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Governo del #coronavirus


Media, governatori, sindaci, singole persone, molti sono ancora coloro che stanno pubblicando osservazioni critiche sull’operato del governo in riferimento alla gestione della situazione provocata dal virus SARS-CoV-2, sostanzialmente lo si accusa di aver creato confusione emanando decreti poco chiari.

Non vedo dove sia la poca chiarezza nel “sono vietati tutti gli spostamenti non indispensabili: state a casa” e comunque, signori miei, il governo sta operando secondo quello che, dal secondo dopoguerra a oggi, è stata ed è la consuetudine legislativo-governativa: dare linee guida, che vanno poi, a cure delle istituzioni locali politiche e giuridiche, adattate ai mille e mille casi diversi. Se proprio proprio, possiamo osservare che sta venendo fuori tutta la debolezza di questo sistema, uno dei pochi, o forse l’unico, dove le sentenze non facciano legge, obbligando la parte legislativa ad emanare leggi per ogni minima questione.

Prima governatori e sindaci si ribellano al decreto perchè il governo non può decidere in modo univoco per tutta l’Italia, poi sempre governtori e sidaci chiedono al governo d’essere molto più rigido, in mezzo tutto le critiche di cui sopra. E cavolo, è questo a creare confusione: i mille articoli dei media che affermano cose anche contradditorie tra loro, talvolta persino all’interno dello stesso articoli; la pubblicazione di notizie sui decreti ancora prima che questi venissero emanati; la risonanza data da alcuni giornalisti alle notizie false, da loro prese e spacciate per vere; l’opinionismo costante e continuo; l’idividualismo italiano.

No signori, no, non è il governo a creare confusione, siete voi, voi che, pure in questo momento alquanto critico, non siete capaci di rinunciare al diritto d’opinione, non siete capaci di mettere la vostra voce a disposizione del governo, di sostenerlo, di aiutarlo nel suo ingrato compito, di fare chiarezza ove questa (comprensibilmente e, come sopra spiegato, convenzionalmente) viene a mancare .

No signori, no, la confusione non è il governo a farla, è l’opinionismo. In questo momento le opinioni personali lasciamole nel cassetto e vediamo di affrontare ciò che veramente va affrontato: il contenimento della pandemia.

State a casa, stiamo a casa, le cose indispensabili sono veramente poche, vogliono essere largo e dico il cinque percento di quello che facciamo, giusto andare a fare la spesa (e in una sola persona, non l’intera famiglia). Andare a fare la passeggiata quotidiana, andare a correre, farsi un’escursione in montagna, fare colazione al bar, mangiare al ristorante o in pizzeria, andarsi a comprare gli integratori, l’acquisto di medicinali da banco, le cene in compagnia e via dicendo sono tutte cose utili ma non indispensabili, possiamo farne a meno: l’allenamento potete farlo in casa, la boccata d’aria potete prenderla alla finestra di casa, la montagna potete guardarla nelle foto o nei vostri ricordi (ottimo allenamento al rilassamento), senza integratori non morite (mentre la CoVid19 si che può ammazzarvi), gli amici li potete vedere e salutare con le varie app di messaggistica e videoconferenza e così via.

#iorestoacasa

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