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Prince of Denmark, Naked in New York


“L’hanno potuto fare solo perché sono donne”!!! Ci si potrebbe rilevare un atteggiamento maschilistico, una rivalsa tesa a sminuire la forza delle donne, di certo troppo spesso la gente parla solo perché ha la bocca e scrive solo perché ha una tastiera, in ogni caso bene hanno fatto a dare una risposta così forte e precisa. Grandiiii!

The Outdoor Co-ed Topless Pulp Fiction Appreciation Society

IMG_6346Last summer, we produced an all-female, all-nude staging of Shakespeare’s final play, The Tempest, outdoors in Central Park, and it was a huge success: hundreds of people came to see the play in person, and millions more — literally — read or heard about it in media coverage ranging from NBC News and Salon to every major newspaper in the U.K. (They love it when Americans experiment with Shakespeare, apparently.)

img_3506One recurring theme in the comment section of online coverage, however, went like this: “They could only do this because it was women — try it with naked men and they’d get arrested!” Well, we all know a challenge when we hear one. So our Tempest directors sat down to plan an all-nude, all-male production of Hamlet. 

IMG_6354That production was staged this summer, first in Brooklyn’s Prospect Park and then, just this past week, in Central Park, at the…

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I segni del cambiamento


I sempre più numerosi calendari con atleti, vigili del fuoco, studenti, eccetera che posano in nudità.

Le copertine delle riviste sportive con atleti nudi.

Lo spot della Nike con gli atleti nudi: Nike Naked Running Camp.

La pubblicità del Festival di Sanremo 2017 con la famiglia di alieni nudi.

La pubblicità dell’Ikea con i due anziani che vivono nudi.

Passeggiando nudi Una sigla di Costume e Società (trasmissione di RAI2) con una bagnante nuda.

Lo sfondo della pagina iniziale del gioco The Higher Lower Game con la persona nuda che gioca al computer.

Le mostre d’arte con persone nude in carne ed ossa, come opere ma anche come spettatori.

Il crescendo di spettacoli, in particolare danza ma anche opera lirica e teatro, dove il nudo è parte dominante o unica, talvolta anche con il coinvolgimento del pubblico.

Il successo delle manifestazioni sociali che usano il nudo per rafforzare il loro messaggio.

La nascita di palestre, scuole di yoga, ristoranti, bar dove il nudo è normalità.

Gli esperimenti di nudità al lavoro e le aziende che l’hanno resa condizione definitiva, pur se non obbligatoria (che è la cosa più saggia e opportuna).

Le sempre più numerose ricerche sociologiche e pedagogiche che indicano la positività dell’educazione al nudo e con il nudo o addirittura la necessità di educare i bambini al nudo.

Le sentenze della Cassazione che, prendendo atto del cambiamento nella visione sociale del nudo, lo dichiarano lecito quando praticato in luoghi selvaggi o poco frequentati.

Le sentenze di giudici di ogni ordine e grado che si affiancano a quelle della Cassazione sopra menzionate.

I tanti “non luogo a procedere” per le denunce dei vigili nei confronti di persone nude (in qualche caso anche in zone non propriamente selvagge o poco frequentate).

Eccoli (e non sono tutti) i segni palesi di una società che sta guarendo da una delle sue più inutili e insulse malattie: la paura o la vergogna del nudo! Gli unici riluttanti a prenderne atto, oltre a poche menti più o meno consciamente refrattarie al decondizionamento e ad alcuni oscurantisti a tutto tondo molto bravi ad imbrattare il web con i loro volgari sproloqui, sembrano essere gli amministratori comunali e i politici, non tutti veh, ma pur sempre troppi!

P.S.

Egreci sindaci, spettabili assessori, Mondo Nudo è qui e vi può aiutare nella transizione alla società dei vestiti facoltativi, contattateci.

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La mosca al naso


I protagonisti del fumetto di René Goscinny

I protagonisti del fumetto di René Goscinny

“NO!”

