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In nome del popolo


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Quanti si atteggiano a rappresntanti del popolo, quanti pretendono di parlare in moe del popolo eppure… eppure senza poterlo fare.

Solo possedenti il cento per cento del consenso elettrorale si può dire di parlare in nome del popolo, in tutti gli altri casi si può al massimo affermare di rappresentare una certa parte del popolo, più o meno estesa, ma pur sempre solo una parte!

Elezioni


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In varie occasione e soprattutto in quest’ultimo periodo molti sono gli strilli in merito a presunti tradimenti elettorali, questi dimostrano una diffusa ignoranza in merito al processo di formazione del governo anche in molti dei nostri politici, salvo non si voglia al contrario presupporre una loro volontaria mistificazione delle cose.

Le elezioni, in Italia, non definiscono il Governo, si limitano a determinare il peso delle varie forze politiche all’interno delle due Camere. In seguito il Presidente della Repubblica, sentiti i vari pareri espressi dai rappresentanti dei partiti, nomina un Capo del Governo il quale deve creare una maggioranza di Governo, non necessariamente rispettando i valori espressi dalle elezioni i quali, come detto, hanno valore vincolante solo ed esclusivamente per le due Camere!.

Dagli all’untore!


Lame di luce penetrano attraverso grandi finestroni colorati andando a mescolarsi con quella tremolante prodotta da decine di candele, d’innanzi a un grande altare un prete di bianco vestito sta officiando la Santa Messa ascoltato da una vasta platea di fedeli. Nella semioscurità di un angolo, un vecchio uomo è immerso nel coro delle preghiere, la lunga barba gli nasconde il viso, un viso secco che mostra con disarmante chiarezza le dure vicissitudini da quell’uomo passate. Un fremito gli percorre il corpo, si piega in avanti mentre dai polmoni risale alla bocca un secco colpo di tosse, veloce risalita, tanto veloce che l’uomo non ha avuto il tempo di parare la bocca con una mano, piccole gocce di saliva si depositano sul banco a lui di fronte, educatamente l’uomo estrae dalla tasta un bianco fazzoletto e con dovuta cura pulisce il banchetto.

“L’untore, l’untore!” un grido si alza dal fondo della chiesa, la gente interrompe il coro e si gira, la donna continua a gridare indicando il vecchio uomo e un primo drappello di persone velocemente si porta verso di lui per immobilizzarlo, presto seguiti da altre rabbiose persone. Al vecchio non è dato ne tempo ne modo di spiegarsi viene preso, picchiato, malamente trascinato fuori dalla chiesa per essere giustiziato.

Se avete letto i “Promessi Sposi” del Manzoni avrete certamente riconosciuta una delle scene in tale romanzo presenti, un episodio relativo all’epidemia di peste che sconvolse una parte Italia ai primi del seicento, in essa è nascosta la grave considerazione di come la paura possa essere uno dei più grandi veicoli di condizionamento, di coinvolgimento anche violento e letale. Bene l’avevano imparato già molti secoli addietro coloro che erano interessati ad acquisire potere, sia esso economico che politico, e qualcuno arrivò a farne utilizzo metodico e scientifico creando paure anche la dove queste mancavano, vedi, ad esempio, il peccato originale.

Cose d’altri tempi! No, assolutamente no, tutto questo si è perpetuato nei secoli arrivando pressoché inalterato ai giorni nostri, lo si può ben rilevare osservando con critica oggettività una buona parte di quello che avviene quotidianamente e non è solo una questione inerente il terrorismo, e non è nemmeno questione che coinvolga solo gli estremismi religiosi, lo possiamo ben vedere persino nelle parole dei nostri politici, nelle reazioni delle persone, negli esiti elettorali, siano essi a largo raggio, tipo elezioni europee, che a piccolo raggio, tipo elezioni amministrative comunali.

Anche Mondo Nudo è rimasto coinvolto in una di queste moderne cacce all’untore, una caccia promossa in prima battuta per mettere in cattiva luce un Sindaco e permettere al proprio candidato di salire sul prestigioso scranno, in secondo tempo portata ancora avanti, così come a livello maggiore viene fatto con i migranti, forse per mascherare l’assenza di un vero programma amministrativo, per distogliere l’attenzione da quanto verrà o non verrà fatto, per dare in pasto alle persone un diavolo, per creare paura dove paura non c’è e attraverso questa falsa paura dimostrare che si è in grado di dare soluzioni, che si è meritevoli dello scranno guadagnato.

Io, Mondo Nudo, i nudisti tutti, non abbiamo bisogno di giustificarci, la Natura ci difende, la Natura è con noi, la Natura siamo noi, quella Natura che certi personaggi strumentalizzano di continuo (vedi l’inconsistente concetto di famiglia naturale, l’assurdità dell’omofobia e via dicendo), salvo poi dimenticarsene quanto al contrario li sconfessa.

educazione nudista

N.B.

