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Difendersi dal caldo: evidenza oggettiva!


Moglie al lavoro, a casa da solo, che faccio? Passo il pomeriggio ancora al computer? Noooooo! MI addormento davanti al televisore? Noooo! Le foglie già raccolta stamattina, l’auto lavata ieri l’altro, i piani formativi di scuola sono pronti devo solo caricarli sul web e ora fa troppo caldo per farlo. Beh, perchè non farsi una camminatina qua attorno? Si ecco l’idea giusta, c’è un sentiero del Budellone, il monte sopra Prevalle, che non ho ancora fatto, andiamo.

Ovviamente, visto il caldo, mi vesto assai leggero (i soli pantaloncini da corsa, quelli del tipo più piccolo) e parto. Per arrivare all’inizio del sentiero ci sono venti minuti d’asfalto per le vie del paese, passano veloci e senza problemi, ho già impostato un buon passo. Arrivo al sentiero e inizia la salita: ripida e al sole. Mi aspettavo un poco più di ventilazione invece… niente, una calura infernale.

Dopo una mezz’ora di sentiero sono esausto, la temperatura del corpo è salita e non ho acqua con me per calmarla. Un minuto di pausa in uno dei pochi punti ombreggiati, il sollievo d’uno spiffero d’aria e riprendo il cammino, ma dopo cento metri sono al punto di prima. Che fare? Semplice, tolgo i pantaloncini e resto nudo, tempo trenta secondi e sono rimesso a nuovo, tant’è che se prima stavo meditando di rinunciare alla salita e imboccare la via del ritorno, ora riprendo la direzione della vetta.

C’è poco da fare, nudi è meglio!

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