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Trasposizione


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Uno degli atteggiamenti sociali inconsci più diffuso è la trasposizione di pensiero: accreditare ad altri il proprio modo di vivere, pensare e praticare le cose.

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Amicizia e sconforto



Fa male vedere un amico fidato, per giunta persona di grande cultura, abbandonarti per avergli manifestato aperte e sincere opinioni in merito al suo operato, negandoti, di fatto, il diritto di farlo.


Aver successo


A metà strada fra coloro che pensano al successo come evento assolutamente accidentale e coloro che lo ritengono solo frutto della propria volontà, penso al successo come un qualcosa che si ottiene con il proprio duro lavoro e contemporaneamente grazie all’avverarsi di combinazioni favorevoli talvolta indipendenti dalla nostra volontà.

Fatta questa debita premessa, necessaria per differenziarmi dal nugolo di imbonitori che operano in tale ambito, passiamo a vedere quali siano le chiavi per aver successo, invero poche.

Prima di tutto è necessario crederci, crederci totalmente, senza porsi limitazioni e senza farsi sommergere da dubbi, il cui unico effetto sarebbe quello d’impedirci il raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

Poi è necessario restare indifferenti a quanti cercheranno di mettere in dubbio la nostra possibilità di successo, alle opinioni contrarie e contrarianti, a tutti coloro che vorranno porre limitazioni e freni al nostro obiettivo.

Infine, contrariamente a quanto solitamente molti affermano, per aver successo è indispensabile lasciar perdere la (falsa) modestia: sappiate compiacervi del vostro lavoro, abbiate l’orgoglio di dirvi che siete stati bravi, festeggiate tranquillamente ogni passo che vi avvicina al vostro obiettivo.

Il successo è composto da tanti piccoli successi intermedi, anzi è composta da tanti successi e insuccessi intermedi, di più, ogni insuccesso è comunque un successo se da esso sappiamo trarne insegnamenti e considerazioni.

Qualche esempio?

Volete trovare impiego nell’ambito di una specifica mansione e di un dato settore, se partite dicendovi sì ma questo non lo so fare, è un settore con pochi posti disponibili, ecco che già vi siete arenati dato che verrà a mancarvi lo spirito necessario per affrontare la ricerca.

Hai lavorato per sviluppare un certo progetto, alla fine arrivi a vendere qualcosa di diverso: non è un insuccesso, hai comunque venduto qualcosa, hai imparato strada facendo e pian piano modificato l’obiettivo per adattarlo alle evidenze oggettive, sei stato bravo e hai avuto successo.

Hai sentito parlare di nudismo e vorresti capire di cosa si tratta, se parti con le solite stereotipate questioni, se ti chiedi “mi ecciterò”, se ti metti nel dubbio di sentirti imbarazzato, stai partendo male, vai, getta i vestiti al vento e goditi il successo.

Sei un nudista e vuoi fare qualcosa per la causa del nudismo, se parti dal presupposto che gli italiani sono contro, che l’Italia non è pronta, se ti crei problemi a mostrarti nudo, se poni vincoli alla pratica del nudismo, se hai paura di offendere o spaventare, se ti comporti in un qualsiasi modo che possa apparire in contraddizione con il pensiero della nudità sociale normale, ecco se hai dubbi e poni limitazioni alla pratica del nudismo come pensi di poterla proporre, come pensi di poterla sostenere, come pensi di poterla diffondere, come pensi di poterla far apparire normale? Ti sei tagliato le gambe ancor prima di iniziare e mai potrai addivenire al tuo obiettivo, al successo!

Talvolta si vince, talvolta si perde, vero, l’insuccesso, però, è sempre e solo figlio della nostra poca fede, del nostro troppo dubitare, del nostro atteggiamento.

Ciondoli


Foto Emanuele Cinelli

Foto Emanuele Cinelli

Quante volte l’ho letto, ne ho perso il conto. Cosa? Questo: “tutti quei cosi ciondolanti, ma che schifo, copriteli!”

Curioso che il più delle volte la frase scaturisca dalle menti femminili, da menti alle quali poi scopri che i ciondoli invero piacciono tanto, ah… piacciono quando puntano al cielo!

Ma non è questo di cui voglio parlare, diciamo che è stata solo una breve digressione, ora torniamo al contesto vero e proprio, ovvero alla logica delle cose.

Se si deve coprire ciò che ciondola allora si devono coprire…

Orecchini e collane

Gli addobbi di Natale

Lampadari e luminarie

Mele, pere, ciliegie, more, noci, in pratica tutta la frutta

Le esili piante e i rami sottili

Già, anche le foglie stesse, ciondolano anche quelle

Ahó, ma ciondolano anche le braccia

E i piedi, anzi l’intera gamba quando accavallata

A volte anche le teste

E che dire delle opinioni balzane che da tali teste talvolta scaturiscono, anch’esse appaiono tremule e ciondolanti? Che schifo, copritele!

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