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Abruzzo, è legge: “Valorizzazione del turismo naturista”


3go1E’ stata approvata, in tempo veramente strettissimi, la legge regionale abruzzese sul turismo naturista (leggila).

E’ presto per fare delle considerazioni precise e definitive, bisognerà vedere lo sviluppo della sua applicazione reale, per ora si possono solo fare supposizioni e valutazioni sulla carta che, noi di Mondo Nudo, tutto sommato riteniamo comunque poco utili se non del tutto inutili. Ci limitiamo ad osservare che questa legge riguarda solo ed espressamente il turismo, mentre poco mette in campo per il vero nudismo e il vero naturismo.

C’è, infatti, da osservare una cosa che pare essere finita nel dimenticatoio o quantomeno prevaricata da altri interessi o altre mire: nudismo e naturismo non sono lo stare nudi per alcuni giorni all’anno, non sono il nuotare o l’andare in sauna nudi, non sono l’essere nudi all’interno di più o meno numerose aree specificatamente destinate; nudismo e naturismo sono scelte di vita e come tali comportano l’esigenza di stare nudi sempre e ovunque, quantomeno il più possibile!

Se possiamo intendere questa legge come un passaggio intermedio allora, fatte salve le premesse fatte in apertura di questo articolo (applicazione pratica della stessa), la possiamo valutare come un buon risultato. Se dobbiamo vederla come un punto di arrivo, beh allora le cose sono assai diverse, ma siamo convinti che pochi siano coloro che la vogliano vedere come un punto di arrivo.

Sintetizzando: voto….

  • dal punto di vista del turismo diamo un otto (8),
  • dal punto di vista dello stile di vita nudista vogliamo essere ottimisti, dare fiducia alle istituzioni e stare larghi di maniche, diamo un sei (6), ma tutto dipenderà da quello che succederà nei prossimi tre o quattro mesi!

Complimenti e …. Auguri ANAB!

Nudisti e non nudisti: è guerra?


IMG_0836Recentemente, in ambiti non nudisti, sono stati effettuati dei sondaggi sul nudismo e, a fronte di molti che approvavano incondizionatamente la pratica nudista, si leggevano pure diversi commenti in cui l’accettazione della pratica veniva condizionata all’isolamento della stessa in apposite zone riservate e isolate.

Anche nelle recentissime proposte legislative per lo sviluppo del naturismo la tendenza è sempre quella di separare nettamente chi pratica il nudismo da chi non lo pratica.

Questa tendenza, però, oltre non tener conto che, in realtà, la maggioranza degli italiani ha manifestato non solo la disponibilità a condividere lo stesso spazio con chi pratica il nudismo, ma anche l’intenzionalità a farsi nudista qualora si dovesse chiarire la posizione legislativa in relazione al nudo pubblico, rendendolo legale non solo formalmente (di fatto la legge italiana non vieta la nudità, ne privata ne pubblica) ma anche palesemente (al momento il parere è ancora demandato ai singoli giudici e, sebbene dal 2000 a oggi tutti abbiano dato ragione al nudista, visto che in Italia le sentenze non fanno legge, permane l’incertezza, quindi il timore di finire nei guai), non tiene nemmeno conto di un problema materiale: lo spazio disponibile.

Qualche anno or sono, parlando di nudismo, un amico non nudista mi disse: “ti rendi conto che già ci vengono tolte molte spiagge per farci lidi commerciali, figurati se possiamo lasciarvi dello spazio per farci spiagge dedicate solo a voi!”

Poco dopo il presidente di un’associazione naturista, parlando dei problemi di assenza di spiagge nudiste sul lago di Garda, in pratica diede ragione al mio amico di cui sopra: “sul Garda le spiagge sono molto esigue, non possiamo chiedere che in questo poco spazio ce ne venga riservata una fetta a noi.”

L’insieme delle cose fa pensare che ci sia un timore importante tra chi non è nudista, quello che i nudisti vogliano imporre alla società l’obbligo della nudità, che i nudisti abbiano dichiarato guerra ai vestiti.

Allora: “nudisti e non nudisti: è guerra?”

Diciamo subito che no, non è guerra, almeno non per quanto riguarda i nudisti: da parte loro non c’è di sicuro una battaglia contro la società e la consuetudine tessile, tant’è che molti sono i nudisti che amano anche abbigliarsi per bene, quello che i nudisti chiedono non è l’obbligo della nudità, ma solo l’obbligo di rispettare il diritto alla nudità.

