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Leggere l’arte della scrittura


1806Col passare degli anni aumenta in me l’impressione che sempre meno persone sappiano leggere l’arte della scrittura pur restando più o meno percettive nei confronti delle arti più figurative, quali la pittura o la fotografia.

Vedo tendenze alla lettura del pensiero, cioè ad attribuire allo scritto intenzioni e affermazioni che invero nello stesso non sono rilevabili, trasferendovi, in modo rigido e assolutistico, la propria cultura, il proprio vissuto, il proprio modus operandi anziché lasciarsi trasportare dalla cultura, dal vissuto e dal modus operandi dello scrittore.

Vedo una lettura limitata alle metodiche illuministe, l’estrema ratio, o romantiche, il trasporto del sentimento, mentre restano totalmente incompresi e rifiutati i lavori nei quali l’autore, esattamente come un pittore futurista o impressionista, si apre alle licenze poetiche e lascia scorrere la propria narrativa senza farsi vincolare dai limiti del raziocinio e dalle strette mura della realtà.

Ecco alcuni esempi

Perché? (prefazione al successivo)

Ecologia del nudismo (criticato perché il bimbo non parla da bimbo, eppure è, questa, una formula utilizzata da alcuni film di grande successo)

Viaggi intersiderali

Chi siamo, cosa siamo, è l’etichetta a farci diversi?

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