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Inaugurato #VivAlpe 2017


(Fotografie di Vittorio Volpi)

img_4595Benevolmente accolti da un cielo sereno domenica 22 gennaio 2017 siamo partiti per il nuovo viaggio di VivAlpe, il programma escursionistico ideato da Mondo Nudo al fine di glorificare il pianeta montagna con il piacere del cammino abbinato a quello della più intensa e radicale immersione nella natura. Cielo sereno, dicevo, con un bel sole che prepotentemente, quanto inutilmente, cercava di scalfire la rigida corolla di gelo di temperature sotto lo zero: solo nel pomeriggio e per poche ore si è formato un poco di tepore. Sette sono le persone che si sono registrate, cinque quelle che si presentano alla partenza, purtroppo sono venuti a mancare proprio i due nuovi ingressi, coi quali avremmo veramente desiderato poter parlare, anche per capire cosa li avesse portati da noi: l’articolo che Brescia Today ha fatto su Mondo Nudo e le sue escurisoni, la scheda evento pubblicata sullo stesso media, un altro degli articoli recentemente pubblicati su altri media, l’intervista di Radio Popolare, amici o quant’altro.

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img_4610Con lievissimo ritardo si parte, la salita che si fa subito ripida consente un veloce adeguato riscaldamento per poter poi procedere abbastanza confortevolmente sul lungo ombroso e ghiacciato diagonale che segue, dove le poche salite sono troppo brevi per riscaldare muscoli e corpo. Già alla partenza notiamo un altro gruppetto che si incammina sul nostro stesso percorso, giunti al San Gottardo le presenze estranee si fanno più corpose e ci accompagnano fin quasi alla Cascina Margherita, un pensiero inizia a farsi strada nella mente: che forse abbiano letto il già citato articolo di Brescia Today e siano qui per veder passare i nudisti? Oppure, che dall’articolo siano incappati nel blog e quindi nella relazione dettagliata del Periplo basso della Maddalena, trovandosi così un bel suggerimento per un’escursione domenicale vicina alla città eppur tanto diversa dalle solite? Sarebbe bello, bellissimo se così fosse, ma quando tutte queste persone cambiano strada la speranza svanisce, peccato. Noi si procede per la nostra gelida strada e, rincorrendo man mano le lame di sole che scavalcano il crinale soprastante e scendono verso Nave, raggiungiamo la Cascina di San Vito dove finalmente possiamo levarci una parte degli abiti, si, si, purtroppo solo una parte, e, mentre mangiamo, goderci l’effetto rigenerante del calore solare per poi ripartire con quel nuovo vigore necessario ad incamminarsi sul lungo ritorno verso le macchine.

img_4627

img_4631img_4638Salendo e scendendo al cospetto delle pareti rocciose che formano il versante orientale della Maddalena, tra boschi, parti e campi coltivati, allietati dall’incontro di primizie floreali quali le gialle primule, le violacee pervinche, un cespo di bianchi bucaneve, qualche intrepida viola e tantissimi crochi multicolore, eccoci alle pareti di Santa Lucia dove una ripida salita ci riporta in quota per farci scavalcare i due crinali meridionali della Maddalena, quello delle Poffe e il Triinal. Fiato di calore soffia magistrale sui prati del Trinale, ne approfitta l’amico Vittorio per immolare il suo ritorno al cammino dopo un lungo anno di stasi totale: spogliatosi di tutte le vesti si fa scattare una fotografia, nudo nella nuda natura, felice come solo l’infante quando viene liberato dal cilicio delle vesti, pannolino compreso. Riprendiamo il cammino che per alcuni inizia a farsi pesante e, senz’altre interruzioni, ci avviciniamo sempre più alla città. L’ultima discesa sul ciottolato dell’antica via San Gaetanino ed eccoci all’arrivo, chi più stanco chi meno, ma tutti ugualmente contenti per la giornata passata nel calore dell’amicizia, un calore che, più di quello solare, ha saputo oltrepassare le gelide temperature e scaldaci l’animo.

