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Boys & Girls, School Showers – update


Vecchio ma ancora attuale. Magari nelle scuote Italiane la doccia manco esiste, ma ci sono tante altre situazioni a cui si può ricondurre la questione: piscine e palestre, ad esempio.

All Nudist

Originally posted on May 6, 2008  (All-Nudist has MOVED to ALL-NUDIST.COM)

  No, I’m not advocating co-ed showers, so relax (just lost  a bunch of Google porn searchers there.  Off to muddier pastures, guys!).

This is kind of brain twister that has long intrigued me.  Let’s have some fun.

OK, boys and girls shower separately because they might be sexually stimulated by seeing each other nude, right?  So, what if there’s a gay guy in the boy’s shower, shouldn’t he be excluded for that reason?   Same goes for a lesbian in the girl’s shower, right?

So we put the gay guy in with the girls so he isn’t attracted to them but, the girls might enjoy looking at him.  Right again?  Same with the lesbian in the boy’s shower.  Hmm.  Can’t do that.

Now, we can’t put the gay guys together, nor the lesbians, that would NOT be…

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Misuriamo la febbre nudista italiana


Lo si dice spesso, lo dicono coloro che gestiscono gli affari di politica, lo evidenziano gli economisti, lo certificano i fatti: i numeri contano e per contare bisogna contarsi. Così ho voluto misurare la
situazione del nudismo in Italia.

Due sono i piani sui quali ho sviluppato il lavoro: quello associativo (comprendendovi pure le comunità e i forum) e quello delle strutture (spiagge, soggiorno, ristorazione, benessere, sport). Il primo dovrebbe dare la misura degli italiani che praticano nudismo; il secondo quella delle opportunità che l’Italia offre alla pratica e al turismo nudisti.

Devo subito dire che il risultato se per le strutture è attendibile, pur se non completissimo (non tutte provvedono a segnalare pubblicamente la loro offerta in merito), per l’associazionismo l’attendibilità purtroppo decade notevolmente non essendo possibile innanzitutto ottenere i numeri da tutte le associazioni (stranamente poche sono quelle che li mettono sul loro sito), poi essendoci sovrapposizione tra le iscrizioni (persone che si iscrivono a più associazioni, gruppi, comunità) e infine per qualche indicazione se non proprio palesemente falsa, quantomeno dubbia. Vedremo se in futuro si potrà arrivare a risolvere tali problematiche e rifare il conto in modo più preciso.

Veniamo senza altri indugi ai risultati, partendo da quelli associativi.

Associazioni, gruppi e comunità naturiste e nudiste

Le associazioni sono 20, di queste 9 hanno fornito i loro dati che portano a un totale di ca 3500 tesserati, considerando le 11 associazioni non computate e una possibile sovrapposizione delle iscrizioni pari al 10%, si può pensare ad un numero di tesserati pari a 5000, dando per buono il dato UNI che da solo coprirebbe quasi il 50% di tale numero (il sospetto di non affidabilità di tale dato scaturisce dalla considerazione che l’unica altra associazione di stampo nazionale, l’ANITA, pur essendo molto più attiva e presente arriva a tesserare solo un terzo di quanto dichiarato dall’UNI).

I gruppi sono 5 e raccolgono un centinaio adesioni.

Le comunità sono 3 per un totale di ca 53.000 iscritti, a cui si deve però aggiungere almeno un equivalente numero di persone che frequentano i siti e i forum di tali comunità senza esservi registrati. Se si considera anche qui un 20% di sovrapposizione possiamo riportare il valore a 50000 iscritti e 50000 visitatori.

Riassumendo…

100.000 sono le persone che frequentano le comunità e 5.000 quelle che risultano tesserate alle associazioni.

