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Di corsa su e giù per il monte


Foto di Carla Cinelli

Corro su

poi corro giù

tac toc

pac poc

rai pai

tai zuai

clas tuas

fras sbras

clus trus

Foto di Carla Cinelli

stus fus

string strong

strang pilang

stroc patoc

ratoc stiloc

Corro su

poi corro giù

corro su

di nuovo corro giù

frisssccc

Arrivato!

Emanuele Cinelli – 16 giugno 2017

Possibile impossibile possibile


1806Un cavallo chiese alla zia
quand’è che suona la via.

L’albero rispose al monte
c’è il sole dentro la fonte.

Pesci che vanno
dal serpente senza danno.

Il pittore senza pastello
scolpisce sul fustello.

Cose che vanno,
vengono che cose,
il possibile
si fa impossibile
e l’impossibile
diventa possibile.

Poesie di gioventù: Gioco erotico


Ignudo mi sono offerto...

Ignudo mi sono offerto…

Io e te,
nudi,
uno in fronte all’altra.

Ci guardiamo,
godiamo della vista dei nostri copri,
godiamo della nostra vicinanza.

Un fremito ci percorre,
un brivido scende lungo la schiena.

Ci stringiamo l’una all’altro,
la mia mano ti accarezza il dolce seno,
la tua mano mi scorre lungo la schiena,
le nostre labbra si avvicinano.

Un lungo bacio,
un gioco di lingue,
nell’estasi del gioco scorrono parole d’amore.

L’ultimo segreto non è più segreto,
il nostro corpo si è spogliato del velo pudico,
lo sfogo dell’amore ci ha travolti.

Non abbiamo paure,
non abbiamo vergogne,
niente ci può separare,
niente ci può spaventare.

È un gioco intimo,
un gioco per noi soli,
per me e per te,
per… noi!

Emanuele Cinelli – 18 marzo 1975 … e fu l’ultima mia poesia 😦

Poesie di gioventù: Pensieri d’amore


232_6Cibo del mio cuore.

***

Sostanza della mia vita.

***

Stella del mio cielo.

***

Come la luna brilla nel cielo,
tu brilli nel mio cuore.

***

Fonte d’amore.

***

Divina bellezza.

***

Mio angelo custode.

***

Come il sole illumina il giorno,
tu illumini il mio cammino.

***

La mia più grande felicità sei tu.

***

Ingegno del mio cuore.

***

Ispirazione del mio animo.

***

Dardo infuocato è il tuo sguardo,
profondo penetra nel mio cuore.

***

Meta della mia vita.

***

Usignolo dell’anima.

***

Grande amore.

***

Elettrica corrente è il fluido amoroso che sgorga dal tuo cuore,
la scossa io prendo quando ti guardo,
una scossa d’amore, d’amore giocondo.

***

Gentil creatura celeste.

***

Viso bello e incantevole.

***

Mia compagna del cuore.

***

Maria, Amore,
t’amo, t’amo immensamente,
t’amo con tutto il mio corpo,
t’amo con tutto il mio spirito,
t’amo per sempre,
t’amo nell’eternità,
t’amo.

Emanuele Cinelli – 28 marzo 1974

Poesie di gioventù: Bufera


Soffia il vento,
sibilando tra le cime.

Cade la neve,
imbiancando la valle.

Cala la nebbia,
impedendo la vista.

Sembra la fine del mondo,
non si può più avanzare,
bloccati siamo a metà parete.

Non è la prima volta,
ma ogni volta è come se fosse la prima.

Un senso ci attanaglia il cuore,
un senso di paura ci corre nella mente.

Si pensa alla morte,
la morte in parete,
la più brutta di tutte:
attaccati a un chiodo,
sballottati dal vento,
acciecati dalla neve,
induriti dal freddo.

Si pensa alla morosa,
si pensa alla famiglia,
si spera di resistere ancora.

Emanuele Cinelli – 26 marzo 1974

Poesie di gioventù: Baciarsi


Gesto d’amore,
gesto semplice,
gesto gentile,
posare labbra
sulle labbra.

Baciarsi vuol dire amarsi,
baciarsi vuol dire
esprimere i propri sentimenti.

Semplice è baciarsi,
semplice è compiere questo gesto,
semplice e…
per questo romantico.