Un no secco, inappellabile, un no preconcetto, dato a priori, senza conoscenza e senza contatto. Un no che fa saltare la mosca al naso.

Tante le escursioni che ormai abbiamo fatto, tante le volte in cui siamo stati nudi, poche quelle in cui siamo dovuti stare sempre vestiti, tante quelle in cui abbiamo incontrato altri escursionisti, rarissimi i gesti di disapprovazione e nulle le lamentele (eccetto un unico caso, nel quale peraltro, a seguito del dialogo che ne è nato, si sono poi trasformate in interesse e accettazione). Abbiamo così maturato un’importante esperienza, un ormai valido supporto statistico che ci permette di fare affermazioni precise e ribattere a chi ci oppone un no.

Ecco, ogni tanto capita, poche volte, ma capita, è capitato.

Capita che Sindaci con la esse maiuscola venendo a sapere del nostro passaggio ci contattino per conoscerci, più spesso capita che, con nostro lieve disappunto, viga il più rigoroso silenzio, sebbene suoni come un “non possiamo sostenervi ma non vogliamo ostacolarvi” è comunque un incerto silenzio, qualche rara volta capita che qualche amministrazione si metta sul piede di guerra.

Capita, capita anche questo.

Le motivazioni sono sempre le stesse, quelle trite e ritrite giustificazioni che abbiamo più volte dimostrato essere fallaci, superate.

nuebam1“Ci sono le famiglie”, beh molte famiglie sono avvezze alla nudità e ormai le evidenze, con la conferma di diversi specifici studi sociali e pedagogici (alcuni esempi: “Experts say nudity in the home is key to promoting positive body image in children“, “Il nudismo è positivo per i bambini”“I bambini, il senso di vergogna e gli abusi”), dimostrano che le famiglie farebbero bene ad educare i propri figli alla nudità.

“È un luogo molto frequentato”, beh, in tale situazione ovviamente non ci spogliamo, ma sarebbe bello essere autorizzati a farlo:  quale migliore opportunità per favorire l’incontro e il dialogo? Quale migliore situazione per sperimentare e valutare? Si ha forse paura che molti ne restino indifferenti o che addirittura ne vengano coinvolti? Si ha forse paura di dover cambiare la propria opinione?

“Non c’è nulla che autorizzi”, beh ma nemmeno nulla che impedisca: la legge non vieta espressamente il nudo e tutte le sentenze (e ancor più significativi i tanti non luoghi a procedere perché “il fatto non sussiste”) dal duemila a oggi sono favorevoli alla nudità quando priva di ostentazione, quando motivata dalla situazione ambientale, quando portata con sana e dignitosa semplicità.

Foto Carla Cinelli

Comprendiamo che lo scranno su cui siedono sia bollente, comprendiamo il desiderio di non bruciarsi il sedere, comprendiamo la difficoltà della situazione, comprendiamo. Comprendiamo e siamo pronti a parlarne, siamo disponibili a trovare le giuste mediazioni. Giuste e mediazioni due parole che molto si discostano dall’imposizione, dal no aprioristico, due parole che esigono apertura, due parole che prevedono sperimentazione, ad esempio prendere dei sentieri e piazzarvi dei cartelli che indichino la possibilità di incontrare persone nude per vedere quanti sono coloro che rinunciano al passaggio e quanti quelli che, al contrario, effettuano comunque la loro escursione, ad esempio organizzare delle serate informative, organizzare delle manifestazioni nella regola dei vestiti facoltativi, noi siamo qui, siamo disposti a parteciparvi, vogliamo farlo, apposta abbiamo ideato la Zona di Contatto, per questo usiamo tutti i canali possibili per rendere pubbliche le nostre escursioni.