Risulta evidente che o gli italiani sono fortemente refrattari all’associazionismo o le associazioni italiane non sano catturare l’interesse del loro potenziale bacino d’utenza. Personalmente ritengo che siano vere entrambe le cose e che i primi debbano rendersi conto dell’importanza del loro supporto alle associazioni, mentre le seconde debbano capire che gli iscritti si devono catturare, non è più il tempo in cui arrivavano da soli, per pura dedizione alla causa, oggi è necessario dare loro un motivo materiale, qualche vantaggio. Devo aggiungere che qualche associazione, in particolare l’ANITA (vedasi sul suo sito la pagina delle convenzioni), si sta già muovendo in tale direzione, ma è ancora troppo presto per poterne definire l’effetto, ne potremo riparlare tra un anno.

Veniamo ora all’aspetto più affidabile e promettente: quello delle strutture.

I dati sono stati rilevati dalla Guida Naturista Italiana (Editrice Sylvia) recentemente pubblicata (leggine la recensione), integrandoli con altri di mia diretta conoscenza o rilevati attraverso alcune ricerche appositamente effettuate ai fini di questo articolo.

Spiagge e ambienti assimilabili (fiumi, torrenti, prati, “campi” ad uso esclusivamente diurno, eccetera)

Sono 95 di cui:

  • 6 a nudismo autorizzato; 56 a nudismo tollerato; 27 a nudismo occasionale; 6 a nudismo critico (ordinanze di divieto o fermi);
  • 4 in posizione isolata; 59 in posizione di contatto con spiagge o altri ambienti tessili;
  • 9 in qualche modo presidiate.

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Aut.

Tol.

Occ.

Cri.

Valle d’Aosta  

0

       
Piemonte  

0

       
Lombardia  

6

0

3

1

2

  Brescia

5

 

2

1

2

  Pavia

1

 

1

   
Trentino Alto Adige  

4

1

3

0

0

  Bolzano

1

1

     
  Trento

3

 

3

   
Friuli Venezia Giulia  

3

0

3

0

0

  Trieste

3

 

3

   
Veneto  

6

0

2

3

1

  Venezia

3

 

1

2

 
  Verona

3

 

1

1

1

Liguria  

3

0

1

2

0

  Genova

1

   

1

 
  Imperia

1

   

1

 
  La Spezia

1

 

1

   
Emilia Romagna  

4

1

2

0

1

  Bologna

1

1

     
  Ferrara

1

 

1

   
  Piacenza

1

 

1

   
  Ravenna

1

     

1

Toscana  

14

1

9

4

0

  Firenze

1

 

1

   
  Grosseto

6

 

3

3

 
  Livorno

7

1

5

1

 
Marche  

4

0

1

2

1

  Ancona

4

 

1

2

1

Umbria  

0

       
Lazio  

3

1

1

0

1

  Latina

1

     

1

  Roma

2

1

1

   
Abruzzo  

2

0

2

0

0

  Chieti

2

 

2

   
Molise  

0

       
Campania  

4

1

2

1

0

  Napoli

2

 

2

   
  Salerno

2

1

 

1

 
Puglia  

4

0

1

3

0

  Brindisi

1

   

1

 
  Foggia

2

 

1

1

 
  Taranto

1

   

1

 
Basilicata  

1

0

0

1

0

  Matera

1

   

1

 
Calabria  

1

1

0

0

0

  Crotone

1

1

     
Sardegna  

14

0

8

6

0

  Cagliari

5

 

4

1

 
  Medio Campidano

2

   

2

 
  Olbia – Tempio

3

 

2

1

 
  Oristano

2

 

1

1

 
  Sassari

2

 

1

1

 
Sicilia  

22

0

18

4

0

  Agrigento

3

 

2

1

 
  Palermo

1

   

1

 
  Siracusa

1

   

1

 
  Trapani (e Pantelleria)

17

 

16

1

 

Sono totalmente sprovviste di spiagge nudiste le province di: Alessandria, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cosenza, Cremona, Cuneo, Enna, Fermo, Forlì-Cesena, Frosinone, Gorizia, Isernia, L’Aquila, Lecce, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Novara, Nuoro, Ogliastra, Padova, Parma, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Torino, Treviso, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Strutture di soggiorno (alberghi, villaggi, campeggi eccetera)