Visto l’andamento delle statistiche relative al blog ne sono certo: una parte di coloro che, dalla summenzionata campagna denigratoria, sono stati invitati a visitare Mondo Nudo ne sono usciti cambiati e con una visione più corretta, più naturale del nudo.

Gentilezza letale!


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A sessant’anni passati pensi di aver visto e sentito di tutto, credi di conoscere il mondo e invece…. invece la vita arriva con le sorprese, con nuovi insegnamenti terribili, insegnamenti che ti sbattono a terra, che ti lasciano il vuoto nello stomaco per giorni interi, che ti impediscono di dormire finché non crolli stremato, che ti scuotono il corpo con lunghi e persistenti tremori, che invadono la tua mente impedendoti di pensare ad altro, di lavorare efficientemente, di vivere. Insegnamenti che ti fanno affermare..

Attenzione cari amici, attenzione a quello che dite e che scrivete, specialmente se appartenete ad uno dei gruppi sociali (omosessuali, mussulmani, atei, nudisti, eccetera) che, seppure pienamente leciti, sono invisi ad una certa parte della società, attenzione: persino i vostri più innocenti ringraziamenti possono essere strumentalizzati e utilizzati per gettare discredito sulle persone a cui li avete doverosamente indirizzati.

Inconcepibile? Già, eppure succede!

Governo


 

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Foto di Attilio Solzi


Si governa per il popolo, non per una sola parte dello stesso; si governa per fare le cose nel modo migliore per tutti, non solo nel modo che piace o che fa comodo ai pochi; si governa per garantire a tutti la massima espressione di sé stessi, non per sobillare posizioni di predominio o per imporre etiche censuratorie (sempre di parte e, quindi, sempre opinabili).

Elezioni


 


Oggi l’Italia ha assolutamente bisogno di continuità, non di cancellazioni, rifacimenti, nuove lunghe discussioni: si deve andare avanti, non ripartire da zero.

 

Uguali o diversi?


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C’è sempre chi manifesta dissenso verso le generalizzazioni e chi mostra le rarità come fossero regole. Vero è che se in un campo di fiori gialli ce ne è uno, o qualcuno, rosso è improprio dire che tutti i fiori sono gialli, d’altro canto è ancor più fuorviante affermare che in quel campo i fiori sono rossi o che sono tutti diversi.


L’acqua al proprio mulino



Si diventa ridicoli quando si rinuncia all’obiettività per tirare sempre e comunque l’acqua al proprio mulino.


Piangere sul latte versato



Inutile chiedersi perché in Italia le cose vanno male e poi…

  • Supportare politici che fanno i comici e comici che fanno i politici
  • Sostenere chi si limita a impedire che si governi l’Italia
  • Pensare che prescrizione del reato sia sinonimo di innocenza
  • Accontentarsi del meno peggio
  • Esaltarsi per le false promesse
  • Credere che chi ha già fallito possa ora aver successo
  • Approvare l’assenza di veri programmi, sostituiti da slogan più o meno ridicoli
  • Tollerare il turpiloquio dei politici
  • Votare delinquenti conclamati e seriali

Obiettività



Il referendum lombardo ne è solo l’ennesima prova, l’obiettività è morta: chi ne evidenzia solo gli aspetti positivi, chi solo quelli negativi, quasi nessuno vede l’insieme delle cose.


Con tutti i problemi che abbiamo…


“Con tutti i problemi che abbiamo ci mancherebbe anche di dover vedere persone nude in giro!”

“Con tutti i problemi che abbiamo ci mancherebbe anche di perdere tempo a discutere di leggi sul nudismo!”

“Ma che volete voi nudisti, che si perda tempo per voi?”

“Ci sono cose ben più importanti del nudismo di cui parlare.”

Eccovi qualcosa che vi può semplificare la vita. NO GRAZIE, SIAMO TROPPO OCCUPATI!

La mosca al naso


I protagonisti del fumetto di René Goscinny

I protagonisti del fumetto di René Goscinny

“NO!”

Un no secco, inappellabile, un no preconcetto, dato a priori, senza conoscenza e senza contatto. Un no che fa saltare la mosca al naso.

Tante le escursioni che ormai abbiamo fatto, tante le volte in cui siamo stati nudi, poche quelle in cui siamo dovuti stare sempre vestiti, tante quelle in cui abbiamo incontrato altri escursionisti, rarissimi i gesti di disapprovazione e nulle le lamentele (eccetto un unico caso, nel quale peraltro, a seguito del dialogo che ne è nato, si sono poi trasformate in interesse e accettazione). Abbiamo così maturato un’importante esperienza, un ormai valido supporto statistico che ci permette di fare affermazioni precise e ribattere a chi ci oppone un no.

Ecco, ogni tanto capita, poche volte, ma capita, è capitato.

Capita che Sindaci con la esse maiuscola venendo a sapere del nostro passaggio ci contattino per conoscerci, più spesso capita che, con nostro lieve disappunto, viga il più rigoroso silenzio, sebbene suoni come un “non possiamo sostenervi ma non vogliamo ostacolarvi” è comunque un incerto silenzio, qualche rara volta capita che qualche amministrazione si metta sul piede di guerra.

Capita, capita anche questo.

Le motivazioni sono sempre le stesse, quelle trite e ritrite giustificazioni che abbiamo più volte dimostrato essere fallaci, superate.

nuebam1“Ci sono le famiglie”, beh molte famiglie sono avvezze alla nudità e ormai le evidenze, con la conferma di diversi specifici studi sociali e pedagogici (alcuni esempi: “Experts say nudity in the home is key to promoting positive body image in children“, “Il nudismo è positivo per i bambini”“I bambini, il senso di vergogna e gli abusi”), dimostrano che le famiglie farebbero bene ad educare i propri figli alla nudità.

“È un luogo molto frequentato”, beh, in tale situazione ovviamente non ci spogliamo, ma sarebbe bello essere autorizzati a farlo:  quale migliore opportunità per favorire l’incontro e il dialogo? Quale migliore situazione per sperimentare e valutare? Si ha forse paura che molti ne restino indifferenti o che addirittura ne vengano coinvolti? Si ha forse paura di dover cambiare la propria opinione?

“Non c’è nulla che autorizzi”, beh ma nemmeno nulla che impedisca: la legge non vieta espressamente il nudo e tutte le sentenze (e ancor più significativi i tanti non luoghi a procedere perché “il fatto non sussiste”) dal duemila a oggi sono favorevoli alla nudità quando priva di ostentazione, quando motivata dalla situazione ambientale, quando portata con sana e dignitosa semplicità.

Foto Carla Cinelli

Comprendiamo che lo scranno su cui siedono sia bollente, comprendiamo il desiderio di non bruciarsi il sedere, comprendiamo la difficoltà della situazione, comprendiamo. Comprendiamo e siamo pronti a parlarne, siamo disponibili a trovare le giuste mediazioni. Giuste e mediazioni due parole che molto si discostano dall’imposizione, dal no aprioristico, due parole che esigono apertura, due parole che prevedono sperimentazione, ad esempio prendere dei sentieri e piazzarvi dei cartelli che indichino la possibilità di incontrare persone nude per vedere quanti sono coloro che rinunciano al passaggio e quanti quelli che, al contrario, effettuano comunque la loro escursione, ad esempio organizzare delle serate informative, organizzare delle manifestazioni nella regola dei vestiti facoltativi, noi siamo qui, siamo disposti a parteciparvi, vogliamo farlo, apposta abbiamo ideato la Zona di Contatto, per questo usiamo tutti i canali possibili per rendere pubbliche le nostre escursioni.

In questo mondo malato una delle cose che si sono dimenticate è l’idea di un’amministrazione al servizio del cittadino, un’amministrazione che opera a difesa dei diritti di tutti, un’amministrazione capace di andare oltre i pareri personali dei suoi componenti. Un Sindaco è ben diverso dal padre padrone, un Sindaco è il mediatore, colui che sa trovare in ogni caso il modo per dare a tutte le parti l’opportunità di esprimersi e di agire (vivere) secondo proprio desiderio, un Sindaco è il summo magister, l’educatore che per primo evolve e aiuta gli altri ad evolvere, il primo che comprende per aiutare gli altri a comprendere, il primo che si apre alle novità sociali per condurre gli altri ad analoga apertura, il primo che distingue l’insulso condizionamento dalla valida ragione e insegna a fare altrettanto. Vale per il nudo, ma vale anche per tantissime altre cose, tutti ne siamo coinvolti e tutti dovremmo intervenire a contrastare ogni aprioristica chiusura, a difendere il civile diritto alla libera azione.

Sindaco, sindaco, si…ndaco, si… Sindaco inizia con il sì

SÌ!

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Lavoro, lavoro, lavoro!


Lavoro, lavoro, lavoro, tutti ne parlano, tutti lo evocano, la Costituzione, il Presidente della Repubblica, il Capo del Governo, i politici in genere, i vari schieramenti partitici, le diverse istituzioni, le diverse confederazioni e associazioni legate al mondo della produzione, del commercio e del consumo, i sindacati, le persone.

Fermiamoci un attimo, ragioniamo: non stiamo forse esagerando? Con questo gioco del lavoro che tutti dicono di voler dare, voler produrre, voler garantire, ma chissà perché alla fine manca sempre, con questo gioco, dicevo, stanno man mano facendo sparire tutte le conquiste sociali per le quali negli anni settanta molti hanno dato sangue, sudore e soldi, stanno eliminando la classe di mezzo evidenziando sempre più la distinzione tra chi detiene un potere, foss’anche solo quello di poter dare un lavoro, e chi no, stanno ripristinando la schiavitù.