In questo mondo malato una delle cose che si sono dimenticate è l’idea di un’amministrazione al servizio del cittadino, un’amministrazione che opera a difesa dei diritti di tutti, un’amministrazione capace di andare oltre i pareri personali dei suoi componenti. Un Sindaco è ben diverso dal padre padrone, un Sindaco è il mediatore, colui che sa trovare in ogni caso il modo per dare a tutte le parti l’opportunità di esprimersi e di agire (vivere) secondo proprio desiderio, un Sindaco è il summo magister, l’educatore che per primo evolve e aiuta gli altri ad evolvere, il primo che comprende per aiutare gli altri a comprendere, il primo che si apre alle novità sociali per condurre gli altri ad analoga apertura, il primo che distingue l’insulso condizionamento dalla valida ragione e insegna a fare altrettanto. Vale per il nudo, ma vale anche per tantissime altre cose, tutti ne siamo coinvolti e tutti dovremmo intervenire a contrastare ogni aprioristica chiusura, a difendere il civile diritto alla libera azione.

Sindaco, sindaco, si…ndaco, si… Sindaco inizia con il sì

SÌ!

locandina-vivalpe-2017-600

La nuda verità sul nudo


montagna_nuda2Il nudo offende! Vero, indubbiamente vero, incontestabilmente verissimo.

Ma… ci siamo mai fatti delle domande in merito? Abbiamo insita in noi tale ragione o ci è stata inculcata, trasmessa? Siamo sinceri o condizionati? Perché il nudo offende? Tutti si sentono offesi dal nudo? Perché qualcuno si sente offeso dal nudo? Perché tu ti senti offeso dal nudo? E in tal caso, ti ha sempre offeso?

Probabilmente sarai stato pronto a dare le tue risposte, le avrai date al volo, senza pensarci sopra più di tanto. Bene, hai le idee chiare a quanto pare, ma… Sei sicuro che siano la risposte giuste? Sei sicuro che sia proprio quello che pensi? Occhio, non essere ancora precipitoso, pensaci bene: mi ripeto, ne sei sicuro?

C’è un solo modo per saperlo: mettiti comodo, leggi la prima domanda che segue, chiudi gli occhi, fai un bel respiro e… pensa, pensa per bene, prova a visualizzare, ascoltare, percepire i tuoi ricordi, prova a superare il tempo, a scavalcare quello che il tempo ha creato nella tua mente.

Guardati. Ascoltati. Percepisciti.

Ripeti la procedura per ogni altra domanda, con calma, senza fretta, senza mentire a te stesso, senza voler dimostrare la tua idea di partenza, ma cercando solo i ricordi giusti, corretti, senza valutarli, senza scartarli, senza rifiutarli, solo accettandoli e prendendone coscienza: in una indagine non si parte dalla convinzione per poi cercare le prove che la attestino, ma, al contrario, si raccolgono le prove per poi vedere quello che esse dicono.

Partiamo.

Quando è stata la prima volta che ti sei sentito offeso dal nudo? Forse quando sei nato e hai visto i genitali della tua mamma? Oppure poco dopo quando attorno a te venivano cambiati o lavati gli altri neonati? O ancora quando un poco più cresciuto hai visto in spiaggia dei bambini nudi (e magari anche tu eri nudo, come spesso avviene per i bambini di pochi anni)? Oppure ancora più grande quando in una piscina hai visto altri fare la doccia nudi? O quando mentre qualcuno sulla spiaggia si cambiava lottando con il salviettone quest’ultimo gli è caduto mostrando a tutti la sua nudità? Oppure quando per caso sei capitato in una spiaggia nudista? Che età avevi? Quali sensazioni hai avuto? Era proprio offesa? O era solo fastidio? O piuttosto era un semplice stupore?

