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Opportunità per il Garda (e per l’Italia)


Fin dai tempi antichi, il Garda è ricercato luogo per la villeggiatura, molti sono gli alberghi e i campeggi che ne costellano le rive e i dintorni, moltissime le casa vacanza, ampia anche l’offerta fornita da agriturismi e bed & breakfast. Da alcuni anni, però, anche il Garda riscontra un sensibile calo nell’afflusso di turisti, di conseguenza molte sono le iniziative che sono state presentate e invocate per ridagli smalto:

  • nel 2011 nasce il Comitato delle Provincie del Garda che, sotto la definizione di Regione del Garda, riunisce i rappresentanti di Verona, Mantova, Trento e Brescia;
  • sempre nel 2011 la Regione Lombardia investe 5 milioni di euro nel piano triennale di promozione e valorizzazione turistica del Lago di Garda
  • è di questi giorni la notizia dell’imminente realizzazione, in quel di Manerba, del Parco Regionale della Rocca e del Sasso.

Queste e le tante altre iniziative hanno preso e prendono in considerazione l’aspetto culinario, quello artistico, i vari spunti storici presenti sul territorio, l’agricoltura lo sport, ma, stranamente, ne tralasciano uno che sarebbe molto gradito e apporterebbe immediati benefici, senza nemmeno la necessità di fare grossi investimenti: il nudismo.

Stranamente, dicevamo, si perché in Germania come in Olanda, paesi da cui arriva la stragrande maggioranza dei turisti che frequentano il Garda, il nudismo è pratica assai comune, tanto comune che nudi ci si può stare anche nei parchi cittadini. In molti stati europei il turismo nudista è preso in grande considerazione e apporta un importante contributo all’economia delle aziende che operano in ambito turistico, ma anche all’economia generale del paese. Per altro il Garda non è nuovo a questa tipologia di frequentazione e di turismo: a partire dal 1970 e fino a una decina di anni fa, diverse erano le spiagge sulla quali ci si poteva liberare anche dell’ultimo pezzettino di stoffa che, fastidiosamente, resiste al desiderio di lasciar respirare il corpo ottenebrato dalla calura estiva, al piacere della totalizzante percezione dell’acqua sul proprio corpo: il costume da bagno.

Era, quella, una pacifica convivenza tra nudisti e coloro che il costume preferivano tenerselo addosso, tutti potevano liberamente godere dell’aria, del sole e dell’acqua. Poi arrivarono le ordinanze di divieto, subito seguite dalle retate e le cose sono cambiate: solo nella zona trentina è ancora possibile prendere il sole e fare il bagno in sana nudità. Un certo sindaco alle rimostranze mie e di altri rispose che “si vero è che per trent’anni si è pacificamente praticato il nudismo, ma le cose non sono eterne, le cose cambiano”. Si caro sindaco le cose cambiano, ma generalmente dovrebbero cambiare in meglio e non in peggio: il fastidio per il nudo è una fobia e, come avviene per tutte le fobie, non va incentivata ed elevata a status sociale di norma, bensì ostacolata e curata. Si caro sindaco, ma la sua visione delle cose è anche una palese cecità economico turistica: qualche centinaio di bresciani e altrettanti veronesi, vicentini, mantovani, bergamaschi, milanesi, aspettano fiduciosi la riapertura al nudismo; migliaia di turisti ne approfitterebbero e troverebbero in esso un motivo in più per venire sul Garda e tornarci fedelmente, pensi a quanti soldi sta buttando via e sta facendo buttare via agli operatori turistici del suo comune e, visto che altri sindaci l’hanno presa a modello, del Garda intero.

Giusto guardare al futuro, ma senza ignorare gli insegnamenti del passato e trent’anni di storia dimostrano che il nudismo non danneggia il turismo, specie su questo nostro grande lago, migliaia di episodi hanno certificato che molti solo coloro disposti a condividere gli spazi con delle persone nude, sarebbe pertanto di certo fattibile lasciare massima libertà ovunque. Quantomeno sarebbe valido compromesso l’individuare, su ogni sponda del lago, una decina di spiagge e una decina di sentieri montani dove autorizzare ufficialmente il nudo, convertendo parallelamente parte della ricettività turistica già esistente in ambienti “clothing optional” (abbigliamento facoltativo).

Che male può fare un corpo nudo? Non può nascondere armi, non può ingannare, può solo esprimere naturalità e sincerità, quella naturalità e quella sincerità che sono proprie dei bimbi, ai quali la nudità, come ben sanno tutti i genitori, lungi dal portare turbamento, apporta felicità.