IMG_3781Bello sarebbe un mondo dove non ci fosse bisogno dei termini nudista e tessile, sono due termini senza senso: il corpo umano è dignitoso nella sua interezza, non ci sono parti dello stesso che si possano dichiarare innaturali, non ci sono parti dello stesso che debbano mettere in imbarazzo, nulla del corpo può di suo offendere.

Al mondo i luoghi, tutti i luoghi, senza distinzioni, dovrebbero essere solo luoghi, non luoghi nudisti o luoghi tessili: no spiagge nudiste, no spiagge tessili; no campeggi nudisti, no campeggi tessili; no sentieri nudisti, no sentieri tessili; solo spiagge, campeggi, sentieri; solo posti dove ognuno è libero di abbigliarsi come vuole, ivi compreso lo stare nudi che, a tutti gli effetti, è un modo di abbigliarsi, il modo più semplice, naturale, ecologico, economico e salutare.

Insomma, non ci dev’essere guerra tra nudismo e non nudismo, i nudisti accampano solo un’ovvia pretesa di rispetto, quel rispetto che sempre viene invocato a difesa di chi nudista non è, ma mai a difesa di chi nudista è: tutto qui!

Ecco, nessuna guerra del mondo nudista al mondo tessile, quello che i nudisti cercano e chiedono è solo la pacifica e rispettosa convivenza, la tranquilla e possibile condivisione degli spazi, tutto qui.

Tutto qui!

P.S.
L’idea che separare il nudismo dal non nudismo sia un’inevitabile esigenza per la sicurezza di entrambi è solo una mistificazione addotta da una parte per giustificare la propria idiosincrasia verso il corpo nudo (nudofobia, che, ricordiamolo, è un documentato e certificato disturbo mentale), dall’altra per accaparrarsi rilevanti indotti economici. In realtà, come mi faceva ben notare un amico tessile (non quello già menzionato), è proprio l’isolamento a favorire la comparsa e l’azione di esibizionisti e guardoni: “vedi Emanuele, se voi invece di cercare spazio in luoghi reconditi, di nascondervi e isolarvi, di erigere barriere, vi posizionaste vicino ai luoghi abitati, dinnanzi ad alberghi, a fianco delle spiagge tessili, in posti, insomma, dove tutti possano ben vedere quello che succede, è ceto che avreste meno visite indesiderate, certi personaggi si guarderebbero bene dal fare quello che attualmente fanno, così come già succede sulle spiagge tessili dove esibizionisti e guardoni sono da sempre pur presenti, solo che si mettono meno in evidenza, sono più contenuti nei loro atteggiamenti, devono agire con molta più attenzione”.

Proposta di Legge in Regione Sicilia


È cronaca recentissima l’avanzamento in Regione Sicilia di una proposta di legge regionale in merito allo sviluppo del nudismo, che nella stessa viene definito naturismo. Personalmente ero al corrente della cosa già da diverso tempo: ero stato contattato per offrire suggerimenti in merito, suggerimenti prontamente dati ma che ho poi visto totalmente ignorati.

Sebbene debba confessare che l’avermi ignorato un poco mi abbia dato fastidio, non è di certo mia abitudine farmi condizionare da tali quisquilie e non ho bocciato la proposta in ragione di questo, ma perché, oltre che limitarsi a ribadire cose che di fatto già sono fattibili, conteneva aspetti potenzialmente pericolosi per la pratica nudista.

D’altra parte prima di esprimere il nostro parere, noi de iNudisti ci siamo confrontati, trovandoci in comune accordo su tutte le osservazioni poi fatte attraverso il forum. Abbiamo scelto la strada del forum innanzitutto perché su di esso qualcuno a noi estraneo aveva aperto la relativa discussione,  poi perché sappiamo bene che i proponenti ci seguono sul nostro forum, infine perché non ci sembrava ne opportuno ne conveniente farlo sul sito della Regione Sicilia: fosse stato il sito di un’associazione naturista o di una comunità nudista, ma proprio quello della Regione no, poco elegante e materialmente pericoloso aprire spontaneamente delle teste di ponte a favore di chi vuole darci addosso. Aggiungo che avevo già pronta anche una comunicazione da inviare direttamente ai responsabili dell’UNS (l’associazione naturista locale che sta portando avanti la proposta), ma prima che potessi inoltrargliela sono stati loro stessi a contattarci per chiedere la nostra collaborazione alla revisione della proposta, quindi ho lasciato perdere.