Baciarsi è amarsi,
amarsi è volersi bene,
volersi bene è baciarsi.

Emanuele Cinelli – 26 marzo 1974

Poesie di gioventù: I love you, you love me.


I love you,
Io amo te,
questa è la prima verità,
questa è la mia gioia,
la mia e la tua felicità.

You love me,
tu ami me,
questa è la seconda verità,
questa è la tua gioia,
La mia e la tua felicità.

I love you, you love me,
il nostro felice amore,
il nostro gioioso vivere insieme,
questo è quello che abbiamo,
questo è quello che vogliamo
continuare ad avere.

Amore, io dico a te;
amore, tu dici a me,
ci comunichiamo quello che sentiamo,
insieme felici momenti passiamo.

I love you,
you love me.

Emanuele Cinelli, 26 marzo 1974

Poesie di gioventù: Soli fra tanta gente


Soli noi siamo,
eppure intorno a noi ci sono persone,
molte persone.

Parliamo, ci amiamo,
come se nessuno ci potesse vedere,
eppure vederci gli altri possono.

Il nostro amore estranei al mondo ci rende,
ci porta negli infiniti spazi del tempo,
ci porta lontano dal luogo in cui siamo.

Nei prati verdi della montagna ci troviamo,
sdraiati sull’erba ci guardiamo,
un coro di fringuelli canta per noi,
il rumore d’una cascata arriva da poco lontano.

Siamo felici, immensamente felici,
siamo insieme, insieme ci amiamo.

Fra tanta gente noi siamo,
eppure soli ci sentiamo.

Soli fra tanta gente.

Emanuele Cinelli, 26 marzo 1974

Poesie di gioventù: Sentimento


Profondo nel cuore,
profondo nell’anima,
io sento qualcosa
ma non riesco a scrivere cosa.

Sento un forte peso,
sento un’invincibile tristezza,
sento che voglio vederti,
sento che non riesco
a sopportare la tua lunga mancanza.

Sento di amarti,
sento di adorarti,
sento che tu sei
il mio più grande sostegno,
il mio più grande pensiero,
la mia più grande passione.

Sentimento,
oggetto astratto,
oggetto invisibile,
oggetto indescrivibile.

Emanuele Cinelli – 6 marzo 1974

Ehi tu!


Ehi tu,
si proprio tu,
tu che sei arrivato
roboante e sprezzante,
incurante delle regole,
superando
una lunga colonna
oltre la riga continua
oltre il limite di velocità.

Tu che ora
incollato al culo dell’auto mia
scalpiti per passare,
esci e rientri,
rientri ed esci.

Tu, si proprio tu,
vedi anch’io potrei
correre e superare,
potrei correre in piena sicurezza
più di quanto tu possa fare
rischiando la vita.

Potrei, ma non lo faccio,
non lo faccio perché
esistono le regole,
regole che sono per tutti,
ma proprio tutti,
io e te compresi.

Non lo faccio perché
civile io sono,
corretto
e rispettoso,
educato.

Ehi tu,
si proprio tu,
vedi di calmarti
che solo hai
da guadagnarci.

Emanuele Cinelli – 6 febbraio 2012

Poesie di gioventù: Lontananza


Io a Ponte di Legno,
tu a Brescia.

Questo per sei giorni,
sei giorni e otto notti.

Troppo tempo,
troppo lontani.

Lontananza,
perché sei entrata nella nostra vita?
perché esisti?

Se non esistesse la distanza,
se tutto fosse vicino,
che bello sarebbe il mondo:
io, ora, vicino a te sarei
e tu, ora, vicino a me saresti;
noi due saremmo vicini
e insieme saremmo.

Ma la distanza esiste,
esistono le cose lontane,
esiste il dolore di non poter stare insieme.

Emanuele Cinelli – 6 marzo 1974

Poesie di gioventù: Dopo tre giorni


È mercoledì,
con questo tre giorni son passati,
tre giorni senza vederti,
ti ho solo sentita per voce,
ti ho solo osservata in fotografia,
ti ho solo pensato nel cuore.

Mai ho potuto stringerti fra le mie braccia,
mai ho potuto posare le mie sulle tue labbra,
mai ho potuto cogliere la fulgida luce dei tuoi occhi.

