Archivi Blog

La città confusa!


Le città nascono per azione dell’uomo: l’uomo costruisce le sue case, le arreda a suo piacimento, le usa, le demolisce, le ricostruisce; l’uomo costruisce le sue strade, le modifica, le utilizza a sua logica, le ripara, le lascia andare in deperimento, le recupera; l’uomo decide del destino e della vita delle città.
Immaginatevi, ora, che un bel giorno, svegliandovi, vi troviate schiavi della città: le case sorgono da sole, le case decidono chi le deve abitare, le case decidono come essere arredate; i mobili vi impongono dove metterli e come usarli; le strade vi dicono che percorso fare; e via dicendo. Non so, ma non credo proprio che ci possa essere qualcuno che gioirebbe di una tale situazione, eppure… Eppure è proprio quello che è successo ad alcuni concetti sociali che regolano la nostra vita: lavoro, dipendenza, contratto, diritti, doveri, libertà, rappresentanza, governo, in sintesi… democrazia.

Democrazia, ovvero potere (cratos) del popolo (demos), un concetto che non può inequivocarsi, invece nella storia appare evidente che sia stato, forse fin dai primordi, equivocato. Lo stesso fatto che si sia andati a inventare i concetti di democrazia diretta e indiretta dimostra ampiamente come, volutamente, qualcuno abbia cercato di dirottare a proprio uso e consumo, a proprio vantaggio, quello che è e dovrebbe essere la democrazia, per trasformarla in una oligarchia di fatto. Il popolo ha, infatti, il diritto e il dovere (bella sta storia del diritto/dovere, un diritto è tale solo se può liberamente esercitarsi, se diventa obbligo non è più un diritto, ma solo un dovere) di eleggere i propri rappresentanti, ma poi non ha più voce in capitolo e se i suoi rappresentanti non rappresentano più nessuno, se non se stessi o altri poteri più o meno occulti, il popolo non ha mezzi per poterli destituire seduta stante. Questa non è democrazia, questa è oligarchia mascherata.

I rappresentanti del popolo devono rappresentare, ovvero raccogliere le opinioni del popolo (che non è la base, bensì il vertice della piramide sociale) e decidere in funzione di queste e solo di queste. I rappresentanti possono si avere una loro opinione, ma questa dev’essere solo una delle tante, non l’opinione su cui essi vanno a deliberare. Nel momento in cui i rappresentanti deliberano sulla base delle loro specifiche opinioni stanno rappresentando solo sé stessi e non il popolo, venendo di fatto a mancare al loro mandato elettorale. Un rappresentante è tale solo quando arriva a deliberare anche in modo opposto al suo pensiero personale pur di tener conto di quello che è il parere del popolo (che non sono solo i suoi elettori).
Non hanno senso le campagne elettorali in cui io ti dico cosa intendo fare e tu mi voti se ti piace quello che voglio fare, no, questa è una visione totalmente alterata della rappresentanza. I candidati vanno votati per la loro qualità morale e personale, perché si sono manifestati come persone preparate e, soprattutto, oneste, non perché fanno promesse che poi, come ben sappiamo, non verranno mantenute.

Non esiste democrazia se non esiste il potere del popolo, se il popolo non può avere il controllo reale sui suoi rappresentanti, se non li può “licenziare” nel momento stesso che non mantengono i loro doveri di rappresentanza, se può solo eleggere ma non destituire, se i rappresentanti hanno potere di decidere sulla loro stessa esistenza, sul loro stesso emolumento, sui loro stessi privilegi. Non esiste democrazia se il popolo deve solo assoggettarsi a decisioni che non lo rappresentano, a delibere che lo mortificano, a obblighi che nascono solo da interessi che con il benessere del popolo nulla hanno a che fare.

Molti sono oggi i discorsi sull’esigenza di un cambiamento, molte le grida che inneggiano al cambiamento, molte le indicazioni dell’uno o dell’altro come possibile guida al cambiamento. Tutto inutile! Nel tempo è stato creato un sistema sociale e politico “fortezza”, un sistema in grado di assorbire i tentativi di scalfirlo, un sistema che, alla fine, obbliga chiunque vi entri ad operare secondo le logiche precostituite. Non è questione di destra, sinistra, centro; non è questione di uno o di quell’altro; non è questione di anziani o giovani; le evidenze storiche sono ormai molte e solo il fanatismo, la tifoseria politica (altro condizionamento indotto dal sistema “fortezza”) possono impedirle di vedere; personaggi partiti bene ce ne sono stati, ma alla fine tutti si sono dovuti arrendere, a tutti è arrivato il momento della decisione: o ti adegui o ti bruciamo!

Per poter anche solo sperare in un cambiamento che apporti dei veri miglioramenti per il popolo è necessario poter aspirare alla Democrazia, ma per poter far questo è necessario distruggere il sistema “fortezza”, finché qualcuno non arriverà a proporre tale passo, miglioramenti veri per la vita del popolo li vedo assai ardui, di più… impossibili!

Democrazia… paga chi sbaglia (i rappresentanti del popolo), non chi ha solo dovuto sottostare alle delibere dei suoi rappresentanti.
Democrazia… governo del popolo, non governo sul popolo.
Democrazia… controllo del popolo, non il popolo controllato.
Democrazia… potere del popolo, non sudditanza del popolo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: