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Web Reputation


Web reputation, un nuovo metodo per controllare le menti, per violare impunemente la privacy delle persone, per uniformare il loro comportamento, per impedire la manifestazione della libertà d’opinione, per preservare le posizioni di dominio e rendere sempre più schiavi gli schiavi!

Photo by Pixabay on Pexels.com

Estate… senza costume!


Parafrasando l’errato titolo di una nota trasmissione di RAI2

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#TappaUnica3V, io e la notte


20151024_0010_def3VC’è un aspetto di TappaUnica3V che ho volutamente inserito: la notte.

Avrei potuto comunque fare il giro in quaranta ore senza metterci la notte, avrei potuto camminare 20 ore al giorno lasciando le otto ore della notte al riposo, ma no, non l’ho fatto, perché?

Come istruttore di alpinismo e direttore di corsi e scuole, ho insegnato che la notte in montagna non è il diavolo che alcuni ipotizzano, ho fatto sperimentare il cammino notturno e anche il dormire sotto le stelle; come alpinista ho fatto diversi rientri in notturna e parecchie volte ho dormito all’aperto, ma sempre ero con altre persone.

La notte in montagna, da solo, è sempre stata per me una forte paura: potevo fare in solitaria anche delle impegnative scalate, potevo girare da solo per i monti anche più selvaggi e solitari, potevo affrontare anche le ore dell’aurora o del crepuscolo, potevo girovagare al buio nei pressi di un rifugio o a un campo, ma il pensiero di trovarmi assolutamente solo nella notte più fonda mi terrorizzava.

Una delle mie caratteristiche è sempre stata quella di voler combattere contro le mie paure, di voler rimuovere i miei condizionamenti, beh, la paura e il condizionamento della notte non li ho mai rimossi, non ho mai avuto occasione di farlo e allora… allora eccomi qui, ecco che ho deciso di farlo ora, di farlo con TappaUnica3V.

Ciondoli


Foto Emanuele Cinelli

Foto Emanuele Cinelli

Quante volte l’ho letto, ne ho perso il conto. Cosa? Questo: “tutti quei cosi ciondolanti, ma che schifo, copriteli!”

Curioso che il più delle volte la frase scaturisca dalle menti femminili, da menti alle quali poi scopri che i ciondoli invero piacciono tanto, ah… piacciono quando puntano al cielo!

Ma non è questo di cui voglio parlare, diciamo che è stata solo una breve digressione, ora torniamo al contesto vero e proprio, ovvero alla logica delle cose.

Se si deve coprire ciò che ciondola allora si devono coprire…

Orecchini e collane

Gli addobbi di Natale

Lampadari e luminarie

Mele, pere, ciliegie, more, noci, in pratica tutta la frutta

Le esili piante e i rami sottili

Già, anche le foglie stesse, ciondolano anche quelle

Ahó, ma ciondolano anche le braccia

E i piedi, anzi l’intera gamba quando accavallata

A volte anche le teste

E che dire delle opinioni balzane che da tali teste talvolta scaturiscono, anch’esse appaiono tremule e ciondolanti? Che schifo, copritele!

“Non ha senso”


Giusto ieri è stato pubblicato su una pagina Facebook (PassioneMontagna, di cui ringrazio anche qui la cortese amministratrice) il collegamento al mio articolo di presentazione del programma “Orgogliosamente Nudi”. Devo dire che dopo anni che parlo di nudismo e del mio essere nudista con chi nudista non è, dopo molti contatti con la società tessile, dopo molti riscontri positivi, stavolta il risultato non è stato quello sperato e molte sono state le osservazioni negative (anche se nessuna si basava sul disgusto, ma piuttosto sull’incomprensione motivazionale dell’escursionismo nudista). C’è da rilevare che, come troppo spesso accade, non solo in relazione al nudismo, tutte peccavano in presunzione, ovvero in tutti i casi si ragionava solo sulla base di preconcetti e senza avere una conoscenza diretta delle cose. Ma tra tutte una mi interessa esaminare nello specifico: “non ha senso”.