img_4652Siamo partiti, vestiti e non nudi, ma, come dicevo nell’intervista di Radio Popolare, ci spogliamo quando la situazione lo permette e oggi i sentieri erano tropo frequentati, ci spogliamo quando la temperatura lo consente e oggi era decisamente improponibile: il nudo non è un obbligo, il nudo non è una divisa, il nudo non è un’ostentazione, il nudo è solo una scelta, la normale scelta di normali persone per un normale modo di camminare!

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Alla prossima: 19 febbraio per il più corto e panoramico anello de “le cime di Cariadeghe” in quel di Serle.

Periplo basso del Monte Maddalena (Brescia – BS)


Uno dei panorami

Uno dei panorami osservabili lungo questo percorso

Individuato e percorso già tanti anni addietro quando era ancora solo deboli segni su una carta IGM, l’ho utilizzato per i miei primi allenamenti di TappaUnica3V e rifatto in questi giorni trovandolo assai interessante.

Trattasi di un anello che, partendo dai pressi del centro storico di Brescia e tenendosi costantemente di poco sopra la quota cittadina, combinando fra loro strade, stradine e sentieri effettua per intero il periplo del Monte Maddalena. I lunghi tratti immersi nel bosco consentono la visione di diverse specie floreali, mentre quelli più brevi al libero permettono di allungare lo sguardo sulla città, sulla Pianura Padana che la cinge a meridione e sui monti che ne fanno corolla sui restanti tre lati.

La lunghezza è certamente superiore a quella delle più classiche escursioni, ma il profilo altimetrico, con lunghi tratti sostanzialmente piatti, ne svela il docile carattere adatto pressoché a qualunque escursionista. Se amate la corsa in montagna è certamente il percorso ideale per mantenervi allenati durante i mesi meno adatti alla più alte quote ed è anche un itinerario ben fruibile come primi passi di avvicinamento al trail.

Dati tecnici

  • Zona geografica: Italia – Lombardia – Brescia
  • Classificazione SOIUSA: Alpi Sud-orientali – Prealpi bresciane – Catena Bresciana Orientale
  • Partenza: Brescia, via Pier Fortunato Calvi; parcheggio solitamente non problematico sul lato sud della strada, altre possibilità nelle strade confinanti.
  • Arrivo: coincidente con il punto di partenza
  • Quota di partenza: 164m
  • Quota di arrivo: stessa della partenza.
  • Quota minima: 164m
  • Quota massima: 701m
  • Dislivello positivo totale (calcolato con GPSies): 955m
  • Dislivello negativo totale (calcolato con GPSies): 955m
  • Lunghezza (calcolata con GPSies): 21,33km
  • Tipologia del tracciato: principalmente strade sterrate, a seguire sentieri abbastanza regolari, infine qualche tratto di asfalto.
  • Difficoltà (vedi spiegazione): E3P
  • Tempo di cammino: 7 ore
  • Segnaletica: per buona parte sono presenti segni e tabelle nell’ufficiale bianco-rosso, il tratto finale si sovrappone al sentiero 3V “Silvano Cinelli” ed è pertanto indicato con i relativi segni e tabelle bianco-azzurri, il tratto dal Colle di San Vito a Botticino presenta tabelle segnaletiche ai bivi, il tratto che precede il Colle di San Vito non è segnalato ma comunque facilmente individuabile.
  • Rifornimenti alimentari e idrici: negozi di alimentari in città, i più vicini sono in Piazza Arnaldo e in Via Crocefissa di Rosa.
  • Rifornimenti idrici naturali: a due terzi del percorso si trova una ricca e fresca sorgente.
  • Punti di appoggio per eventuale pernottamento: alberghi della città.
  • Fattibilità diurna del nudo (nella speranza che la normalizzazione sociale della nudità faccia presto diventare questa un’indicazione superflua): scarsa.

Profilo altimetrico e mappa

Si parte con un sensibile salto di quota a pendenza media, poi si prosegue a lungo con lievi variazioni e pendenze di massima leggere fino ad un discreto salto posto a due terzi del percorso al quale segue una breve discesa impegnativa. Si conclude con un tratto facile seguito dall’importante ma sostanzialmente facile perdita di quota finale su strada asfaltata e ciottolato.

GPSies - Monte Maddalena - Periplo basso

Clicca sull’immagine per accedere alla mappa dinamica con profilo

Relazione tecnica

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Inizio di via Goletto

Percorrere verso est per intero la via Pier Fortunato Calvi, ora seguire a sinistra via Maurizio Malvestiti e quando termina andare a destra per via del Goletto. La salita si fa ripida e dopo una curva a sinistra lasciare la strada asfaltata per prendere a destra una stradina a ciottoli (continuazione di via Goletto) che con ampi scalini sale stretta tra una casa e un muro di cinta. Senza possibilità d’errore si prosegue lungo tale stradina che dopo due curve prende direzione est e spiana sensibilmente per arrivare, con visione sul Castello di Brescia e parte della città stessa, nella storica località del Goletto. Attraversato il largo piazzale asfaltato prendere il sentiero (La Collettera) che sale fiancheggiando sulla sinistra il muro di confine d’una villa. Ignorandone le poche diramazioni lo si segue senza particolari problemi d’orientamento fino a sbucare sulla strada asfaltata di Via Buttafuoco. Si scende per tale strada verso sinistra, dopo un centinaio di metri prendere a sinistra uno stretto sentiero che, con lieve salita, porta alla scalinata del Viale dei Caduti con la quale si perviene al piazzale della Chiesa (ed ex convento) di San Gottardo. Dopo una breve sosta per godere dell’ampia vista ammirabile dal lato occidentale del piazzale (parte nord della città con l’inizio della Val Trompia, la Punta Almana e il Monte Guglielmo), aggirare sulla sinistra la costruzione e scendere per viale alberato alla strada asfaltata della Maddalena nei pressi del capolinea dei pulmini urbani (eventuale punto di partenza e arrivo per chi volesse ridurre il dislivello, limitate, però, le possibilità di parcheggio in zona) da dove è possibile ammirare la parte orientale della città e spingere lo sguardo verso la Pianura Padana.

Chiesa del San Gottardo

Chiesa del San Gottardo

Inizio Senter Brusàcc

Inizio Senter Brusàcc

A sinistra prendere una larga strada a ciottoli che ripidamente sale nel bosco. Dopo centocinquanta metri la strada svolta decisamente a sinistra e la pendenza si attenua sensibilmente, si oltrepassa il bel bosco de “Le Farnie” pervenendo al Casì del Termen dove la strada, con ultimo strappo, curva a destra e diviene sterrata (sentiero Gasusì). Seguendo il piano sterrato si perviene ad un primo tornante, subito seguito da un altro dove, con breve ripida salita, la strada entra nel bosco. Dopo un lungo tratto che alterna brevi salite a tratti pianeggianti si esce dal bosco e sulla destra si nota una zona lavorata per le discese in mountain bike, la si oltrepassa e dopo una curva a sinistra si abbandona la larga sterrata per alzarsi un paio di metri sulla destra in prossimità di una grossa pianta (località Rasega; cento metri più avanti lungo la strada principale si perviene alla pozza e alla cascina della Margherita). Ignorando il sentiero che molto ripido sale a destra (sentiero Giordano Giuseppe Bailetti), prendere quello che, pianeggiante, entra nel bosco in direzione est (Pista Forestale della Val Fredda o Senter dei Brusàcc), ad un imminente bivio tenere a sinistra in piano e proseguire, con qualche scorcio tra i rami del bosco sull’abitato di Nave, a mezza costa pervenendo alla piccola Pozza di Valfredda. Si sale a destra per poi svoltare a sinistra, superare una prima valletta e con mezza costa in leggera discesa pervenire ad una seconda stretta valletta pluviale, da qui in discesa si oltrepassa un’altra valletta dopo la quale la discesa si fa più diretta e ripida. Persi una trentina di metri di quota il sentiero volge a destra e riprende a salire superando altri due solchi pluviali. Poco dopo aver oltrepassato (attenzione!) il toboga di una pista di down-hill ciclistico (Susy) si perviene ad un bivio, salire molto ripidamente per il sentiero di destra. Dopo un tratto di falsopiano una ripida discesa ci fa perdere quasi settanta metri di quota, una curva a destra ci immette in un tratto pianeggiante che porta alla strada asfaltata di Muratello, ben nota ai ciclisti per la sua estrema difficoltà e per essere stata teatro di alcune edizioni del Giro d’Italia.