IMG_1692Dov’è finito il tempo libero? Soprattutto, dov’è finito il diritto ad una vita dignitosa? Ecco, questo il punto cardine: vita, dignità della vita, diritto a poter vivere dignitosamente e vivere dignitosamente vuol dire non solo avere un lavoro ma anche e soprattutto d’essere rispettato come lavoratore e come persona, ovvero essere adeguatamente retribuito, quanto serva a permettere una vita priva di preoccupazioni economiche, una vita che non sia necessariamente interamente dedicata al lavoro ma che veda anche la presenza di una bella dose di tempo libero, obbligatoriamente da dedicarsi allo svago e agli interessi personali.

Giusto preoccuparsi che anche le donne possano vedersi garantire il lavoro, d’altra parte sarebbe forse altrettanto opportuno preoccuparsi che le famiglie (intesa come nucleo di due persone conviventi, siano essi un uomo e una donna, due uomini o due donne, con o senza figli) possano vivere (dignitosamente) con un solo stipendio (libera scelta della famiglia se quello dell’uno o quello dell’altro), o con due mezzi stipendi, così come era un tempo che ormai si allontana sempre più.

Cambiamo paradigma, cambiamo obiettivo, a partire dalla Costituzione che, all’articolo 1, dovrebbe recitare “l’Italia è una Repubblica democratica basata sulla dignità umana”.

Dignità, dignità, dignità!

Spring Ahead!


Seguo da qualche anno  queste donne e ho potuto apprezzare la loro crescita e la crescita della società attorno a loro, chiara e lampante dimostrazione del fatto che la legalizzazione… oops, liberalizzazione della nudità (anche se qui è limitata alle sole mammelle, il discorso logico è lo stesso visto e considerato che le opposizioni verso il topless sono le stesse di quelle verso la nudità completa, manifestate con la stessa ottusa ostinatezza e lo stesso bigotto fervore) invece di provocare problemi smorza le opposizioni e crea un’importante e positiva crescita sociale, portando molto più che alla semplice accettazione del nudo sociale.

Forza cari politici italiani, nazionali o locali che siate, smettetela con l’ipocrisia, smettetela di dar credito alle poche ottuse voci, fate il bene dell’Italia e dei cittadini italiani, date ascolto e spazio ai tanti che democraticamente, civilmente ed educatamente accettano la nudità sociale, tra i quali, per giunta, una bella percentuale sarebbe pronta a mettersi a nudo se fossero certi di non andare incontro a problemi con le forze dell’ordine e la giustizia. Che sia, però, una vera liberalizzazione e non una farsa volta a rinchiudere i nudisti dentro le mura di strutture che a qual punto assumerebbero più la forma di ghetti che di villaggi, campeggi, spiagge, eccetera, validando le malate tesi di chi vede nel nudo una volgarità, un’offesa, un fastidio, provocando alla fine una negativa regressione sociale invece che una positiva evoluzione. Forza, non fateci aspettare ancora a lungo.

The Outdoor Co-ed Topless Pulp Fiction Appreciation Society

IMG_0840What’s that tickle in our collective noses? Could it be…allergy season? Yes: a glance at the calendar confirms it, the days get an hour longer this Sunday, and suddenly warm weather isn’t a freak occurrence, it’s something we can start expecting as our due.

But for now it still has a whiff of the special treat about it, so when the weatherfolk said it would hit the 70s this week — Fahrenheit, kids…the real 70s! — we all breathed a collective sigh and made a beeline for the park.

IMG_0660It’s that wonderful season where some people still have down parkas on and others not so much. Count us in the ‘not so much’ brigade. It feels so good to get those layers off, and not stop until there’s nothing left to get off.

IMG_0836IMG_0855Helping set the tone, we came bearing waffles from the nearest Wafels & Dinges truck, books ranging from the…

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Giochi di potere


Avete presente la piramide di Maslow? Si, bene potete saltare al paragrafo successivo; no, leggete anche il presente. Detta piramide identifica la gerarchia dei bisogni (o necessità) suddividendoli in cinque fasce (o livelli), alla base i bisogni più elementari (fisiologici: respiro, alimentazione, sesso, sonno) e che vanno necessariamente esauditi per primi, al vertice le necessità più complesse (autorealizzazione: moralità, creatività, spontaneità, problem solving, accettazione, assenza di pregiudizi) a cui ci si arriva e che si possono soddisfare solo dopo aver esaudito tutte quelle presenti ai livelli inferiori che, partendo dal basso ed escludendo il già descritto primo livello, sono: sicurezza (fisica, di occupazione, morale, familiare, di salute, di proprietà); appartenenza (amicizia, affetto familiare, intimità sessuale); stima (autostima, autocontrollo, realizzazione, rispetto reciproco).

Piramide di Maslow

Sebbene si siano nel tempo mosse diverse critiche, sebbene Maslow stesso rivide la sua piramide aggiungendovi ulteriori livelli, sebbene siano in seguito sopravvenute teorie più elaborate (E.R.C., Fattori Duali, Cerchio di McClelland, eccetera), detta piramide resta pur sempre valida per spiegare in modo semplice eppur scientifico certi fatti della vita personale e sociale, in particolare si adatta benissimo a parlare dei giochi di potere. Che si tratti dei grandi poteri economici e politici mondiali, oppure dei più infimi poterucoli aziendali, associativi, addirittura familiari, la logica cambia ben di poco, sebbene in alcuni casi il gioco sia condotto con precisa cognizione di causa e in altri per istintività o inconscio apprendimento.

