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Fotografare il nudismo


IMG_0635Tema assai dibattuto quello del rapporto tra nudismo e fotografie, le posizioni vanno dall’assolutismo negazionale al libertismo totalizzante. Come sempre rifuggo dalle posizioni estremistiche e preferisco usare la logica e l’intelletto.

Dobbiamo necessariamente partire da alcune premesse…

  1. Il nudismo è mettersi nudi per il solo ed esclusivo piacere di esserlo, una fine esigenza conseguenziale al recupero della elevata sensibilità epidermica propria dell’infante e che ci viene poi estirpata mediante la costrizione famigliare, scolastica e sociale all’abbigliamento.
  2. Per un nudista tutte le parti del corpo hanno la stessa identica nobiltà, sono analogamente pulite, tutte meritano la stessa attenzione e tutte hanno il diritto di fruire dello stesso livello di libertà ed esposizione ai quattro elementi naturali: aria, terra, acqua e fuoco (questo ovviamente da intendersi come sole, luce e calore).
  3. Vivendo nudi si scopre che, fatte salve pochissime eccezioni, qualsiasi attività umana può essere svolta in nudità, al massimo ricorrendo solo ad alcune protezioni, i così detti Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), come d’altra parte è in questi casi necessario fare anche da vestiti.
  4. Come tutte le persone anche il nudista gradisce fissare ricordi ed emozioni; come tutti anche il nudista gioisce nel condividere con altri i propri ricordi e le proprie emozioni.
  5. Un nudista è una persona normale, che vive normalmente come qualsiasi altra persona, che pensa e agisce come fanno tutti, fatto salvo che preferisce abbigliarsi con la sola sua pelle.

Normale… Normalmente … Normalità.

montagna_nuda2Normalità, ecco la parola chiave che deve incardinare tutti i nostri ragionamenti, anche quelli che riguardano il nudismo, anche il rapporto tra nudismo e fotografia. Allora: si fotografa il nudismo?

Certo che si!

Avete mai visto un sito di motociclismo senza foto di motociclisti? Avete mai visto un sito di alpinismo senza foto di alpinisti? Avete mai visto un sito di cucina senza foto di cuochi? Chi segue, ammesso che esista, regolarmente un sito senza immagini? Le regole stesse della comunicazione indicano che le immagini sono, se non proprio indispensabili, comunque fondamentali: il successo di una comunicazione, di un articolo, di un libro, di un sito, sono direttamente proporzionali alla quantità di immagini che li accompagnano.

Chi entra in un sito palesemente nudista, vuoi per il nome del sito, vuoi per le dichiarazioni presenti nella home page, vuoi per ambedue le cose, non può poi lamentarsi se incappa in immagini di persone nude.

Palesato che non ha senso, né dal punto di vista logico né da quello tecnico, un sito nudista senza foto di nudismo e, quindi, di nudisti, la domanda che ora ci facciamo è: come si fotografa il nudismo?

IMG_3769Normalmente!

L’unica risposta possibile è proprio questa: il nudismo va fotografato così come si fotografa qualsiasi altra attività sociale, il nudista si fotografa così come fanno tutte le altre persone.

Avete mai visto un album fotografico di persone in costume che si mettono le mani davanti ai genitali per nasconderne il bozzo? Avete mai visto fotografie di pallavoliste che giocano tenendo le gambe strette per non far vedere il solco della vulva ricalcato dai braghini? Avete mai visto, sempre con riferimento all’ambito tessile, delle foto prese dal basso in qualche modo mascherate per non mostrare i segni esteriori dei genitali? Avete mai percepito in un qualunque album fotografico tessile la rinuncia ad alcune direzioni nell’inquadratura o ad alcune posizioni del soggetto?

Normalità!

Un nudismo senza normalità assume le parvenze del bambino che ruba la marmellata dalla credenza. La foto di nudismo senza normalità esprime quello che esprime il bambino di cui sopra quando viene colto in fallo. Un sito nudista senza normalità appare come il reo che confessa la sua colpa.

Normalità!

Normalità è la parola chiave per tutto e per tutti, nudismo compreso.

Normalità! In tutto e per tutto.

Normalità!

Stone Nudes


Dean Fidelman un fotografo che ha messo assieme tre arti bellissime:
1) la fotografia, con mirabili scatti in bianco e nero
2) l’arrampicata, con plastiche movenze e armoniose posizioni aggrappati a minuscoli appigli su rocce a strapiombo
3) la naturalezza, l’essere totalmente se stessi mostrando al mondo il proprio corpo senza inutili orpelli e stupide barriere, il sentirsi completamente a posto con se stessi e in sintonia con la natura che ci circonda.

La home page

La galleria fotografica

Il progetto “Stone Nudes”

Le immagini nel blog


Un blog di solo testo è certamente pensabile, ma sarebbe probabilmente piuttosto freddo. Leggere testi non illustrati potrebbe risultare noioso o addirittura fastidioso, è sicuramente più accattivante una pagina con, anche poche, belle immagini. Palese che le immagini debbano avere un collegamento preciso con il tema del blog e dell’articolo in questione, meglio ancora se le immagini combaciano esattamente con la parte di scritto che le affianca. Se per argomenti come lo sport o la natura il tutto può essere abbastanza facile, per un argomento quale il nudismo la cosa diventa assai più complessa.