Trattandosi di una iniziativa lodevole e importante, per la prima volta qualcuno va oltre il livello comunale e vuole farlo in modo disinteressato e veramente utile alla causa nudista, ho pensato di svilupparci sopra un articolo al fine di darle la massima visibilità: sia la e-zine de iNudisti che il mio blog “Mondo Nudo”, sul quale l’articolo verrà ripetuto, sono letti da tutto il mondo, in più gli articoli del mio blog vengono automaticamente rilanciati sul sito della Federazione Naturista Portoghese e spesso condivisi da diversi altri siti nudisti e naturisti personali e associativi, italiani e stranieri.

Noi, lo staff editoriale de iNudisti e di “Mondo Nudo”, siamo abituati ad essere soprattutto propositivi e costruttivi, così nel contesto di questo articolo, non ci limitiamo a presentare l’iniziativa, non ci limitiamo a ripetere le nostre osservazioni, ma presentiamo, senza la pretesa d’essere perfetti ed esaustivi (tutto è perfettibile), una nostra revisione della proposta, nata dalla comune condivisone delle osservazioni e delle rettifiche.

Partiamo dalla proposta originale, senza la quale non si potrebbero comprendere le nostre osservazioni.


RELAZIONE DEL DEPUTATO PROPONENTE

Onorevoli colleghi,

l’Italia è l’unico stato dell’Europa a non possedere una legge che riconosca e tuteli il naturismo. Nel 1974, durante il 14° Congresso Naturista Mondiale, il naturismo viene definito come un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente. Il naturismo è un modo sano, naturale, educativo e familiare di vivere la propria libertà con rispetto verso altri modus vivendi e non ha nulla a che vedere con comportamenti legati alla sessualità o al voyeurismo ma anzi se ne distanzia. Esso è un movimento che si propone di promuovere un contatto diretto con la natura privo di artificiosità e convenzioni sociali, partendo dal rispetto verso le persone, per arrivare al rispetto degli animali e dell’ambiente attraverso uno stile di vita che vede la nudità come logica conseguenza del proprio modo di essere interiore. Un naturista ha una vita sana, si alimenta con prodotti naturali, pratica attività sportiva all’aria aperta e il suo stare nudo ha una componente sociale, che infatti realizza sia in spazi privati sia in spazi pubblici.

Tale legge nasce dall’esigenza di tutelare e regolamentare tale pratica in virtù del fatto che non vi è alcuna norma in merito. In Europa le strutture estive per i naturisti, villaggi e campeggi, sono concentrate in Francia, Spagna e Croazia. In questi tre stati il naturismo contribuisce in maniera significativa all’incremento del PIL. L’Italia presenta soltanto otto strutture naturiste di media-piccola recettività e solo una si affaccia sul mare, nonostante l’Italia presenti un clima favorevole per la diffusione del naturismo e in particolare la Sicilia dove le temperature elevate permettono di vivere le spiagge per lunghi periodi durante l’anno. Le statistiche italiane affermano che i naturisti in Italia sono cinquecento mila, i quali si trovano costretti a scegliere strutture naturiste estere per le loro vacanze. In termini economici ciò significa che milioni di euro ogni anno vengono spesi fuori dall’Italia. Alla luce di quanto detto la Sicilia, visto il clima più favorevole rispetto agli stati di cui sopra, potrebbe diventare polo attrattivo turistico naturista di tutta l’Europa. La creazione di strutture idonee al naturismo, oltre a rappresentare un superamento dei pregiudizi che ha sempre accompagnato questo tema, può rappresentare un potenziale sviluppo economico per la Sicilia, regione da sempre a vocazione turistica.

—O—

DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE

Art. 1.

Finalità e principi generali

1. La Regione siciliana, entro i limiti posti dallo Statuto e nel rispetto dei principi generali della Costituzione della Repubblica, riconosce e promuove nel proprio territorio le condizioni necessarie per garantire la possibilità di praticare il turismo naturista, riconoscendolo come stile di vita sano, naturale, educativo e familiare con grandi potenzialità di sviluppo economico.

Art. 2.

Competenze della Regione

1. La Regione, per perseguire le finalità di cui all’articolo 1, favorisce l’individuazione delle aree da destinare alla pratica del naturismo e la realizzazione d’infrastrutture pubbliche e private destinate al medesimo scopo, anche con la concessione di contributi attraverso le vigenti leggi d’incentivazione del settore turistico e in ottemperanza alla legge regionale n. 10 del 15 settembre 2005.

Art. 3.

Aree pubbliche destinate al naturismo

1. I comuni possono destinare spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi ed altri ambienti naturali di proprietà del demanio o di enti pubblici alla pratica del naturismo.

2. Nelle aree pubbliche destinate al naturismo dovranno essere costruite semplici infrastrutture a servizi che siano scarsamente visibili, non inquinanti, senza impatto ambientale, rispettose dell’ambiente e degli eventuali vincoli esistenti.

3. La gestione di tali aree può essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni che ne garantiscano il buon funzionamento e la fruizione applicando le tariffe previste dalle rispettive normative.

4. Nel caso di cui al comma 3, la concessione individua il canone dovuto dai soggetti gestori e l’obbligo di attrezzare l’area in modo da garantirne il buon funzionamento e la fruizione.

5. Il comune controlla l’attività svolta, il regolare allestimento delle infrastrutture e, in caso di riscontro negativo, revocano la concessione o la licenza.

6. Nell’attuazione della presente legge, i comuni disciplinano e regolamentano la pratica del naturismo, tenendo conto anche dei profili connessi alla tutela ambientale e alla sicurezza dell’individuo.

Art. 4.

Aree private destinate al naturismo

1. I privati che intendano aprire strutture destinate al naturismo, quali campeggi, alberghi, piscine, saune o altro, ad esclusione delle zone di demanio marittimo, si attengono, per l’utilizzo delle aree e per la realizzazione di manufatti, a quanto previsto dalle altre leggi vigenti che disciplinano il settore turistico.

Art. 5.

Vigilanza delle strutture

1. E’ compito dei gestori delle strutture, siano esse aree pubbliche o private, vigilare sulla loro corretta fruizione, utilizzando tutti i mezzi che la legge mette loro a disposizione per evitare che comportamenti osceni possano turbare il quieto vivere dei naturisti.

2. L’inosservanza della disposizione di cui all’art. 1, è sanzionata secondo le norme previste dalla legge.

Art. 6.

Delimitazione e segnalazione delle aree

1. Le aree destinate alla pratica naturista sono opportunamente delimitate e segnalate mediante cartelli o analoghi strumenti che assicurino un’adeguata identificazione che le distingua, al fine di evitare ogni promiscuità, da spazi frequentati dai cittadini che non praticano il naturismo.

2. Le strutture di cui all’articolo 4, comma 1, inoltre, garantiscono i terzi estranei alle strutture medesime rispetto alla visibilità dall’esterno dei luoghi di pratica naturista.

Art. 7.

Norma finale

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.

2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.


Un primo aspetto, al quale tengo molto e che riguarda aspetti di comunicazione e pubblicità, è l’utilizzo improprio del termine “naturismo” invece del più appropriato, chiaro ed efficiente termine di “nudismo”. Di fatto il naturismo, ovvero il mangiare sano (che poi ancora esistono opinioni discordanti sul significato di mangiare sano), il rispettare la natura, eccetera, è già lecito ovunque; ad essere legislativamente lecito ma giuridicamente in stato di incertezza è solo una piccola parte di un certo modo d’intendere il naturismo, ossia lo stare nudi, indi il nudismo. Poi va tenuto in debito conto che non tutti coloro che praticano il nudismo sono anche naturisti, molti di più sono coloro che il nudismo lo praticano come fine a se stesso, coloro che desiderano solo poter prendere il sole sull’intero corpo, coloro che solo amano godere dell’assenza delle vesti e della relativa sensazione di libertà e respiro che se ne ricava. Risulta, a questo punto, quantomeno evidente che le proposte di legge dovrebbero far esplicito riferimento al termine nudismo e non a quello assai più limitante di naturismo. In caso contrario il rischio, estremo ma non per questo impossibile, è quello poi di trovarsi comunque nell’impossibilità di praticare la nudità, con la scusa che è stato approvato lo stare in natura, non lo starci nudi.

Ma se su questa prima questione potremmo anche sorvolare, non si può sorvolare invece sulle altre questioni generate da questa proposta.