Qual è il gioco?

Immaginiamoci di voler soggiogare al nostro volere una comunità più o meno grande, al limite anche un singolo individuo, cosa faremmo?

Beh, evidente, dobbiamo mantenere, o riportare, il nostro target all’interno delle prime due fasce della piramide di Maslow: troppo occupato ad accudire ai suoi bisogni basilari sarà disattento a quelli più complessi e risulterà per noi più facile rimuovere o quantomeno controllare a nostro vantaggio le condizioni sociali e, di riflesso, il nostro target.

Come lo facciamo?

Semplice, come prima cosa andremo a instillare nel nostro target delle paure che riguardino essenzialmente la sopravvivenza e la sicurezza, lo faremo sfruttando situazioni realmente esistenti rendendole più evidenti e gravi di quanto non siano, oppure inventandoci di sana pianta figure mitologiche o situazioni di difficoltà sociale. Alcuni esempi: il diavolo, i peccati, il sesso, il nudo, le streghe, le malattie, l’inquinamento, il buco nell’ozono, il gas serra, il riscaldamento globale, le scie chimiche, il complottismo, l’estinzione delle specie animali, la crisi del lavoro, la crisi economica, i reati vari, le violazioni amministrative, gli evasori, i pervertiti, gli esibizionisti, i guardoni, i nudisti.

Una volta che le paure sono state instillate e il nostro target ha abbassato le proprie preoccupazioni all’interno dei bisogni fondamentali, ecco che andremo a fornire delle soluzioni, ovviamente soluzioni che siano strutturate a nostro esclusivo o predominante vantaggio: la religione, l’inquisizione, l’estremismo ecologico, l’animalismo esasperato, l’alimentazione vegetariana o vegana, la dittatura, le guardie, il videocontrollo, il mutuo spionaggio dei cittadini, le strutture nudiste, le ordinanze, i divieti. Tutte queste soluzioni conterranno apparenti vantaggi per il target, apparenti perché in realtà rispondono alle paure precedentemente instillate (senza le quali tali vantaggi non sarebbero esistiti) e soprattutto perché opportunatamente disseminati qua e là al fine di mascherare le ben più rilevanti e importanti limitazioni e le perdite di diritto.

A questo punto ho ottenuto e poi incrementato il mio potere sul target, un target ora convinto che io l’abbia salvato, che io gli abbia dato quello che altrimenti non avrebbe avuto, mentre semplicemente è ormai incapace di rendersi conto che gli ho solo ridato una minima parte di quello che già aveva e che io, proditoriamente, gli avevo tolto instillandogli delle paure. La cosa più bella è che se sono stato bravo sarò riuscito a fare in modo che, più o meno consciamente, sia ora parte del mio target a difendermi o addirittura a proporre soluzioni sempre più vantaggiose per me e sempre meno per loro, vedasi la tifoseria politica (di ogni segno e colore), la caccia all’evasore, l’alterazione del concetto di rispetto (necessariamente multicolore e multidirezionale, invece dai più inteso in bianco e nero oltre che unilateralmente), l’autocensura dei nudisti, il formulare e/o sostenere proposte di legge restrittive anziché garantiste.

A che pro questo articolo? Tanto, molti penseranno, trattasi di un costrutto sociale immodificabile, una struttura sociale, politica ed economica che si perde nei tempi, che esce dalla memoria umana, possiamo solo uniformarci, combatterlo è un’utopia.

Eh, no, non ci sto, l’utopia è un altro di quei concetti inventati a bella posta per i giochi di potere, un concetto ideato per far credere alle persone che esistano situazioni inalterabili contro le quali sia perfettamente inutile ribellarsi. Certo può essere difficile e faticoso tentare la via del cambiamento, certo ciò che è stato costruito in millenni richiederà altrettanto o comunque molto tempo per essere modificato, questo, però, dimostra solo che tutto è modificabile, basta volerlo. Se poi pensiamo ai piccoli poteri, ai poteri aziendali, associativi, familiari, delle piccole comunità, dei piccoli movimenti sociali, ecco che qui possiamo sicuramente intervenire, per farlo è però necessario rendersi conto di come avvengano i giochi di potere, di come veniamo condizionati e controllati, di come veniamo resi schiavi di concetti assurdi che “miracolosamente” diventano indissolubili e che noi stessi andiamo a difendere, sostenere, proporre, divulgare, ampliare, rinforzare. Ecco, questo il senso di questo articolo!

Confedercontribuenti: Appello ai blogger di tutta italia, lottare questo fisco salvare l’Italia


Si è proprio ora di dire basta e di mettersi in moto affinché i soldi li si prendano dalle tasche di coloro che, col la loro inettitudine, con spese inutili, con sperperi e corruzione, con i giochi di comodo, ci hanno messo nella situazione in cui siamo.

