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DeCostituzione


Ricevo e pubblico quest’altro contributo di un lettore.


Photo by Nachelle Nocom on Pexels.com

Di questi tempi in cui un poco tutti siamo leoni da tastiera e numerosi si scoprono esimi scienziati o luminari di diritto costituzionale, vi sono anche persone, un poco insofferenti alle regole ed agli oggettivi limiti imposti dalla contingenza, le quali, per giustificare taluni loro opinioni ed atteggiamenti, invocano la Costituzione della Repubblica Italiana citando l’articolo 13, il cui primo capoverso così recita:

La libertà personale è inviolabile…. omissis…

Vorrei però ricordare a costoro, e a tutti, che la Costituzione, come tutte le leggi, non può essere stiracchiata come un elastico, né adattata a nostra convenienza né, tanto meno, deve essere citata ed utilizzata a spizzichi e bocconi. Ritengo che la Costituzione deve essere considerata nella sua intierezza; quindi, per quanto attiene il caso in questione, vi invito a leggere anche l’articolo 32:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…omissis….

Ciò mi sembra sufficiente per capire che pur dovendo contemperare le due esigenze: libertà e salute, non mi sembra così scandaloso il fatto che un governo, questa volta responsabile, impedisca inutili spostamenti e pericolosi assembramenti.

Già che ci siamo, magari aggiungendo polemica a polemica, anticipo che condivido l’ipotesi di rinvio sia delle funzioni pasquali e sia di eventuali tornate elettorali che dovremmo incontrare nel prosieguo del percorso di uscita dal nostro italico spicchio di pandemia.

Personalmente non mi sento assolutamente defraudato di nulla, al massimo mi può crescere il tedio e la noia.

In conclusione, visto che siamo prossimi anche al 25 Aprile, nonostantei numerosi attacchi a cui è stata sottoposta, non mi sembra sbagliato dire:

W la Costituzione.

Firmato: Elo Seminara

Quanto poco ci vuole!


Piccolo gioco d’immaginazione….

  1. Prendi una foto di una persona vestita e guardala per una decina di secondi.
  2. Ora chiudi gli occhi e immagina la stessa persona completamente nuda.
    Ci sei riuscito? Credo proprio di si! Il vestiario non può impedirti di immaginare il nudo che ci sta sotto, di fatto siamo tutti uguali, visto uno/una visti tutti/tutte; i vestiti non servono alla morale, servono solo a farsi apparire moralmente a posto, non ad esserlo.
  3. Prendi una foto di una persona nuda e guardala per una decina di secondi.
  4. Ora chiudi gli occhi e prova a vestire con la mente la persona in essa raffigurata.
    Ci sei riuscito? Credo proprio di si! Poco ci vuole per non farsi infastidire dal nudo, basta guardare oltre.

Il nudo di per sé stesso non può arrecare nessun danno, caso mai può solo apportare tanti, ma proprio tanti benefici, vale proprio la pena fare quel piccolissimo sforzo talvolta necessario a superare il disagio inziale, un disagio che non è per niente naturale, non nasce con noi ma si forma in seguito in ragione dei condizionamenti che ci vengono indotti. Si nasce nudisti e poi ci obbligano a diventare tessili, riprendersi il piacere della nudità è un dovere morale, oltre che un diritto naturale e… i diritti naturali sono inalienabili, cioè qualsiasi obbligo alla rinuncia non ha valore legale, e irrinunciabili, cioè qualsiasi accordo di rinuncia non ha valore legale.

Art. 3 della Costituzione Italiana

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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