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Il coraggio di chi combatte contro #cyberbullismo e #revengeporn


Tempo addietro avevo messo giù un mezzo articolo sulla questione, poi non ho più avuto tempo per chiuderlo, nell’attesa di poterlo chiudere approfitto di questo reblog per divulgare la problematica e manifestare il mio pieno supporto a questa campagna.

Al di là del Buco

Banner della nostra campagna contro il revenge porn

Ci risiamo. Basta che una donna alzi la testa e mostri orgoglio per se stessa, ci mette il corpo e la faccia, ci mette la forza e un coraggio che voi, si voi, quelli e quelle che si divertono a insultare o a dispensare lezioni moraliste sulla decenza o sul “te la sei cercata”, non avrete mai. Basta questo e tante “amabili” persone fanno di tutto per fargliela abbassare, la testa. Perché deve stare con gli occhi puntati in basso, con la vergogna e il senso di colpa a nascondersi, così dicono le regole di chi alla fine ti vuole proprio morta. Ci vuole coraggio per raccontare di chi ti molesta e ti perseguita in rete.

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Monica Lewinsky: il prezzo della vergogna


Difficile aggiungere qualcosa, c’è già tutto, è lunghetto ma vale la pena di leggerlo, veramente. Grande Monica!

Al di là del Buco

E’ un intervento molto bello di Monica Lewinsky, con diffusione e traduzione sulla piattaforma Ted.com. Vi invito a seguirlo e leggerlo perché dice tanto sul perché le donne – come le persone gay, lesbiche e trans – siano facilmente vittime di cyberbullismo e di come il cyberbullismo sia responsabile di quel che una persona che ne è vittima può fare, non ultimo tentare il suicidio. Serve che chiunque, sul web, sia responsabile di quel che dice, perché le persone che sono vittime delle vostre lapidazioni online sono, per l’appunto, persone. Buona lettura!

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Avete di fronte una donna rimasta pubblicamente in silenzio per dieci anni. Ovviamente, è tutto cambiato, ma solo di recente.
Diversi mesi fa ho tenuto il mio primo grande discorso in pubblico al summit Forbes 30 under 30: 1500 persone brillanti, tutte sotto i 30 anni. Significa che nel 1998, il più grande tra loro aveva…

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“Contro natura”


Ritengo inutile fare degli esempi pratici, tutti sappiamo benissimo quanto spesso e quando venga utilizzata l’affermazione di “contro natura”, così come ben sappiamo che il suo utilizzo sia sempre indotto dalla volontà di contrastare pensieri e scelte altrui, di negare il diritto all’esistenza a cose, situazioni e pensieri.

Qualche giorno addietro stavo camminando nel bosco quando ho visto qualcosa che mi ha fatto pensare, mi ha indotto ha ragionare proprio su questo argomento.

Esiste davvero un “contro natura” o piuttosto esiste solo quello che noi, alcuni di noi, hanno stabilito debba essere “in natura”?

Su tutti i testi di botanica trovate che le primule fioriscono a primavera, orbene, proprio in questi giorni ne ho viste tantissime che allietavano coi loro fulgidi colori il bosco. Che forse le primule, queste primule, sono “contro natura”?

Le regole della meteorologia affermano che in una situazione di bel tempo l’improvvisa formazione di cirrocumoli, il famoso cielo a pecorelle, preannuncia l’arrivo di una perturbazione, eppure più volte mi è capitato che al contrario tali nuvole si dissolvessero e il bel tempo perdurasse ancora a lungo. Che forse erano cirrocumuli “contro natura”?

In natura gli animali si dividono in predatori e prede, eppure ci sono esseri umani (e l’essere umano, non dimentichiamolo, appartiene al regno animale) che contrastano e negano la loro natura predatoria. Sono forse costoro “contro natura”?

Ecco, facciamo ben attenzione a parlare di “contro natura”: la natura è estranea alle regole, la natura è in perenne mutamento per adattarsi alle situazioni contingenti senza preoccuparsi se sta o meno comportandosi così come l’uomo ha scritto debba comportarsi. Insomma, la natura non ha regole certe e immutabili, non dimentichiamolo mai.

P.S.

Strano che coloro che tanto amano usare l’alibi del “contro natura” siano spesso gli stessi che si ritengono offesi e contrastano fortemente il modo di vita più naturale che possa esistere: la nudità. Opportunismo? Cinismo? Condizionamento? Beh, di certo netta contraddizione!

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Washington, Not So Square


Bravissime queste ragazze, capaci di manifestare il loro diritto anche in contrapposizione ad un opposto atteggiamento di massa. L’esempio è fondamentale, solo attraverso l’esempio potremo portare la società al recupero di quei valori di rispetto per se stessi e per gli altri, di confidenza con il proprio e l’altrui corpo, di naturalità che secoli di insulsi e opportunistici condizionamenti hanno distrutto.

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