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#VivAlpe 2019 si parte camminando si finisce mangiando


Boschi verdissimi, immense distese di aglio orsino, salamandre in ogni dove, un torrente gioioso, un lungo comodo sentiero, qualche salita per interrompere la tranquillità del piano, grige lisce rocce e rossa terra bagnata a rendere delicata l’ultima discesa, un braciere scoppiettante, tavoli di bianco coperti, salumi e caldo gnocco fritto, immense costine dall’antico sapore, morbido pollo, un delicatissimo vino, assaggi di dolci, gruppo di persone, chiacchiere affabili, discorsi più seri, risate e saluti, ecco gli attori del quinto evento, un evento che da semplice escursione si è poi esteso a più complessa Festa di Primavera.

Ore nove e cinquanta di sabato 18 maggio, come da programma ci ritroviamo nel parcheggio dell’agriturismo Dragoncello, gentilmente messoci a disposizione dai gestori e dai proprietari della struttura, d’altronde al nostro ritorno presso la stessa ci fermeremo per una merenda e per la cena. Puntualissimi gli amici sono arrivati, ne mancano solo alcuni che, spaventati da una lettura superficiale delle previsioni meteo o dall’utilizzo di canali meteo poco affidabili, nonostante le mie indicazioni e rassicurazioni (per inciso, le “mie” previsioni meteo si sono poi rilevate esatte quasi al minuto) nella notte hanno preferito rinunciare.

Ore dieci e quindici, ci mettiamo in cammino con qualche minuto di ritardo dovuto all’attesa di un amico di cui mancano notizie: poi riusciremo a metterci in contatto e sapere che verrà comunque per cena. Ecco, bravo, una persona responsabile: se per un’escursione le disdette dell’ultimo minuto non danno problemi, per le cene il discorso è completamente diverso, c’è di mezzo una prenotazione, ci sono di mezzo persone estranee al gruppo, persone che hanno ormai messo in conto un certo numero di presenze e sulla base di tale numero si sono organizzate anche a livello di acquisti di cibo deperibile, cibo che poi, anche in ragione di precise leggi, una volta cotto o lo mangi o lo butti, correttezza vorrebbe che ci si attivi in tutti i modi per non mancare all’impegno preso, quello della presenza, specie quando la giustificazione dell’assenza è il brutto tempo, cavolo, mica si mangia all’aperto! Per inciso, da parte mia ho sempre ragionato e mi sono sempre comportato in funzione della regola “una volta data parola, foss’anche un anno prima dell’evento, solo la mia morte può giustificare la mia assenza”.

Torniamo al racconto.

Il percorso programmato

Dicevo, ore dieci è quindici, ci mettiamo in cammino. Il sentiero inizia proprio fuori dal cancello dell’agriturismo, i primi metri sono nell’alveo di un secco torrente, poi se ne esce e inizia una lieve ma costante salita che, infilandosi tra barriere di rovi a tunnel, percorre la stretta Val Salena tenendosi poco più in alto del torrente di fondo, ora non più in secca, in destra orografica. Dieci minuti dopo con un guado, reso lievemente complesso dall’acqua che le continue e intense piogge degli ultimi dieci giorni hanno reso relativamente alta, ci si porta in sinistra orografica dove lo stretto sentiero riprende a salire tenendosi molto accosto al torrente. Un susseguirsi di sonore cascatelle accompagna il nostro incedere, qualcuno, nonostante la giornata uggiosa, si è denudato, la maggior parte di noi, comunque, preferisce restare più o meno coperta visto che una certa brezza ogni tanto percorre lo stretto solco vallivo.

Un passo dopo l’altro, accompagnati dal canto della natura, accomunati da considerazioni e discorsi sulla bellezza della montagna e sulla qualità del viverla a nudo, guadagniamo quota e perveniamo alla sorgente detta “Casì del Lat”, presumibilmente qui antichi pastori ci mettevano i contenitori del latte onde evitare che questo si alterasse. Alcuni minuti di sosta per ammirare l’ingegnosa opera e poi di nuovo in cammino. L’ultimo strappo ci conduce alla sella di San Vito dove sorge una piccola chiesetta. Non piove eppure la zona appare stranamente deserta, chi è nudo permane nudo e non lo invito a rivestirsi dato che dobbiamo percorrere pochissimi metri prima di abbandonare la sterrata e reimmetterci nel bosco su sentiero di bassa frequentazione. Si sentono delle voci, sopra di noi nascosti da una cascina alcuni escursionisti stanno arrivando, ma li vedo andare in direzione opposta quindi segnalo agli amici nudi di venire avanti tranquillamente.

