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Libro “Il mio 3V” di Luca Regonaschi


È sempre difficile fare la recensione di un libro, si rischia di cadere nello scontato, di reiterare nelle cose già dette per altri libri, di scadere nei luoghi comuni e nelle solite affermazioni iperboliche, per mia fortuna di libri ad oggi ne ho recensiti molto pochi, così posso almeno in parte sentirmi protetto, ritenermi parzialmente esente da alcune delle suddette problematiche e procedere con spirito libero.

Inizio estate 2017, vengo contattato da una persona che non conosco e che mi chiede informazioni sul sentiero 3V, sentiero dedicato a mio padre e che ormai conosco alla perfezione visto che ne ho recentemente tentato la percorrenza in tappa unica fermandomi a poco più di venti chilometri dal traguardo, un viaggio per il quale mi sono studiato il percorso, che salvo bevi tratti mai avevo effettuato, nei minimi dettagli, percorrendolo più volte per intero ma a singole distinte tratte. Un lavoro, questo, intenso e interessante che mi ha dato tantissimi insegnamenti evocandomi così l’idea di metterli a frutto, di mettermi a disposizione di chiunque volesse percorrere questo sentiero e così, come appena fatto con altra persona, passo a Luca tutte le informazioni che mi chiede e gli offro la mia collaborazione anche per il seguito.

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Agosto 2017, Luca parte per la sua avventura sul sentiero 3V, lo seguo a distanza per il tramite di alcuni contatti telefonici, gli dipano in tempo reale alcuni dubbi e incertezze, lo sostengo e lo incito. Maddalena, Conche, Sonclino, Vaghezza, Maniva, “dai Luca sei al giro di boa, ora inizia la discesa”. Hai voglia della discesa, ci sono ancora migliaia di metri da fare, anche in salita: è solo una discesa virtuale, quella discesa che ti dipingi nella mente al fine di renderti più agevole il cammino. Luca procede deciso e, pian piano, lascia dietro di sé metri e chilometri: Monte Campione, Monte Guglielmo (l’antico Cölmen poi storpiato nel passaggio dal dialetto all’austriaco degli antichi topografi e da questo all’italiano), Croce di Marone, Almana, Zoadello, Pizzo Cornacchia, Quarone, Santuario della Stella, Monte Peso, Campiani, Picastello. Ecco che ai suoi piedi appare nuovamente la città, l’ultima discesa ed è fatta, s’infila nella stradina ciottolosa che entra tra le prime case di Urago Mella e perviene al suo meritato traguardo. Seppure a distanza esulto con lui per la splendida riuscita del suo viaggio e lo esorto a scrivermi un resoconto da pubblicare sul mio blog, dove, fra le altre cose, ho creato una sezione specifica per il sentiero 3V.

Giugno 2018, Luca, stimolato dallo scritto fatto per il mio blog e trovandosi materiale già pronto, mi chiede l’autorizzazione per utilizzarlo nella realizzazione di un libro: “ci mancherebbe altro, manco devi chiedermelo, è materiale tuo, per me è stato un onore pubblicarlo ma resta tuo e ci puoi fare quello che vuoi”.

Luglio 2018, Luca non perde tempo, giusto il tempo di rivedere gli scritti e aggiungervi qualche appunto sulla storia del sentiero ed ecco che il libro è pronto, il 27 viene ufficialmente presentato presso il Comune di Isorella, suo luogo natale. La sala straborda di persone, molte persone, cento, duecento, forse anche più, ci si deve stringere per far entrare tutti nella piccola Sala Consiliare, Luca è visibilmente commosso da questo afflusso, si aspettava tanti amici e parenti, ma qui ci sono tanti altri, più o meno conosciuti, più o meno sconosciuti, sono strafelice per lui e… per il 3V: tutti e due meritano successo, ambedue meritano siffatta attenzione.