BambiniIo, nato nel lontano 1956 e diventato nudista cosciente nel 2003, non mi sono mai sentito offeso dal nudo, mai. E credo di poter affermare che siano molti quelli che possono dire la stessa cosa. Gli altri, quelli che si sentono offesi dal nudo, sinceramente dovranno ammettere che nessuno di loro si è mai sentito offeso dal nudo in età infantile. Di più, sono certo che ben pochi, coscienti che la parola offesa indica qualcosa di ben più pesante del fastidio o dello stupore, possano dire d’essersi sentiti realmente offesi dal nudo, specie in età infantile, ma anche nell’adolescenza.

Cosa possiamo dedurre da questo? Beh, lapalissiano: la percezione del nudo come cosa offensiva spesso è travista trattandosi di altro sentimento (fastidio o stupore), ma anche quando si tratta proprio di offesa questa non è sicuramente innata, si è formata a posteriori della nascita e ha richeisto anche un discreto numero di anni per diventare percepibile.

Bon, fuori uno e passiamo alla successiva considerazione e relativa serie di domande.

Il nudo è sconveniente! Certamente, ma perché è sconveniente? Lo è sempre? Lo è per tutti?

Ritorna ai primi anni della tua vita, anni nei quali è probabile che tu sia stato nudo in diverse occasioni, in casa è certo, quantomeno per il bagnetto, molto probabilmente lo sarai stato anche in spiaggia, forse anche in altre occasioni. In alcune o tutte tali situazioni non eri certamente solo, e almeno in qualche occasione non c’era solo la tua mamma o il tuo papa o entrambi loro, bensì c’erano anche dei parenti o addirittura dei perfetti estranei. Orbene, ti sei mai sentito fuori luogo in tali situazioni?

Probabilmente farai fatica a ricordare, anzi ti sarà impossibile, converrai, però, che, avendo anche tu visto il comportamento dei bambini nudi sulla spiaggia pubblica, possiamo tranquillamente affermare che no, non ti sentivi fuori luogo, anzi ti sentivi pienamente a tuo agio, sempre, ovunque e comunque. Solo intorno ai sei / sette anni, se non dopo, hai iniziato a vedere il nudo come cosa sconveniente, perché?

Non è forse vero che ad un certo punto i tuoi genitori hanno iniziato a farti vestire? Non è forse vero che non ti hanno più lasciato stare nudo in spiaggia? Ma che anche non ti hanno più esibito alla parentela durante il bagnetto, ti hanno pesantemente richiamato e/o punito quando tentavi di liberarti delle vesti? Vero? E cosa ne deduciamo?

Evidentemente il nudo risulta sconveniente non perché lo sia materialmente per sua stessa natura, non perché è nella natura umana viverlo come sconveniente, ma solo perché, attraverso un martellamento psicologico costante, ci hanno condizionati, ci hanno convinti che tale debba essere.

Avanti con le domande.

Il nudismo è totalizzanteIl nudo è scandaloso! Giusto, ma perché è scandaloso? Lo è sempre? Lo è per tutti? Perché per alcuni non lo è?

Ormai avete compreso qual è il gioco, il lavoro da fare, non sto a riproporvelo e passo direttamente alle conclusioni che anche voi, se avete seguito fedelmente le mie istruzioni, avrete inevitabilmente tratto.

Il nudo ci scandalizza non perché siamo nati con l’idea che il nudo sia scandaloso ma solo perché siamo stati cresciuti nell’idea del nudo scandaloso, quando eravamo piccoli non davamo nessun peso al nudo.

Ultimo passaggio.

Il nudo eccita sessualmente! Vero, ma perché? È solo il nudo a provocare eccitazione sessuale? È proprio il nudo che provoca eccitazione?

Qui le convinzioni scatteranno ancora più forti di prima, vediamo di resistere, non lasciamoci trasportare dalle stesse, andiamo più a fondo, scavalchiamo le apparenze, foriamo la corteccia e guardiamo dentro.

Quando eravamo piccoli il nudo non creava nessuna eccitazione in noi, se non quella del piacere di essere nudi e liberi, ciò è chiara e inequivocabile testimonianza del fatto che il nudo non sia di per se stesso eccitante, che ci voglia altro per essere eccitati dal nudo e cosa è questo altro?

