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Di tutto di più contro la nudità sociale, ma…


Quanto segue è una non mediata raccolta di affermazioni relative al nudismo. Per qaunto in alcuni casi possa sembrare incredibile, sono tutte reali, cioè le ho io stesso sentite pronunciare o le ho personalmente lette sui forum e sulle reti sociali. Per ognuna ho inserito un mio commento, non tanto per rispondere alle palesi falsità o alle stupide offese, non ce n’è bisogno, ma per aiutare chi non è nudista a comprendere la realtà del nudismo e chi è nudista a rafforzarsi nella propria verità.

Bella immagine di felicità, ma dovevano essere vestiti.

Si tratta di un commento su Youtube al video di una mamma che, coperta dall’acqua fin quasi alle spalle, danza nella piscina di un villaggio nudista tenendo in braccio la figlia.

Perchè mai dovevano essere vestiti? Evidente la volontà di non accettare l’evidenza (il nudo rende felici genitori e figli di certo quanto ma magari anche più dei vestiti) o/e di trovare a tutti i costi qualcosa da ridire.

Poveri bambini costretti a vedere tutti quei cosi ciondolanti.

Altro commento su Youtube a un video su una festa nudista, ma ne ho letti altri anche sulle reti sociali.

Il fatto di usare termini aspecifici per fare riferimento al pene o alle mammelle la dice lunga sul cattivo rapporto che ha costui e hanno costoro con il corpo proprio e altrui, detto questo è facile osservare che i bambini, finché non vengono diversamente e forzatamente condizionati dai genitori, si trovano a loro pieno agio nella nudità e proprio non badano alla nudità altrui, ivi comprese le parti ciondolanti.

I documentari sugli animali sono sempre istruttivi.

Commento a un video che illustra un villaggio nudista francese e che vorrebbe chiaramente risultare offensivo verso i nudisti, mentre dimostra solo l’ignoranza di chi l’ha scritto o di chi la pensa allo stesso modo.

Evidentemente costui si crede un vegetale o un minerale, oppure, più probabilmente, ha studiato poco o nulla le scienze naturali: in natura esistono solo tre regni (animale, vegetale e minerale) e gli esseri umani, volenti o nolenti, nudi o vestiti che siano, appartengono al regno animale.

I vecchi, i ciccioni, i brutti dovrebbero avere la decenza di stare vestiti.

Ho raggruppato vari commenti in uno solo.

Affermazione discriminatoria generata da una visione sesso centrica del corpo (tramite le reti sociali è abbastanza facile appurare che costoro siano abituali frequentatori dei siti pornografici) e palese l’intenzione di offendere chi pratica il nudismo. Le due cose portano a suggerire a costoro innanzitutto di applicare a se stessi la decenza (pornografia e offese sono sempre indecenti, stare nudi no) e poi di regalarsi una lunga e altamente istruttiva, nonchè salubre, immersione nel nudo sociale.

Le spiagge nudiste attirano guardoni.

Vero, ma non per volontà dei nudisti che, al contrario, li allontanano. Per altro i guardoni sono presenti anche in luoghi frequentati solo da persone in costume da bagno o vestite dove spesso nessuno li allontana. Bisogna però chiedersi cosa ha generato le turbe sessuali che spingono alcune persone a diventare guardoni ed è facile capire che sono stati i tabù del corpo. L’esposizione alla nudità, annullando tali tabù e rieducando alla corretta sessualità, porterà inevitabilmente alla sparizione (guarigione) dei guardoni.

I nudisti sono per metà esibizionisti e per metà guardoni.

Assolutamente falso dato che in un ambito dove tutti sono completamente nudi si vede ma, inevitabilmente, non si guarda e dove nessuno guarda l’esibizionista si sente fuori posto e si allontana, o perde la sua tendenza esibizionistica: il nudismo è medicina per questi e altri mali sociali.

Tutti scambisti.

Innanzitutto l’utilizzo di “tutti” è sempre sbagliato: tutti non li puoi conoscere. Detto questo, inutile negarlo, vero che anche tra i nudisti ci sono scambisti e che alcuni scambisti amano la nudità sociale, d’altro canto non tutti gli scambisti sono nudisti. Per altro gli scambisti sono ovunque, magari anche tra i vostri colleghi, amici o famigliari.

