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Il contesto giusto


Post su Twitter dii una donna… “Ma c’è ancora qualcuna che si mette in topless?” … “Questione di moda” … “Io mi sento più libera e frequento anche luoghi nudisti” “Accettabile purchè praticato nei contesti giusti”.

Argggghhhhhh!

Di grazia quali sarebbero i giusti contesti per dare libertà alla cosa più naturale che esista al mondo: il nostro corpo? Caso mai ci sono e dovrebbero esserci solo dei (limitati) contesti in cui è opportuno coprirlo il corpo, ad esempio lavorando a un altoforno, oppure camminando su un complesso ghiacciaio, o, ancora, nelle situazioni di bassa temperatura.

Ci rendiamo conto di dove siamo arrivati? Millenni di sana e semplice nudità sociale improvvisamente annullati dalle esigenze di potere di qualche personaggio (il controllo delle masse si ottiene creando paure e offrendo un riparo a queste).

Ci rendiamo conto di dove ci siamo arenati? Siamo stati capaci di ripudiare complessi condizionamenti religiosi e sociali, ad esempio quelli sul sesso senza matrimonio, e non riusciamo a ripudiare quello più assurdo che esista, quello più inaturale, quello, per altro, più facile da superare: la negazione della dignità del corpo nudo.

Basta, bisogna dire basta, l’ora del cambiamento in tal senso è più che superata: è necessario ridare al corpo la sua sana e naturale dignità, diamo l’esempio e non facciamoci intimorire!

#nudiènormale #nudièmeglio

Rinormalizzare il nudo, quale strategia


Difficilmente avremo la rinormalizzazione del nudo finché proprio coloro che, in qualsiasi misura, lo praticano:

  • useranno termini impropri per riferirsi alla nudità;
  • tenderanno a differenziarsi da coloro che non la praticano;
  • continueranno, più o meno consciamente, a vedere e propagandare la nudità come un atteggiamento inadatto alla generalizzazione sociale, quindi da isolare in specifici contesti ben segnalati e delimitati;
  • negheranno o dubiteranno del suo valore educativo e curativo;
  • parleranno e scriveranno di cosa non sia la nudità invece di concentrarsi sul dire e scrivere cosa essa è.

Alla rinormalizzazione del nudo non servono l’autocensura, la vittimizzazione e un falsato concetto di rispetto.

Alla rinormalizzazione del nudo servono persone convinte, decise, sicure e positive!

Perché vivere nudi?


Ci possono essere tante motivazioni che inducono a spogliarsi la prima volta e ne ho già parlato, ma c’è un solo grande motivo per il quale, dopo la prima volta, si continua a stare nudi: perché è semplicemente e superbamente normale!

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