Archivi Blog

E’ di tutti


“E’ di tutti” è una delle affermazioni più utilizzate nel contradditorio per affermare il diritto, a imporre una certa limitazione d’uso:

  • “La montagna è di tutti per cui tu non puoi chiedere impianti di risalita.”
  • “Gli animali sono di tutti per cui tu non puoi cacciarli.”
  • “I pesci sono di tutti per cui tu non puoi pescarli.”
  • “La natura è di tutti per cui tu non puoi sfruttarla.”
  • “La città è di tutti per cui tu non puoi girarci a dorso nudo.”
  • “Le fontane sono di tutti per cui tu non puoi farci il bagno.”
  • “La spiaggia è di tutti per cui tu non puoi starci nudo.”

Invero tutte le affermazioni sopra riportate sono delle contraddizioni belle e buone: se una cosa è di tutti vuol dire che ognuno ne deve poter usufruire e deve poterlo fare nel modo a lui più congeniale.

P.S. 1

Ovviamente non sto dicendo che si possa riempire la montagna di impianti di risalita, che si possano uccidere senza limite gli animali, che si possa sfruttare la natura fino al suo esaurimento, sto solo dicendo che è impossibile educare le persone al loro rispetto affermando che sono di tutti: bisogna usare altre argomentazioni, e che siano coerenti.

P.S. 2

Sto invece affermando che, proprio perchè sono di tutti e dato che si tratta di azioni che non limitano agli altri la fruizione degli stessi luoghi, è insensato impedire alle persone di girare a dorso nudo nelle città, di fare il bagno nelle fontane (cosa che avviene quasi ovunque e solo in Italia provoca rimostranze e divieti), di stare nudo in spiaggia (e in ogni alto pubblico luogo).

Il giudizio


Molti sembrano non (voler) capire che è ben diverso:

  • il dire cose fondate dal dire cose prive di ogni fondamento;
  • il giudicare le idee dal giudicare le persone;
  • l’ampliare dal limitare;
  • il conoscere dal pensare di conoscere;
  • la libertà di parola dal parlare sempre e comunque;
  • la libertà di pensiero dall’imposizione del proprio pensiero;
  • la libertà d’azione dalla violenza;
  • il rispetto dalla sottomissione.

Le prime costruiscono le seconde distruggono!

I numeri fanno la forza… è proprio vero?


Si dice spesso che sono i numeri a fare la forza, a creare possibilità, a smuovere interessi, ma siamo sicuri che sia così? Certamente ci sono situazioni, vedi programmi televisivi e produzione medicinali, dove i numeri sono il motore della produzione. Però ci sono situazioni dove l’apparenza inganna, una di queste è il nudismo. Si, il nudismo, atteggiamento che se è vero non essere per ora portatore di grandi numeri, è altrettanto vero essere osteggiato da numeri ancora più piccoli, i quali, però, ottengono più credito, appaiono più rilevanti, vengono ascoltati dalle istituzioni. Ecco che non è vero che siano sempre i numeri a fare la forza, fanno forza le voci, anche i pochi numeri se si fanno sentire, anche i pochi numeri se alzano la voce, i numeri anche irrilevanti che esprimono la stessa opinione di coloro che siedono sugli scranni del potere. Insomma, per molte cose e tra queste il nudismo per ottenere qualcosa è perfettamente inutile sperare nella comprensione altrui, è assolutamente controproducente adagiarsi nella filosofia del basso profilo, è stupido crogiolarsi nell’illusione dell’autonoma evoluzione sociale, è da idioti farsi le paranoie sul rispetto verso chi non apprezza quello che si propone (cosa che, per altro, fanno solo naturisti e nudisti), bisogna invece farsi notare, farsi vedere, farsi… sentire!

Sullo stesso argomento puoi leggere anche quest’altro mio vecchio (2013) articolo “I numeri contano realmente?”