2^ Giornata dell’Orgoglio Nudista: relazione


Escursione nudista (Foto di Mauro)

Le sentenze di assoluzione dei nudisti sono ormai diventate prassi consolidata, così come si rinnova ogni volta la motivazione di assoluzione: “Il fatto non sussiste”. Eppure da una parte le Forze dell’Ordine continuano a spendere soldi pubblici in inutili fermi e assurde contestazioni di violazione all’articolo 726 del Codice Penale (“Atti contrari alla pubblica decenza”), dall’altra troppi nudisti ancora credono e diffondono l’idea che il nudismo in Italia sia proibito o non supportato dalla legge, se non limitatamente alle poche e ristrette aree dove lo stesso è consentito in funzione di specifici accordi con le Istituzioni locali: campeggi, agriturismi, spiagge riconosciute. Una contraddizione, quella di cui sopra, non più accettabile, alla quale è opportuno ribellarsi: basta accettare impunemente fermi e contestazioni oggi inopportune e fuori luogo, ma soprattutto basta auto esiliarsi nei ghetti nudisti. La società italiana ha ormai definitivamente e palesemente accettato il nudismo come una delle sue espressioni, lo facciano anche i nudisti, smettendo di fare le vittime e mostrandosi fieri della scelta fatta.

La locandina dell’evento (Foto di Fonte Alpina Maniva e Emanuele C.)

Nata nel 2011 per invitare i tessili ad avvicinarsi alla pratica del nudismo, la Giornata dell’Orgoglio Nudista in questo sua seconda edizione si è allargata nell’obiettivo, abbinando a quello propagandistico anche quello dimostrativo e formalizzandosi in una escursione montana. Quale, infatti, miglior modo di dimostrare d’essere orgogliosi se non quello di togliere al nudismo i confini del ghetto e praticarlo sul territorio aperto, di togliere al nudismo l’esclusiva forma statica e trasformarlo in un’attività dinamica, camminando per un tempo più o meno ampio , su un percorso più o meno lungo, fuori da ogni contesto di controllo iniquo e forzato, di concessione dell’ovvio, di autorizzazione a fare quanto di fatto già autorizzato?

Così è che un drappello di persone, purtroppo dimezzato dalle previsioni meteorologiche, domenica 3 giugno si ritrova in quel di Prevalle (Brescia) per partecipare a questa 2° Giornata dell’Orgoglio Nudista, organizzata dal blog “Mondo Nudo” in cooperazione con il sito “iNudisti”. Diciotto erano le preiscrizioni, nove alla fine i partecipanti effettivi, tra i quali una donna e un tessile, per l’occasione spogliatosi anche lui.

Alle 07.15, passati i quindici minuti canonici di attesa dei ritardatari (avvisare no, eh!), il gruppo si mette in avvio e sotto la guida dell’organizzatore, Emanuele Cinelli, nel rigoroso rispetto di (assurdi) limiti di velocità, risale la Val Sabbia, il Lago d’Idro e la Val del Caffaro, per raggiungere il punto di partenza dell’escursione. La mattina è piuttosto fresca, per cui i nostri si mettono in cammino vestiti, ma bastano una decina di minuti per scaldare a dovere le membra e far svanire le vesti all’interno degli zaini.

Primi passi sulla mulattiera (Foto di Guglielmo)

Come da programma si percorre la prima mezz’ora del sentiero 413 per poi deviare verso Malga Torrione, che si raggiunge in altri quindici minuti. Qui, dopo l’urticante attraversamento di una ampia e alta macchia di ortiche, si scende per un ripido canalino erboso alla base del salto superiore delle Cascate di Bruffione: per lo spostamento d’aria e il pulviscolo d’acqua provocati dalla cascata, il luogo poco si presta ad una sosta prolungata, ma la visita è d’obbligo e merita veramente la deviazione dal percorso principale. Risaliti alla malga, si riprende a salire per raggiungere lo spiazzo alla fine del sentiero, dove era programmata una la lunga sosta. Ma è presto e la splendida sensazione che si ricava dal camminare nudi inducono il gruppo a optare per la prosecuzione del cammino, sebbene questo voglia dire superare un tratto di terreno senza sentieri e particolarmente ripido.

Tutti nudi (Foto di Vittorio)

Sulle tracce dopo Malga Torrione (Foto di Mauro)

Cercando il percorso migliore e più semplice si individua una traccia che permette di procedere con maggiore decisione e riportarsi in pochi minuti sul sentiero 413 precedentemente abbandonato. Un largo e pianeggiante spazio erboso, costellato di fiori, invita ad una sosta; mentre si chiacchiera dalla curva del sentiero improvvisamente sbuca un ragazzone sui venticinque, trent’anni vestito di tutto punto: pantaloni pesanti, maglia e pile. Sulle prime, vedendoci, il ragazzo si blocca smarrito, la sua, però, non è un’espressione di disgusto, ma piuttosto una titubanza a passare, il timore di disturbare la nostra nuda quiete. E’ un attimo e poi riprende il cammino passandoci vicino senza altri problemi, ci salutiamo cordialmente e, sudando malamente nel suo pesante vestiario, sparisce dietro la successiva curva del sentiero. Di li a poco lo seguiamo anche noi, freschi e lindi grazie alla nostra nudità.