Conto i gironi, le ore, i minuti,
perfino i secondi,
sono ansioso di rivederti.

Amore ti aspetto!

Emanuele Cinelli – 6 marzo 1974

Poesie di gioventù: San Valentino


Maria,
in questo particolare giorno,
in questo felice momento,
io dico “Ti amo”!

Tre volte lo dico,
tre volte
le mie labbra questa parola
pronuncian,
tre volte.

Tre perché tre è il numero eletto,
tre perché tre è il nostro fattore comune.

Mentre scrivo guardo la tua foto,
la guardo e m’ispira,
mi suggerisce parole d’amore,
mi mormora pensieri di lode.

Tu vedermi non puoi,
i miei occhi piangon di gioia,
son lacrime dolci,
lacrime felici.

Scrivo una promessa d’amore,
d’amore eterno,
come eterna è la terra,
come eterno è il sole,
come eterno è l’amore.

Io t’amo,
t’amo immensamente,
il cuore quando lontana tu sei mi piange,
ma ride quando a me tu sei vicina.

La Fiducia protegge il nostro amore,
amore nuovo,
amore sentito,
un amore iniziato con l’anno,
un amore per questo fortunato.

Piango, gioisco,
son triste, son felice,
tutto insieme.

Milioni di passioni ardon nel mio cuore,
tutte insieme,
tutte con un unico sfondo,
tutte con un unico legame,
tutte per te,
Maria!

T’amo, t’amo, t’amo!

Emanuele Cinelli – 15 febbraio 1974

Poesie di gioventù: Notte stellata


Scende la notte,
il buio tutto avvolge,
nel mentre milla piccoli lumicini
nel ciel s’accendono,
sono le stelle
che come piccoli diamanti
circondan la luna
regina del cielo.
Inutile contarle,
sono troppe.

Le ammiro
e l’animo ribollir mi sento.
Mi vien da pensare
al rapporto uomo-natura,
rapporto funesto,
segno di morte.

Mi chiedo cosa abbiam fatto
per meritare questo dono,
questo dono meraviglioso
che è la natura.
Perfino mi volto,
mi volto vergognoso,
non oso guardare il cielo.

Mi vergogno del nostro mondo civile,
civile solo per dire,
incivile per fatto.
Noi la natura abbiamo distrutto,
noi l’inquinamento abbiamo portato,
e con esso la morte,
la devastazione.
Le piante muoiono,
muoiono sotto il peso
dei fumi nell’aria dispersi;
gli animali muoiono,
muoiono perché nutrirsi non possono;
le acque muoiono,
muoiono diventando grandi serbatoi
di chimici prodotti.

Tutto muore,
solo noi viviamo,
ma non vivremo a lungo,
se non rimediamo
pure noi moriremo.
Perché vogliamo distruggere la vita?
Perché non vogliamo amare e rispettare la natura?
Perché nessuno pensa a quello che fa?
Perché, perché?

Emanuele Cinelli – 31 gennaio 1974

Poesie di gioventù: O mia tenda


Piccola tenda,
piccola dimora,
tante volte il tuo riparo mi hai offerto,
tante volte le notti sotto il tuo telo ho passato.

Piccola ma grande,
piccola sei ma utile mi sei stata,
senza di te mi sarei raffreddato,
senza di te le notti alle stelle avrei passato.

Sotto le intemperie,
sotto le stelle,
tu sempre mi hai protetto.

Chiuso nel tuo interno dormivo,
dormivo beato e ben riparato.

So che, come in passato,
anche in futuro mi servirai,
per questo ti ringrazio,
per questo di te son contento.

Grazie o mia tenda,
grazie o mia piccola compagna,
compagna di tante avventure,
avventure felici e serene.

Grazie.

Emanuele Cinelli – 31 gennaio 1974

Poesie di gioventù: Allegra compagnia


Allegra compagnia
amici sportivi.

Noi tutti della montagna amanti siamo,
della montagna inviolata,
della montagna solitaria.

Sia d’estate,
sia d’inverno,
le sue pendici affrontiamo.

Sciando o arrampicando,
sotto il sole o nella bufera,
noi sempre ridiamo,
allegra compagnia noi siamo.