Senter del Negondol, così si chiama il sentiero che ora stiamo percorrendo, nome preso da una profonda (trentacinque metri per la precisione) dolina che poco dopo possiamo osservare: stretta e buia da più l’impressione di un pozzo e ne presenta li stessi caratteri di pericolosità, infatti è circondata da una recinzione ed è classificata nel registro buchi e grotte della Lombardia (54LO). Procediamo in piano, usciamo dallo svaso della Val Salena per iniziare il lungo traverso a mezza costa sulle pendici settentrionali del Monte Faldenno. Tra una reiterante presenza di ampie odorose distese di aglio orsino e scorci sulla qui larga valle del Garza con l’esteso paese di Nave, arriviamo al punto previsto per il pranzo, ma siamo stati più veloci del programmato per cui si decide di procedere ancora.

Un tratto all’interno di un oscuro bosco presenta divertenti (specie quando di qui ci passo correndo) su e giù per aggirare piante crollate a terra e per attraversare stretti solchi pluviali, una breve discesa, una stradina sterrata quasi completamente recuperata dal tappeto vegetativo, eccoci alla strada di Muratello, una degli unici due accessi stradali alla montagna dei bresciani: la Maddalena. Incrociando ciclisti e cicliste (una di queste ci saluta con un filo di voce: è distrutta; i ciclisti conoscono bene questa salita, amata e odiata persino dalle star del Giro d’Italia) che la stanno risalendo, ne discendiamo un breve tratto per poi abbandonarla e portarci sul crinale verso il Colle di San Giuseppe. Nel frattempo gli amici mi hanno richiesto di evitare il lungo tratto di asfalto che l’idea originale prevedeva e così ho, seduta stante, rielaborato l’odierno percorso con un anello a cui ancora non avevo pensato: invece di traversare e scendere versa Sarezzo, imbocchiamo il sentiero che porta in Val Fredda e subito, approfittando di un volto vegetale che ci promette valido riparo alla pioggia che ha iniziato a cadere, facciamo la sosta per il pranzo.

Di nuovo in marcia lungo un sentiero solitamente molto battuto sia a piedi che in bicicletta, oggi incontriamo solo due persone. Taglio un largo giro fruendo di un bel antico sentiero oggi purtroppo (nulla contro i ciclisti di fuori strada montano, ma dovrebbero evitare di impedire a chi cammina la fruizione di sentieri creati per il cammino e dagli escursionisti per lungo tempo custoditi e manutenuti, quantomeno preoccuparsi di pulire loro un tracciato parallelo poco discosto da quello originale) utilizzato come pista di down-hill. Mi avanzo un centinaio di metri rispetto agli amici: se qualche ciclista scende dovrà frenare per me e sarà quindi meno pericoloso per chi mi segue, io posso fruire di un maggiore allenamento e garantirmi una veloce fuga anche nei tratti più ripidi e complicati.

Ripreso il sentiero “riservato” (tra virgolette perché ormai anche qui sui monti non esiste più nulla di riservato e i ciclisti li si trovano ovunque, anche su percorsi dove riterresti impossibile incontrarli, vedi il caso delle Bocchette Centrali di Brenta, un esposto e complicato sentiero… attrezzato) agli escursionisti ricompatto il gruppo e procedo con passo più dolce. Qualcuno inizia ad accusare un poco di fatica ma manca poco alla fine di questa salita. Riprendiamo a camminare in piano, anche se in montagna parlare di piano è sempre affermazione da prendere con le pinze, e ritorniamo sulla strada di Muratello qualche tornante sopra il punto precedentemente percorso in discesa. In salita seguiamo il nastro di grigio asfalto per poi prendere una sterrata che, alternando tratti piani a brevi stappi di salita, ci porta all’affascinante Cascina Zani. Un tavolo in legno induce i mie compagni a forzare una lunga sosta, sul viso di qualcuno i segni di stanchezza si sono fatti più evidenti: dai, dai, ormai siamo prossimi all’arrivo.

Ore quindici circa, rieccoci al Colle di San Vito, riprendo il sentiero fatto in salita ma invece di seguire il fondo valle procedo lungo il tracciato attuale del Sentiero 3V “Silvano Cinelli”. Questo percorso è un poco più lungo dell’altro ma, nelle attuali condizioni del fondo che vedono parecchio fango e viscide rocce bagnate, leggermente meno insidioso. Eccoci alla località Faldenno, ancora pochi metri, solo in apparenza tranquilli e per questo invoco i compagni a evitare sculate, certo qui meno pericolose (le rocce sono ampie e perfettamente lisce) ma pur sempre dolorose, ed eccoci al fondo valle, su ruvido asfalto, fuori da ogni insidia.

