Archivi Blog

Mai arrendersi


Sopra la nebbia c’è sempre il sole!

#TappaUnica3V, io e la notte


20151024_0010_def3VC’è un aspetto di TappaUnica3V che ho volutamente inserito: la notte.

Avrei potuto comunque fare il giro in quaranta ore senza metterci la notte, avrei potuto camminare 20 ore al giorno lasciando le otto ore della notte al riposo, ma no, non l’ho fatto, perché?

Come istruttore di alpinismo e direttore di corsi e scuole, ho insegnato che la notte in montagna non è il diavolo che alcuni ipotizzano, ho fatto sperimentare il cammino notturno e anche il dormire sotto le stelle; come alpinista ho fatto diversi rientri in notturna e parecchie volte ho dormito all’aperto, ma sempre ero con altre persone.

La notte in montagna, da solo, è sempre stata per me una forte paura: potevo fare in solitaria anche delle impegnative scalate, potevo girare da solo per i monti anche più selvaggi e solitari, potevo affrontare anche le ore dell’aurora o del crepuscolo, potevo girovagare al buio nei pressi di un rifugio o a un campo, ma il pensiero di trovarmi assolutamente solo nella notte più fonda mi terrorizzava.

Una delle mie caratteristiche è sempre stata quella di voler combattere contro le mie paure, di voler rimuovere i miei condizionamenti, beh, la paura e il condizionamento della notte non li ho mai rimossi, non ho mai avuto occasione di farlo e allora… allora eccomi qui, ecco che ho deciso di farlo ora, di farlo con TappaUnica3V.

At the Temple of Books


Grandi, grandi, grandi! Il coraggio di vivere le proprie scelte fino in fondo, senza sottomettersi al pregiudizi e agli stereotipi sociali. Grandiiiii!

At the Temple of Books < The Outdoor Co-ed Topless Pulp Fiction Appreciation Societys.

Poesie di gioventù: Bufera


Soffia il vento,
sibilando tra le cime.

Cade la neve,
imbiancando la valle.

Cala la nebbia,
impedendo la vista.

Sembra la fine del mondo,
non si può più avanzare,
bloccati siamo a metà parete.

Non è la prima volta,
ma ogni volta è come se fosse la prima.

Un senso ci attanaglia il cuore,
un senso di paura ci corre nella mente.

Si pensa alla morte,
la morte in parete,
la più brutta di tutte:
attaccati a un chiodo,
sballottati dal vento,
acciecati dalla neve,
induriti dal freddo.

Si pensa alla morosa,
si pensa alla famiglia,
si spera di resistere ancora.

Emanuele Cinelli – 26 marzo 1974

Poesie: Utopia


Fare o non fare?
Chiedere o rinunciare?
Lottare o soccombere?
Spesso più facile è
non fare che fare,
rinunciare che chiedere,
soccombere che lottare.
Poi però
mi posso pentire,
un debole mi posso sentire,
vigliacco forse definire,
e allora?
Allora una parola è stata inventata,
per far dell’apatia una cosa sensata,
utopia è stata chiamata!

Emanuele Cinelli – 29 gennaio 2012

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: