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Opinioni, verità, orizzonti


Cogito ergo dubitoLa matematica si definisce una scienza perfetta e una delle più tipiche affermazioni è quella di “due più due fa quattro”. Vero, verissimo: se ho due mele e ne compro altre due mi trovo con quattro mele.

Allargando la visione possiamo però notare le tante altre variabili: se una delle due vecchie mele è nel frattempo marcita io ne mangio solo tre; se non le mangio subito e le faccio marcire ne mangio nessuna; eccetera.

Quello che appariva come verità assoluta è, al contrario, solo una delle possibili verità: due più due fa da zero a quattro.

Allarghiamo ulteriormente l’orizzonte e spostiamoci sul campo della fisica.

C’è un grosso masso, ad esso ho applicato due funi, al capo di ogni fune due motori in grado di produrre ciascuno una forza pari a due chilogrammi, qual è la forza applicata sul masso? Beh, dipende: se le due funi sono perfettamente parallele e tirano ambedue verso l’alto il masso si solleva per effetto di una forza di quattro chili (+4), ma se le due corde sono in opposizione fra di loro il masso resta fermo (0) e se, poi, le due corde tirano verso il basso il masso si abbassa e, per convenzione, si dice di averlo sottoposto a una forza negativa di quattro chili (-4); se le due forze non sono parallele la forza totale può assumere, tra i due limiti definiti (-4 e +4), infiniti valori. Conclusione. Due più due fa da quattro a meno quattro.

Perché tutto questo discorso? Perché se perfino la matematica, universalmente ritenuta scienza perfetta, ha invero dei limiti ed esprime solo una delle possibili verità, figuriamoci cosa possano essere e cosa possano esprimere tutte le altre cose del mondo, tutto ciò che è opinione, qualsiasi morale.

Se ne deduce ineluttabilmente che nessuno può accamparsi il diritto d’essere il portavoce della verità assoluta (sostanzialmente inesistente), può al massimo affermare d’esprimere sempre e solo una delle più o meno numerose (sostanzialmente spesso infinite) possibili verità e mai potrà pretendere che gli altri ad essa si uniformino.

Purtroppo il mondo non è perfetto ed anche se basterebbe un minimo di logica e di umiltà invero molte, troppe, sono le persone che si fanno portatrici della verità assoluta e ne pretendono il riconoscimento universale, ovvero che tutti ad essa si uniformino. Alcuni esempi? I partecipanti al Family Day, gli oppositori alle adozioni da parte di coppie omosessuali, gli estremisti politici e religiosi, certi vertici del naturismo “ufficiale”, quelle persone che vorrebbero incatenare il nudo alla spiaggia preferibilmente ben oscurata o quantomeno opportunamente delimitata.

Tutti costoro hanno le loro ragioni e sono portatori di verità, d’altronde per le stesse identiche motivazioni anche gli altri, coloro che la pensano diversamente, hanno le loro ragioni e sono portatori di verità, la loro verità.

Ciò che a me dà fastidio (una condizione assolutamente fortemente soggettiva) risulta ad altri consono ed è giusto che questi altri ne possano usufruire senza limitazioni e senza vincoli.

Ognuno sia libero di vivere secondo la sua coscienza e la sua visione delle cose: due più due uguale da meno quattro a più quattro!

Washington, Not So Square


Bravissime queste ragazze, capaci di manifestare il loro diritto anche in contrapposizione ad un opposto atteggiamento di massa. L’esempio è fondamentale, solo attraverso l’esempio potremo portare la società al recupero di quei valori di rispetto per se stessi e per gli altri, di confidenza con il proprio e l’altrui corpo, di naturalità che secoli di insulsi e opportunistici condizionamenti hanno distrutto.

The Outdoor Co-ed Topless Pulp Fiction Appreciation Society

IMG_9982The best thing about taking our tops off in Washington Square Park is that we’re never the most interesting people to watch.

This time, there was an acroyoga trio or foursome (it was hard to keep count) just a few steps away…

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…and a guy performing juggling flourishes with a wine bottle just a few steps behind them.

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Not to mention the row of fresh MBA grads in purple robes, led by purple bagpipers:

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And us? All we were doing was reading and relaxing and enjoying fine lemon tarts and such. With our shirts off. But who in Greenwich Village cares about such a trifle? A nipple’s a nipple. We all have them. And in New York we’re all free to bare them under the sun.

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A dozen of us packed the lawn, with books in hand from Ed McBain and Gore Vidal, David Brooks and Mindy Kaling

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Anima nuda


     Il corpo già ci fa da interfaccia fra noi e la società e filtra in entrata e in uscita il nostro dialogo col mondo. Questo stesso nostro corpo è anche in dialogo fitto col nostro sé, il nostro Io, la nostra mente, anima, coscienza, carattere, consapevolezza, spirito… o comunque vogliamo chiamare il ganglio, la funzione, l’energia immateriale che è in noi.

    Il costume che il pudore c’impone, quasi ultimo baluardo a nostra difesa, può richiamarci il villaggio gallico che resiste strenuamente ai Romani (come lì sotto si custodisse la magica pozione), oppure l’arca dell’alleanza con forze soprannaturali (del destino o di un dio), o il patto di reciproca convivenza col mondo.

    Mi chiedo se analogamente non possa esistere una sacca di resistenza fra noi e la nostra “anima”. Qualcosa che non ben conosciamo, ma tremendamente importante e delicato, che tendiamo a non mostrare, a non vedere, a non condividere. Mi sfugge in avanti la parola mistico, nel senso originario di “mistero”, di rito segreto ed efficace (come quelli di Eleusi). Al profano è negato l’accesso ai misteri, anzi è punito qualora voglia sapere di più. In generale non mi piacciono i segreti, chi li detiene si arroga un potere effettivo solo perché noi glielo accordiamo.

    Trovo esista un parallelo fra il pudore del corpo verso la società e il pudore che abbiamo verso noi stessi. Esistono dei tasti malnoti che non osiamo sfiorare, argomenti che ci creano disagio, insicurezza, se non talvolta anche vergogna o dolore.

    Con la pratica nudista, il nostro stesso corpo ci ha svelato e confermato l’inconsistenza dei nostri tabù, pian piano si sono frantumati da soli. Quanti presunti segreti, che guai a violare!

    I tabù con noi stessi, al contrario, sono più resistenti, in continuo aggiornamento e non ben localizzabili, né identificabili. D’improvviso sbattiamo la testa contro un vetro:

  • non vediamo nulla, ma non si passa;
  • ci comportiamo in un certo modo, come abbiam sempre fatto e non ci spieghiamo perché;
  • abbiamo gusti, preferenze e paure che ci sono ormai abitudine;
  • reagiamo d’istinto, prendiamo decisioni accecati da ira o passione.

    Nemmeno vogliamo sapere perché – persin dubitiamo che la ragione possa capire, o non vogliamo che ci metta le mani, quasi fossero mani d’estranei (“giù le mani dalla plancia comando”). È giusto, pian piano, toglierci anche queste mutande mentali? Morremo o saremo accecati nel veder la nostra anima nuda? Pensandoci bene, anche queste mutande abbiam dovuto comprarle: mi piacerebbe sapere chi è il venditore!

    Un giorno ci provo: vado in Torbiera o su un picco con un vasto orizzonte e sciorino la mia anima all’aria. Qualcuno – ad arte – ha sparso la voce che dentro di noi si annidino mostri, che impazzano se non tenuti alla catena della ragione. Da piccoli ci han fatto credere di avere un “diavoletto”, da grandi ci terrorizzano i mostri del nostro inconscio. Tutto per farci paura, per tenerci sulla “retta via”, come fossimo incapaci da soli di guidarci e badare a noi stessi, di camminare da soli. Ma quando allora cresciamo?

    Ci è indifferente vederci e mostrarci per quel che siamo nel corpo: ognuno uguale e diverso. Non per questo facciamo a cazzotti o ci prendiam la licenza degli ultimi oltraggi. Così, penso, faremo anche con l’anima: vedere al sole chi siamo, come stiamo con noi stessi, non può farci male.

   Ci stiamo tirando addosso una maledizione fatale; una punizione per un nuovo peccato di orgoglio, superbia, o apunto: impudenza?
O temiamo la sorte di Edipo?

Scuola di vita


Certamente nudismo vuol dire sole, aria e acqua sulla pelle.
Sicuramente nudismo è passare le proprie vacanze, i propri fine settimana, il proprio tempo libero in nudità.
Indubbiamente nudismo è una scelta di vita integrale e totalizzante.
Il nudismo, però, è anche qualcosa di più, molto di più!

Nudismo è grande fiducia negli altri, che vuol dire anche un altrettanto grande fiducia in se stessi, due qualità indissolubilmente necessarie per affrontare con spirito positivo le sfide della vita.
Nudismo è rispetto per gli altri, un rispetto profondo, pieno, totale, incondizionato; un rispetto importante per tutti, ma ancor più importante per i più giovani: ragazzi che cresceranno imparando, tra le altre cose, che la donna non è un oggetto del desiderio sessuale; ragazze che cresceranno imparando, fra le altre cose, che gli uomini possono essere amici sinceri e fidati; ragazzi che nel futuro non useranno violenza sulle donne; ragazze che nel futuro non temeranno di poter subire violenza dagli uomini; ragazzi e ragazze che diverranno uomini e donne sani sia nel fisico che nella mente.

Non sareste contenti di potervi guardare allo specchio senza timori e malumori?
Non sareste felici di guardare al futuro nella coscienza di poterlo certamente affrontare e dominare?
Non sareste tranquillizzati dal poter vedere nei vostri figli e, più in generale, nei ragazzi di oggi, degli uomini e delle donne in piena armonia con se stessi e con gli altri?
Certo che si e Il nudismo può permetterci di farlo, può darci tutto questo, può farci confidare in un futuro migliore.

Nudismo, un modo per gustarsi al meglio il mondo, ma anche e soprattutto un’ottima, precisa, fantastica, grandiosa scuola di vita!

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