Il percorso realmente effettuato

Ore sedici e trenta passate, siamo al parcheggio, ci cambiamo e andiamo ad affrontare l’altra “impresa” della giornata: la merenda. Le gentilissime ragazze dell’agriturismo ci imbandiscono un tavolo, a nostra richiesta esterno, posto sotto un ambio gazebo, con vista sul prato e il vigneto che circondano la struttura. Poco discosto un braciere scoppietta dinnanzi alla casetta dentro la quale esperti fuochisti stanno preparando ciò che serve alla creazione di una magica grigliata. Arrivano le mogli, mia e di Angelo, ormai manca poco all’orario di cena, ancora qualche chiacchiera ed è ora di accomodarsi alla sala interna, una sala bella ed elegante che può accogliere fino a sessanta persone e che, sebbene demotivato dalla scarsa disponibilità al sostegno della causa nudista in più occasioni dimostrata dagli amici nudisti (molti lamentano l’assenza di opportunità per stare nudi, pochi si mettono in gioco affinché tali opportunità possano formarsi e crescere: non sono di certo le istituzioni a doverlo fare, non sono di certo gli operatori turistici e della ristorazione a doverle creare, non sono certo coloro ai quali di stare nudi proprio non importa a doverci pensare, siamo noi, noi tutti, noi che abbiamo riscoperto la semplicità e naturalità del nudo, noi che ormai soffriamo a dover stare vestiti, siamo questi noi a doverci impegnare, a dover operare, a dover dimostrare che la società può condividere il nudo e convivere con chi sta nudo negli stessi identici spazi), sarebbe mia intenzione poter sfruttare adeguatamente per altri eventi.

Ore diciassette e quarantacinque, anche gli ultimi due amici prenotati per il pranzo sono arrivati, possiamo dare il via alle… mascelle. L’antipasto comincia con una per tutti innovativa portata: mozzarella di bufala con saporitissima pallina di gelato alla menta e un pomodorino secco. Slurp, iniziamo bene! Seguono i classici salumi accompagnati da una ricchissima dotazione di caldo gnocco fritto, più piccolo dei soliti ma assai più delicato e leggero: non lascia il classico unto sulle dita. Le energie consumante nell’escursione fanno svanire velocemente il cibo, almeno su un lato del tavolo, eccoci così al risotto con asparagi e il prestigioso formaggio Bagoss. Purtroppo ci viene a nostra insaputa imposta una variante: incuriosisti da un risotto alla liquirizia, ma nel contempo preoccupati che non a tutti potesse risultare gradito, avevamo chiesto di preparare un risotto doppio e invece ne arriva uno solo, la cui abbondante quantità, invero, mi faceva preventivare che sarebbe stato il solo. Va beh, poco male, quello alla liquirizia lo assaggeremo in altra occasione, un motivo in più per tornare in questo locale. Ora arriva il pezzo forte e fa il suo ingresso in modo decisamente regale: le ragazze che servono sfilano con ampi piatti di portata sui quali troneggiano delle costine, ma non sono normali costine, sono… enormi, sono costine dalla dimensione sconvolgente. Pancia mia fatti capanna!

Il mio stomaco non è più abituato ai lauti pranzi, anzi, da tre anni, anche a seguito delle mie esigenze sportive, mi alimento in modo assai contenuto, a fatica riesco a chiudere l’obiettivo impostomi: una costina, una coscia di pollo e una salamina. Non sono l’unico a battere ritirata, alla fine nel piatto di portata restano diversi pezzi di questa prestigiosa grigliata (mai mangiata, fuori casa, una grigliata cotta così alla perfezione), ovviamente, appurato che verrebbero buttati tra i rifiuti (in alcuni parti d’Italia sono già state prese iniziative per permettere ai ristoranti la redistribuzione del cibo avanzato verso istituti sociali, c’è da sperare che questo diventi quanto prima legge nazionale, anche se… possibile che in Italia ci sia bisogno di promulgare leggi per ogni minima cosa, persino per quelli che dovrebbero essere comportamenti abituali e naturali, quali, per l’appunto, la redistribuzione del cibo e il nudo sociale?) ce li facciano mettere in due vassoietti per portarceli a casa.

Ore ventidue e qualche minuto, saluti e abbracci, promesse di rincontrarci quanto prima e poi il sempre triste seppur inevitabile momento dell’abbandono: ognuno riprende la strada del suo domicilio. Ciao a tutti, grazie a coloro che hanno partecipato dando così il loro prezioso contributo alla causa del nudo, sia in visione escursionistica, sia in quella ludico sociale. Un ringraziamento molto particolare lo devo dedicare ad Angelo che mi ha sostituito nei contatti con la struttura in merito a merende e cena, come organizzatore di eventi deve ancora affinare qualche aspetto ma è stato bravo, purtroppo alla fine ho percepito la sua delusione: io, rispetto agli eventi di questo tipo, ci ho messo cinque anni a demotivarmi, lui un mese, e lo comprendo. Infatti questa volta, contrariamente al mio solito, data la particolarità e l’importanza dell’evento, pur comprendendo le motivazioni che alcuni, forse molti ma non tutti, potrebbero avere avuto, pur essendo cosciente che generalizzando rischio di offendere chi in realtà era giustificabile (vedi Daniele che pur presente all’escursione non poteva essere alla cena, ma è stata presente alla merenda) ma confido nella loro comprensione e clemenza, ecco stavolta, contrariamente al mio solito come dicevo, non ringrazio gli assenti, in particolare quelli che con la loro assenza ci hanno messo in difficoltà dinnanzi alla gestione dell’agriturismo: tutti insieme ci hanno impedito di coltivare con efficienza una disponibilità preziosa e difficile da trovare, tutti insieme hanno seppur involontariamente sostenuto la causa del disimpegno verso quell’obbligo sociale che ognuno dovrebbe sentire e fare proprio, cioè difendere e diffondere la rinormalizzaizone del nudo. Vedetela come volete, ma è così che stanno le cose e stavolta il sassolino dalla scarpa dovevo necessariamente levarmelo: se c’è libertà di pensiero e di opinione questa c’è in ogni direzione, anche in quella di manifestare delusione e disincanto!