Sono 36 di cui:

  • 2 hotel/alberghi, 6 agriturismo, 5 case vacanza, 12 bed & breakfast e 11 villaggi/campeggi;
  • 17 in cui il nudismo è libero, 19 che pongono limitazioni alla pratica del nudismo (solo in certi periodi, solo in determinate aree, solo su prenotazione dell’intera struttura, eccetera);
  • 8 convenzionate con la federazione naturista italiana e dalla stessa pubblicizzate (solo un quarto del totale, perché?).

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Alb.

Agr.

Case

B&B.

Vill.

Valle d’Aosta  

0

         
Piemonte  

4

     

2

2

  Asti

1

       

1

  Cuneo

1

     

1

 
  Torino

2

     

1

1

Lombardia  

0

         
Trentino Alto Adige  

1

   

1

   
  Trento

1

   

1

   
Friuli Venezia Giulia  

0

         
Veneto  

2

 

1

 

1

 
  Belluno

1

 

1

     
  Verona

1

     

1

 
Liguria  

1

       

1

  Savona

1

       

1

Emilia Romagna  

3

 

1

   

2

  Bologna

1

       

1

  Modena

1

 

1

     
  Ravenna

1

       

1

Toscana  

8

 

3

2

2

1

  Firenze

1

   

1

   
  Grosseto

4

 

2

1

 

1

  Livorno

2

     

2

 
  Pisa

1

 

1

     
Marche  

0

         
Umbria  

4

 

1

1

2

 
  Perugia

2

   

1

1

 
  Terni

2

 

1

 

1

 
Lazio  

2

   

1

 

1

  Roma

2

   

1

 

1

Abruzzo  

0

         
Molise  

0

         
Campania  

3

2

     

1

  Napoli

2

2

       
  Salerno

1

       

1

Puglia  

3

     

2

1

  Foggia

3

     

2

1

Basilicata  

0

         
Calabria  

1

       

1

  Crotone

1

       

1

Sardegna  

2

     

1

1

  Nuoro

1

       

1

  Sassari

1

     

1

 
Sicilia  

2

     

2

 
  Trapani

2

     

2

 

Sono totalmente sprovviste di strutture di soggiorno nudiste o che, a date condizioni, permettono di praticare il nudismo le province di: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Bergamo, Biella, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Enna, Fermo, Ferrara, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Gorizia, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Matera, Medio Campidano, Messina, Milano, Monza e Brianza, Novara, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pesaro e Urbino, Pescara, Piacenza, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Venezia, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Strutture del benessere (saune, SPA, eccetera)

Sono 10 di cui:

  • 9 saune; 1 SPA; mancano totalmente strutture quali parchi termali e centri massaggio;
  • 3 in cui il nudismo è libero, 7 che pongono limitazioni alla pratica del nudismo (solo in certi periodi, solo in determinate aree, solo su prenotazione dell’intera struttura, eccetera);
  • nessuna è convenzionata con la federazione naturista italiana e dalla stessa pubblicizzata.

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Sau.

SPA

Parchi T.

Mass.

Valle d’Aosta  

0

       
Piemonte  

0

       
Lombardia  

1

       
  Brescia

1

1

     
Trentino Alto Adige  

6

       
  Bolzano

4

4

     
  Trento

2

2

     
Friuli Venezia Giulia  

0

       
Veneto  

2

       
  Verona

2

2

     
Liguria  

0

       
Emilia Romagna  

0

       
Toscana  

0

       
Marche  

0

       
Umbria  

0

       
Lazio  

0

       
Abruzzo  

0

       
Molise  

0

       
Campania  

1

       
  Napoli

1

 

1

   
Puglia  

0

       
Basilicata  

0

       
Calabria  

0

       
Sardegna  

0

       
Sicilia  

0

       

Sono totalmente sprovviste di strutture del benessere nudiste o che, a date condizioni, permettono di praticare il nudismo le province di: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Belluno, Bergamo, Biella, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cuneo, Cremona, Crotone, Enna, Fermo, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno,
Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Matera, Medio Campidano, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Novara, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pesaro e Urbino, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni,, Torino, Trapani, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Venezia, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Al momento attuale mancano totalmente strutture della ristorazione e dello sport che consentano anche solo parzialmente di praticare il nudismo.

