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La smania del… Perchè


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C’è una domanda che ricorre spesso nella relazioni tra persone: perché!

Perché arrampichi? Perché fai subacquea? Perché fai questo lavoro? Perchè stai compiendo questi studi? Perchè ti vesti così? Perchè ti comporti così? Perché stai nudo? Perchè questo? Perchè quello? Perchè? Per quasi qualsiasi cosa abbia fatto o faccia c’è sempre stato qualcuno, anzi ci sono sempre stati diversi che mi chiedevano il perché, e così è successo e succede a tanti amici, penso di poter dire che succede a tutti.

A prima vista può sembrare un comportamento naturale, insito nella istintiva curiosità dell’essere umano, ma, osservando che queste domande vengono soprattutto formulate per quegli atteggiamenti che escono da quello che la massa o colui che pone la domanda ritengono “normale”, non è che ci sia dietro anche o soprattutto un’educazione al conformismo? Non è che ci sia dietro la precisa volontà di una società improntata all’autodifesa e che, pertanto, insegna a chiedersi il perché delle cose prima ancora di conoscerle, prima ancora di provarle che è l‘unica vera via alla conoscenza e alla risposta (tant’è che spesso le risposte vengono rifiutate e contestate).

Vogliamo riappropriarci del piacere del fare, del piacere d’essere spontanei, di vivere secondo desiderio e non secondo altrui volontà, altrui raziocinio, altrui imposizione? Invece di chiederci il perché delle cose, facciamole, facciamo quello che la mente ci suggerisce di fare, quello che l’indescrivibile forza interiore del desiderio ci spinge a fare. Ecco, per vivere meglio, per vivere più felici, per rendere più semplici le relazioni interpersonali, per crescere ed imparare dobbiamo iniziare a fare e smettere di chiedere.

Basta con i perché, facciamo, facciamo, facciamo!

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