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Ma in Francia…


Domani, nelle prime ore del pomeriggio, verrà depositata la sentenza contro N.N. un escursionista (randonneur) denunciato da una signora benpensante che l’ha visto passeggiare nudo in un bosco. Alla vista della signora, Alain si era ritirato dietro un cespuglio, rivestendosi e poi allontanandosi. La signora non conosceva Alain e lo ha denunciato alla Gendarmerie semplicemente comunicando la targa dell’auto.

Il 1° luglio ero presente all’udienza, durata in tutto circa tre quarti d’ora. Da una parte i sorrisini del pubblico, il pubblico ministero che considerava tutta la questione assolutamente banale e di nessun conto, la presidentessa che conosceva solo sommariamente i fatti e dall’altro Alain che rischia un anno di prigione e fino a 15 mila euro di multa e la sospensione dall’insegnamento (sono severe le pene in Francia, molto più che in Italia!)

Si è molto parlato di questo caso e si attende con trepidazione il verdetto. In caso di assoluzione, l’escursionismo nudo-naturista potrà essere considerato come liberalizzato. Ma più ancora (e perché) non più associato all’«esibizione sessuale». In caso di condanna, sarà un bel passo indietro e la vanificazione di tanti sforzi degli amici francesi, soprattutto dell’Apnel (Association pour le naturisme en liberté) e probabilmente un giro di vite generale (anche in Italia, temo).

Per chi conosce il francese, può leggere nel frattempo l’articolo apparso su «Sud Ouest» il 29 giugno.

A domani!

Leggi il seguito: prosciolto, ma…

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