#nudiènormale #nudièmeglio #nudièsano #nudièecologico #nudièeducativo sono gli hashtag che ho inventato (alcuni dei quali presto rubati ma “purtroppo” ritradotti in inglese), usateli anche voi. Grazie!

P.S.

Il gruppo escursionistico era composto da sei persone (su dieci che si erano iscritte): Emanuele, Angelo, Gianluigi, Roberto (arrivato dal varesotto), Stefan (sceso fino a noi da Bolzano) e Daniela.

Il gruppo dei merendai era composto da quattro persone (contro le nove prenotate): Emanuele, Gianluigi, Roberto e Stefan. Angelo s’è dovuto eclissare per andare e prendere la moglie.

Il gruppo dei cenaioli era composto di otto persone (contro le undici prenotate): Emanuele, Maria, Angelo, Daniela (non quella dell’escursione), Denis, Roberto, Stefan e Amedeo.

Invito alla Festa di Primavera Mondo Nudo – Nave (BS)


Avevamo in sospeso una grigliata comunitaria, programmata in autunno era poi saltata, la riproponiamo ora rieditandola in forma di evento più complesso e completo che ci possa servire come allenamento e prova generale per un più esteso evento autunnale.

Una, quindi, vera e propria festa di primavera che si svilupperà nella formula tre in uno: tre attività, tre proposte, tre opportunità in unica soluzione, in unico impegno, in unica giornata. Ovviamente è lasciata la più ampia libertà di partecipazione per cui potrete optare per presenziare a tutti e tre i momenti, a due nelle loro diverse combinazioni o anche ad uno solo. Per l’occasione meno libera sarà la scelta relativa alla nudità, fattibile forse solo lungo una parte dell’escursione, al ristorante si dovrà restare vestiti. Ci ho ragionato a lungo su questa cosa dopo che in autunno, come già detto, proprio per questo ho annullato la prevista grigliata. Sulla base dei cinque anni di esperienza in tale campo, ho rilevato che al momento è possibile ma non facile trovare locali che ci consentano la nudità: alcuni non ne vogliono proprio parlare, alcuni sono disponibili a farlo ma solo se gli riempiamo il locale, cosa per noi impossibile, altri ce lo possono concedere nelle loro giornate di chiusura settimanale, ovviamente infrasettimanale e, di conseguenza, inibitorie ai fini di una numerosa partecipazione, nessuno si è ancora manifestato favorevole ad una condivisone della sala tra persone nude e persone vestite; tra quelli che sono disponibili alcuni negano ogni possibile cambiamento nel futuro, qualcuno, invece, si manifesta curioso e aperto a un eventuale diverso atteggiamento, ma, com’è logico e naturale, richiede un periodo di conoscenza e maturazione delle cose. Approfittare solo ed esclusivamente dei pochi che hanno possibilità di ospitarci nudi anche nel fine settimana vorrebbe dire rinunciare alla possibilità di far crescere altri, di rinunciare alla possibilità di promuovere la normalità del nudo, per cui meglio accettare qualche evento da farsi necessariamente vestiti e inviare gli amici a farsi, attraverso la loro numerosa partecipazione a tali eventi, promotori attivi della normalità del nudo: un piccolo sacrificio donato alla causa comune!

Torniamo all’evento in questione.

Base logistica e punto di ritrovo l’agriturismo Dragoncello in quel di Nave, grande e operoso abitato alle porte della città di Brescia. Da qui partiremo per una tranquilla escursione lungo l’antico sentiero del Negondol, dodici chilometri in gran parte pianeggianti (solo 500 metri il dislivello totale) con i quali prima raggiungeremo il caratteristico e panoramico Colle di San Vito dove sorge un’antica chiesetta, poi ci sposteremo al Colle di San Giuseppe dal quale scenderemo a valle per attraversare l’abitato di Nave e ritornare all’agriturismo dove, dopo esserci cambiati e rinfrescati, ci rifocilleremo frugalmente con una buona merenda contadina facendo così piacevolmente arrivare l’ora di cena, alla quale accederemo con pochissimi passi visto che si terrà nello stesso identico cascinale della merenda.