In primo luogo esiste il problema dei soggetti: per documentare adeguatamente articoli sul nudismo è evidente che non possono bastare le foto di spiagge vuote o altre similari, nelle foto devono esserci necessariamente delle persone, nude ovviamente. Le foto di nudo non sono certo una novità assoluta dato che oggi, tra calendari e pubblicità, il nudo è abbastanza usuale, ma rarissimamente si tratta di nudo integrale, vuoi perchè quest’ultimo è meno intrigante del “vedo – non vedo”, vuoi per tutta un’altra serie di implicazioni che il nudo integrale si porta ancora appresso.
In un ambiente pubblico, tipo una spiaggia, il diritto alla privacy impone (non limitatamente al nudo) di pubblicare le foto altrui solo con l’esplicita autorizzazione e, purtroppo, per evidenti ragioni, non tutti concedono tale autorizzazione, specie per una pubblicazione su Internet (erroneamente intesa come unico veicolo di furto delle immagini) e ancora più in specifico se l’immagine ritrae le persone in stato di nudità. Allora posso ricorrere a modelli e modelle, ma se non si è fotografi di grido non è facile trovare chi lo voglia fare, a gratis per giunta. L’autoscatto è una comoda soluzione, ma spesso diventa difficile da gestire e, comunque, può dare l’impressione di volersi autoincensare. Poi non è detto che si sia abili a mettersi nella dovuta posa con la conseguenza di foto poco naturali, se non addirittura inguardabili.

In secondo luogo, dato per risolto il problema precedente, per fare foto di nudo senza essere dei fotografi di grido (e a volte anche questi rischiano) bisogna trovarsi dei luoghi in cui il nudo sia quantomeno tollerato e in Italia questi sono pochissimi. Scatta allora la ricerca di luoghi solitari e reconditi dove sussista la speranza di non venire sorpresi, ma bisogna trovarli adeguati alle esigenze dell’articolo che si vuole documentare, cosa il più delle volte assai ardua.
In casa si possono certo scattare tutte le foto che si vuole: nel chiuso delle proprie mura nessuno può venire a disturbare o obiettare, ma quanto si può documentare con fotografie fatte in casa? Poco!

Mettiamo di aver risolto anche questa seconda difficoltà, ne resta ancora una: come pubblicarle?
Alcuni censurano le foto con dei rettangolini neri sulle parti “problematiche”, ma, sinceramente, l’estetica della fotografia ne viene a risentire enormemente, piuttosto meglio proprio rinunciare alla foto in stato di totale nudità, soluzione però non accettabile per un sito che parla specificatamente di nudismo. Altri censurano mediante sistemi meno evidenti, tipo sfocatura o storpiatura, certamente più gradevoli all’estetica della foto ma ancora incoerenti alla filosofia di un sito che parla di nudismo. Si possono inserire oggetti che vadano a coprire le parti “scomode”, se ben fatto questo può risultare anche esteticamente valido, resta comunque il fatto che si tratta pur sempre d’una censura e la censura si scontra, specie se fatta metodicamente, con l’idea base del nudismo: naturalezza e non turbativa del corpo nudo. In alcuni casi si può evitare la visione delle parti “problematiche” attraverso l’opportuno posizionamento del soggetto o adeguati tagli all’immagine, ma si torna al punto di cui sopra: negli ambienti nudisti non esistono parti “scomode” e non ci si preoccupa di evitare le posizioni o i movimenti che le possano rendere visibili; sarebbe innaturale, sarebbe artificioso e, pertanto, non sarebbe più nudismo.
Un sito di nudismo deve pubblicare foto di nudo integrale, che di per se stesse nulla hanno a che vedere con la pornografia, se non nella mente di chi vuole a tutti i costi vedercela, forse perchè la pornografia è parte rilevante della sua vita o dei suoi desideri più o meno reconditi: la psicologia insegna che chi vede sempre e solo il male è perchè potrebbe avere il male dentro di sè.

In considerazione di quanto sopra, per quanto ci riguarda e riguarda questo blog le problematiche più complesse sono le prime due e pertanto non possiamo garantire che tutti gli articoli saranno sempre illustrati o adeguatamente illustrati. Detto questo, le immagini di nudo, che mai saranno pornografiche, non verranno artificiosamente censurate e non si seguirà la metodica di celare costantemente mammelle e genitali, come detto ambedue soluzioni contrarie all’ideale nudista e non conformi a quanto avviene nella realtà del nudismo. Una realtà che vede tantissime persone e tante famiglie condividere pacificamente e tranquillamente la nudità pubblica, una realtà che vede il nudo assolutamente distinto e diverso dalla pornografia, una realtà che questo blog vuole assolutamente rappresentare, raccontare, evidenziare e far conoscere.

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