Emanuele Cinelli – 20 gennaio 1974

Poesie di gioventù: Scalata


Tac, tac, tac,
il chiodo è piantato,
fisso il moschettone,
infilo la corda,
poi salgo ancora.

Le mani cercano appigli,
i piedi cercano appoggi.

Arrampico lungo la ripida parete,
confido in me stesso,
nella mia forza,
nella mia resistenza,
nel mio coraggio.

Unica debole sicurezza un chiodo,
sperando che non ceda se cado,
ma se cede il volo si fa inebriante,
volo sperando nei compagni,
sperando che reggano al colpo.

Conviene non pensarci,
continuare a salire,
piantando un chiodo dietro l’altro,
fissando i moschettoni.

Sempre gli stessi gesti,
sempre gli stessi pensieri.

Arrivo su una cengia,
mi fermo,
aspetto i compagni,
poi riparto.

Il tratto più difficile
sopra la mia testa è situato,
dure e lisce placche granitiche,
non un appiglio,
non un appoggio,
i chiodi si piegano su di esse.

Si sale lungo le strette fessure tra placca e placca,
infilando un cuneo di legno,
su questo si fissa un chiodo,
so che se cado i chiodi non reggerebbero.

La salita è estenuante,
fisicamente e psichicamente affaticante,
comunque continuo.

Il tratto è superato,
la vetta è vicina.

Nell’ultimo sforzo,
con rinnovato slancio,
l’ultimo di parete tratto
d’un sol colpo ho superato.

Raggiunta è la vetta,
vittoria,
insieme esultiamo.

Tre punti neri sulla vetta bianca,
da valle ci guardan i nostri amici,
tutta la scalata han seguito
e con noi felici esultan.

Vittoria, vittoria,
una foto ricordo,
una bottiglia stappata.

Poi per la normale via si scende,
felici noi siamo,
contenti scendiamo.

Emanuele Cinelli – 18 gennaio 1974

Poesie: Sguardi fugaci


Un gatto sornione,
fermo sul portone.
Una luce di striscio,
illumina un guscio.
Lumaca lumachina,
a spasso alla mattina.
La pioggia ha bagnato
il prato non rasato.
Goccia splendente,
di rugiada lucente.
Piccola gemma,
una lacrima di mamma.
Un bimbo che gioca
correndo dietro l’oca.
Un fremito d’ali
nello stagno fra i pali.
Saltan le rane,
al passar d’un cane.
Trema la foglia,
nella brezza che invoglia.
Tepore d’una stalla
nel fumo di una zolla.
Scende la nebbia
la sera sul Trebbia.
L’occhio che pesa,
il sonno fa presa.
Così d’incanto
ha fine il mio canto.

Emanuele Cinelli – 16 aprile 2012

Poesie: Castelli di sabbia


Pensieri, opinioni e ragioni,
che come castelli di sabbia,
minacciosi si ergono sulla rena,
poderosi fronteggiano il mare,
impavidi sfidano l’onde.
Castelli di sabbia…
velocemente si disgregano,
velocemente si distruggono,
velocemente svaniscono.

Emanuele Cinelli – 14 aprile 2012

Poesie: Mondo Nudo


Come Madre Natura insegna…

ignudo mi sono offerto all’ignudo sole
e sono così stato calorosamente accolto tra le sue dorate braccia,
assorbendone per intero l’energia e la piacevolezza;

ignudo mi sono immerso nell’ignudo mare o lago o torrente
e questi m’hanno accolto familiarmente come acqua nelle acque;

ignudo mi sono offerto all’ignudo bosco,
il quale m’ha amorevolmente ricoperto di frescura e mille fragranze!

Emanuele Cinelli – 19 marzo 2011

Poesie: Tristezza


Tristezza,
una nuvola grigia
che mi porta via.

Tristezza,
una goccia di pioggia
che scivola sul viso.

Tristezza,
il canto di un cuculo
che risuona nel monte.

Tristezza,
una piccola lacrima
che invade la bocca.

Tristezza,
il tempo del sole
da passare vestito.

Tristezza,
il respiro del corpo
soffocato dall’abito.

Tristezza,
compagna di vita,
preludio alla gioia.

Tristezza!