Confedercontribuenti: Appello ai blogger di tutta italia, lottare questo fisco salvare l’Italia.

I numeri contano realmente?


Pitagora riteneva che il Numero fosse l’elemento primordiale dell’Universo: “Tutte le cose che ci è dato conoscere posseggono un numero” (cfr. “Storia della filosofia greca – I presocratici” di Luciano De Crescenzo, Arnoldo Mondadori Editore). A lungo s’è optato sui numeri per vincere battaglie e guerre. In economia e in politica da sempre si cercano i grandi numeri. La democrazia è fondata sul potere della maggioranza. Eppure…

Eppure:

  • non tutto può essere spiegato coi numeri e molti furono i filosofi che criticarono la posizione pitagorica;
  • in guerra da sempre i piccoli drappelli di ribelli o di incursori hanno spesso tenuto in scacco i grandi eserciti;
  • nel marketing si usa il centesimo per far pensare ad un costo inferiore (19,99 è solo un centesimo in meno di 20, eppure non è 20);
  • in politica pochi cani sciolti spesso decidono le sorti di una proposta, di una legislatura, di una campagna elettorale;
  • le costituzioni democratiche stabiliscono che anche il singolo vada ascoltato e protetto.

È quindi vero che i numeri contano ma anche no, c’è un altro fatto che lo dimostra.

Nell’ambiente del nudismo molti sono coloro che manifestano dissenso verso chi tenta azioni reali per la diffusione e la difesa di questo stile di vita. La motivazione della contrarietà è che “tanto non ci ascoltano, siamo tropo pochi”.

Orbene, se si analizzano attentamente i fatti e si guarda alla realtà odierna, è facile notare che assai pochi non accettano l’esistenza del nudismo, sono anche meno dei nudisti stessi, eppure costoro vengono ascoltati, perché?

Perché, a differenza dei nudisti, si fanno sentire e prima di farlo non si chiedono “sarò solo?” o “sarò l’unico?” bensì si muovono, agiscono come singoli individui: telefonano alle forze dell’ordine, scrivono ai Sindaci e ai quotidiani, minacciano di disdire le prenotazioni presso le strutture ricettive, intervengono nei siti e sui social network manifestando, spesso con toni accesi e osceni (significativi di quello che essi sono), il loro acceso disappunto, la loro intolleranza.

Beh, che dire, se noi nudisti non impareremo ad agire in prima persona, senza preoccuparci del “quanti siamo”, del “sarò l’unico?”, del “ci vogliono i numeri”, beh, ecco, noi non cresceremo mai e chi ci osteggia l’avrà sempre vinta, non perché noi siamo pochi, ma perché …

noi siamo assenti

Aforismi e disequazioni


img_0835.jpgIl vestito demonizza il corpo, il nudo gli rende gloria

Il vestito può nascondere un pericolo, la nudità no

Rispetta il tuo corpo, non impedirgli di respirare

L’avere una mela rossa non implica il possesso di una sola mela

La banana è gialla, ma il giallo non è la banana

Per fare sesso ci si mette nudi, ma anche per fare la doccia

Il sesso è nudo, ma il nudo non è sesso

Tutti nudi … nessuno nudo

L’esibizionismo può essere nudo, ma il nudo non è esibizionismo

L’occhio vede, ma la mente comanda

Pensa male chi è abituato ad agir male

Tutto è esibizione, non per questo tutto è esibizionismo

L’esibizionista ha necessità di qualcuno che osservi in modo quantomeno interessato

L’esibizionismo è nella mente di chi guarda

L’esibizionismo del corpo è frutto dei tabu del corpo

Che lo facciano tutti non significa che sia giusto

Se ti infastidisce ignoralo, non sei obbligato a guardare, leggere, commentare

Le fobie si curano, tutte, ivi compresa quella per il nudo

Un dogma è tale solo per volontà delle persone

Le regole si possono cambiare

Che una cosa si faccia da secoli non implica che sia giusta

“Si è sempre fatto così” … affermazione sempre errata

Tanti non vuol dire tutti

I diritti naturali sono tali perché sono diritti a prescindere

I diritti naturali non si possono concedere, si possono solo negare

La mia libertà finisce dove inizia la tua? No, la mia e la tua libertà sono parallele!