Responsabilità sociale


Viviamo nella società e ogni nostra azione si riflette inevitabilmente su di essa, sbagliato pensare che l’azione del singolo non possa influenzare la massa. Infatti, se è vero che non c’è un collegamento diretto e immediato tra singolo e massa, è altrettanto vero che ognuno di noi comunica con molti altri. Con tale comunicazione ognuno influenza il pensiero degli altri e la storia si ripete per ognuno di questi altri e così via fino a coinvolgere l’intera società.

Malattie quali l’anoressia e il bulinismo dipendono dal rifiuto del proprio corpo, il quale dipende dagli stereotipi sul corpo, i quali dipendono dai messaggi pubblicitari , i quali dipendono da quello che la gente prende per buono, il quale dipende da quello che le persone pensano del corpo, il quale dipende da quello che i singoli pensano della nudità, il quale dipende dai condizionamenti che tali singoli hanno ricevuto durante la loro formazione nei primi dieci anni di vita, i quali dipendono da quello che era il pensiero dei genitori, il quale dipende da quello che è il pensiero della società, il quale dipende dall’insieme di tutti i passaggi precedenti.

Possiamo cambiare il punto di partenza ma il processo è sempre questo e il punto di arrivo sempre lo stesso: volenti o nolenti, tutti, persone fisiche e persone giuridiche, abbiamo una responsabilità sociale che non possiamo ne rinnegare ne ripudiare ne ignorare.

Fare in modo che gli stereotipi si annullino è responsabilità di tutti; fare in modo che il rispetto globale si diffonda è responsabilità di tutti; ripristinare la normalità del nudo, necessaria ai primi due obiettivi e a tanti altri altrettanto importanti, è responsabilità di tutti.

Promuovere la nudità sociale


C’è chi ha troppa paura e chi ha troppa esuberanza, chi si astiene dal parlarne e chi ne parla anche a sproposito, chi svicola dalle domande e chi forza le risposte, c’è chi si pone in una posizione intermedia. Chi ha ragione? Chi si comporta nel modo corretto? Come parlare di nudo in modo costruttivo?

Questo è un tema che ho già trattato in precedenza esaminandone i diversi aspetti e sviluppando consigli utili per farlo in modo efficace, ma rilevo la necessità di rievidenziarlo, lo faccio in modo sintetico: una FAQ della promozione nudista.

  1. Promuovere la nudità sociale non è azione negativa, tutt’altro.
  2. La propaganda è un’operazione che tutti attuano, perché non devono farlo anche i nudisti.
  3. Per promuovere il nudismo è assolutamente necessario sentirsi a proprio agio nel parlarne.
  4. Bisogna parlarne il più possibile però…
  5. Non si fa corretta promozione se se ne parla in contesti o in momenti inopportuni, quindi…
  6. Bisogna sfruttare le giuste occasioni.
  7. Bisogna parlarne in modo tranquillo e aperto.
  8. Non ha senso ed è controproducente andare in giro importunando le persone che s’incontrano sul cammino manifestando a voce alta il fastidio per non potersi spogliare o il desiderio di spogliarsi.
  9. Altrettanto controproducente è il segnalare, senza valido motivo, a tutte le persone che si incontrano per strada l’essere nudisti, che poco prima s’era nudi, che poco dopo ci si metterà nudi.
  10. La promozione non è violenza psicologica, la promozione ha efficacia solo quando è morbida e rispettosa, quando avviene con senso logico, quando si sviluppa in un dialogo nato per reciproco desiderio e continuato per palese interesse della controparte.

A tutti i costi nudo?


Sarà l’età, sarà che già devo soffrire ogni volta che esco ad allenarmi, sarà la ridotta presenza di massa grassa, fatto sta che, a differenza di altri, nudo mi ci metto solo quando posso starci confortevolmente: che senso ha avere la pelle d’oca, sopportare il tremore del freddo, accettare la sofferenza personale e le nefaste conseguenze sulla salute solo per mettersi nudi anche quando sarebbe meglio non farlo?

Se la questione si fermasse qui, tutto sommato sarebbe inutile farcene un articolo, però ci sono altre considerazioni da fare, considerazioni che ci portano dal libero arbitrio alla comunicazione sociale, creando un discorso importante.

