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Sorprese e premi per l’uscita VivAlpe del 24 settembre 2017


Tutte le foto sono di Attilio Solzi, cordialissimo e gentilissimo come sempre. Grazieeee!


Partiti dalle rispettive dimore con il freddo e la pioggia battente, in tre ci troviamo, dopo un viaggio in auto costantemente dominato da Giove Pluvio, al parcheggino dei Prati Magri. Quando ci mettiamo in cammino ancora piove sebbene con minor impeto e il cielo bigio non da segni di miglioramento. Passano dieci minuti e dietro la dorsale del monte appare un piccolo sprazzo di sereno, la pioggia lascia il posto a un debole sole, togliamo le coperture da pioggia e procediamo più leggeri. Altri quindici minuti e il sereno si è allargato, ormai siamo sui verdi, ehm, gialli, no marroni, no giallo-marroni, insomma sui pascoli dalle mille tonalità dell’autunno che ci accompagneranno fino alla vetta del Dosso Rotondo (essendo solo in tre decidiamo l’allungamento del percorso previsto).

L’erba riscaldata dal sole diffonde un bel tepore, una dopo l’altra nel giro di pochi minuti le mie vesti lasciano il corpo e finiscono nello zaino, tutte. Paola e Attilio, ancora indissolubilmente legati all’abito, restano in pantaloni e maglia: come faranno, li vedo palesemente oppressi dal calore e si lamentano del sudore che sgorga dai loro pori inumidendo le vesti e rendendole inutili alla difesa dalle qui presenti folate d’aria fresca, quelle folate che io, nudo e asciutto, avverto soltanto come piacevoli soffi dell’amico Eolo.

Saliamo veloci e in poco siamo alla vetta, poco sotto di noi un comodo rifugio ma la giornata invita a pranzare qui, all’aria aperta, seduti nell’erba, baciati dal sole. Dopo mangiato, re-indossato io pantaloncini e maglietta, scendiamo al vicino rifugio per un corroborante digestivo e facciamo la conoscenza con la simpatia della famiglia che lo gestisce. Riprendiamo la via della discesa, identica alla salita, io posso rimettermi a nudo. Il sole è stato ricoperto da una estesa coltre di nuvole, una luce diffusa mette in risalto i vari crinali che si estendono da qui al Monte Baldo, Attilio trova la sua ideale scenografia fotografica e, come già fatto in salita, usandomi come modello scatta a ripetizione decine di foto, mi coinvolge anche per un paio di filmati. Così, tra chiacchiere, fotografie e ammirazione dei panorami, quasi senza accorgercene arriviamo al bosco e poco dopo siamo al punto di partenza, contenti per la splendida giornata in montagna.

Come sovente accade, la natura premia gli intraprendenti!

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