Se siamo onesti con noi stessi dobbiamo affermare che è il pensiero dell’azione sessuale, tant’è che ci eccitiamo anche senza vedere il nudo, ci eccitiamo anche in presenza di sole persone vestite, ci eccitiamo baciandoci o toccandoci. Lo dimostrano perfino le scene più tipiche di molti film, e parlo di film non pornografici: due persone si guardano, si avvicinano, si annusano, si baciano in un crescendo di eccitazione, i gesti diventano sempre più secchi e affrettati, il respiro più corto e veloce, quasi ansimante ed è solo a questo punto che inizia la rimozione di vestiti. Ecco che la nudità non è lo stimolo sessuale ma solo la conseguenza dello stesso, la necessità materiale per addivenire all’accoppiamento, alla copulazione, al rapporto sessuale cosiddetto completo.

Allora? Ancora convinti che sia il nudo ad eccitare? Che il nudo sia indispensabile all’eccitazione? Mmmh, salvo non siate stati disonesti con voi stessi, credo proprio di no!

Bon, ora direi che abbiamo abbastanza materiale per poter dire che la risposta a tutte le domande esprimibili sul nudo è una sola: siamo stati profondamente condizionati.

Cosa ne deduciamo? Semplice, che tutte le opinioni sul nudo non sono vere opinioni personali, opinioni nate spontaneamente nella nostra testa, opinioni meditate e maturate coscientemente e scientemente, ma piuttosto ci sono state tutte inculcate dalla famiglia e poi rinforzate dagli insegnanti e dalla società.

Perché allora, visto che è solo frutto di un condizionamento, continuiamo a scandalizzaci, offenderci, limitarci? Beh, anche questo è un condizionamento, il condizionamento alla conformità, al rendersi schiavi delle convenzioni, all’essere cloni gli uni degli altri, condizioni indispensabili a chi detiene il potere per poterlo mantenere: le religioni hanno bisogno dei peccati per suggestionare le persone e legarle al credo; i politici hanno bisogno di menti obbedienti per fidelizzarsi accoliti e ottenere sostegno; le economie hanno bisogno di automi per far loro assorbire tutto quello che passa la pubblicità e vendere sempre di più.

Tutti noi, però, abbiamo la capacità di svincolarci dai condizionamenti, la società stessa è in grado di farlo quando ne trova la dovuta convinzione e convenienza, tant’è che molti sono stati i condizionamenti superati e abbandonati dalla società in tempi più o meno recenti, alcuni anche ben più problematici di quello del nudo. Allora perché non abbandonare anche quest’ultimo?

127ABoh, è proprio difficile comprendere perché il nudo, nonostante molte siano le persone che abbracciano la scelta di vita nudista e tantissime quelle che l’accettano senza problemi e sono disponibili a conviverci in contemporaneità negli stessi identici spazi, debba mantenere questo suo alone offensivo, questa sua parvenza scandalosa, questa nomea di sconvenienza, questo suo legame con l’eccitazione sessuale. Difficilissimo comprenderlo. Perché la società in questo caso non è capace di superare un condizionamento tutto sommato recente? Perché?

Io non so dare una risposta certa, posso solo cercare di operare affinché ciò succeda. Se ben ci pensate, se tornate con la mente alla vostra infanzia, se ragionate sul comportamento dei bimbi in spiaggia, dovete necessariamente ammettere che il nudo è bello, il nudo è semplice, il nudo è naturale, il nudo è economico, il nudo è vantaggioso, il nudo è ecologico, il nudo è igienico, il nudo è salubre, il nudo è salutare, il nudo è … nient’altro che nudo, nient’altro che la nuda verità (e che da sempre si abbini la parola verità con quella di nudo è ben sintomatico del valore vero e semplice del nudo).

Pensateci, è…

La nuda verità sul nudo!

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