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Lettera ad un amico


Ciao carissimo amico mio,

ho casualmente notato che avete rimosso il mio nominativo dall’elenco dei vostri amici, temo di averne intuiti i motivi e…

Anche se mi chiedo perché debbano sempre essere i deboli a cedere il passo ai più forti.

Anche se mi interrogo sul motivo per cui siano sempre coloro che vivono nel giusto (la natura è sicuramente giusta) a dover soccombere a chi vive e persiste nell’errore (ripudiare la natura è sicuramente un errore).

Anche se proprio non me l’aspettavo da chi mi conosce, da chi ben conosce la mia integrità morale, da chi per diversi anni ha usufruito del mio apporto economico diretto (miei acquisti) e indiretto (promozione da me fatta), da chi consideravo un amico, da chi vive e opera nello sport, in particolare in quelli sport che, per loro natura, da tempo hanno indotto a superare certi tabù e certi condizionamenti.

Anche se dopo essere venuto di persona a parlarti della mia nuova vita, a spiegarti il mio nuovo modo di vedere e frequentare lo sport che ci accomuna, a consegnarti il materiale in questione, dopo che lo stesso è stato visionato in mia presenza da chi si occupa della sua pubblicazione, quantomeno mi aspettavo una mail che mi segnalasse la cosa e mi invitasse a trovare un punto d’incontro.

Ecco, dopo tutti questi “anche se” ho deciso di scriverti io per dirti che…

Posso in parte comprendere il vostro atteggiamento e ho provveduto a riscrivere la mia scheda aggiungendovi più elementi per così dire “neutri” e rimuovendo quelle parti che a qualcuno particolarmente permaloso potevano sembrare aggressive e quelle che a qualcuno molto, ma molto, malizioso potevano apparire ambigue.

Ti invito quindi a rileggere il tutto e a riprendere in considerazione la visualizzazione del mio nominativo tra l’elenco dei vostri amici.

Spero non abbiate il timore che lo sviluppo di quanto propongo possa apportarvi danni materiali (riduzione delle vendite), ma nel caso vi invito a considerare che la natura stessa dell’attività impone di avere sempre al seguito tutta l’attrezzatura necessaria e solo limitatamente ci si può liberare dell’abbigliamento. Certo viene così usato di meno, lavato di meno, consumato di meno, quindi sostituito con tempi più lunghi, ma questo, in una società che si definisce moderna ed ecologista, non è un male bensì un’importante risorsa e, sul medio termine, apporta a tutti, voi compresi, degli innegabili vantaggi.

Quanto agli aspetti più propriamente tecnici ti invito a leggere questo mio articolo “Escursionismo: quale abbigliamento?”, credo proprio che potrai trovarci degli interessanti spunti di meditazione.

Bene, ti saluto e ti ringrazio, spero di rivedere il mio nominativo nell’elenco dei vostri amici, ma se ciò non avvenisse… pazienza, non sarà certo questo a fermare la diffusione di un’attività bella e naturale, un’attività per la quale in Francia esiste un’associazione dedicata e riconosciuta dalla Federazione Nazionale dell’Escursionismo, per la quale in Austria da alcuni anni si tengono senza problemi di nessun genere settimane escursionistiche, per la quale in Germania, pur essendo comunque praticabile pressoché ovunque, sono stati tracciati specifici itinerari, per la quale in Italia ancora poco è stato fatto, ma i praticanti stanno crescendo a vista d’occhio e non è detto che presto non possa nascere un’associazione sullo stampo di quella francese.

Ciao e, spero, a presto.

Con profonda stima e amicizia

Emanuele Cinelli

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