La prima è il fatto che nella proposta si usano, nei riguardi delle istituzioni comunali a cui spetterebbe il compito di assegnare le concessioni, termini che escludono qualsiasi forma d’obbligo, limitandosi a porre in essere delle facoltà possibilistiche, cosa che già è valida, come dimostrano le concessioni e le autorizzazioni già date da alcuni comuni per la fruizione di spiagge nudiste pur in assenza di qualsiasi legge regionale. Conseguenza potenziale: nessun comune assegna le concessioni, indi nudismo non più praticabile in quanto essendoci ora una legge regionale questa fa vincolo e prevede il nudismo solo nelle aree ad esso deputate.

In contrapposizione si usano termini impositivi riguardo a quanto dovranno fare coloro che ottengono le concessioni, arrivando perfino a prevedere l’annullamento della concessione in caso di mancato rispetto di tali obblighi. Rilevante la mancata reciprocità del trattamento tra chi dà e chi riceve la concessione, ma poi che ancor più preoccupa è la forma degli obblighi:

–          Recinzione delle aree con oscuramento delle stesse, cosa che da sempre provoca la diffusione dell’opinione che tali aree siano alla fine nient’altro che dei circoli sessuali all’aperto, dove le persone siano dedite all’esibizionismo e alla trasgressione sessuale; pensieri che non nascerebbero in assenza di oscuramento;

–          Pagamento di un canone d’affitto; come ben si sa le associazioni naturiste sopravvivono grazie al volontariato e i ricavi dovuti al tesseramento servono appena a ripagare le spese di gestione, come potrebbero accollarsi l’onere di canoni d’affitto che certamente non sarebbero simbolici?

–          Allestimento di servizi, sanitari e via dicendo; non solo altri costi, ma la possibilità di trovarsi a fronte di dinieghi alla costruzione di detti servizi, vuoi per vincoli ambientali, vuoi per vincoli paesaggistici, vuoi perché area parco e via dicendo.

Poi abbiamo l’assenza di ogni riferimento a spazi liberi, si parla solo di concessioni per aree strutturate e non si parla dell’individuazione e fruizione di zone senza nessuna connotazione commerciale. Materialmente non solo il nudismo verrebbe ulteriormente vincolato alla presenza di strutture commerciali, ma chi volesse praticare nudismo dovrebbe mettere in conto una non indifferente spesa annuale: il nudismo non è cosa che si pratica solo in occasione delle ferie, bensì cosa che si pratica quotidianamente.

Che dire poi del parlare solo di turismo, come se i nudisti venissero solo da fuori: i nudisti vivono anche nelle zone che verrebbero interessate dalla legge, vanno anch’essi tutelati!

Ci sarebbero altre cose da osservare, ma non voglio dilungarmi troppo e mi fermo qui, d’altra parte di carne al fuoco ne è già stata messa tanta e, tutto sommato, il resto lo si potrà comprendere da quanto segue.

Ecco quindi la nostra revisione


Onorevoli colleghi,

l’Italia, a differenza di molti altri stati europei, non ha una legge che riconosca e tuteli il nudismo. Il nudismo, contrariamente a quanto alcuni media e alcune persone tendano a diffondere, non ha nulla a che vedere con la trasgressione sessuale o il voyeurismo, quantomeno non più di quanto ne abbia il vivere vestiti. Il nudismo è solo un modo sano, naturale ed educativo di vivere, attraverso il nudismo i giovani possono crescere con un maggior rispetto del proprio corpo e di quello degli altri, possono sviluppare una migliore educazione sessuale, possono addivenire a un comportamento sessuale e sociale corretto e non violento. Il nudismo è un movimento che si propone di promuovere un contatto diretto con la natura privo di artificiosità e convenzioni sociali.

In Europa le strutture estive per i nudisti, villaggi e campeggi, sono concentrate in Francia, Spagna e Croazia. In questi tre stati il nudismo contribuisce in maniera significativa all’incremento del PIL. L’Italia presenta soltanto otto strutture nudiste di media-piccola recettività e solo una si affaccia sul mare, questo nonostante l’Italia presenti un clima favorevole per la diffusione del nudismo. In particolare la Sicilia, a seguito delle temperature elevate, permette di vivere le spiagge per lunghi periodi durante l’anno.