Due libertà non necessariamente si sovrappongono

Quando due libertà si sovrappongono l’equilibrio raramente è nel mezzo

L’equilibrio di due libertà non si ottiene matematicamente, bensì algebricamente

Il fatto che tu non comprenda non implica il fatto che io debba cambiare

Ciò che non si comprende non è necessariamente sbagliato

Parlare senza conoscere è parlare a vanvera

La conoscenza non è “ho sentito dire che…” e nemmeno “ho letto che…”

citta_confusaUn’esile linea di confine è comunque una linea di confine

Qualsiasi odierna cultura è stata preceduta da un’altra cultura

Una religione può essere cultura, ma la cultura non è la religione

Una sola religione non può mai rappresentare uno Stato

Mai ascoltare una voce sola, fa sragionare

Nessuno dice sempre il giusto, così come nessuno dice sempre sbagliato

Nessuno ha accesso a informazioni incondizionate, nemmeno riguardo a se stesso

Non esistono parti che non siano di parte

La verità raramente è tutta da una parte sola

Solo lo stolto giudica le cose sulla base di chi le dice

Ragiona con la tua testa, non con la bocca di altri

Ciò che non viene detto raramente può essere desunto

Tacere non è mentire

L’errore si può comprendere ma non si può giustificare

Troppo comodo sbagliare e poi chiedere scusa

Non impedire, rendi più conveniente fare quello che andrebbe fatto

L’uso spasmodico dei divieti dimostra solo l’incapacità amministrativa o educativa

Si e no non vanno usati in modo esclusivo

Le offese sono nella bocca di chi le pronuncia

La sottomissione raramente è produttiva, la violenza non lo è mai

Se c’è il sole può venire la pioggia, se c’è la pioggia può venire il sole, ma le cose possono anche restare come sono

La testardaggine si mostra solo quando si incontra con altra testardaggine

Generalizzare non vuol dire ignorare le eccezioni

Troppo può essere sia tanto che poco

Ciao 🙂

Opportunità per il Garda (e per l’Italia)


Fin dai tempi antichi, il Garda è ricercato luogo per la villeggiatura, molti sono gli alberghi e i campeggi che ne costellano le rive e i dintorni, moltissime le casa vacanza, ampia anche l’offerta fornita da agriturismi e bed & breakfast. Da alcuni anni, però, anche il Garda riscontra un sensibile calo nell’afflusso di turisti, di conseguenza molte sono le iniziative che sono state presentate e invocate per ridagli smalto:

  • nel 2011 nasce il Comitato delle Provincie del Garda che, sotto la definizione di Regione del Garda, riunisce i rappresentanti di Verona, Mantova, Trento e Brescia;
  • sempre nel 2011 la Regione Lombardia investe 5 milioni di euro nel piano triennale di promozione e valorizzazione turistica del Lago di Garda
  • è di questi giorni la notizia dell’imminente realizzazione, in quel di Manerba, del Parco Regionale della Rocca e del Sasso.

Queste e le tante altre iniziative hanno preso e prendono in considerazione l’aspetto culinario, quello artistico, i vari spunti storici presenti sul territorio, l’agricoltura lo sport, ma, stranamente, ne tralasciano uno che sarebbe molto gradito e apporterebbe immediati benefici, senza nemmeno la necessità di fare grossi investimenti: il nudismo.

Stranamente, dicevamo, si perché in Germania come in Olanda, paesi da cui arriva la stragrande maggioranza dei turisti che frequentano il Garda, il nudismo è pratica assai comune, tanto comune che nudi ci si può stare anche nei parchi cittadini. In molti stati europei il turismo nudista è preso in grande considerazione e apporta un importante contributo all’economia delle aziende che operano in ambito turistico, ma anche all’economia generale del paese. Per altro il Garda non è nuovo a questa tipologia di frequentazione e di turismo: a partire dal 1970 e fino a una decina di anni fa, diverse erano le spiagge sulla quali ci si poteva liberare anche dell’ultimo pezzettino di stoffa che, fastidiosamente, resiste al desiderio di lasciar respirare il corpo ottenebrato dalla calura estiva, al piacere della totalizzante percezione dell’acqua sul proprio corpo: il costume da bagno.

Era, quella, una pacifica convivenza tra nudisti e coloro che il costume preferivano tenerselo addosso, tutti potevano liberamente godere dell’aria, del sole e dell’acqua. Poi arrivarono le ordinanze di divieto, subito seguite dalle retate e le cose sono cambiate: solo nella zona trentina è ancora possibile prendere il sole e fare il bagno in sana nudità. Un certo sindaco alle rimostranze mie e di altri rispose che “si vero è che per trent’anni si è pacificamente praticato il nudismo, ma le cose non sono eterne, le cose cambiano”. Si caro sindaco le cose cambiano, ma generalmente dovrebbero cambiare in meglio e non in peggio: il fastidio per il nudo è una fobia e, come avviene per tutte le fobie, non va incentivata ed elevata a status sociale di norma, bensì ostacolata e curata. Si caro sindaco, ma la sua visione delle cose è anche una palese cecità economico turistica: qualche centinaio di bresciani e altrettanti veronesi, vicentini, mantovani, bergamaschi, milanesi, aspettano fiduciosi la riapertura al nudismo; migliaia di turisti ne approfitterebbero e troverebbero in esso un motivo in più per venire sul Garda e tornarci fedelmente, pensi a quanti soldi sta buttando via e sta facendo buttare via agli operatori turistici del suo comune e, visto che altri sindaci l’hanno presa a modello, del Garda intero.