Ma il libro? Ehm, si, il libro. “Il mio 3V – Il sentiero delle Tre Valli bresciane – Secondo me –“ di Luca Regonaschi edito Marco Serra Tarantola. Resoconto emozionale, coinvolgente descrizione che ci accompagna passo passo nelle emozioni vissute, negli incontri fatti, nei dubbi e nelle incertezze, nelle paure, eh si perché ci sono anche queste, e nelle soddisfazioni che un solo percorso a tappe sa creare e donare a chi lo percorre. Luca è un ragazzo solare, aperto, tutto il mio contrario, attacca facilmente bottone e lo si capisce benissimo man mano che si procede nella lettura: rapporti non solo convenzionali coi gestori delle strutture in cui pernotta, amicizie che si formano ad ogni incontro, il coinvolgimento in una festa di compleanno, l’ospitalità notturna di un lumezzanese, i cercatori di funghi della Vaghezza, Sergio e Nicola casualmente incontrati sulle tracce e via dicendo. Lo stile narrativo dello scritto ne rende fluida la lettura, la cominci e non te ne stacchi più, parola dopo parola, riga dopo riga, pagina dopo pagina, anche tu sali e scendi le montagne, anche tu ti perdi nel vortice emozionale e nella fatica, anche tu soffi e affanni chilometro dopo chilometro, anche tu tremi e sorridi, anche tu parli con le persone e la natura, anche tu disegni la tua discesa virtuale e ti incammini felice verso il traguardo, vedi la città sotto i tuoi piedi, percorri l’ultima discesa, entri in Urago e ne calpesti il ciottolato, ammiri con soddisfazione la targa che ne identifica la fine, gioisci del risultato. Un’oretta e volti il retro di copertina desideroso di metterti in cammino, la mente rivolta alla montagna, le gambe frementi di mettersi in moto, il cuore che già pompa per darti energia, una sola parola si visualizza davanti ai tuoi occhi: 3V.

Bravo Luca, un ottimo aiuto alla conoscenza del sentiero 3V “Silvano Cinelli”, la migliore risposta a quella domanda che ti poni nello stesso libro “cosa posso fare per contribuire alla conoscenza di questo percorso?” Ecco non solo ti sei risposto, ma l’hai fatto. Grazie Luca, grazie a nome del sentiero, grazie a nome di mio padre, grazie a nome mio personale e… segnatelo sul taccuino: fra poco ci riprovo io, poi un 3V ce lo facciamo insieme, magari in tappa unica, ma anche a tappe o, perché no, in ambedue le soluzioni (non credo nel 2019, forse nel 2020, la percorrenza a tappe la proporrò nell’ambito degli eventi VivAlpe del mio blog, siete tutti invitati).

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“Il mio 3V” di Luca Regonaschi -presentazione


Dopo la serie di racconti pubblicata su questo stesso blog, Luca arriva alle stampe raccontando tutti i dettagli del suo viaggio sulle tracce del Sentiero 3V “Silvano Cinelli”:

“Il mio 3V – Il sentiero delle tre valli secondo me”
di Luca Regonaschi
Serra Tarantola Editore

Venerdì 27 luglio presso la Sala Consiliare di Isorella (BS), Piazza Roma 4, con la partecipazione del Comune di Isorella e della Sezione di Bozzolo del Calub Alpino Italiano ci sarà la presentazione ufficiale. A seguire un piccolo rinfresco.

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“e poi c’è Cap d’Agde atto secondo” la nuova fatica editoriale di Siman


La storia parte da “e poi c’è CAP D’AGDE… nudismo, nudisti, ipotesi, maldicenze e speranze -I racconti di un pollo-” un libricino in cui l’autore, il mitico Siman, prende la scusa di Cap d’Agde, nota cittadina francese dove il nudo avvolge normalmente l’intera quotidianità, per parlare in modo deliziosamente ironico di tutt’altro. Infatti a Cap d’Agde è riservato solo un capitolo, il penultimo, gli altri sette capitoli sono invece dedicati al racconto di episodi, più o meno di fantasia ma pur sempre riferiti a fatti veri, inerenti il nudismo e i nudisti in genere. La scelta è tutt’altro che balzana come appare, in ambedue i casi si sprecano atteggiamenti ipercritici e “tessilmente” censuratori che isolano una zona d’opinione la quale diviene metaforicamente la Cap d’Agde dei veri naturisti: così come molti nudisti (o, per meglio dire, naturisti come si amano definire una gran parte di tali personaggi) si ergono a paladini delle verità nudiste, oops, naturiste imponendo all’intera comunità (naturista, nudista e tessile) atteggiamenti e pensieri loro (il naturista non mangia carne; il naturista non manifesta pubblicamente atteggiamenti affettivi; il naturista non si depila o, secondo l’opinione dell’impositore di turno, si depila; il naturista non altera il proprio corpo con tatuaggi o piercing; il nudo si pratica solo al chiuso; naturista è l’esempio, nudista è il maiale; e via dicendo), allo stesso modo, fondandosi più sul sentito dire che sull’esperienza personale, molti naturisti (e anche nudisti) si dilettano nel diffondere le più disparate maldicenze su tale cittadina francese, rea di tollerare atti contrari al verbo del naturismo.