Incontro floreale sul Senter Brusàcc

Incontro floreale sul Senter Brusàcc

Seguire a destra il nastro d’asfalto e con ripida salita procedere fino ad una stretta curva ad esse, nel mezzo della curva imboccare la stradina sterrata che si dirama sulla sinistra (in caso di dubbio procedere lungo l’asfalto fino al vicino tornando dove sulla sua destra un breve sentierino riporta su tala sterrato). Superata la ripida salita di un tratto cementato, proseguire pressoché in piano lungo la stradina ignorandone le diramazioni (che sono tutte o in discesa o in salita). Quando la strada sale ad una ben visibile e vicina cascina con larga zona prativa (cascina Zani) prendere la sterrata che ripidamente scende a sinistra e seguirla fino al primo tornante dove s’imbocca sulla destra un sentiero pianeggiante che in breve porta alla Casina di Pino con limitrofo Roccolo di Monte Salena. Scesi alcuni rudimentali scalini scavati nella roccia si prosegue in piano, dopo poco il sentiero si trasforma in largo sterrato e con breve discesa conduce alla Cascina di San Vito, ottimo punto per la meritata sosta pranzo.

Cascina di San Vito

Cascina di San Vito

Sorgente Beghelogne

Sorgente Beghelogne

Imboccare la strada asfaltata che sale da San Gallo e seguirla in discesa fino al primo tornante, lasciato l’asfalto prendere a destra la larga strada sterrata (via San Vito). Giunti alla prima casa accosta alla strada (sulla sinistra e poco più in basso: Case Oprandi) scendere brevemente a sinistra e prendere la più alta delle due strade che proseguono verso sud. Giunti ad altra casa (località Damonti) dove la strada termina proseguire in discesa per un sentiero che si abbandona quasi subito per risalire di pochi metri sulla destra con un ripidissimo sentiero a prendere altro sentiero. In piano si perviene ad altro bivio, prendere il ramo di sinistra, poi in discesa man mano più ripida costeggiando il lato superiore dei prati di alcune cascine (Busi e Moci) si perviene ad un ulteriore bivio. Tenere a destra in salita, poi in piano si arriva alla Sorgente Beghelogne. Costeggiare a destra la Casina Supili posta subito dopo la detta sorgente, al bivio scendere per asfalto a sinistra oltrepassando il cancello d’ingresso di detta cascina dove la strada svolta a destra e scende con accentuata pendenza. Al primo bivio prendiamo a destra per una strada sterrata in leggera salita che presto si trasforma in largo sentiero. Al primo bivio andare in discesa a sinistra pervenendo in pochissimi metri alla via Maddalena che seguiamo verso destra fra i campi finché, all’inizio di una ripida discesa cementata, sulla destra diparte un sentiero. In piano si prosegue lungo il sentiero attraversando un ampio prato con vista su Botticino e Rezzato e poi, dopo un lungo mezzacosta nel bosco, una valletta. In prossimità di un capanno da caccia alzarsi per sentiero sulla destra pervenendo in breve ad una strada sterrata che si segue a sinistra. Dopo una breve ripida discesa la strada s’immette su altra sterrata, prendere in salita a destra, poco dopo il tracciato si fa più stretto trasformandosi in sentiero che, con lungo traverso verso sud, raggiunge la Bassa del Fieno per poi risalire, con alcuni tornanti e un ultimo ripidissimo tratto, al crinale meridionale del Monte Maddalena.

Pozza Darnei

Pozza Darnei

Medaglioni e via San Gaetanino

Medaglioni e via San Gaetanino

Scendere pochi metri a sinistra lungo il crinale per imboccare a destra il sentiero che costeggia a monte la Pozza Darnei (Sentèr dei Caài), con lungo piano e panoramico (ampia visione sui laghetti di San Polo e la Pianura Padana) traverso procedere verso ovest oltrepassando una pozza (Pozza Zezia) dove il sentiero sempre pianeggiante prende direzione sud e, con altro tratto panoramico, porta al Triinal, largo costone erboso che sovrasta l’abitato di Sant’Eufemia. Per ripido e rovinato sentiero scendere lungo tale crinale fino alla seconda grande piramide di sassi, qui a destra prendere il sentiero pianeggiante che riprende direzione ovest (nord-ovest per la precisione). Alternando salite e discese anche piuttosto ripide il sentiero attraversa diversi valloncelli pluviali e raggiunge un tornante della strada asfaltata della Maddalena. Seguiamo l’asfalto a sinistra in discesa, oltrepassando il capolinea dei pulmini al Gottardo e la strada da cui siamo arrivati durante la salita. Dopo circa un altro chilometro e mezzo di discesa siamo in località Medaglioni dove sulla sinistra si stacca una larga strada a ciottoli (via San Gaetanino) che prendiamo scendendo ripidamente tra le case. Dopo pochi metri si perviene a un bivio, andare a destra in forte discesa e, oltrepassando un sottopasso e un tornante della strada asfaltata, seguiamo fedelmente il ciottolato fino al suo termine nei pressi di un altro tornante della strada asfaltata. Sulla destra scendere una breve larga scala, ancora alcuni metri di discesa su ciottolato e si perviene nuovamente all’asfalto che seguiamo a destra in discesa. Giunti al piccolo piazzale alla base della discesa (punto di partenza del Sentiero 3V “Silvano Cinelli”, centocinquanta chilometri di sentieri che, superando quasi novemila metri di dislivello, percorrono tutto il crinale che circonda la Val Trompia separandola dalla Val Sabbia e dalla Val Camonica, le tre principali valli bresciane) proseguire verso nord imboccando a destra via San Rocchino che si segue fino a rientrare al punto dove abbiamo parcheggiato l’auto.

Il Triinal

Il Triinal con una delle piramidi di sassi, sullo sfondo le case di Sant’Eufemia

Tabella di marcia

I tempi indicati sono stati personalmente verificati sul posto tenendo conto di quella che è da considerarsi l’andatura ottimale per un escursionismo agevole e, nel contempo, sicuro, vedi spiegazioni dettagliate. In alcuni casi le mie indicazioni temporali differiscono (solitamente in più) da quelle delle tabelle ufficiali.

Punto di passaggio Tempo del tratto (ore:min)
Brescia – via Pier Fortunato Calvi 0:00
Goletto 0:15
San Gottardo – fermata pulmini 0:30
Rasega di Cascina Margherita 0:40
Cascina di San Vito 1:40
Pareti di Santa Lucia – incrocio sentiero che sale da Botticino Sera 1:10
Pozza Darnei 0:25
Triinale – bivio sentiero San Gottardo 0:40
San Gottardo – fermata pulmini 1:00
Brescia – via Pier Fortunato Calvi 0:40
TEMPO TOTALE 7:00

 

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