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Ma quale Alto Adige!?!


Si sente spesso decantare l’apertura mentale dell’Alto Adige, la regione dove tutte le saune, pubbliche o private che siano, vietano l’uso del costume, eppure, parlando con amici alto atesini, mi veniva raccontato qualcosa di diverso. Il sospetto: un conto il nudo in sauna, un altro il nudo all’aperto, insomma un’apertura mentale che nulla ha a che vedere con il nudismo, una visione della nudità molto limitata e condizionata.

inizioCosì, avendo tale contradditoria percezione dell’Alto Adige, sfruttando l’occasione della preparazione del programma “Orgogliosamente Nudi” 2015, ho contattato un ente turistico locale chiedendo informazioni in merito alla possibilità di reperire almeno un sentiero poco o nulla frequentato. Risultato? Alcuni se non molti alto atesini si riterranno anche più austriaci che italiani, ma con la mentalità austriaca, dove l’escursionismo nudista si può praticare finanche nei dintorni dei villaggi, nulla hanno a che vedere, si conferma quanto mi riferivano gli amici locali e si sconfessa quanto, invece, taluni scrivono sui forum in funziona della sola frequentazione delle saune: una risposta che m’ha lasciato quasi allibito, non tanto per il prevedibile mancato supporto ufficiale all’iniziativa, per altro non richiesto, nemmeno per la mancata indicazione in merito alla specifica informazione richiesta (perdendosi invece a prendere in considerazione solo i tre percorsi più noti e ben pubblicizzati sul loro sito, di cui già avevo a priori nella mia missiva escluso io stesso la possibilità di nostra frequentazione), ma piuttosto per il tentativo di giustificare il netto rifiuto adducendo le solite prevenute, condizionate, false affermazioni sulla presenza di famiglie e bambini.

Ho provato a intavolare un dialogo, ho cercato di ribadire le nostre sane intenzioni, ho tentato di spiegare la positività di tutti gli incontri con altri escursionisti avvenuti in tre anni di escursioni in nudità, ma niente da fare: chiusura totale, minaccioso sollecito a non farci vedere nella loro zona, reiterazione delle “cavolate” di cui sopra e… esplicito invito a comprendere il loro netto rifiuto. Bella questa: mi danno comprensione zero e, nel contempo, mi si chiede di comprendere? Avrei sicuramente compreso una risposta negativa sul tipo di quella ottenuta dal Liechtenstein (“per la nostra legge la nudità in pubblico è reato penale”), visto che questa non la potevano dare avrei compreso anche un parco rifiuto senza tentativi di addurre scuse (“siamo dispiaciuti ma riteniamo al momento difficile la pratica del nudismo lungo i nostri sentieri”), avrei anche al limite compreso delle scuse elusive (“la nostra rete di sentieri è tutta molto frequentata”), non posso invece comprendere il netto rifiuto al dialogo e l’accampare motivazioni notoriamente errate e facilmente dimostrabili come tali. Ma che vuoi fare di fronte di un simile atteggiamento? Non mi resta che tirare una riga sulla zona in questione, dirmi che tutto sommato non rappresenta l’intero Alto Adige e chiudere con ironia:

“Capito.

Grazie per l’attenzione e la disponibilità al dialogo…. Magari in un prossimo futuro.

Saluti”

Nel frattempo la persona in questione ha pensato bene di girare il nostro scambio di mail ad altre dieci persone della zona: ottima pubblicità per noi, ora questi dieci operatori turistici e personaggi della politica locale sanno che esiste anche l’escursionismo nudista e sanno che esiste almeno un gruppo, quello di Mondo Nudo, attivo in tal senso e propenso a visitare i loro monti, sanno che abbiamo base a Brescia e, quindi, se potessimo andare da loro dovremmo necessariamente soggiornare in una dei loro rifugi o alberghi. Già questo è comunque un risultato positivo.

Chi semina magari non ottiene subito, ma prima o poi ottiene di sicuro, basta non demordere!

 

 

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