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#TappaUnica3V e nudo


Il nudo, come già detto, sarà certamente parte di questa mia esperienza, vorrei, però, che si evitasse di concentrarsi su di esso, di enfatizzarlo e renderlo il motivo di attrazione sull’evento. Potrebbe esserlo se il mio proposito fosse quello di stare nudo sempre e comunque, in qualsiasi situazione ambientale e condizione climatica, di giorno come di notte, con il caldo e con il freddo, se, soprattutto, io partissi e restassi senza vestiti ne addosso ne nello zaino. Certo mi piacerebbe poterlo fare, devo per altro tener pur conto che le quote a cui arriverò e per lungo tratto viaggerò, pur non essendo elevatissime, andranno pur sempre prese con la dovuta attenzione, devo pur sempre tenere in considerazione che il sentiero 3V “Silvano Cinelli” attraversa o lambisce diverse zone antropizzate e/o turisticizzate dove ad oggi, purtroppo, la nudità può ancora risultare offensiva e fuori luogo.

Ritengo che bastino le ore di cammino, la loro continuità ininterrotta, i chilometri e il dislivello da superare a dare forma e rilevanza all’evento, inutile aggiungere un particolare che è solo quello: un particolare assolutamente accessorio e personale. TappaUNica3V esula dal voler esibire uno stato che, al contrario, è per me assolutamente normale e che vorrei così venisse da tutti inteso, pertanto tengo a precisare che:

  1. sarò nudo solo ogni qual volta ciò mi tornerà confortevole e piacevole sempre che, nell’attuale media percezione della cosa, mi trovi in luogo ove la mia nudità possa risultare sufficientemente naturale e motivata;
  2. visto che la luna piena cade proprio in quei giorni, anche se questo rende più problematica la logistica assistenziale, ho dato preferenza a un periodo infrasettimanale durante il quale anche i sentieri solitamente più frequentati risulteranno pressoché solitari;
  3. nell’attraversamento dei paesi e delle zone densamente abitate, salvo dispense specifiche accreditatemi dalle autorità locali, indosserò quantomeno un piccolo pareo;
  4. avrò al seguito tutto l’abbigliamento necessario per affrontare qualsiasi situazione ambientale e meteorologica si possa prevedere a fine luglio.

Normalità, questo il messaggio sul quale ormai da tempo mi sono concentrato e al quale lavoro, anche in questa occasione il tutto deve girare attorno a tale semplice e grande parola: normalità. Le persone che vivono nella nudità, che lavorano nella nudità, che praticano sport nella nudità, che camminano nella nudità, senza pretendere che tutti facciano lo stesso, hanno solo scelto di abbandonare l’artificiosa normalità del vestiario per preferirgli la naturale normalità del nudo!

Nudi pensieri pasquali


Il nudo come normale possibilità di vita e di stato, ovunque e comunque. Solo così il nudo ha un senso sano e profondo, solo così il nudo può essere socialmente accettato. Finché lo esilieremo all’interno di pochi e recintati luoghi resterà incompreso, misterioso, reietto e discriminato.


Ignorando l’evidente forzatura presente nella foto (un bambino di quell’età di certo non ha problemi nel vedere il nudo, sia esso parziale che totale), questo è il modo corretto di vedere e affrontare la questione: ti da fastidio il nudo? il problema è tuo non mio, indi sta a te risolverlo senza inibire la mia libertà d’azione.


E’ quantomeno stupido starsene per delle ore con addosso un pezzo di stoffa umidiccio o addirittura bagnato, tutti i giochi e le attività a contatto con l’acqua sono molto più comodi e salubri se fatti in nudità. Da li al vivere nudi il passo è breve!


Tutto si può fare da nudi, quasi senza eccezioni, basta volerlo e metterci la dovuta naturalezza e dovizia.


Nudi o vestiti i bambini non fanno discriminazione, certo nudi stanno e si sentono molto meglio!


La nudità è, se non proprio l’unico, di certo il modo migliore e più efficiente per crescere una famiglia sana e naturale.

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