Arriva l’inverno!


Novembre, ormai delle spiagge, del mare o del lago, delle piacevoli camminate sulla rena, delle nuotate, del relax e del caldo resta solo il ricordo. Per quanto questo possa essere intenso e piacevole, non basta a compensare il bisogno si togliersi da dosso la conformità degli abiti quotidiani, l’esigenza di fare movimento o, al contrario, di starsene bellamente in panciolle a godersi il lento scorrere delle ore. Ecco che si risveglia l’interesse per le strutture salutistico-ricreative atte a riprodurre le condizioni e gli ambienti estivi: centri benessere, saune, palestre, piscine e via dicendo.
Tutto questo vale anche per i praticanti del nudismo, con l’aggravante che l’abitudine a stare completamente senza vestiti fa sentire ancor più forte la costrizione che gli stessi apportano: il corpo si ribella pesantemente alla ridotta traspirazione, allo sfregamento coi tessuti, all’assenza di aria e di sole. Così si sviluppa la ricerca di strutture che permettano di tornare nudi almeno per alcuni giorni, alcune ore della settimana.
Purtroppo trattasi d’una ricerca assai vana, a parte alcune rarissime eccezioni che si vengono a creare per l’interessamento di alcune Associazioni Naturiste, di strutture che concedano un seppur esiguo spazio alle esigenze invernali dei nudisti non ce ne sono, non in Italia quantomeno.

Nelle saune trentine e altoatesine è d’obbligo il nudo all’interno delle cabine sauna, ma all’esterno è altrettanto obbligatorio indossare qualcosa. Nelle saune del resto d’Italia, purtroppo, persino all’interno delle cabine sauna è, salvo rarissimi casi, obbligatorio non esporre alla pubblica visione i genitali e, per le donne, le mammelle. Nulla l’attenzione di tali centri alla bassa qualità e alla nulla igienicità d’una sauna effettuata indossando il costume o anche un semplice telo che non sia in tessuto naturale, invece d’educare il cliente alla giusta pratica saunistica si preferisce lasciarlo macerare nel proprio sudore invocando un ormai superato concetto di decenza.

Analogo il discorso in merito alle altre strutture, dove oltre al già detto arcaico concetto di decenza si sollevano altre opinabili problematiche.

Nelle piscine s’è perfino arrivati al divieto, altamente antigienico, di fare la doccia senza costume; un divieto ancor più inconcepibile dato che nelle piscine italiane vige ancor oggi la netta separazione tra gli spogliatoi maschili e quelli femminili. Riguardo all’uso della vasca natatoria in nudità si registrano obiezioni alquanto comiche come quella dei peli che si perderebbero dal pube e dai genitali, a nulla serve osservare che ci sono piscine dove pur con il massimo rispetto per l’obbligo d’indossare la cuffia, sul fondo si trovano masse di capelli, mentre in altre piscine dove non vige l’obbligo della cuffia i capelli non si vedono galleggiare o affondare, dato che la pulizia dell’acqua non è data da questi piccoli accorgimenti (costume e cuffia) ma da adeguati sistemi di ricircolo e filtraggio dell’acqua. A proposito, non è informazione che i gestori delle piscine amino far circolare, ma l’odore di cloro che si sente entrando in molte di esse non è assolutamente sintomo di pulizia, dato che non è generato dal cloro immesso in acqua, bensì è prodotto dai batteri in assenza di un adeguato ricircolo dell’acqua.