Sono convinto che, nonostante l’estesa limitazione al nudo, sarà una splendida festa, spero di vedere comunque una numerosa partecipazione, vuoi per sentirmi motivato a continuare in queste miei iniziative, vuoi per ringraziare l’amico Angelo che per l’occasione si è tanto prodigato per prendere accordi con chi gestisce il Dragoncello, vuoi per incentivare gestione e proprietà del locale a supportarci nuovamente e più largamente in futuro, vuoi per essere parte attiva nella normalizzazione del nudo, vuoi poter sperare in un futuro più nudamente semplice e rigoglioso: se non sappiamo renderci parte attiva inutile poi lamentarsi per la scarsa disponibilità di strutture nudiste, per la scarsa attenzione al nudo delle istituzioni, non c’è verso, non si può aspettare che altri facciano quello che compete a noi, dobbiamo svegliarci noi tutti, farci sentire noi tutti!

Ovviamente, come da mio credo e da regola degli eventi di Mondo Nudo, sono ben accette anche le presenze di chi nudista (ancora) non è, di chi seppure incuriosito non trova il coraggio di spogliarsi, di chi pur disponibile a condividere gli spazi preferisce stare vestito, ed anche di chi è titubante sulla questione del nudo sociale, di chi teme l’imbarazzo, di chi preferisce una netta suddivisione, persino di chi, in modo più o meno convinto e deciso, si oppone al nudo: quale miglior modo per conoscere e farsi un’idea personale, un’idea non mediata dagli altri, per scoprire quanto sia facile convivere con il nudo, quanto sia bello mettersi a nudo, quanto sia normale il corpo nudo.

Grazie a tutti coloro che parteciperanno, magari cambiando i loro programmi, magari rinunciando ad altri impegni già presi, magari affrontando un lungo viaggio in auto pur di essere parte di questo importantissimo momento sociale. Grazi a tutti coloro che, partecipando o meno, si daranno da fare per far girare questo invito. Grazie a tutti coloro che ci faranno anche un solo semplice pensierino, a coloro che prenderanno nota della nostra esistenza e magari si metteranno in contatto per successivi eventi, ma anche a coloro che si limiteranno a ragionare sulla questione del nudo sociale, sperando che lo possano fare in maniera libera da pregiudizi e condizionamenti sociali, politici, religiosi, morali, etici e quant’altro possa essere. Grazie!

Leggi la scheda evento dettagliata.

08/12 – Grigliata di Fine Anno


Foto Emanuele Cinelli

Seppure con un profilo ribassato riprendiamo la vecchia apprezzata abitudine del convivio gastronomico di fine anno, ovviamente nella modalità vestiti (e nudo) facoltativi. Profilo ribassato perché, trattandosi di evento improvvisato all’ultimo momento, siamo vincolati a un numero chiuso di partecipanti (venti per la precisione) e, pertanto, abbiamo innanzitutto avvisato e sentito coloro che partecipano attivamente alle nostre attività escursionistiche, poi coloro che sono iscritti alla lista degli Amici di Mondo Nudo e solo ora, visto che rimangono ancora alcuni posti disponibili e ci sono delle partecipazioni incerte, rendiamo pubblico questo evento che si terrà, al costo di 27€ (antipasto, grigliata, acqua e vino a profusione), presso un agriturismo negli immediati dintorni di Brescia con ritrovo alle ore 19.30. Al raggiungimento del limite massimo attiveremo una lista d’attesa che verrà sciolta ventiquattr’ore prima dell’evento.

Chi volesse partecipare deve registrarsi, entro le ore 24 di venerdì 30 novembre, attraverso il nostro modulo di contatto mettendo in oggetto “Grigliata di fine anno” e indicando, oltre alle proprie generalità (non nick), la preferenza alimentare (carne o verdura, non c’è menù vegano e non c’è possibilità di senza glutine, ma non ci sarà il primo, solo antipasto a base di salumi e grigliata) e il limite minimo di preavviso per l’annullamento dell’eventuale posizionamento in lista d’attesa. Istruzioni sulla struttura che ci ospita e su come raggiungerla saranno inviate direttamente a chi si registra.

IMPORTANTE
Nel corso della serata verranno scattate fotografie anche per l’utilizzo pubblico su questo blog (relazione dell’evento e altri in futuro), con l’adesione all’evento si autorizzano esplicitamente tali utilizzi; chi non volesse essere ripreso o risultare riconoscibile (per comunicare la normalità del nudo è necessario che le foto siano prive di mascheramenti e velature) lo segnali al suo arrivo e faccia poi in modo di non rientrare nelle inquadrature o di porsi di spalle.