Emanuele Cinelli – 4 aprile 2012

Poesie di gioventù: Amore!


Amore!
Cosa vuol dire questa parola?

Difficile dirlo,
ma quando vien lo senti:
un peso sul cuore,
un fuoco nell’animo,
un pensiero nel cervello,
campane che suonan a festa,
immensa felicità,
voglia di stare insieme.

Amore!
Una parola di fiore,
una parola che è un futuro.

Amore!
Un bacio di fuoco,
un triste saluto,
una foto in tasca.

Amore! Amore! Amore!
Sentimento di passione,
sentimento di gioia.
Amore!

Emanuele Cinelli – 16 gennaio 1974

Poesie: Ed era


Ieri c’era, oggi non c’è più.
Ieri splendeva, oggi non splende più.
Ieri ombreggiava, oggi non ombreggia più.
Ieri era, oggi non è più.

Grande, lussureggiante magnolia
che lo sguardo un poco limitava,
ma nell’infinito il pensiero vagar lasciava.

L’hanno tagliata,
ora lo sguardo all’infinito volge,
ma il pensiero finito rimane.

Buco enorme nello spazio del giardino,
buco enorme nell’estasi del mio pensare.

Di lei ormai non resta che il ricordo,
ci abitueremo alla sua assenza,
allor che questo scritto
eterna renda la sua eterea ombra.

Emanuele Cinelli – 9 marzo 2012

Poesie di gioventù: Mattino d’estate


Cammino sulla bianca spiaggia marina,
sotto i piedi ceder la sabbia sento,
l’orizzonte dal sole è infuocato.

E’ l’alba,
la spiaggia è vuota,
l’unico al mondo di esser mi sembra,
non voci, non urla, non rumore,
ma silenzio, silenzio, silenzio.

Mi fermo e guardo lontano,
un volo di gabbiani,
una vela bianca,
una grigia colonna di fumo,
una rossa palla infuocata.

Solo mi sento,
sperduto nell’immensità marina,
il mio pensiero vaga pei mari
e in fondo ad essi scende.

Penso ai colorati fondali corallini,
alle maestose madrepore,
ai pesci che vivon sotto l’onda,
alle estenuanti battute di pesca subacquea.
Penso.

Intanto la spiaggia è invasa,
si apron gli ombrelloni,
non più silenzio,
ma voci, urla, rumori.
Mi fermo e guardo,
un gioco di bimbi,
un colorato ombrellone,
un castello di sabbia,
una rossa schiena bruciata.

Emanuele Cinelli – 16 gennaio 1974

Poesie di gioventù: Solitudine alpina


Solo cammino sugli alti nevai,
solo in mezzo a tanta immensità.
Il sole illumina, coi primi raggi,
le alte cime,
le lontane pareti di ghiaccio rosee risplendono.
Partito dal rifugio di primo mattino,
piccozza alla mano, ramponi ai piedi,
salgo verso la vetta.
Prima sosta, breve colazione,
poi riparto.
Esposto ai raggi del sole,
appeso alla liscia parete ghiacciata,
grondo di sudore,
ansimo dalla fatica,
però… continuo.
Ore 13: seconda sosta,
altro breve ristoro e poi in marcia.
La parete diventa più impegnativa,
dure placche di ghiaccio,
stretti camini.
Finalmente dopo ore di salita,
vedo la vetta vicina,
solo una fine cresta di neve
da essa mi separa.
Prima di affrontare quest’ultimo passaggio mi riposo.
Riparto con nuova spinta e vittorioso pensiero,
affronto la cresta con calma e coraggio,
qualche difficoltà,
“Vittoria”,
la vetta è raggiunta,
la tremenda montagna è sconfitta.
Prima ma non ultima solitaria
questa è stata la mia vittoria.
La sera è vicina,
raggiungo un pianerottolo e pianto la tenda.
Intanto il sole lentamente cala,
sparisce dietro le vette lontane,
sparisce inghiottito dall’orizzonte.
Ceno alla luce rossastra del tramonto,
e, mentre ceno, penso,
penso alla mia impresa,
penso al perché della mia vittoria.
Quando l’ultimo raggio di sole sparisce,
anch’io sparisco nella mia tenda.
Sdraiato nel sacco a pelo,
cullato dal sibilo del vento,
ritorno a pensare.
Ma i miei pensieri vanno lontano,
non più sulla roccia sotto i miei piedi,
non più sui ghiacci da poco affrontati,
ma torna in città,
torna dove ho lasciato amici e parenti,
torna a te.
Ti vedo felice dormire nel letto,
al caldo delle coperte,
protetta da mura di cemento.
Un brivido di freddo mi corre lungo la schiena,
la tormenta fuori si è alzata,
ah, come vorrei esser anch’io al caldo di casa,
ma per nulla al mondo rinuncerei a questa mia vita.
Una vita avventurosa,
una vita pericolosa,
ma una vita meravigliosa,
sempre a contatto con la natura,
sempre immersi nell’immensità.
Prima di assopirmi, ripenso a te,
decido di donarti questa mia impresa,
sul diario scrivo
“ore 21, ho vinto,
sulla vetta sono arrivato,
via Maria ho chiamato”.

