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Monica Lewinsky: il prezzo della vergogna


Difficile aggiungere qualcosa, c’è già tutto, è lunghetto ma vale la pena di leggerlo, veramente. Grande Monica!

Al di là del Buco

E’ un intervento molto bello di Monica Lewinsky, con diffusione e traduzione sulla piattaforma Ted.com. Vi invito a seguirlo e leggerlo perché dice tanto sul perché le donne – come le persone gay, lesbiche e trans – siano facilmente vittime di cyberbullismo e di come il cyberbullismo sia responsabile di quel che una persona che ne è vittima può fare, non ultimo tentare il suicidio. Serve che chiunque, sul web, sia responsabile di quel che dice, perché le persone che sono vittime delle vostre lapidazioni online sono, per l’appunto, persone. Buona lettura!

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Avete di fronte una donna rimasta pubblicamente in silenzio per dieci anni. Ovviamente, è tutto cambiato, ma solo di recente.
Diversi mesi fa ho tenuto il mio primo grande discorso in pubblico al summit Forbes 30 under 30: 1500 persone brillanti, tutte sotto i 30 anni. Significa che nel 1998, il più grande tra loro aveva…

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Autointervista: Emanuele Cinelli


Al Passo di Blisie (Foto E. Cinelli)

Ormai tanti sono i siti che parlano di nudismo, ce n’è uno che si differenzia su tutti gli altri, parliamone con il suo ideatore e amministratore: Emanuele Cinelli.

MN – Emanuele, cosa è Mondo Nudo?

E – Beh, un blog!

MN – Si certo, ma ci sono tanti blog!

E – Hai ragione, allora diciamo che si tratta di un sito attraverso il quale posso dare libero sfogo alla mia passione per la scrittura, proponendo diversi argomenti così da soddisfare e coinvolgere un più vasto pubblico. Nel contempo mi mette alla prova facendomi sperimentare i diversi metodi di scrittura: educativa, didattica, informativa, analitica, logica, politica, creativa, poetica, eccetera.

MN – Rileviamo, però, una netta prevalenza degli articoli inerenti al nudismo.

Nudismo, scelta totalizzante

E – Si certo, è stata la base di partenza del blog ed è il fondamento del mio stile di vita, uno stile di vita per il quale ormai da diversi anni sono socialmente impegnato in prima persona, inizialmente come moderatore del sito de iNudisti, poi come suo amministratore, oggi principalmente come caporedattore della rivista elettronica collegata. Ovvio e naturale che questo condizioni in materia rilevante anche la vita di Mondo Nudo.

MN – Perché hai fondato Mondo Nudo?

E – Come detto lo stimolo iniziale è stato il nudismo. Erano già diversi anni che collaboravo attivamente con iNudisti e tale attività mi aveva permesso di acquisire un’ottima conoscenza del movimento nudista e delle relative risorse presenti su Internet. M’ero così reso conto che se all’estero molti erano i siti di vario genere inerenti al nudismo, in Italia oltre a iNudisti c’erano solo i siti collegati alle Associazioni Naturiste e qualche forum. Tra l’altro tutti questi avevano una limitazione intrinseca, invero presente anche nei siti esteri: si rivolgevano essenzialmente a chi già era nudista. Attraverso un’analisi logico-sociale delle varie maturazioni sociali, dei movimenti che nel tempo avevano portato a dei cambiamenti nella società (gli slip da bagno per l’uomo e il bikini per la donna, le minigonne, gli abiti scollati, il voto femminile, la parità dei diritti tra maschi e femmine, l’omosessualità e via dicendo) io avevo ormai da tempo percepito che non esiste successo senza il coinvolgimento degli ambienti esterni a quello specificamente inerente la causa in questione, indi se il movimento nudista voleva realmente ottenere credibilità e spazio doveva necessariamente coinvolgere anche chi nudista ancora non era ed è così che metto in piedi questo blog, per portare la voce nudista dentro la società non nudista.

MN – Quali sono gli obiettivi di Mondo Nudo?

IMG_3364E – Come si può intuire dal precedente discorso l’obiettivo primario è quello di coinvolgere chi non è nudista, quelli che per semplicità noi indichiamo come tessili, nella tematica nudista, nelle problematiche che la riguardano, nel processo di suo riconoscimento sociale, di rivendicazione dei nostri diritti, di acquisizione dello spazio che ci è dovuto. Parallelamente perseguo anche l’obiettivo più generale di evidenziare le principali contraddizioni, lassità, magagne della società odierna, in particolare italiana essendo mia deontologia parlare solo delle cose che conosco bene.

MN – Quanto tempo dedichi al tuo blog?

E – Tantissimo, gestire un blog non vuol dire solo scrivere gli articoli, ma vuol anche dire elaborane e mantenerne l’aspetto grafico, curarne la diffusione, vigilare sullo spam, controllare i commenti e rispondere. Inoltre se vuoi scrivere articoli interessanti e utili devi leggere tanto, devi tenerti costantemente informato, studiare l’arte dello scrivere e del comunicare ed è proprio quest’ultimo aspetto, quello dello studio, a cui da sempre ho dato il maggio spazio possibile e sempre più mi ci dedico con attenzione e dedizione: proprio per l’argomento che impronta il mio blog e per gli obiettivi prefissati, saper comunicare al meglio è fondamentale. Fortunatamente la comunicazione è parte preponderante anche del mio lavoro (il formatore aziendale e scolastico) per cui non devo rubare spazio all’uno per seguire l’altro.

MN – Interessante questo discorso della comunicazione, di preciso quali studi hai e stai facendo? Quali le logiche attorno alle quali ti stai muovendo?

gm6E – Beh, di base mi interesso a tutto ciò che riguarda la comunicazione, certo alcuni argomenti li reputo più importanti e adattai alle mie finalità. Innanzitutto ho studiato e studio la PNL (Programmazione Neuro Linguistica), area della comunicazione che mi ha permesso di perfezionare enormemente il mio modo di scrivere, di renderlo meno dispersivo e più efficiente. Poi seguo con particolare attenzione l’area della comunicazione assertiva. Infine darei evidenza agli studi della specificità della comunicazione on-line, apparentemente una variante della comunicazione in presenza, in realtà è cosa molto diversa a seguito dell’assenza del visivo e di conseguenza della mancanza dei segnali non verbali, segnali che nella comunicazione in presenza permettono di calibrare la trasmissione, di percepire la reazione, di ottenere un feedback anche se l’altro è poco loquace.

MN – E le logiche comunicative?

IMG_DSC7514E – Si, stavo arrivandoci. Per quanto riguarda le logiche comunicative i vari studi fatti mi hanno portato a trasformarmi considerevolmente nel mio modo di scrivere e percepire il mondo esterno, se prima tendevo ad essere aggressivo e lamentoso, ora ho capito che sono due atteggiamenti deleteri: non puoi coinvolgere gli altri se li metti subito all’angolo, se parti dall’accusarli di sbagliare, se inizi da te anziché da loro; per coinvolgere gli altri devi innanzitutto comprenderli, devi tener conto che non esiste una verità assoluta bensì esistono più verità, una per ogni testa come recita un antico proverbio bresciano (tante teste, tante crape). La PNL e l’assertività mi hanno insegnato come prima cosa che spesso è molto meglio porre delle domande che dare delle risposte, poi che è impossibile cambiare le persone, puoi solo tentare di indurle all’auto cambiamento e lo puoi fare solo se invece di opporre barriere alle loro idee, ai loro atteggiamenti, li dai per buoni e aggiungi a questi altre considerazioni positive e propositive. Ho anche compreso che se i tuoi scritti altro non fanno che lamentarsi alla fine la gente smette di seguirti, la gente ama lagnarsi ma è infastidita da chi si lagna sempre e comunque. Collegato a questo il discorso delle scuse. L’atteggiamento comune è quello di accusare gli altri per le cose che non vanno a se stessi, il movimento nudista non è immune a tale atteggiamento, anzi ne è fortemente condizionato. Visto che spesso quegli altri che tu accusi fanno lo stesso con te, finisce che ognuno resta sulle sue posizioni e nessuno cresce, nessuno ottiene quei cambiamenti che desidererebbe ottenere e di cui lamenta l’assenza. Se, al contrario, invece di accusare gli altri, si prova a partire da se stessi, a chiedersi cosa (non) ho fatto io perché le cose siano diverse, cosa posso fare perché cambino, ecco che allora per emulazione anche gli altri tenderanno a fare lo stesso e si potrà addivenire al cambiamento, sia esso personale che sociale. Certo non è facile mettere in partica tutti questi insegnamenti, ma ci si prova e pian piano ci si riesce.

MN – Grazie Emanuele per la chiacchierata e a presto.

Chiare, dolci, fresche acque (Foto Marco)

E – A presto anche a te Mondo Nudo e a presto a tutti i miei fedeli lettori nella speranza che aumentino sempre più e che si convincano che il nudismo è molto più che un modo di prendere il sole, il nudismo è un’evoluzione sociale che coinvolge tutti gli aspetti della vita sociale, da quelli individuali, quali la salute, l’economia e via dicendo, a quelli comunitari, quali l’ecologia, il rispetto, la maturazione, eccetera. La società ha bisogno del nudismo ed è pertanto prioritario sostenere la causa nudista, far sì che il nudo torni ad essere soltanto uno stato naturale dell’uomo e della donna, che la malattia dell’irrefrenabile fastidio del nudo, dell’inaccettabilità del nudo pubblico possa scomparire. Prioritario!

Internet e mobilità


“Vivi in mobilità” questo uno degli slogan oggi più utilizzati per vendere prodotti quali i telefono cellulari ed evoluzioni recenti (iPhone, iPad, SmartPhone, eccetera), uno slogan studiato al fine di farci credere che con tali dispositivi possiamo farci di tutto, di più, ivi compresa la navigazione su Internet.

In realtà, checché se ne voglia dire, è solo una bella illusione, una “truffa” pubblicitaria come tante ne esistono, come quelle belle e ricche immagini sulle scatole dei surgelati alimentari, tanto per citare un esempio noto a tutti.

In ogni strumento ci sono limitazioni intrinseche che inevitabilmente ne limitano la fruibilità o l’usabilità. Navigare su Internet con uno schermo di 3 pollici, o anche 10 pollici, è sì possibile ma o ci si adatta a dover scorrere a lungo le pagine (e sono più unici che rari quelli che lo fanno) o ci si rende conto che i siti vanno visionati con lo schermo di un computer, uno schermo che abbia almeno i 15 pollici di un portatile, ma meglio ancora 17 pollici, se non addirittura 20 o più pollici (io ne uso due di monitor e anche così a volte mi trovo limitato).

Le varie soluzioni ad oggi ideate per permettere la navigazione mediante gli strumenti di mobilità saranno pure efficaci (permettono la navigazione), ma sono per niente efficienti (permettere la migliore navigazione possibile), tant’è che chi ha a che fare con l’interazione via Internet, ad esempio l’organizzazione di eventi con le relative schede di registrazione, sperimenta spessissimo cose che altrimenti non si evidenzierebbero:

  • utenti che domandano cose ben scritte nella pagina sel sito;
  • utenti che chiedono come fare a registrarsi quado il modulo è ben visibile a fondo pagina;
  • utenti che non vedono i messaggi d’errore a seguito di una compilazione inesatta o incompleta del modulo;
  • e via dicendo.

È inutile, dobbiamo ben metterci in testa che possiamo anche voler cambiare la logica delle cose, ma questo non vuol dire che sia materialmente possibile farlo o, quantomeno, farlo al meglio. Magari in futuro ci si riuscirà (penso alla già fattibile sintesi vocale o, meglio ancora, alla non più fantascientifica lettura del pensiero), ma per ora Internet e la mobilità sono in buona parte inconciliabili. Personalmente credo che sia meglio smetterla di sviluppare i siti web secondo i vari standard di mobilità, già perché non ce ne è uno solo, con un notevole e inutile dispendio di risorse, ma dedicarsi con maggior attenzione e professionalità a sviluppare dei siti che siano accessibili (ad oggi molti non lo sono), leggibili (troppo spesso si usano caratteri troppo piccoli o troppe immagini), chiari ( spesso si rilevano troppe parole e troppa prolissità o, al contrario, troppo poco contenuto), veloci (e finiamola con tutte ste animazioni, specie in home page, che dovrebbe aprirsi in dieci secondi e contenere solo quanto sia sufficiente e necessario a far capire al visitatore se è finito nel sito giusto).

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