Le statistiche italiane affermano che i nudisti in Italia sono ufficialmente cinquecentomila, ma ufficiosamente, prendendo in considerazione anche coloro che non sono iscritti alle associazioni ufficiali, coloro che praticano solo all’estero, coloro che praticano solo occasionalmente, le stime arrivano a superare il milione di praticanti. Un milione di persone che si trovano costrette a scegliere strutture nudiste estere per le loro vacanze. In termini economici ciò significa che milioni di euro ogni anno vengono spesi fuori dall’Italia. Alla luce di quanto detto la Sicilia, visto il clima più favorevole rispetto agli stati di cui sopra, potrebbe diventare polo attrattivo turistico per il nudismo di tutta l’Europa. La definizione di spazi liberi ove poter praticare nudismo e la creazione di strutture idonee al nudismo, oltre a rappresentare un superamento dei pregiudizi che ha sempre accompagnato questo tema, può rappresentare un potenziale sviluppo economico per la Sicilia, regione da sempre a vocazione turistica.

—O—

DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE

Art. 1.

Finalità e principi generali

1. La Regione siciliana, entro i limiti posti dallo Statuto e nel rispetto dei principi generali della Costituzione della Repubblica, riconosce e promuove nel proprio territorio le condizioni necessarie per garantire la possibilità di praticare il nudismo, riconoscendolo come stile di vita sano, naturale ed educativo, nonché avente grandi potenzialità di sviluppo economico.

Art. 2.

Competenze della Regione

1. La Regione, per perseguire le finalità di cui all’articolo 1, promuove l’individuazione di aree libere da destinare alla pratica del nudismo e la realizzazione d’infrastrutture pubbliche e private destinate al medesimo scopo, anche con la concessione di contributi attraverso le vigenti leggi d’incentivazione del settore turistico e in ottemperanza alla legge regionale n. 10 del 15 settembre 2005.

Art. 3.

Aree pubbliche destinate al nudismo

1. I comuni devono destinare spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi ed altri ambienti naturali di proprietà del demanio o di enti pubblici alla libera pratica del nudismo, sia esso effettuato in forma individuale che di gruppo. Tale adempimento, nella misura di almeno un’area ogni 100 chilometri radiali, deve avvenire entro 180 giorni dalla promulgazione della presente legge. Le aree individuate dovranno avere almeno una superficie di 10000 metri quadrati (500×200 metri). Ogni comune ha la facoltà di ampliare nel tempo le zone già indicate e di trovare nuovi siti da destinare alla pratica nudista. Per facilitare tale adempimento, in prima battuta i comuni possono ufficializzare le aree che già sono note ai nudisti e dagli stessi vengono, anche solo occasionalmente, frequentate.

2. Nelle aree pubbliche destinate al nudismo potranno essere costruite semplici infrastrutture a servizi che siano scarsamente visibili, non inquinanti, senza impatto ambientale, rispettose dell’ambiente e degli eventuali vincoli esistenti.

3. Tali aree, oltre che essere lasciate alla libera e gratuita fruizione, possono essere, nella misura non superiore al 25% delle stesse, concessa a privati, associazioni ed organizzazioni che ne garantiscano il buon funzionamento e la fruizione, eventualmente applicando le tariffe previste dalle rispettive normative.

4. Con riferimento al comma 3, nel caso di concessioni ad associazioni di settore il canone dovrà essere simbolico o nullo; nel caso di concessione ad organizzazioni commerciali, la concessione individua il canone dovuto dai soggetti gestori. In ogni caso si garantisce la possibilità di attrezzare l’area in modo da garantirne il miglior funzionamento e la fruizione.

5. Il comune controlla l’attività svolta, il regolare allestimento delle infrastrutture e, in caso di riscontro negativo, revocano la concessione o la licenza.

Art. 4.

Aree private destinate al nudismo

1. I privati che intendano aprire strutture destinate al nudismo, quali campeggi, alberghi, piscine, saune o altro, si attengono, per l’utilizzo delle aree e per la realizzazione di manufatti, a quanto previsto dalle altre leggi vigenti che disciplinano il settore turistico e gli eventuali vincoli ambientali in essere nella zona coinvolta dalla costruzione della struttura.

Art. 5.

Vigilanza delle strutture

1. E’ compito dei gestori delle strutture, siano esse aree pubbliche o private, vigilare sulla loro corretta fruizione, utilizzando tutti i mezzi che la legge mette loro a disposizione per evitare i comportamenti che possano turbare il quieto vivere dei frequentatori.

2. L’inosservanza della disposizione di cui all’art. 1, è sanzionata secondo le norme previste dalla legge.

Art. 6.