Ma Cap d’Agde è veramente come la descrivono? È davvero il ricettacolo della trasgressione sessuale? È effettivamente un malsano esempio di cattiva gestione della nudità?

Siman, anziché fermarsi al sentito dire è andato a vedere, e una volta in zona anziché isolarsi dove i preconcetti potevano restare immutati si è immerso nella realtà del luogo, tutta la realtà, conveniente e sconveniente, piacevole e spiacevole, anziché chiudersi nel cerchio del parlare tra sé e sé o, al massimo, con coloro che la pensano allo stesso modo, si è aperto al dialogo con tutti. Da quest’esperienza arriva questo secondo libricino “e poi c’è CAP D’AGDE… Atto secondo –le istruzioni per l’uso- ovvero: come riuscire a sopravvivere salvando la propria virtù e farla franca (o farsi la Franca)” nel quale Siman, utilizzando ancora la scorrevole formula del racconto e la sua deliziosa ironia, si addentra nei più reconditi meandri della cittadina francese per descriverne tutti gli aspetti e la ricca collezione di frequentatori, approfittando ogni tanto della situazione per inserire frecciatine, ehm, considerazioni più generiche che si riuniscono sul finire in un discorso magari iperbolico (si ritorce contro se stesso) ma comunque serio e veritiero, il tutto senza scadere mai nella retorica degli stereotipi e, quand’ove poteva ad altri risultare necessario, nella volgarità. Ne risulta una lettura non solo oltremodo piacevole e interessante, ma anche educativa, nella quale ogni persona (naturista, nudista o tessile che sia) potrà trovare, a seconda della sua iniziale posizione, conferme o negazioni, ma ancor più potrà trovare spunti di meditazione profonda e non solo su Cap d’Agde!

Anche questa nuova fatica editoriale dell’inesauribile Siman è acquistabile on-line sia in versione cartacea che come e-book; i proventi delle vendite andranno a sostenere le spese web della più grande comunità nudista italiana, e non solo italiana: iNudisti.

Impronte


Un direttore, nove musicisti, dodici melodie… una sinfonia.

Ci sono momenti di alta, altri di bassa, altri ancora che oscillano tra vari livelli sonori. Ci sono tratti filanti e altri meno, parti melodiche e altre romantiche, c’è un’alternanza di suoni che evoca e produce l’alternarsi di emozioni.

In alcuni punti rivedi tè stesso, in altri riconosci familiari o amici, altrove si compongono figure più o meno distinte, immagini ignote, fantastiche o mitologiche.

Amore e dolore, vita e morte, sogno e realtà, velocità e lentezza, emozioni che, una dopo l’altra, si alzano e si abbassano, si creano e si dissolvono, si mescolano e si separano. Tracce subliminali che s’imprimono nella mente. Tracce evidenti che segnano il cammino.

Impronte, impronte di scrittura, impronte di lettura, impronte emozionali, impronte sensitive, impronte.

Impronte… un conduttore, nove appassionati scrittori, dodici mesi, dodici semplici parole espressione di dodici complessi argomenti.

Impronte che man mano vanno a fissarsi nelle pagine di un sito, impronte infine dipinte, eternamente impresse nelle pagine di un libro.

Impronte, quelle che resteranno segnate nel vostro cuore alla fine di questa lettura.

Impronte!


“Impronte” racconti del Circolo Scrittori Instabili, libricino edito per mano e mente di Luca Bonini, Elda Cortinovis, Barbara Favaro, Mara Fracella, Laura Giardina, Giorgio Matteotti, Rossana Mazza, Franco Pelizzari, Giovanni Zambiasi, coordinamento di Barbara Favaro, illustrazioni di Silva Cavalli Felci – Lubrina Editore.

Il libro è acquistabile su IBS, clicca qui per reperirlo direttamente.

Resoconto della serata di presentazione sul sito del Circolo Scrittori Instabili.

Impronte

Recensione di “e poi c’è CAP D’AGDE – I racconti di un pollo”


libsiman

Tutto è un flusso, la vita e le cose della vita sono un flusso, un continuum di eventi fra loro più o meno interdipendenti ma che inevitabilmente vanno a costruire la nostra storia, le nostre esperienze, il nostro modo di vedere e vivere le cose. Così è per l’insieme di noi come per le piccole specificità che compongono il nostro insieme.

Anche i libri sono un flusso, una sequenza di parole che nella logicità sintattica della loro composizione formulano una sequela di discorsi, di opinioni, di racconti, di affermazioni che vanno a costruire il contesto del libro. Così è anche per “e alla fine c’è CAP D’AGDE” dove si racconta il flusso nudista dell’autore da quando si è trovato coinvolto in una visita ad un luogo nudista. Ehm, dell’autore? No, no, c’è il trucco, anche se lo sembra invero non è un racconto autobiografico, piuttosto un puzzle di eventi raccolti qua e là all’interno di alcuni anni di discorsi da forum, e in alcuni casi elaborati dalla fervida fantasia.

Un tassello qua, un altro la, uno sopra, un altro sotto, questo a destra, quello a sinistra, ecco che, uno dopo l’altro, gli eventi vanno mirabilmente a fondersi, intersecarsi, sovrapporsi, allinearsi in un unico avvincente continuum che, più di qualsiasi altra formulazione, illustra minuziosamente il nudismo nei suoi molteplici aspetti: come ci si arriva, cosa vi si cerca, i dubbi, le perplessità, gli apprendimenti, le curiosità, i chiodi fissi, le speranze, le disillusioni, le persone e… Cap D’Agde.

Perché proprio Cap D’Agde? Perché non un’altra delle tante località nudiste? Perché proprio questa che è universalmente conosciuta e riconosciuta più come città della perdizione sessuale che come luogo di sano nudismo? Semplice, Cap D’Agde è forse l’unico luogo nudista estesamente noto anche fuori dallo specifico contesto del nudismo e non esiste nudista che prima o poi non venga in contatto, fisicamente o meno, con tale città, vuoi per i racconti di altri, vuoi per gli articoli dei media, vuoi per le discussioni sui forum. Il flusso nudista, che lo si voglia o meno, porta e/o passa inevitabilmente per Cap D’Agde, innegabile, incontestabile, ineluttabile.

“e poi c’è CAP D’AGDE… nudismo, nudisti, ipotesi, maldicenze e speranze – i racconti di un pollo – “ è un libricino che si legge volentieri, una lettura per tutti, assolutamente tutti, ivi compresi i giovani, i ragazzi e alla fine anche i bambini. Tutti possono trovarci qualcosa di interessante, tutti possono trovarci qualcosa di istruttivo. Tutti, assolutamente tutti possono venirne coinvolti.

Con poco più di cento pagine scritte con caratteri di generose dimensioni, ben leggibili anche da chi non ha undici decimi di vista, si legge facilmente e gradevolmente, si legge in un piccolo lasso di tempo, si può leggere in una qualsiasi pausa del giorno, a casa come sul lavoro, durante l’ora delle merenda, oppure la sera prima di coricarsi, o anche, sulle orme del Don Abbondio di manzoniana memoria, mentre si passeggia.

Un libro che senza volerlo fare finirà per convincervi, una creazione assolutamente realistica, una fantasia del vero che diventa realtà, il racconto di un pollo che racconta tanto, tantissimo anche di se stesso.

“e poi c’è CAP D’AGDE… nudismo, nudisti, ipotesi, maldicenze e speranze – i racconti di un pollo – “ assolutamente da leggere.

Potete acquistarlo su Lulu, sito di supporto per gli autori editoriali indipendenti, i proventi andranno integralmente a supporto delle spese di gestione del sito iNudisti al quale è dedicato e dal quale ha preso spunto.

Potrete presto leggerlo anche attraverso la Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese.

libsiman

Un nuovo libro: “e poi c’è CAP D’AGDE”


Fresco, freschissimo, è infatti di ieri l’avviso della disponibilità di questa nuova fatica editoriale di un infaticabile amico che da tempo bazzica quell’inimitabile comunità de iNudisti alla quale il libro è dedicato.

Centodieci pagine condite di episodi vissuti in prima persona dall’autore, intrise di umorismo e anche di seria considerazione. Una lunga galoppata all’interno di un mondo misconosciuto eppure tanto presente nella società italiana e anche mondiale, il piacere (o il fastidio 🙂 ) di leggersi o di leggere di altri a noi più o meno conosciuti.

