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#FemicidioEsGenocidio (Fuerza Artística de Choque Comunicativo) – YouTube


Messaggio chiaro e potentissimo, non serve aggiungere altro!

#FemicidioEsGenocidio (Fuerza Artística de Choque Comunicativo)

Per un 8 marzo che segni un passo decisivo per i diritti delle donne #nudièmeglio


Inutile nascondersi dietro paraventi esili come un sottilissimo filo d’erba, ipocrita farsi scudo con l’imposizione delle quote rosa, sterile giustificarsi rigettando il problema sulle spalle altrui, alla fine la verità è palesemente una e una sola: in nessun paese del mondo, Italia compresa, esiste ancora una vera parità tra maschi e femmine; in nessun paese del mondo, Italia compresa, le donne possono ancora vantare gli stessi diritti degli uomini; in nessun paese del mondo, Italia compresa, le donne possono sentirsi sempre e comunque al sicuro.

Scendere in campo per manifestare contro questa situazione è solo un primo passo, occorre fare di più, occorre fare qualcosa di concreto e questo qualcosa passa anche (e soprattutto) per la normalizzazione del nudo, unica chiave che possa portare alla necessaria rivalutazione del corpo, quel corpo tanto bistrattato e vituperato, quel corpo che diviene lecito solo se utile agli interessi di potere, quel corpo che è mostrabile solo quando corrisponde a canoni estetici artificiosamente definiti, quel corpo che, alla fine, è diventato il terrore di tante persone e per alcune anche la fonte di indicibili sofferenze, finanche della morte.

Normalizzando il nudo si estirpa una delle più potenti armi di ricatto psicologico, si elimina uno dei più tenaci vincoli di potere, una delle forme più incisive e distruttive di denigrazione, si rimuove alla radice il tarlo che impedisce alle donne di sentiersi sempre e comunque sicure, di sentirsi sempre e comunque alla pari dell’uomo, di godere degli stessi diritti e degli stessi poteri. Nudi è meglio in tutti i sensi, ineluttabile, incontestabile, inevitabile… lo dimostra la realtà dei fatti, lo dimostrano le comunità nudiste, lo dimostrano i gruppi di maschi e femmine (adulti, giovani e bambini) che vivono e condividono spazi e tempi nella più tranquilla nudità, lo dimostrano… ineluttabile: #nudièmeglio.

#nudièmeglio uno slogan che deve risuonare da oggi in avanti, uno slogan che deve guidare alla (pacifica) rivoluzione sociale, un mantra che deve insinuarsi nella mente della gente.

#nudièmeglio … #nudièmeglio … #nudièmeglio





Quando le donne desideravano (far sesso) più degli uomini


Spesso diamo per scontati alcuni concetti, determinati atteggiamenti, certi modi di vedere le cose e ci giustifichiamo con affermazioni che tirano il ballo la cultura. Beh, ecco un interessantissimo articolo che dimostra palesemente quanto tutto ciò sia (sempre) sbagliato, (sempre) determinato da un’ignoranza (o comoda dimenticanza) della storia, di quella vera.

Al di là del Buco

12233016_10153779119284525_1012673705_nQuesto è un pezzo di Alyssa Goldstein pubblicato su alternet.org. Pezzo originale QUI e traduzione di Lisa. Buona lettura!

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Quando le donne desideravano più degli uomini

E come si è rovesciato questo stereotipo.

Nel 1600 un uomo di nome James Mattock fu espulso dalla Prima Chiesa di Boston [si tratta di una chiesa puritana]. Il suo crimine? Non si era espresso in modo osceno o irriverente in riferimento al Sabbath né aveva fatto qualunque altra cosa potremmo pensare fosse disapprovata dai Puritani [riguardo a “Sabbath”, pare che i puritani usassero questo termine per imitare gli antichi israeliti]. Piuttosto, James Mattock si rifiutava di avere rapporti sessuali con sua moglie da due anni. Sebbene la comunità di Mattock vedesse chiaramente come impropria la sua auto-deprivazione, è plausibile che quando decise di espellerlo tenesse soprattutto in conto la sofferenza di sua moglie. I Puritani credevano infatti che…

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An Open Letter to Facebook


Già, molto strana questa politica di accettazione di quanto risulta offensivo per la donna, mentre viene rifiutato quanto è educativo e rispettoso della sua dignità.
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Already, very strange this acceptance of what is offensive to women, when instead are rejected documents educational and respectful of them dignity.

Reblogged from MotherWise
An Open Letter to Facebook.

Uccideteci Tutte


#nonmimosema: in occasione dell’8 marzo, bocciamo la violenza! E ricordiamo ogni giorno di farlo…

memoriediunavagina

Parlarne è importante. Il femminicidio.

Che neologismo superbo, femminicidio.

Le cose vanno chiamate col proprio nome, del resto. Se uno t’ammazza in quanto femmina, perché sei sua, perché sei troppo grassa, o troppo magra, o troppo petulante; perché sorridi alla persona sbagliata,  perché parli troppo, perché non parli abbastanza, perché ti innamori e ti disinnamori, perché vai a letto con un altro, perché hai paura, perché non sopporti più l’odore del suo fiato alcolico, o soltanto sogni una vita diversa; se uno t’ammazza perché non puoi andare via, perché sei una stupida, perché al mondo non sai starci, perché deve insegnarti proprio tutto, perché le sue mani attorno al collo tuo lo fanno sentire forte, perché il tuo stomaco è il suo stomaco e può piantarci dentro una lama quante volte vuole; perché ha un’amante e non te ne accorgi, perché ha decine di amanti e l’hai scoperto…

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