Nelle palestre il discorso della frequenza nudista è novità recentissima e se all’estero qualcosa si sta muovendo in Italia, figuriamoci, s’è subito sollevata l’aperta opposizione sulla presunzione, assolutamente errata, di minore igienicità nell’uso degli attrezzi. Che forse il sudore filtrato da una maglietta o dai pantaloncini è diverso da quello non filtrato? Che forse il sudore di un gluteo è diverso o minore da quello dei genitali? Che forse non è possibile stendere sugli attrezzi adeguati lenzuolini di cotone, che gli stessi frequentatori possono portarsi al seguito così come oggi tutti si portano appresso un piccolo asciugamano?

Purtroppo c’è da osservare che la colpa di quanto sopra riportato è in parte anche degli stessi nudisti, infatti a fronte dei pochissimi che si adoperano per spezzare le viste illogiche obiezioni, ce ne sono molti che non riescono a svincolarsi da un atteggiamento sottomissivo e autocensorio:

  • Siamo solo una minima percentuale di pubblico, non possiamo campare pretese!
  • Saune, piscine, palestre non hanno nulla a che fare con il naturismo e il nudismo!
  • In sauna non ci si va per stare nudi, la sauna si fa nudi motivi igienici.
  • Non possiamo imporre agli altri la nostra nudità!
  • E via dicendo.

Ora, mi risulta che:

  • In Italia anche le minoranze abbiano il diritto di chiedere spazio sociale (e commerciale), molti sono gli esempi di come ciò avvenga, peraltro “chiedere è lecito, rispondere è cortesia” e poi nulla ottiene se nulla si chiede.
  • Se è vero che saune, piscine, palestre eccetera non abbiano nulla a che vedere con il naturismo, non è altrettanto vero che non abbiano rapporti con il nudismo, dato che nudismo non è stare nudi qualche giorno dell’anno su di una spiaggia o in un prato, bensì nudismo è un atteggiamento di vita globalizzante, un’esigenza di liberazioni fisica e mentale dalla costrizione degli abiti, una scelta che si ripercuote su ogni istante della vita di un nudista e questi desidera, anzi, ha la profonda e pressante esigenza di starsene in nudità sempre e ovunque, si autoviolenta per rispettare le attuali regole sociali ma nel contempo giustamente cerca d’arrivare a poter soddisfare la sua esigenza.
  • E perché mai in sauna non ci si dovrebbe andare per stare nudi? Che differenza formale ci sarebbe tra lo stare nudi per l’esigenza di starci e lo stare nudi per motivi igienici? E poi, allargando il discorso all’esterno delle stanze sauna, m’hai visto nudo nella cabina e cosa cambia uscendo dalla stessa? Che forse il nudo cambia significato se è interno alla cabina della sauna o esterno?
  • Analogamente gli altri non possono imporre la loro non nudità a chi nudo è o vuole stare! Per altro la mia specifica nudità non obbliga nessuno a cambiare stato, non obbliga gli altri a togliersi i vestiti, ma caso mai gli aiuta a superare le loro barriere psicologiche, mentre la loro pretesa di non nudità generalizzata obbliga qualcuno a modificare il suo stato, obbliga qualcuno a violentarsi per starsene vestito quando il suo corpo esige liberazione, rafforza le limitazioni psicosociali. Il punto d’incontro tra nudismo e non nudismo non è il divieto alla nudità (che apporta un netto sbilanciamento tra i due diritti in quanto rispetta totalmente il secondo ma impedisce completamente il primo), ma è l’ambiente misto (quello che viene definito clothing optional, abbigliamento facoltativo), cioè il consenso alla nudità senza obbligo della stessa messo in evidenza e progressivamente ampliato (che apporta il pieno rispetto di ambedue i diritti: chi vuole stare nudo può farlo e chi non vuole può fare altrettanto, chi proprio non ce la fa a vedere altre persone nude, che sono pochissimi, potrà evitarlo essendo informato preventivamente della loro presenza e avendo comunque spazi a lui riservati).
  • E via discorrendo!
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