Delimitazione e segnalazione delle aree

1. I limiti delle aree e delle strutture destinate alla pratica nudista vanno resi evidenti solo ed esclusivamente mediante semplici cartelli, indicanti l’inizio della zona nudista. Tali limiti vanno intesi con flessibilità, ovvero nei pressi degli stessi, a titolo di reciprocità con chi non nudista può liberamente attraversare l’area nudista, è ammesso lo sconfinamento di chi è nudo, sia per stazionare quando l’area nudista risulti densamente occupata, ma soprattutto per fruire della salutare possibilità di effettuare adeguate passeggiate.

Art. 7.

Norma finale

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.

2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.


Già che ci siamo…

Questa, però, la più semplice, vantaggiosa ed efficiente proposta di legge che, secondo noi, andrebbe portata avanti e sostenuta.

Ai fini politici e giuridici non ci sono impedimenti a quanto la stessa enuncia, forse ci possono essere dei timori sulla sua accettabilità, ma in politica o si gioca o si muore, e il gioco è quello di chi punta alto: si ottiene sempre la metà di quello che si chiede, chiedere poco equivale a chiedere nulla!


Dati i contenuti della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”, in particolare gli articoli

Art. 3 «Liberta della propria persona»
Art. 13 «Interferenze arbitrarie»
Art. 13 «Libertà di movimento»
Art. 18 «Libertà di pensiero»
Art. 19 «Libertà di opinione»
Art. 20 «Libertà di riunione»
Art. 25 «Diritto alla salute e al benessere»
Art. 27 «Diritto alla cultura»
Art. 29 «Doveri verso la comunità»

Visto nello specifico l’articolo 29 di detta Dichiarazione, nel quale si determina che solo nell’ambito della comunità è possibile il libero e pieno sviluppo della personalità individuale e viene formulato il mutuo riconoscimento e il mutuo rispetto dei diritti e delle libertà.

Visto l’articolo 3 della Costituzione Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Considerato che l’opinione sociale in merito alla nudità è oggi radicalmente cambiata e pochi sono coloro che ancora provano imbarazzo alla visione di persone nude e alla condivisone con queste degli spazi pubblici.

Considerato che i sondaggi dimostrano quanti siano gli italiani interessati alla pratica del nudismo e che ad essa si conformerebbero se il nudismo venisse ufficializzato da un’apposita legge.

Visto che dal 2000 a oggi tutti gli interventi giudiziali attuati nei confronti dei nudisti hanno avuto esito assolutorio con formula piena.

Considerato che, pur avendo espresso opinioni di diniego alla pratica pubblica del nudismo, la Cassazione non ha potere legislativo e, quindi, non viene ad apporre vincoli all’emanazione di leggi regionali / nazionali favorevoli al nudismo.

Visto che la situazione economica regionale / nazionale abbisogna di nuovi stimoli di crescita e ampliamento.

Valutata l’interessante portata del turismo nudista sia esso interno che esterno.

Si decreta che

Su tutto il territorio regionale / nazionale la nudità, sia essa messa in atto in ambiente privato che pubblico, sia essa praticata in modo esclusivo (aree frequentate da soli nudisti) che misto (aree frequentate anche da non nudisti), non è di per se stessa violazione degli articoli 726 e 527 del Codice Penale, ovvero non comporta atto contrario alla pubblica decenza né tantomeno atto osceno in luogo pubblico.

Resta ferma la possibilità per i gestori di aree e strutture di vietare in parte o in toto la nudità, a patto che ne sussistano valide motivazioni pratiche (ad esempio ambienti lavorativi soggetti al freddo o al fuoco) o culturali (esempio luoghi di culto), segnalando le aree in cui tale limitazione viene applicata mediante opportuna segnaletica. L’assenza di detta segnaletica, la sua scarsa visibilità o la non corretta copertura di tutti gli accessi all’area in questione determinano la non operatività del divieto alla nudità.


Qui potete trovare la proposta ufficiale e segurine gli sviluppi.

Qui potete darne la vostra personale valutazione.

Qui potete dare un vostro contributo sotto forma di commento.

Misuriamo la febbre nudista italiana


Lo si dice spesso, lo dicono coloro che gestiscono gli affari di politica, lo evidenziano gli economisti, lo certificano i fatti: i numeri contano e per contare bisogna contarsi. Così ho voluto misurare la
situazione del nudismo in Italia.

