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QuindiciDiciotto quattro per sei


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E anche questa quarta uscita del programma QuindiciDiciotto è andata anche se, in quel del Tonale, ci siamo ritrovati in pochi.

IMG_9633Dopo l’uscita al Maniva dove acqua e freddo ci avevano indotti ad un immediato rientro a valle, seppure magistralmente condito da una non breve sosta in un bel locale della zona per una lauta colazione. Dopo la lunga escursione alla conca del Gelo fatta sotto scrosci d’acqua e, nella parte più alta, sferzati da un gelido vento. Oggi giornata stupenda, un sole che spacca le pietre e, sebbene le previsioni dessero una temperatura che al massimo doveva arrivare ai 15 gradi, l’ambiente che a queste quote è completamente scoperto (cioè, nel caso specifico, costituito da cespuglieti di ontani, distese erbose, morene e rocce) è confortevolissimo e l’abbigliamento risulta effettivamente inutile, purtroppo le convenzioni che ancora inibiscono parte della società ci costringono a mantenerlo addosso per un primo tratto accosto alla strada del Tonale.

IMG_9635Interessantissime le molte tracce della Grande Guerra, danno effettivamente il senso delle difficoltà che hanno vissuto i nostri alpini (ma anche gli avversari austriaci) in quelle desolate e alte lande: la stretta vetta finemente lavorata a farne un osservatorio sulla strada del Tonale; i tanti muri di sostegno; piazzole di cresta; il tratto di sentiero letteralmente strappato alla montagna a colpi di mina, piccone e martello pneumatico; le trincee. Deludente la ricostruzione di un camminamento coperto, dalle descrizioni sembrava qualcosa di monumentale invece sono pochi metri e poi appare come una ricostruzione forzata vista la posizione assolutamente coperta alla vista del nemico.

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IMG_9646Raggiunta, in poco meno di due ore, la vetta, su di essa ci fermiamo a lungo ad osservare l’ampio e maestoso panorama che ci circonda: la cresta dei Monticelli (prima linea austriaca) che dal Tonale si alza per poi divallare leggermente al Passo di Presena da dove una nuova più rilevante cresta si alza a formate la Punta del Castellaccio che imponente si erge sopra le nostre teste con il noto Canalino del Dito alla sua sinistra; la Vedretta del Pisgana contornata, sul lato orientale, dalle varie cime della Cresta di Casamadre seguite da Cima Payer, Punta Pisgana, Corno di Bedole, Monte Mandrone, Monte Venezia, Monte Narcanello e Punta del Venerocolo, qui il largo valico del Passo del Venerocolo dal quale il crinale di vette ritorna verso nord a completare la cornice della vedretta: Monte dei Frati, Cima Calotta, Cima di Salimmo, le varie Punte (val Seria, Pozzuolo, Valbione e Intelvi) che portano al più conosciuto Corno d’Aola da dove il crinale divalla verso Ponte di Legno. Sull’altro lato fanno da contraltare i verdi e dolci declivi erbosi del monti che sovrastano il Passo del Tonale sul suo lato settentrionale: Cima le Sorti, Monte Serodine, Cima Bleis, Monte Tonale Occidentale, Cima di Cadì, Cima Casaiole, Punta D’Albiolo, Monte Tonale Orientale (importante caposaldo austriaco); dietro a questi svetta la triangolare pala del San Matteo e alla sua sinistra facilmente si riconosce il Corno dei Tre Signori. Ben visibili anche i solchi vallivi della Val Grande, della Valle di Canè, della Valle di Sant’Antonio; più lontano s’intuisce, ben più profondo, il solco della Valtellina.

IMG_9660Quattro chiacchiere e due panini dopo siamo pronti a riprendere la via di ritorno, per la quale seguiamo una breve variante di cresta che ci permette di percorrere il già citato tratto di sentiero artificiale scavato nella viva roccia a formare una larga cengia. Per il resto la discesa avviene sullo stesso identico percorso di salita.

Al Tonale breve tradizionale sosta al bar per le ultime chiacchiere e i saluti.

Alessandro, Attilio, Marco, Paola, Stefan, grazie per avermi accompagnato in questa nuova splendida escursione ed aver contribuito alla manifestazione sociale di un atteggiamento, il nudo, che la logica della natura vuole più normale dello stare vestiti.

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QuindiciDiciotto, ecco la prima scheda


Per cause di forza maggiore sto procedendo più a rilento degli anni passati, ma procedo, le località e le date sono definite, ho predisposto una nuova scheda di registrazione agli eventi unica per tutti su pagina a parte e ho realizzato la specifica locandina, ora sto lavorando alle schede descrittive delle varie uscite. Pubblicata poche ore addietro la prima, relativa a una interessantissima uscita a carattere culturale: visita al museo della Guerra Bianca di Temù.

Vi aspetto, vi aspettiamo numerosi!