Il voler stare nudi a tutti i costi appare (ed è) un irrefrenabile desiderio che, giorno dopo giorno, mina la nostra salute psichica e, alla fine, sconfina nella fobia (per i vestiti), nell’atteggiamento compulsivo e persino nella psicosi. Già al primo livello, quello dell’irrefrenabile desiderio, l’alterazione comportamentale si percepisce benissimo, la percepiscono tutti coloro che stanno attorno, tutti coloro che, anche per breve tempo, passano vicino e la conseguenza è la comunicazione di un messaggio tutt’altro che favorevole alla rinormalizzazione del corpo e della sua nudità.

Per invogliare le persone a provare la nudità sociale, per convincere la società che il nudo è normale, per indurre le istituzioni a interrompere la loro fobia per il nudo, per pervenire a una rinormalizzazione sociale che permetta a chi lo desidera di vivere nella nudità ovunque e ogni qual volta le temperture lo consantano, il nudo è necessario viverlo in modo normale e non è normale mettersi nudi ad ogni costo!

Libertà di parola


Vero, esiste la libertà di parola, ma esiste anche l’intelligenza: l’intelligenza di usare questa libertà nel modo opportuno, l’intelligenza di non approfittarne, l’intelligenza di dire cose sensate, l’intelligenza di parlare solo di ciò che si conosce!

Nudo, nudo, nudo!


Il nudo non è intrinsicamente naturismo, il naturismo non è necessariamente nudo.

Il nudo può essere espressamente nudismo, il nudismo è sicuramente nudo.

Usiamole queste due semplici, chiare, inequivocabili, splendide parole: nudismo e, soprattutto, nudo.

Usiamole!

Usiamolo!

Nudoooooooooooooo!

Citazionismo


Photo by Josie Stephens on Pexels.com

C’era un tempo, che ho il piacere di aver vissuto negli ultimi suoi barlumi di vita, in cui si dava credito ai pensieri e non alle persone, in cui l’età valeva da sola per dare credibilità, in cui imparavi dall’altrui esperienza anche senza il bisogno di conoscerne le fonti.

Ora non c’è più, ora i pensieri prendono credito dalle persone che li esprimono, l’età (esperienza di vita) conta zero e le cose diventano credibili solo quando supportate da fonti, ovviamente determinate fonti dove il determinate è molto variabile (definito da chi giudica) e strumentale (funzionale al supporto o alla negazione).

Oggi la comunicazione è spesso, per non dire sempre, preda di…

  • coloro che, appartenendo ad una delle due sottostanti categorie o non essendo in grado di portare avanti un contraddittorio o non sapendo come screditare gli altri, ribattono ad ogni cosa chiedendo la citazione delle fonti;
  • coloro che, succubi della malattia o deboli nel loro pensare, fanno spesso ricorso alle citazioni;
  • coloro che, incapaci di elaborare propri pensieri, si esprimono solo ed esclusivamente mediante citazioni.

Una citazione ogni tanto ci può anche stare, talvolta è anche opportuna e doverosa, ma quando diviene una indispensabile costante, una pretesa assolutistica, ecco allora solo esprime una malattia.

Citazionismo, nega la possibilità che le persone possano avere idee proprie, possano elaborare e formulare convinzioni personalizzate mediando le informazioni da più fonti, possano avere credibilità anche senza essere celebrità o riconosciuti guru.

Citazionismo, nega ai pensieri di avere valore per loro stessi, nega la capacità delle persone di valutarli per quello che esprimono e non per chi li esprime, educa all’incertezza o, peggio, alla strumentalizzazione,

Citazionismo, che brutto malessere!

Una semplice questione di logica (linguistica, comunicativa e altro)


Finché per fare riferimento alla nudità si userà erroneamente la parola naturismo anziché quella corretta di nudismo, il nudo non potrà mai essere rinormalizzato.

