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Inammissibile



Esplorando una zona montana vicino a casa mi sono trovato davanti a un’estesa (all’incirca mezzo chilometro su ognuno dei suoi tre lati) e alta recinzione. Alla fine, dopo esser stato malamente accolto dal proprietario di una cascina che appariva come l’unica praticabile via d’uscita, ho risolto seguendo un’esile e complessa traccia creata dai cinghiali in una parte assai scoscesa del monte.

Sopporto senza problemi la presenza dei capanni da caccia (a patto che non impediscano il passaggio all’escursionista come talvolta accade), ammetto la presenza delle antiche cascine (ma ricorderei ai relativi proprietari che i loro antenati non solo lasciavano aperto il passaggio al viandante, ma lo accoglievano in casa offrendogli ospitalità, quantomeno per un bel bicchiere di vino), tollero (con meno comprensione) la presenza di case più moderne e della relativa privatizzazione del terreno circostante, però…

Trovo inammissibile che si conceda la possibilità di blindare letteralmente estesi tratti di monte chiudendo persino ogni esistente sentieristica d’accesso: il monte è di tutti e tale deve ovunque restare.

In passato qualcuno si è sentito libero di venderne delle parti, forse è impossibile e neanche giusto rimuovere tali proprietà private, però vi si ponga quantomeno rimedio: le recinzioni confinanti, in assenza di altro semplice e pulito passaggio, non devono essere in comune ma sempre separate da un corridoio agevole e praticabile.

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