Non nasce come guida per chi voglia avvicinarsi alla nudità estesa oltre i soliti pochissimi intimi momenti, eppure può anche esserlo. Non è un manifesto propagandistico a sostegno di uno stile di vita, eppure può anche diventarlo. Non è un romanzo nudista, eppure romanza comunque un mondo. E’ di certo una lettura per tutti!

Ad un costo veramente irrisorio, è acquistabile on-line sia in versione cartacea che come e-book

libsiman

Pubblicata l’antologia “Il Sole è Nudo”


Creata con la partecipazione di tante persone, nudiste e no, è stata pubblicata l’antologia “Il Sole è Nudo”, racconti di nudismo e sul nudismo, una lettura che, al di là dello specifico argomento, mette in campo tanti stili di scrittura ed evoca molte diverse esperienze, una lettura consigliabile a chiunque.

Grazie a tutti i partecipanti, grazie alla Commissioni di Valutazione, grazie agli autori, grazie a chi si è fatto il mazzo per coordinare il lavoro, grazie a Bravi Autori per aver reso possibile questa pubblicazione, grazie a quanti vorranno acquistarla e leggerla. Grazie!

Recensione e link per l’acquisto su BraviAutori

Recensione della “Guida Naturista Italiana” – Sylvia Edizioni


Guida naturista ItalianaIn una società sempre meno propensa a spendere per ottenere informazione, che può spesso gratuitamente reperire con pochi secondi di ricerca su Internet, sempre meno interessata alla carta stampata, che può efficientemente sostituire con l’elettronica di file e dei siti web, l’uscita sul mercato di una nuova proposta editoriale può lasciare stupiti, specie se si tratta di una guida e ancor più dal momento che tratta di nudismo, stile di vita che negli ultimi anni si è visto oltraggiato e osteggiato da una incomprensibile recrudescenza delle ostilità istituzionali, in particolare comunali.

Se, però, guardiamo all’ancor elevato numero delle persone a cui piace sentire nelle proprie mani l’oggetto fisico da cui trae informazione, per non parlare di coloro che, ancor non irrilevanti, amano circondarsi da raccolte materiali di libri, godendo della solo loro presenza, sia essa ordinata sulle librerie, che disordinata su tavoli e comodini; se, invertendo il punto di vista, osserviamo quanto poco risulti efficiente l’elettronica ai fini della penetrazione degli strati politici e istituzionali, ancora molto vincolati al documento cartaceo, ecco che, questo progetto editoriale risulta tutt’altro che inutile e diafano.

Se chi di dovere avrà l’abilità e la sagacia di far circolare la guida attraverso tutti i principali, ma anche non principali, canali informativi istituzionali, quali le biblioteche, giocando sulla curiosità delle persone che entreranno in casuale contatto con la guida, sull’orgoglio politico degli amministratori che noteranno la propria regione o il proprio comune poco o per nulla colorato dalle icone delle presenze nudiste, sublimando, attraverso le pagine pubblicitarie di strutture ma anche di comuni, province e regioni, l’esigenza di visibilità e di crescita economica, questa guida potrà di certo diventare un valido e sicuro strumento di movimentazione dell’interesse al turismo nudista e naturista, una testa di ponte nudista all’interno delle stereotipate barriere istituzionali.

La forza della “Guida Naturista Italiana”, redatta a cura di Carlo Alberto Castellani ed edita da Sylvia, guida di cui si sentiva fortemente la mancanza, è e sarà nella sua strutturazione logica ed editoriale.

Meritevole e importante la scelta di non limitare i contenuti alle sole poche evidenze istituzionalizzate: le rarissime spiagge sulle quali lo stare nudi è ufficialmente autorizzato da delibere del comune di competenza e le poche strutture fagocitate dalla federazione naturista italiana. La guida, infatti, elenca tutto quanto sia stato possibile individuare e rilevare sul territorio italiano, facendo emergere tutto quel sommerso nudo-naturista fino ad oggi tenuto celato e mostrando come in Italia la situazione, seppur sempre carente, sia decisamente più interessante di quanto facessero pensare i numeri da sempre ufficialmente resi noti:

  • ben 38 sono le strutture (campeggi, villaggi, agriturismo, bed & breakfast) che, in vario modo, offrono opportunità per soggiorni e vacanze in stile nudista e/o naturista;
  • addirittura 68 sono le spiagge (marine, fluviali e lacuali) dove il nudo è quantomeno tollerato;
  • solo due regioni, la Val d’Aosta e il Molise, non offrono nessuna opportunità nudista, sebbene sia da rilevare che solo due regioni (Sardegna e Toscana) abbiano un numero di strutture considerabile decente e solo la Toscana superi le cinque unità in merito alle spiagge praticabili in nudità.

La guida si apre con una breve e scontata, ma comunque utile, introduzione sul naturismo, con l’implicito invito all’abbandono delle vesti per scoprire il fantastico e salutare mondo del corpo libero e nudo. A seguire una brevissima disanima sulla incerta situazione giuridica italiana, l’elenco delle associazioni italiane che si occupano di nudismo e naturismo, una paginetta dedicata alla comunità Internet de iNudisti, la più importante realtà nudista italiana non associativa (peccato che la foto usata ad ornamento di questa pagina mostri una modella che indossa delle mutande), un breve sunto delle offerte nudiste italiane e poi… poi le schede specifiche suddivise in tre gruppi, Italia del nord, Italia centrale e Italia del sud, e per regione.

Ogni regione viene aperta con una breve considerazione generale e la relativa cartina iconografica che aiuta a comprendere la collocazione delle strutture e delle spiagge descritte. Strutture e, nel limite del possibile, spiagge sono ampiamente descritte, abbinando al testo varie significative fotografie. Una ricca iconografia arricchisce il tutto e consente di meglio identificare le caratteristiche del luogo illustrato: collocazione, logistica, servizi, attrezzature sportive, accessibilità.

Dopo averne decantato i pregi, vediamone i difetti.

Innanzitutto un difetto che invero sarebbe da considerarsi più un pregio: la guida viola l’alone di segretezza che in alcuni casi si era volutamente creato e mantenuto, rischiando così di passare informazioni a coloro che questi luoghi li volessero utilizzare a fini che nulla hanno a che vedere con il nudismo e il naturismo. D’altra parte non è possibile immaginare una crescita senza che venga prima messa in campo la totale disponibilità, non è pensabile l’accettazione senza la trasparenza, non è credibile che il nudismo possa acquisire spazi e fiducia senza che i nudisti siano disposti a metterci la faccia, quella vera ovviamente.

Si evidenzia poi una non immediata leggibilità della cartina che riassume la situazione italiana: i bollini numerati sono troppo piccoli e, comunque, sarebbe stato più coinvolgente e stimolante un sistema che mettesse immediatamente in risalto la differenza tra regione e regione, ad esempio un sistema a barre o a bolle.

In merito all’iconografia, sarebbe stato opportuno classificare anche le strutture, così come fatto per le spiagge, in ragione della loro più o meno forma nudista: struttura ad orientamento nudista, struttura in cui l’uso del vestiario è ovunque facoltativo, struttura in cui il nudo è tollerato ma non predominante (ad esempio ammesso solo all’interno della sauna o in limitati spazi dell’area esterna), struttura che offre possibilità nudiste limitate (ad esempio solo a gruppi che prenotano l’intera struttura).

Sempre rimanendo sul tema dell’iconografia, il colore utilizzato per riempire le stelline di classificazione delle spiagge è poco evidente, specie per chi non ha una vista perfetta, rendendo non immediata l’individuazione della stessa.

Altro personalmente non rilevo, mi limito solo a suggerire, per un prossimo futuro, di abbinare alla guida un sito a cui gli acquirenti della stessa possano accedere per ottenere informazioni più precise sul “Come arrivare”, visto che, per ovvi motivi di spazio, sulla versione cartacea queste appaiono alquanto scarne e, probabilmente, di pochissimo aiuto per chi non sia pratico della zona. Tramite questo sito si potrebbero poi attivare altri vari e utili servizi, un esempio per tutti: un sistema di aggiornamento in tempo reale della guida stessa.

Che dire per concludere questa recensione? Bravo Carlo Alberto, bravi tutti coloro che hanno collaborato al progetto, ma bravi anche coloro che si metteranno a disposizione per la sua futura crescita; non dimentichiamo i meravigliosi titolari e/o gestori delle strutture che hanno contribuito alla nascita della guida anche solo accettando di comparire nelle sue schede descrittive, speriamo che questo serva da stimolo agli altri operatori turistici per fare altrettanto, così come si spera venga emulato l’esempio del Comune di Camerota che unico, sulla base del mantra “Qui il naturismo è turismo”, ha formalmente supportato la guida con una propria pagina pubblicitaria.

Per informazioni commerciali, aderire alla diffusione e acquisti vedi il sito della “Guida Naturista Italiana”.

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