In nome del popolo


Photo by Gerd Altmann on Pexels.com

Quanti si atteggiano a rappresntanti del popolo, quanti pretendono di parlare in moe del popolo eppure… eppure senza poterlo fare.

Solo possedenti il cento per cento del consenso elettrorale si può dire di parlare in nome del popolo, in tutti gli altri casi si può al massimo affermare di rappresentare una certa parte del popolo, più o meno estesa, ma pur sempre solo una parte!

Nudismo e social network


Va bene creare e utilizzare dei social specifici per il nudismo, ma non va assolutamente bene isolarcisi, usare solo quelli, abbandonare i social generalisti. Così facendo si avvalora solo il messaggio che molti di questi ultimi fanno passare in merito al corpo e alla nudità, si consolida la posizione di coloro che ancora non sopportano la visione di un corpo nudo, si rafforza l’idea che i nudisti siano dei maiali e vadano ghettizzati.

Ogni evoluzione sociale ha voluto i suoi “eroi” e i suoi feriti e anche questa non è da meno, anche questa, come le prime, necessità di compattezza, cooperazione, solidarietà, pazienza e… insistenza.

Fantasmi


Quando i fantasmi degli altri fanno presa su di noi è perché questi fantasmi sono già in noi stessi!

Quando ci risulta impossibile contrastare i fantasmi degli altri è perché quei fantasmi sono ancora presenti in noi stessi!

Diffondere il nudo


Segretando e segregando il nudo si ottiene solo di supportarne la visione maliziosa!

abandoned ancient antique architecture

Photo by Pixabay on Pexels.com

Obbligare al nudo


Imponendo il nudo nelle pochissime e limitatissime aree nudiste si ottiene solo di vedersi imporre il vestito nelle ben più numerose ed estese aree vestite.

IMG_5233

Logica linguistica: libertà di opinione


Un mantra oggi spesso utilizzato, ma…

Logica linguistica: libertà di opinione1806

Ottenere


Si ottiene quello che si dà: dai violenza ottieni violenza, dai bugie ottieni bugie, dai timori ottieni timori, dai obblighi ottieni obblighi, dai vergogna ottieni vergogna.

IMG_2288

Logica linguistica: opinione o giudizio?


L’ho pensato per l’altro mio blog, quello didattico (Pearl Galaxy), ma è certamente interessante anche qui…

entanglement quantistico

Entangle

Logica linguistica: opinione o giudizio?

 

Gestire una trattativa


In questi giorni si sono riaperte alcune proposte di legge regionale per il turismo naturista (sic!) o richieste ai comuni per spiagge nudiste, purtroppo si commettono i soliti errori, partiamo da qui (seguiranno altri Pensieri Concisi sulla questione).

adult blur boss business

Photo by energepic.com on Pexels.com

Ci sono regole precise, anche se non scritte, che governano ogni trattativa, anche e soprattutto quelle legislative…

  • Se ti preoccupi di quello che può concederti la controparte, sei già perdente!
  • Si ottiene sempre meno di quello che si chiede!
  • Se chiedi poco otterrai al massimo poco più del nulla!
  • La controparte farà la sua parte, non la tua!
  • Non aver paura di chiedere il massimo!
  • Mantieni attiva la trattativa!
  • Non cedere subito e troppo, anzi, rilancia sempre abbassando di poco le tue richieste iniziali.

Le trappole della negoziazione
Non fare proposte? Un errore! La prudenza non è (sempre) un vantaggio
dai Dossier de Linkiesta.it

La nuda verità!


Nell’arte ecclesiastica il nudo rappresenta la purezza. Nell’arte generica il nudo rappresenta l’eleganza o la semplicità. Nella danza il nudo viene utilizzato per visualizzare l’armonia o la forza. Nel teatro il nudo viene utilizzato per evidenziare la naturalezza o l’assenza di barriere. Nella comunicazione il nudo viene utilizzato per identificare la correttezza o la verità. Insomma, la stragrande maggioranza dei riferimenti al nudo vengono utilizzati in chiave assolutamente positiva.

C’è da meditare!

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: