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Vergogna del corpo? Risolvila!


Se questa foto ti provoca fastidio sei condizionato… chiediti perchè non spogliarsi e risponditi sinceramente.

Se in questa foto vedi solo i genitali sei sesso centrico… guarda oltre, concentrati sul resto del tuo corpo.

Se in questa foto vedi solo il nudo hai un cattivo rapporto con il tuo corpo… prova una giornata domestica senza vestiti.

Se questa foto ti lascia indifferente sei mentalmente normalizzato nei confronti del corpo nudo… passa ai fatti.

Se in questa foto vedi l’azione del cammino sei pronto a spogliarti… fallo.

Se in questa foto vedi la naturalezza, la semplicità, la libertà probabilmente ti sei già spogliato qualche volta… benissimo, rifallo con maggior frequenza.

Se in questa foto vedi l’armonia è quasi certo che già hai sperimentato la nudità sociale… bravo, continua così.

Se questa foto ti invoca sensazione di libertà, di salubrità, di normalità è palese che sei già normalizzato alla nudità sociale… ottimo, diventane un promotore.

In ogni caso seguimi: leggimi su questo mio blog e partecipa alle escursioni di VivAlpe.

Il nudismo può crescere solo se…


Diciamocelo apertamente, affinché un movimento, qualsiasi esso sia, possa crescere è necessario che nessuno si vergogni di farne parte, che nessuno ne nasconda l’appartenenza, che tutti gli appartenenti ne siano, direttamente o indirettamente, dei divulgatori. Non c’è verso, la rinormalizzazione del nudo mai verrà perseguita se gli stessi che già l’hanno guadagnata tengono, come succede troppo frequentemente, comportamenti controproducenti:

  1. non ne parlo;
  2. non lo comunico a nessuno, nemmeno a familiari, parenti e amici stretti;
  3. lo pratico solo nei villaggi nudisti o, quantomeno, nei luoghi all’uopo allestiti e ufficialmente riconosciuti;
  4. lo pratico solo all’estero;
  5. sono sempre guardingo;
  6. mi rivesto non appena appare l’ombra di qualcuno, anche se costui si è già accorto che sono nudo;
  7. non voglio apparire nelle foto (salvo poi piazzarsi sempre nel mezzo dei gruppi).

Questi e altri sono tutti messaggi che portano chi li percepisce a dirsi: “perché devo mettermi nudo se poi devo vergognarmene o devo vivere nella costante paura?”

Signori naturisti e nudisti, invece di lamentarsi, invece di dare colpa ai tessili e alle istituzioni, dovete cambiare voi, bisogna mettersi in gioco, tutti nessuno escluso. Certo con (non troppo) oculata moderazione, con (non eccessivamente) cauta progressività, ma bisogna tutti uscire allo scoperto, bisogna tutti aggredire la società, bisogna tutti manifestare il proprio orgoglioso diritto alla normalità.

Non c’è altro modo!

Rinormalizzare il nudo, quale strategia


Difficilmente avremo la rinormalizzazione del nudo finché proprio coloro che, in qualsiasi misura, lo praticano:

  • useranno termini impropri per riferirsi alla nudità;
  • tenderanno a differenziarsi da coloro che non la praticano;
  • continueranno, più o meno consciamente, a vedere e propagandare la nudità come un atteggiamento inadatto alla generalizzazione sociale, quindi da isolare in specifici contesti ben segnalati e delimitati;
  • negheranno o dubiteranno del suo valore educativo e curativo;
  • parleranno e scriveranno di cosa non sia la nudità invece di concentrarsi sul dire e scrivere cosa essa è.

Alla rinormalizzazione del nudo non servono l’autocensura, la vittimizzazione e un falsato concetto di rispetto.

Alla rinormalizzazione del nudo servono persone convinte, decise, sicure e positive!

Rinormalizzare il nudo


Per rinormalizzare il nudo c’è bisogno di nudo e…

non bisogna farsi dominare dalla paura d’essere giudicati;

non bisogna nascondersi dentro immagini senza testa e dietro parole alternative;

non bisogna aver paura di utilizzare parole come nudo, nudità e nudismo.

#nudiènormale #nudièmeglio

Che schifo il nudo!


 

Proposta indecenteSocial, quotidiano generico, post sul nudismo, tra i diversi commenti positivi o indifferenti ne spicca uno di una ragazza: “ma che schifo, proprio mi darebbe fastidio se in spiaggia mi trovassi a fianco un uomo con la banana al vento o una donna con la topa in bella mostra”. Ci si potrebbe immaginare una ragazza che disprezza il sesso e che vive nello stile di una suora di clausura e invece no, invece scopro che apprezza le foto e i post sul sesso, che pubblica lei stessa materiale di questo tipo, che utilizza normalmente un linguaggio scurrile! E allora, che forse il pene va mostrato solo quando è turgido e la vulva solo quando è bagnata?  Che forse mentre si sta facendo sesso il corpo è diverso da quello di quando si è tranquillamente stesi nudi in una spiaggia o di quando si cammina per un sentiero o di ogni altra situazione che non abbia nulla a che fare con l’attività sessuale? Suvvia!

#nudiènormale #nudièmeglio

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