Locandina QuindiciDiciotto 2016 600

#QuindiciDiciotto, elenco delle escursioni


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Grazie alla consultazione dei due pregevoli volumi di Walter Belotti “Dallo Stelvio al Garda: alla scoperta dei manufatti della prima guerra mondiale”, molte sono state le possibili escursioni che ho individuato, tutte molto interessanti, tutte istruttive, mi sarebbe piaciuto metterle tutte a calendario ma dovevo selezionarne solo sei, una al mese, da maggio a ottobre. La scelta è stata alquanto difficile e ci ho messo più tempo di quanto avevo previsto, comunque eccomi qui, ecco l’elenco delle escursioni che andranno a comporre il programma QuindiciDiciotto, entro la fine di marzo pubblicherò tutte le singole schede descrittive, una per ogni escursione.

10 Aprile: visita al Museo della Guerra Bianca di Temù (BS) con pranzo comunitario

29 Maggio: Zona del Maniva (BS), giro delle Colombine

19 Giugno: Traversata Passo Serosine – Passo del Termine in Val del Caffaro (BS)

3 Luglio: Cima del Castellaccio al Tonale (BS)

7 Agosto: Rifugio Prandini – Braone (BS) – Festa del rifugio

9 pom., 10 e 11 Settembre: Passo della Monoccola con soggiorno al rif. Prandini (Braone – BS)

1 e 2 ottobre: Strada delle Gallerie – Gruppo del Pasubio (VC)

30 Ottobre: Anello del Fratone – Tremalzo (BS)

20 Novembre: visita al Museo della Guerra Bianca Adamellina di Spiazzo in Val Rendena (TN) con pranzo comunitario

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Orgogliosamente Nudi 2016, anticipazioni


Si dice che un progetto vada tenuto gelosamente custodito fino alla sua presentazione ufficiale e definitiva, ma le idee a cui sto lavorando sono, per me e a me, talmente belle e appassionanti che non mi riesce di tenerle segrete più a lungo di quanto abbia già fatto, visto che almeno due progetti sono ormai certi, eccovi pertanto un anticipo di quanto verrà preparato e proposto nel contesto del programma “Orgogliosamente Nudi” 2016, programma che sicuramente cambierà nome per meglio evidenziare quello a cui stiamo lavorando: non un mondo di sole persone necessariamente, obbligatoriamente nude, bensì un  mondo dove ognuno possa stare sempre e comunque come meglio desidera, dove il nudo sia visto per quello che è ossia un modo semplice, lecito e naturale di vestirsi.

IMG_7774“Sulle tracce della storia”
(titolo provvisorio)

Dato il periodo dei cento anni dalla Grande Guerra, anche noi c’inseriamo negli eventi di recupero della memoria storica e, dopo l’interesse notato in occasione dei tre incontri già avuti (uno lo scorso anno e due quest’anno) coi manufatti di guerra, proporremo una serie di escursioni finalizzate all’esplorazione delle linee difensive bresciane (dal Gavia al Lago di Garda, attraverso l’Adamello) relative alla Grande Guerra. Saranno uscite di uno o due giorni, di vario dislivello ma tutte prive di difficoltà tecniche più vicine all’arrampicata che all’escursionismo e pertanto accessibili a chiunque abbia un minimo di allenamento al cammino in montagna.

Lo zaino“Marcia del trentacinquesimo”
(titolo provvisorio)

 L’anno prossimo saranno trentacinque anni dall’inaugurazione del 3V, percorso a tappe lungo le creste a cavallo delle tre valli bresciane (Val Sabbia, Val Trompia e Valle Camonica) dedicato e intitolato a mio padre; ho ancora delle perplessità sulla durata in giorni del cammino, le tappe sarebbero nove, tipicamente viene fatto in sette giorni che sarebbero forse troppi per creare un bel gruppo. Dopo aver (quasi) scartato, per ovvi motivi, l’idea che più mi sarebbe piaciuta (farla in unica tratta continua, ovvero 2 giorni senza soste, abbassando le 52 ore di tabella a 48 ore di cammino, ma temo che sarei l’unico a partecipare, sebbene questo potrebbe dare un valore aggiunto all’evento e magari dargli un poco di evidenza mediatica), mi sto indirizzando verso i tre (17 ore di cammino die, dura ma non impossibile per un escursionista ben allenato), quattro (13 ore al giorno, meno dura ma comunque pur sempre accessibile solo a un escursionista ben allenato) o massimo cinque giorni (10 ore die, accessibile anche all’escursionista mediamente allenato, permetterebbe la sovrapposizione con la manifestazione in memoria fatta in Pezzeda, ma maggiori difficoltà organizzative e, credo, di partecipazione). Quasi certa, invece, l’intenzione di non appoggiarsi a strutture ricettive per le soste di tappa: vuole anche essere un’immersione nella natura e pertanto si dorme sotto le stelle.

Al duemila sedici allora, anzi, no, perchè non provate a venire con noi già nelle ultime residue e comunque ancora belle escursioni di quest’anno?

Vi aspetto, vi aspettiamo!

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