Questa frase l’ho sentita altre volte, non solo per il nudismo anzi più spesso per altre argomentazioni: sembra che a certe persone piaccia mettersi al di sopra degli altri e arrogarsi il diritto di sentenziare cosa la società debba o non debba considerare lecito. Ma chi ha dato loro tale diritto?

Chi può stabilire cosa sia il senso e cosa il non senso? Il singolo? La massa? La religione? Quale religione? È sufficiente che un qualcosa sia praticato da tutti per dichiararlo sensato? Non è che anche tutti possono sbagliare? Non è forse vero che nel momento che qualche milione di persone pratica una certa cosa, un senso quella cosa deve avercela? Ma alla fine, non è forse vero che se anche uno solo fa qualcosa, per lui quel qualcosa ha un senso?

È il solito discorso del senso unico, del vedere le cose solo ed esclusivamente secondo propria ragione escludendo completamente la benché minima possibilità che la propria ragione possa difettare. Sulla base di tale atteggiamento, sulla base del “non ha senso” si sono fatte e ancora oggi si fanno discriminazioni anche importanti, si creano disagi sociali anche rilevanti, si pongono le basi per creare conflitti e guerre:

  •  per i nazisti gli ebrei non avevano senso e andavano sterminati;
  •  per i bianchi non avevano senso i neri;
  •  per i maschilisti non ha senso che le donne abbiano pari ruolo;
  •  per i capitalisti non ha senso che si possa pensare alla distribuzione sociale delle ricchezze;
  •  per i socialisti non ha senso che qualcuno possa pensare di fare ricchezza personale;
  •  per molti giovani di oggi non ha senso rispettare le regole loro imposte dalla società;
  •  per molte persone non ha senso badare a dove gettano i rifiuti;
  •  per molte altre non ha senso preoccuparsi di differenziare i rifiuti;

e via dicendo.

E lecito condizionare la vita e l’esistenza degli altri, di molti altri, ma anche di un solo altro, sulla base del proprio più o meno personalissimo modo di vedere le cose? È lecito che un gruppo sociale, più o meno numeroso, debba pretendere di condizionare il comportamento di altro gruppo sociale, a sua volta più o meno numeroso?

Si!?!

Beh allora a mio parere, a parere di milioni di nudisti a non avere senso sono i vestiti, in particolar modo i costumi da bagno!!!

Nudisti si nasce o si diventa?


Ci sono nudisti che amano ribadire l’inutilità del proselitismo nudista dato che nudisti si nasce e non si può diventarci, eppure conosco molte persone che nudiste lo sono diventate nel corso della loro vita, io stesso ho abbracciato questo stile di vita in età avanzata. Allora cosa rispondere a chi, non nudista, ci chiede se siamo nudisti da sempre o se lo siamo diventati ad una certa età?

L’assunto da cui partire è quello per cui nudi ci nasciamo e nei primi anni della nostra vita ci troviamo decisamente più a nostro agio quando siamo nudi che quando indossiamo qualcosa, sia pure il semplice e solo pannolino.

Purtroppo praticamente dalle prime ore, se non dai primi minuti di vita, la società inizia subito il suo lavoro di condizionamento e, dato che in questi anni è in noi attiva la massima capacità di assorbire l’imprinting dei genitori e della società, non ci vuole molto affinché il nostro corpo smetta di percepire il fastidio dei vestiti: la nostra mente è stata a questo punto indotta a pensare che la nudità sia uno stato sgradevole e spregevole, che, quindi, alcune zone del corpo siano da nascondere. Così è che da nudisti si diventa tessili.

Ecco cosa rispondere: la domanda è totalmente sbagliata, casomai c’è da chiedersi se tessili si nasce o si diventa e la risposta è inevitabile… lo si diventa!

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