“Festa d’autunno 2015”


Rimettiamo in evidenza la nostra grandiosa festa d’autunno, la migliore occasione per venirci a conoscere, per fare, senza obbligo alcuno, la conoscenza con la salubrità, la semplicità, la naturalezza, la gioiosità, la libertà del vivere senza vestiti. Fra le altre cose verrà presentato il programma escursionistico 2016, un programma che ci vedrà camminare nella storia: sulle interessantissime mulattiere del 15-18, passando fra i resti di baracche, trincee, postazioni di vario genere. Ciliegina sulla torta la presentazione di un’impresa escursionistica sponsorizzata da Mondo Nudo e che mi vedrà coinvolto in prima persona. Venite e scoprirete tutti i dettagli di queste coinvolgenti iniziative.

Mondo Nudo

Potevamo interrompere ciò che ormai è diventato tradizione? No, no di certo per cui, nonostante i vari impegni e le difficoltà che molti operatori della ristorazione ancora sollevano quando si parla loro di un evento nudista, grazie anche al lavoro di intermediazione attuato dal nostra fedelissimo amico Angelo Bernardi, eccoci qui a proporvi anche quest’anno la nostra Festa d’Autunno.

Stavolta l’evento si terrà nel pomeriggio anziché alla mattina e pertanto si chiuderà con una cena al posto del solito pranzo; è stata una decisione sofferta ma, alla fine, ci sono motivazioni importanti che ci hanno indotto a supportare tale variazione impostaci dalla gestione del locale in cui andremo a chiudere la festa. Tra queste anche la particolarità del locale che dispone di ampio spazio per le attività sociali che precederanno la cena: la presentazione del programma 2016 di cui anticipiamo l’essere assai interessante non solo escursionisticamente ma anche per il…

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Festa d’autunno 2015


Potevamo interrompere ciò che ormai è diventato tradizione? No, no di certo per cui, nonostante i vari impegni e le difficoltà che molti operatori della ristorazione ancora sollevano quando si parla loro di un evento nudista, grazie anche al lavoro di intermediazione attuato dal nostra fedelissimo amico Angelo Bernardi, eccoci qui a proporvi anche quest’anno la nostra Festa d’Autunno.

Stavolta l’evento si terrà nel pomeriggio anziché alla mattina e pertanto si chiuderà con una cena al posto del solito pranzo; è stata una decisione sofferta ma, alla fine, ci sono motivazioni importanti che ci hanno indotto a supportare tale variazione impostaci dalla gestione del locale in cui andremo a chiudere la festa. Tra queste anche la particolarità del locale che dispone di ampio spazio per le attività sociali che precederanno la cena: la presentazione del programma 2016 di cui anticipiamo l’essere assai interessante non solo escursionisticamente ma anche per il coinvolgimento storico visto che ogni uscita sarà effettuata lungo le strade, mulattiere e sentieri militari della prima guerra mondiale; il momento di lettura con lettori esperti; la proiezione di diapositive sulla nostra attività 2015.

Altrettanto sofferta è stata la decisione di supportare la richiesta di non divulgare il nome del locale e la sua precisa collocazione, un’imposizione che limita alquanto la possibilità di pubblicizzare l’evento (tutti i siti di diffusione degli eventi richiedono obbligatoriamente l’indicazione della località), d’altra parte portando l’evento in tale struttura abbiamo forti opportunità di dialogo con la realtà sociale e un’amministrazione comunale. Possiamo comunque dire che si trova nelle immediate vicinanze di Brescia.

Infine un’altra imposizione che ci ha fatto attendere a lungo prima di decidere, forse quella che più di tutte ci ha tenuto in sospeso, è quella di un quorum minimo di presenze: dovremo essere almeno trenta adulti altrimenti salta tutto (ovviamente prima di annullare l’evento proveremo a cercare un locale al volo, certo in pochi giorni le possibilità di riuscirci saranno poche, ma non nulle).

Rimandandovi per tutti i dettagli specifici alla scheda dell’evento dove trovate anche il modulo di registrazione, invito a pubblicizzare (all’uopo potete scaricare la locandina cliccando sull’immagine sottostante e salvandola sul vostro computer) la festa tra famigliari e amici: come sempre, come per tutte le attività di Mondo Nudo, la nudità è una possibilità non un’imposizione, così come lo è, pur nei limiti di una società ancora disabituata al nudo pubblico, lo stare vestiti.

Grazie, vi aspetto numerosi.

Metti una sera a cena e…


Una voce suadente risuona nella piccola stanza.

Parole scandite con maestria, enfatizzando magistralmente le fasi del discorso, coinvolgendo chi ascolta.

Sul fondo, a metà tra la luce e l’ombra, parzialmente nascosta dietro un opportuno leggio, la figura della voce, una figura… nuda.

Si nuda, perché da nuda permette all’auditorio non solo di percepire il ritmo del racconto, ma di seguirlo materialmente vedendolo scolpito in essa: il diaframma che sale e che scende, motore dell’energia vitale; il torace che si espande e si comprime, mantice della voce; le spalle a volte rilassate a volte leggermente contratte nell’accentazione di un passaggio più rude; i fianchi che oscillano leggermente seguendo in magica danza l’emissione del fiato e le sue pause.

Più sotto, ad incorniciare il supporto del leggio, i tonici muscoli delle gambe, anch’essi coinvolti dal ritmo, si contraggono e si rilassano, nel rumoroso silenzio del sangue che scorre e che pulsa.

Nel mezzo un naturale metronomo, mosso dall’oscillare del corpo, tacitamente e lievemente scandisce il tempo.

Dinanzi a questa figura altre dieci tacite figure, sedute, lasciano fluttuare attorno i loro corpi i suoni e le parole. Alcuni, vestiti, fanno trasparire solo dal viso il loro coinvolgimento. Altri, nudi, come i tesi teli di un tamburo riflettono minuziosamente le ritmiche movenze del lettore, replicandole in un crescendo di emozioni e sensazioni che si espande nell’aere rendendo il racconto oltre che udibile anche visibile, di più… palpabile!

Una stanza discreta, su un lato antiche pietre a vista, gli altri tirati a lustro con una rossa e liscia copertura. Due alte ma strette finestre esaltano il corroborante sentore di antico emanato dall’intero stabile, una vecchia cascina in via di ristrutturazione.

Luce soffusa, leggermente più forte sul tavolo disposto su un lato della stanza, poi il buio della sera nasconde una porta in legno, dietro a questa un piccolo balconcino si affaccia ad una corte di terra battura. Una luce in un angolo svela la presenza d’una stanza particolare, una grande e bella cucina nella quale una giovane bellissima ragazza si muove leggera e precisa tra fornelli, pentole e ogni altro genere di utensile da cucina.

La voce si ferma, leggeri ma commossi applausi, la lettura è finita, continua invece la vibrazione mistica. “Il sole è nudo” e con esso lo sono i commensali, alcuni solo idealmente, altri anche materialmente, nella semplice, naturale condivisione di spazio, idee, emozioni e… libertà.

Dalla fredda oscurità esterna dei passi risuonano vividi, la porta si apre, una dietro l’altra due giovani figure fanno il loro ingresso portando i primi piatti della cena. Dolce femmineo viso, due splendidi occhi, avvolta in un nero elegante vestito, gioia e cordialità, lei; tenuta seria, camicia bianca, cravatta, abito grigio, simpatia e piacere, lui.

Con brevissime pause tra una portata e l’altra, piatti vegetariani si spostano dalla cucina alla saletta, cibi sublimi, sapori netti, nessuno lamenta la tanto amata carne, maestria nella maestria la chef ci inebria con prelibata forte delicatezza.

Così come c’è un inizio, purtroppo ogni cosa ha anche una fine. La cena è terminata, la festa è finita, applausi alla chef, tanti sorrisi, visi rilassati, sguardi felici, stomaci deliziosamente soddisfatti eppur non appesantiti. Saluti, ringraziamenti, ancora saluti, baci e abbracci, strette di mano. Calore, affetto, amicizia, ancora calore, ancora affetto, promesse di rivedersi, saluti.

Ciao, la festa è finita, alla prossima.

28 dicembre 2014, Festa di fine anno di Mondo Nudo, Lonato del Garda
Emanuele e Vittorio ringraziano
Maria, Flora, Mara, Franca, Francesco, Massimo, Angelo, Marco, Pierangelo e…
Carlo, Carlo, la chef, i due camerieri

28122014

Festa d’autunno 2014


La stagione escursionistica è finita ma il programma “Orgogliosamente Nudi 2014” no, continua ancora con due grandi feste la prima delle quali è ormai molto prossima e già conta un bel gruppo di adesioni, sia di amici nudisti che di amici non nudisti, la cui presenza è per noi di Mondo Nudo un vero premio per tutto il lavoro fatto in questi ultimi due anni e che ci apprestiamo a ripetere con rinnovata energia nell’entrante 2015, lavoro che andremo a riepilogare in occasione della presente festa accompagnandoci con una bellissima proiezione d’immagini: 60 slide per una mezz’oretta di spettacolo.

Tutte le informazioni in merito all’evento le trovate alla relativa scheda con modulo di iscrizione (clicca qui o sulla locandina per leggerla), qui ci limitiamo a riportare i nostri più sinceri e calorosi ringraziamenti ai gestori del locale per il pieno e incondizionato supporto offertici anche in merito alla possibilità di stare nudi.

Dobbiamo e vogliamo anche ringraziare i tanti amici (anche se moli non li conosciamo di persona, riteniamo doveroso pensare a loro così come si pensa a degli amici) residenti in zona che hanno più volte apprezzato e talvolta condiviso i nostri post pubblicitari sui social network e che stanno rilanciando e pubblicizzando anche questo evento. Grazie! Speriamo prima o poi di poterli avere nostri ospiti in una delle nostre escursioni in zona o, perchè no, a questa stessa festa: potrebbe essere una comoda e valida occasione per conoscersi.