Pervertiti e pedofili.

Sinceramente questi sono molto più numerosi fuori dagli ambiti nudisti: il nudismo è prevenzione e cura delle devianze sessuali.

Quelli che ce l'hanno corto possono fare a meno di mostrarlo, nessuna se li fila.

Visione sessocentrica e, comunque, non ci si mette nudi per trovare compagnia sessuale.

La gente scappa da quel posto per colpa dei nudisti.

Classica scusa addotta, anche dalle istituzioni, per agire contro il nudismo; viene però sconfessata dall’alto numero di presenze vestite nei luoghi dove i vestiti sono facoltativi e anche nelle spiagge nudiste pubbliche: essendo, per legge, aperte a tutti tantissimi sono i non nudisti che, senza nessunissimo problema, vi transitarvi o vi si fermano.

Maledetti nudisti, m'impediscono di frequentare quella spiaggia che a me piace tanto.

Nei luoghi nudisti privati, villaggi e qualche spiaggia, come meccanismo di autoprotezione e autodifesa dalla forzata e talvolta violenta invasione dei vestiti, spesso vige l’obbligo alla nudità e questo in effetti risuona come una limitazione d’uso a chi nudo non vuole stare, ma la stragrande maggioranza delle spiagge nudiste pubbliche, ufficiali o no, è liberamente fruibile da chiunque, nudo o vestito che sia. Consideriamo anche che i luoghi nudisti sono molto pochi e sempre di limitata estensione, chi non vuole stare nudo o non vuole vedere persone nude ha, ovunque, a disposizione una grande estensione di spiagge e di territorio. La vera limitazione della libertà personale è che, con un trattamento “due pesi, due misure”, il nudo non è ammesso o è addirittura palesemente vietato fuori dai luoghi ad esso specificatamente dedicati. Appare così chiaro essere vero il contrario di quanto espresso dall’affermazioe in esame: per colpa dei non nudisti la stragrande maggioranza del territorio risulta indisponibile a chi vuole starsene tranquillamente, semplicemente e salubremente nudo.

Per colpa dei nudisti non posso portare i miei figli in quella spiaggia.

Già detto, i bambini non hanno nessunissimo problema con la nudità, casomai sono i genitori ad averne, ad aver timore che i figli possano desiderare di mettersi a loro volta nudi (estremamente probabile per bimbi sotto i sei anni), ad aver paura di eventuali domande scomode da parte dei figli.

Vergogna, mostrare il proprio corpo ad altri.

Ci rendiamo conto di dove alcune correnti di pensiero ci hanno portati? Aver vergogna del proprio naturale corpo? Vergogna, piuttosto, di aver vergogna del corpo.

Ci sono stati nudisti, non posso più andarci io.

Perché? Qual’è il problema?

Mi dovete pagare pulizie supplementari: dovrò pulire a vapore tavoli, sedie e pavimenti, lavare più volte le tovaglie.

Richiesta che mi è stata fatta da un ristoratore quando gli ho chiesto se ci concedeva la sala per una cena nudista: chissà cosa pensava facessimo! In ogni caso, il corpo nudo è sicuramente più pulito e igienico dei vestiti, non sono necessarie pulizie straordinarie.

Mi fate scappare i clienti.

Questione tutta da provare, stando alle esperienze fatte nessuno dei locali che ci ha accolto o che ha accolto altri nudisti ha poi dovuto lamentare un calo di presenze, anzi, ha trovato nuova clientela nei nudisti che sono tornati anche da vestiti.

Questo è un luogo di cultura non potete mettervi nudi.

Frase che ci è stata rivolta come motivazione per negarci la nudità durante una nostra esclusiva visita a un museo. Invero, come testimoniato dai sempre più numerosi eventi nudisti tenuti presso musei o teatri, la nudità è cultura: la cultura di un sano rapporto con il corpo.

Questo è un luogo sacro bisogna dargli rispetto.

Affermazione che si trova sempre più spesso appesa fuori da chiese e santuari con evidente riferimento alle minigonne, ai top, ai torsi nudi, figuriamoci cosa potrebbe succedere per un nudo integrale. Questi parroci dimenticano la sacralità del corpo che fa peccato del suo celare non del suo mostrare, dimenticano che Gesù si mise nudo per farsi battezzare e che, per molti secoli, il battezzo si faceva stando nudi, dimenticano che la nudità era, e sarebbe ancora, forma di devozione e rispetto (vedi episodio di San Francesco), trascurano le tante statue e i tanti dipinti presenti nelle chiese dove domina la nudità.

