative relazioni (Laghetto di Mignolo Basso per il sentiero 418 e Giro diretto del Blumone), tagliamo corto e passiamo ai risultati.

Prima rilevazione: ti mettono le ali! La leggerezza della scarpa, la sicurezza dell’appoggio, data da una suola con un grip veramente fantastico e costante su tutti i tipi di terreno, e la curvatura della parte anteriore permettono una camminata sciolta e forniscono una spinta che si fa prepotentemente sentire, specie sulle salite ripide.

IMG_3895Seconda rilevazione: che bello recuperare il piacere di camminare! Dove lo metti il piede sta, anche sulle pietre lucidate dal passaggio, anche sulle lame affilate o sulle minime punte (e senza dolore); ogni minimo movimento della scarpa viene rilevato da piede e, viceversa, ogni minimo movimento del piede viene trasmesso alla scarpa, azzerando i passi falsi e le storte di caviglia: contrariamente a quanto i più credono, non è la scarpa alta a contenerle, salvo non sia rigida come uno scarpone da sci, ma piuttosto la perfetta aderenza della calzatura in ogni punto del piede e l’assenza di vuoti, in particolare nella zona dell’arcata interna.

Terza rilevazione: tengono l’acqua in modo perfetto! L’erba bagnata non è più un fastidio e nemmeno le pozzanghere: sono casualmente entrato in una pozzanghera di fango, sprofondando fin sopra il colletto della scarpa, avevo la gamba bagnata e sporca ma l’interno della scarpa e il piede erano perfettamente asciutti.

Quarta rilevazione: nessuna vescica e nessun friggitura della pianta camminando su terreno duro, ivi compreso l’asfalto! Nonostante avessi la pelle sul lato inferiore degli alluci ancora indebolita da due recenti vescicone, anche dopo le otto ore del Giro del Blumone i mie alluci e i miei piedi in genere erano in perfette condizioni, grazie anche all’ottima traspirabilità che ha reso la sudorazione del piedi praticamente inesistente. Preciso che le ho usate con dei calzini corti molto sottili, non le ho provate senza calze ma credo che lo farò presto: ad impressione dovrebbero andare altrettanto bene, se non meglio.

IMG_3769Quinta rilevazione: dopo anni per la prima volta ritorno a valle senza dolori alle ginocchia! Eppure ci ho fatto di tutto: camminato normale, camminato veloce, camminato in equilibrio di sasso in sasso, corso, saltato.

È troppo presto per poter valutare la resistenza e la durata di questa scarpa, ma dopo 20 ore di utilizzo intenso non si rilevano segni o taglietti su nessun punto, né della tomaia, né della suola, né dei rinforzi rigidi. Insomma all’apparenza pare che sia una scarpa molto resistente.

Per finire un appunto contrario: sarebbe apprezzabile un sistema di frenatura dell’allacciatura (quantomeno sui passanti a metà scarpa), così come è risulta difficile tenderla per bene e finisce col restare sempre un po’ troppo lenta in punta.

Voto: 9 e ½ – Gradimento: 10 e lode – Consigliabilissime, ovviamente sono comunque da provare per bene prima dell’acquisto che i piedi sono tutti diversi tra loro.

Come ho detto ai miei compagni di campo: uno dei migliori acquisti che abbia mai fatto!

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