Giusto guardare al futuro, ma senza ignorare gli insegnamenti del passato e trent’anni di storia dimostrano che il nudismo non danneggia il turismo, specie su questo nostro grande lago, migliaia di episodi hanno certificato che molti solo coloro disposti a condividere gli spazi con delle persone nude, sarebbe pertanto di certo fattibile lasciare massima libertà ovunque. Quantomeno sarebbe valido compromesso l’individuare, su ogni sponda del lago, una decina di spiagge e una decina di sentieri montani dove autorizzare ufficialmente il nudo, convertendo parallelamente parte della ricettività turistica già esistente in ambienti “clothing optional” (abbigliamento facoltativo).

Che male può fare un corpo nudo? Non può nascondere armi, non può ingannare, può solo esprimere naturalità e sincerità, quella naturalità e quella sincerità che sono proprie dei bimbi, ai quali la nudità, come ben sanno tutti i genitori, lungi dal portare turbamento, apporta felicità.

Lettera ai politici


letteraIn tempi di campagna elettorale ci potrebbe essere una maggiore recettività politica verso lo stato d’incertezza legislativa in cui si trova il nudismo, perché, allora, non provarci!

Eccovi una lettera che potete copiare, personalizzare e inviare.

Se poi qualche politico ci legge direttamente qua, benissimo, ci contatti pure.


Gentilissimo/a …..

Coscienti dei tanti gravosi impegni che di certo avrà in questo periodo, non volendo farle perdere inutilmente del tempo prezioso, sebbene l’argomento di cui siamo a parlarle sia ampio e complesso, veniamo a condensarlo in poche righe e puntiamo direttamente alla sostanza dello stesso.

Siamo a scriverle in rappresentanza di una sostanziosa fetta di italiani (all’incirca centomila persone) e di un altrettanto corposa quota di turisti stranieri, fetta che forma una comunità sociale importante e attiva, una comunità che, però, a fronte della sua totale innocuità, si vede da sempre osteggiata e vessata nella sua libertà di espressione e di azione solo ed unicamente perché dedita al nudismo.

Sebbene l’opinione comune di base sia oggi molto cambiata e veramente poche siano le persone che proprio non riescono a sopportare la nostra presenza, sebbene molti siano i giudici ordinari e di pace che si sono pronunciati a nostro favore, la Corte di Cassazione, chiamata in causa in soli due casi, ma pur sempre chiamata, ancora ragiona in modo obsoleto e un suo eventuale coinvolgimento mette la nostra comunità in condizione di incertezza giuridica. Un’incertezza resa ancora più evidente dalla vaghezza della legislazione. Analogamente diversi sono i sindaci che, o ignorano totalmente i nostri tentativi di addivenire a un dialogo, o addirittura emanando ordinanze specifiche, impegnano il personale di vigilanza in vere e proprie campagne punitive. Nulla da eccepire quando si tratta del fermo di qualcuno che realmente compie atti osceni in luogo pubblico, anzi, siamo i primi a chiedere in tal caso massima severità, anche più di quella attualmente in vigore, ma spesso e purtroppo si tende a fare erba comune e, per semplificarsi il lavoro, non si fanno distinzioni di sorta: sei nudo, quindi stavi facendo sesso in pubblico e ti fermo, stop!

Già ci sono state delle proposte di legge che volevano, anche se in modo opinabile, mettere chiarezza sulla questione, ma nessuna di queste è arrivata a compimento. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di una legge elaborata e, pertanto, complessa da formulare e gestire, anzi potrebbe bastare una semplice postilla in capo al Codice Penale. Questo, infatti, al Libro terzo, Titolo primo, Capo secondo, articolo 726 parla di atti contrari alla pubblica decenza senza però meglio definirli, così come non viene fatto in modo esplicito da nessun altro strumento giuridico. Il tutto viene lasciato alla libera interpretazione e decisione del personale delle forze dell’ordine e dei giudici.

Cosa siamo a chiederle? Semplicemente di volersi prendere carico della questione e sostenere una delle due possibili soluzioni, o, meglio ancora, ambedue:

a)      Aggiunta di una postilla all’articolo 726 del Codice Penale: “lo stato di nudità, ancorché pubblico, non è di per se stesso atto contrario alla pubblica decenza”

b)      Promulgazione di una legge poco più articolata sul nudismo (o naturismo), con la quale si renda a tutti gli effetti pienamente legale la nudità anche pubblica ovunque la stessa non sia appositamente e specificatamente vietata, quantomeno quella attuata fuori dai contesti strettamente urbani (con esclusione dei balconi e dei giardini privati), senza ulteriori limitazioni che possano comunque di fatto rendere la pratica del nudismo materialmente impossibile a tutti coloro che non possano sobbarcarsi ad ogni fine settimana lunghe trasferte per raggiungere i pochi luoghi ove il nudismo è consentito.

Restando a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e per l’appoggio materiale alla formulazione della specifica proposta di legge, porgiamo i nostri più distinti saluti

Firmato

Lo staff di Mondo Nudo e iNudisti

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