Ancora su tracce di sentiero (Foto di Vittorio)

Uno dei tanti mazzi di fiori (Foto di Emanuele Cinelli)

Giunti alla piana di Bruffione la attraversiamo per puntare agli omonimi laghi, da cui ci separa un’erta balza coperta da rade conifere; in lontananza cinque escursionisti stanno percorrendo la piana per risalirla verso il Monte Bruffione. Senza fretta, risaliamo il pendio, salutando cordialmente altri due escursionisti che già stanno discendendo, valicando un simpatico ponticello di fortuna, ammirando fiori e paesaggi, godendo dei raggi di sole che ogni tanto filtrano dalla coltre di nuvole che ricopre il cielo: sono pochi e flebili ma la pelle nuda li percepisce immediatamente donandoci una piacevole sensazione di calore.

Arrivo ai Laghi di Bruffione (Foto di Mauro)

Valicato un dosso ecco che in fronte a noi si presentano due gemme blu incastonate nel verde dei prati e nel marrone delle rocce: i laghi di Bruffione. In riva al primo, trovato un posto riparato dal vento che qui spira prepotente e freddo, termina la nostra salita.

Dopo una lunga pausa per mangiare e godere dell’incanto di questo posto, purtroppo ad un certo punto costretti a rivestirci per il sopraggiungere di nere e basse nuvole temporalesche che fanno abbassare sensibilmente la temperatura, riprendiamo il cammino per ridiscendere a valle. Seguiamo, stavolta, il sentiero segnato con il 413, rispogliandoci non appena la temperatura ritorna a salire un poco: più o meno a metà discesa.

Salendo ai laghi dopo la piana di Bruffone (Foto di Vittorio)

Riprese le macchine si sosta in uno dei bar di Val Dorizzo, piccolo gruppo di case e alberghi al centro della Val del Caffaro, per sorseggiare, tra i ricordi della giornata e le promesse di future escursioni, una fresca birra smezzata con la gazzosa. Tra queste ultime chiacchiere si evidenzia fortemente la piena soddisfazione di tutti i partecipanti, nonostante i timori causati dalla previsioni meteorologiche avverse, tutto è andato per il meglio e anche il temuto incontro con altri escursionisti non ha creato problemi di sorta.

Salgono nubi minacciose (Foto di Guglielmo)

E’ mancata solo la presenza del Sindaco di Bagolino, che era stato non solo preavvisato dell’evento ma anche invitato a parteciparvi, siamo però certi sia stata dovuta da altri improrogabili impegni, visto che in contemporanea, in zona, c’erano almeno altri due eventi rilevanti. Alcuni avevano criticato la scelta d’avvisare il Sindaco affermando che questi avrebbe mandato in zona un drappello di agenti per impedire che noi si potesse stare nudi, s’era anche affermato che la pubblicità fatta all’evento ci avrebbe fatto trovare ad accoglierci orde di valligiani inferociti, come pure era stata contestata la decisione (che poi decisione non era visto che si tratta di una regola ormai canonica degli eventi del blog “Mondo Nudo” e del sito de iNudisti) di ammettere anche la presenza di tessili: “avrete al seguito drappelli di sbavoni intenti a scattare fotografie”. Beh, nulla di tutto questo è successo, nessun agente ci aspettava al varco, nessun valligiano inferocito si è fatto vedere, nessuno ci ha seguiti per fotografarci e godere maliziosamente della nostra nudità. Tutt’altro, come già menzionato, chi ci ha incontrato non ha dato segni di disappunto, non ha tentato di cambiare percorso, non ha telefonato ai vigili, ma è passato a noi vicino e ha risposto cordialmente al nostro saluto.

Pausa pranzo (Foto di Vittorio)

Che dire per concludere? Una splendida, perfetta, orgogliosa Seconda Giornata dell’Orgoglio Nudista, una bella giornata nudista che ha reso palese come con un atteggiamento nudista aperto e sicuro si possa ottenere una risposta altrettanto aperta e positiva da parte di chi nudista non è.

Grazie a tutti i partecipanti e arrivederci al 2013 per una Terza Giornata dell’Orgoglio Nudista ancora più partecipata e orgogliosa.

Mauro, Guglielmo, Alain, Maria, Simone, Emanuele, Alberto, Sandro, Vittorio (Foto di Vittorio)

Giornata dell’Orgoglio Nudista


Lunedì 19 giugno è la Giornata Mondiale della Serenità Naturista, con riferimento ad essa si propone, in data 5 giugno, la Giornata dell’Orgoglio Nudista andando così a realizzare un doppio evento che coinvolga tutti, ma proprio tutti, nudisti e non nudisti per far conoscere il vero senso del nudismo e la piacevolezza dello stare nudi, del vivere in natura, per la natura con la natura!

Non serve un posto specifico, serve solo un posto tranquillo e defilato dal passagggio di massa: potete farlo a casa vostra, sul vostro terrazzo, nel vostro giardino, in un prato o bosco, in una caletta di mare o lago, lungo un sentiero di collina o montagna, arrampicando o facendo un qualsiasi altro sport all’aria aperta, ma, perchè no, anche in palestra e … in gruppo se c’è disponibilità e accordo.

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