Emanuele Cinelli – 15 gennaio 1974

Poesie di gioventù: Tu


Tu sei la mia stella,
tu illumini il mio cammino,
tu il mio cuore hai colpito,
tu… tu e ancora tu.
Ti guardo e di volar mi sembra:
il tuo sorriso al sol risplende,
il tuo sguardo al cuor colpisce.
Ti guardo e mi sembra di sognare:
le tue labbra mi ricordano il fuoco,
il tuoi occhi mi ricordano il mare.
Forte mi sento al tuo fianco,
intrepido mi sento con te vicina:
le più alte cime potrei arrampicare,
il più profondo mare potrei arrivare,
le più ardue imprese potrei affaticare.
La tua presenza mi dona calore,
come la fiamma del focolare scalda il casolare,
tu scaldi il mio morale.
Tu sei la fiamma del mio casolare,
‘na fiamma che ‘l cor mi brucia.
Tu… tu e ancora tu.

Emanuele Cinelli – 22 dicembre 1973

Poesie: Utopia


Fare o non fare?
Chiedere o rinunciare?
Lottare o soccombere?
Spesso più facile è
non fare che fare,
rinunciare che chiedere,
soccombere che lottare.
Poi però
mi posso pentire,
un debole mi posso sentire,
vigliacco forse definire,
e allora?
Allora una parola è stata inventata,
per far dell’apatia una cosa sensata,
utopia è stata chiamata!

Emanuele Cinelli – 29 gennaio 2012

Poesie di gioventù: XXV° di fondazione


Ottobre millenovecentoquarantotto,
un nuovo gruppo viene fondato,
Gruppo Monte Maddalena viene chiamato.
Ottobre millenovecentosettantatre,
venticinque anni sono passati,
in Maddalena per tradizione,
l’annuale festa vien celebrata.
Una festa alla buona,
senza sfarzoso contorno.
Una semplice messa,
sopra un povero altare.
Un velo di pianto,
nel ricordare due nostri fratelli,
due giovani amici,
da poco scomparsi.
Un frugale spuntino,
con pane e salame,
e un bicchiere di vino.
Infine i saluti,
strette di mano,
abbracci sinceri,
e in tutti il desiderio
di ritrovarsi al più presto
sui sentieri del monte.

Emanuele Cinelli – 8 ottobre 1973

Poesie di gioventù: Sogno


Chiudo gli occhi e sogno.
Sogno verdi praterie,
bianchi nevai,
vette immacolate,
scuri fondali,
cieli estasianti.
Sogno sensazioni inebrianti,
emozioni mai provate,
notti romantiche alla luce delle stelle.
Questi sono i miei sogni,
queste sono le mie speranze.
Speranze di un mondo nuovo,
un mondo migliore,
di una vita romantica,
di una vita a contatto con la natura,
di una vita libera.

Emanuele Cinelli – 11 aprile 1973

Poesie: Pioggia e sole


Sole,
Sorriso del cuore.
Pioggia,
Cuore del sorriso.
Guardo il sole che filtra dalla finestra
e m’inebrio del suo caldo chiarore.
Guardo la pioggia che bagna il terrazzo
e m’assopisco al suo fresco fragore.

Emanuele Cinelli – 22 gennaio 2012

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