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Primi raggi dell’ultimo sole


Alba dell'ultimo giorno dell'anno

Alba dell’ultimo giorno dell’anno

Alle otto meno un quarto questa mattina sono uscito di casa per fare il mio solito giretto col cane. Ma questa mattina c’era qualcosa di speciale nell’aria: era l’ultimo giorno dell’anno. Ho preso con me la macchina fotografica e il cavalletto perché volevo farmi una foto col sole nascente. Le auto parcheggiate erano tutte brinate e così i campi, i prati, i tralci delle viti: la temperatura era attorno allo zero, le pozzanghere eran gelate.

In giro non c’era anima viva… a parte due cacciatori. “Ma che importa, tanto mi spoglio lo stesso!” Ero infatti deciso a farmi una foto da nudo. Deciso voleva dire che non mi sarei fatto condizionare da quel che presumevo sarebbe stata la loro opinione: “col freddo cane che fa, si spoglia nudo per una foto: è proprio vero quel che dice il proverbio ogni matto fa il suo atto”.

Piazzato il cavalletto, provata l’inquadratura, aspettavo che il sole sorgesse completamente da dietro le basse colline dell’orizzonte. I cacciatori andavano e venivano tra i filari. Quando sono passati vicino a me, non mi ero ancora spogliato, e ci siamo salutati come persone civili. Fossero anche passati qualche minuto più tardi, già pronto per farmi la foto, non mi sarei rivestito e li avrei salutati egualmente: quel che facevo non era nulla di illegale, offensivo, provocatorio… Riguardava solo me. Il fatto che stessi facendo degli autoscatti da una parte mi dava un alibi “artistico” che la Costituzione mi riconosceva, dall’altra poteva fornire una plausibilità al fatto che fossi nudo. Se mi avessero visto nella bella stagione passeggiare spensierato nello stesso vigneto vestito di niente, non sarei stato così facilmente accettato… Forse. Infatti non credo ci aiuti, in generale, metter sempre le mani avanti, e interpretare preventivamente le reazioni altrui, né aspettarsi che siano sempre negative. Nell’immediato può anche darsi, ma veder uno che in tutta tranquillità si fa un autoscatto da nudo come la cosa più normale del mondo penso dia a tutti un poco a riflettere, sia un po’ contagiosa e rimesti le credenze e i pregiudizi che pensavamo inossidabili. Penso…

Ma quando alla fine i primi raggi del sole mi raggiunsero, con tutto l’arancione che stava scoppiando nel cielo, i cacciatori eran lontani. “I primi raggi dell’ultimo giorno” pensai. E subito dopo pensai all’indifferenza del sole per il nostro calendario… sebbene sia lo stesso sole a determinarlo!

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