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Gli verranno tette e scroto flaccidi.

Mi spiace dirvelo ma vengono anche stando vestiti.

Non è igienico.

Tutt’altro, è molto più igienico che stare vestiti e lo hanno dimostrato vari studi scientifici.

Che fastidio la sabbia dappertutto.

Invero da nudi la sabbia, non compressa e strisciata dal costume, non provoca assolutamente nessun fastidio. Poi asciuga molto più rapidamente e, quindi, resta attaccata alla pelle per molto meno tempo.

Ti si infila la sabbia negli orifizi.

Questo può succedere solo per bocca, occhi, orecchie e naso, che sono scoperti anche per i non nudisti. Nell’ano, nell’uretra e nella vagina la sabbia può arrivarci solo se ve la si spinge dentro a forza, e questo è caso mai provocato dalla pressione del costume.

Dulcis in fundo, l’affermazione più balzana che abbia letto. Giuro, letta su Youtube a commento di un video su un villaggio nudista nell’ interno della Francia che ha la spiaggia lungo un fiume, ma letto e sentito anche in altre occasioni….

A fare il bagno nudi gli si infilano pesciolini, serpentelli e vermi su per la fica e l'ano.

Ma dai, non è possibile credere a cose di questo tipo: narici, orecchie, occhi e, orifizio più grande in assoluto, bocca sono decisamente più accessibili e in posizione meno protetta eppure non ricevono tali sgradite visite.

VivAlpe 2022: programma definitivo


Le giornate si stanno sensibilmente allungando preannuinciando che la buona stagione è vicina e presto inizieremo con le nostre camminate in montagna. Dopo l’anteprima ecco il programma definitivo e completo di VivAlpe 2022 e presto inizieranno a comparire, nella pagina Eventi, anche le schede descrittive.

Vi aspetto numerosi e… fate pubblicità, anche e soprattutto a chi ancora esita a mettersi nudo o proprio non ne vuole sapere: più saremo, più si potrà osare, più risulteremo coinvolgenti, più si attiverà l’interesse sociale, compreso quello dei media e delle istituzioni.

Ciao

Anteprima VivAlpe 2022


Lo so che attendete in grazia l’avvio della buona stagione per iniziare con le nostre camminate in montagna, per placare l’impazienza (uhm… o incrementarla?) ecco l’anteprima del programma VivAlpe 2022.

Vi aspetto numerosi e… fate pubblicità, anche e soprattutto a chi ancora esita a mettersi nudo o proprio non ne vuole sapere.

Ciao

VivAlpe 2022


Siamo ormai alla fine anche di questo 2021, sarebbe l’ora di pensare al programma VivAlpe 2022 ma l’impegno di organizzare escursioni, nel modo in cui lo faccio io, è particolarmente gravoso e richiede parecchi giorni di lavoro per ogni uscita, di contro la risposta partecipativa in questi ultimi cinque anni si è ridotta notevolmente e non solo nei mesi meno propizi alla nudità. Aggiungiamoci che organizzare e condurre tali escursioni non è il mio lavoro, sono momenti rubati al mio esiguo tempo libero e nonostante questo sempre più spesso c’è chi pretende un servizio che non può essitere, chi chiede con insistenza quelle informazioni già facilmente rilevabili dalle esaustive schede descrittive, chi vuole una programmazione su sua misura, chi contesta luoghi e percorsi. Preso atto di ciò, valutato il relativo effetto stressante, considerate le questioni legate alla vita lavorativa e privata che si ripetono o si preannunciano, ho dovuto pertanto prendere la per me gravosa decisione di rimandare la programmazione: i mesi invernali resteranno esclusi dal programma VivAlpe 2022, vedrò come mi butta e magari ad aprile si parte, di sicuro l’estate sarà coperta. Chi accetta l’improvvisazione può pur sempre contattarmi attraverso uno dei tanti canali diretti disponibili (form di contatto, Telegram, WhatsApp, e-mail, cellulare) e accodarsi alle escursioni che andrò pur sempre facendo con cadenza spero settimanale.

Ciao e grazie!

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