Ringraziamento doveroso dobbiamo fare anche all’onorevole Luigi Lacquaniti che ha positivamente risposto al nostro invito: lo attendiamo al pranzo con profonda gratitudine, anche in riferimento alla proposta di legge, da lui formulata e avanzata in sede nazionale, a riconoscimento del nudismo, un importante appoggio formale dato al movimento nudista, ivi compreso quello del nudismo libero, spesso trascurato o addirittura osteggiato nelle altre proposte di legge formulate o approvate, siano esse nazionali che regionali.

Grazie, infine, a chi già si è iscritto: fate pure tutta la pubblicità che potete all’evento, c’è ancora molto posto e aspettiamo altre iscrizioni.

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Relazione del pranzo conclusivo “Orgogliosamente Nudi 2013”


Ma che magnifica giornata!!!!

Il tempo non ci ha sorretti e la passeggiatina pomeridiana non si è potuta effettuare, abbiamo egregiamente rimediato con una tavola rotonda, nata spontaneamente dai discorsi di chiusura mio e di Vittorio, molto partecipata e ricca di spunti interessanti: l’Ordinanza di Manerba e la situazione nudismo in tale località; nudismo e legislazione italiana; come comunicare il nudismo; come gestire un’escursione in nudità; come dialogare con chi non è nudista; la gestione del contradditorio; assertività; suggerimenti tratti dalla PNL (Programmazione Neuro Linguistica); quanto è stato bello partecipare alle escursioni di Mondo Nudo; come arrivare a dialogare con le istituzioni; perché il nudismo non decolla; come in Spagna sono arrivati alla legge che autorizza il nudismo pressoché ovunque;  i problemi del nudismo all’estero.

Partiamo dall’inizio.

Puntualissimi tutti sono al punto di ritrovo ben prima dell’orario stabilito. I soliti saluti di chi già si conosce e le presentazioni per chi ancora non si conosce, poi ci si sposta al vicinissimo Agriturismo “Forest” di Iseo (BS).

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IMG_6353L’ingresso ci accoglie con due tavolate imbandite di vari antipasti: un tavolo per i salumi, l’altro per le preparazioni vegetariane e vegane.

Ancora qualche chiacchiera, si appendono le bandiere e, mentre qualcuno inizia a spogliarsi, ci si serve degli antipasti e viene dato inizio al pranzo. A seguire risottino vegano di zucca e insalata di pasta. Il tutto accompagnato da un ottimo e leggero vino della casa.

L’ambiente si riscalda, vuoi per la presenza di una bella stufa di stampo antico, vuoi per il vinello che inizia a passare dalle bottiglie ai bicchieri e da questi ai nostri stomaci, vuoi per le chiacchiere che si intrecciano fra i presenti.

L’abbondanza dei cibi è veramente notevole, molto avanza e ne siamo dispiaciuti.

A chiusura delle libagioni arrivano bocconcini di torte varie con marmellate della casa, macedonia di frutta e caffè.

Qualche canzone in gruppo dirette dall’amico musicista Musicman, molte chiacchiere ed è l’ora dei discorsi: Emanuele, fondatore del blog “Mondo Nudo”, ringrazia i presenti per la loro preziosissima partecipazione, riepiloga le attività svolte durante la stagione 2013, evidenziandone gli obiettivi specifici e i risultati raggiunti; Vittorio, l’alter ego di Emanuele e suo preziosismo collaboratore nonché fidato amico, rinforza quando già detto e aggiunge un resoconto sugli altri eventi, italiani ed esteri, a cui ha partecipato e che stanno dando grande slancio al nudismo.

Le parole di Emanuele e Vittorio attivano altre considerazioni e alcune domande, dalle quali le considerazioni si allargano dando luogo alla già citata tavola rotonda che ha mirabilmente chiuso il tutto.

IMG_2558Ora, noi di Mondo Nudo, ci metteremo al lavoro per elaborare e pubblicare entro Natale il programma “Orgogliosamente Nudi 2014”, per il quale, oltre alla ripetizione delle uscite escursionistiche, ivi compreso un presidio settimanale con accesso libero (cioè i partecipanti potranno arrivare e partire a loro piacere, fermandosi, secondo loro possibilità, da uno a sette giorni), sono stati messi in campo progetti diversi atti a creare, nell’ottica di non contrastare i modi di pensare e nel frattempo di aggiungere nuovi pensieri e sviluppare nuove linee di pensiero che possano instillare semi di dubbio, maggiori e differenziate situazioni di contatto tra nudismo e non nudisti: biciclettata, nuotata, giornata aperta in agriturismo, serate di proiezione, mostre, eccetera Ovviamente le nostre limitate risorse (siamo in due) non ci permetteranno di realizzare tutti i succitati progetti, vedremo: come recita un vecchio detto “mai dire mai”.

Per intanto ringraziamo pubblicamente i partecipanti a questo pranzo che con la loro accorata e calda presenza ci hanno gratificato del lavoro svolto e stimolato a proseguire lungo questa strada.

Grazieeeeeeee

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