Due sono i piani sui quali ho sviluppato il lavoro: quello associativo (comprendendovi pure le comunità e i forum) e quello delle strutture (spiagge, soggiorno, ristorazione, benessere, sport). Il primo dovrebbe dare la misura degli italiani che praticano nudismo; il secondo quella delle opportunità che l’Italia offre alla pratica e al turismo nudisti.

Devo subito dire che il risultato se per le strutture è attendibile, pur se non completissimo (non tutte provvedono a segnalare pubblicamente la loro offerta in merito), per l’associazionismo l’attendibilità purtroppo decade notevolmente non essendo possibile innanzitutto ottenere i numeri da tutte le associazioni (stranamente poche sono quelle che li mettono sul loro sito), poi essendoci sovrapposizione tra le iscrizioni (persone che si iscrivono a più associazioni, gruppi, comunità) e infine per qualche indicazione se non proprio palesemente falsa, quantomeno dubbia. Vedremo se in futuro si potrà arrivare a risolvere tali problematiche e rifare il conto in modo più preciso.

Veniamo senza altri indugi ai risultati, partendo da quelli associativi.

Associazioni, gruppi e comunità naturiste e nudiste

Le associazioni sono 20, di queste 9 hanno fornito i loro dati che portano a un totale di ca 3500 tesserati, considerando le 11 associazioni non computate e una possibile sovrapposizione delle iscrizioni pari al 10%, si può pensare ad un numero di tesserati pari a 5000, dando per buono il dato UNI che da solo coprirebbe quasi il 50% di tale numero (il sospetto di non affidabilità di tale dato scaturisce dalla considerazione che l’unica altra associazione di stampo nazionale, l’ANITA, pur essendo molto più attiva e presente arriva a tesserare solo un terzo di quanto dichiarato dall’UNI).

I gruppi sono 5 e raccolgono un centinaio adesioni.

Le comunità sono 3 per un totale di ca 53.000 iscritti, a cui si deve però aggiungere almeno un equivalente numero di persone che frequentano i siti e i forum di tali comunità senza esservi registrati. Se si considera anche qui un 20% di sovrapposizione possiamo riportare il valore a 50000 iscritti e 50000 visitatori.

Riassumendo…

100.000 sono le persone che frequentano le comunità e 5.000 quelle che risultano tesserate alle associazioni.

Risulta evidente che o gli italiani sono fortemente refrattari all’associazionismo o le associazioni italiane non sano catturare l’interesse del loro potenziale bacino d’utenza. Personalmente ritengo che siano vere entrambe le cose e che i primi debbano rendersi conto dell’importanza del loro supporto alle associazioni, mentre le seconde debbano capire che gli iscritti si devono catturare, non è più il tempo in cui arrivavano da soli, per pura dedizione alla causa, oggi è necessario dare loro un motivo materiale, qualche vantaggio. Devo aggiungere che qualche associazione, in particolare l’ANITA (vedasi sul suo sito la pagina delle convenzioni), si sta già muovendo in tale direzione, ma è ancora troppo presto per poterne definire l’effetto, ne potremo riparlare tra un anno.

Veniamo ora all’aspetto più affidabile e promettente: quello delle strutture.

I dati sono stati rilevati dalla Guida Naturista Italiana (Editrice Sylvia) recentemente pubblicata (leggine la recensione), integrandoli con altri di mia diretta conoscenza o rilevati attraverso alcune ricerche appositamente effettuate ai fini di questo articolo.

Spiagge e ambienti assimilabili (fiumi, torrenti, prati, “campi” ad uso esclusivamente diurno, eccetera)

Sono 95 di cui:

  • 6 a nudismo autorizzato; 56 a nudismo tollerato; 27 a nudismo occasionale; 6 a nudismo critico (ordinanze di divieto o fermi);
  • 4 in posizione isolata; 59 in posizione di contatto con spiagge o altri ambienti tessili;
  • 9 in qualche modo presidiate.

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Aut.

Tol.

Occ.

Cri.

Valle d’Aosta  

0

       
Piemonte  

0

       
Lombardia  

6

0

3

1

2

  Brescia

5

 

2

1

2

  Pavia

1

 

1

   
Trentino Alto Adige  

4

1

3

0

0

  Bolzano

1

1

     
  Trento

3

 

3

   
Friuli Venezia Giulia  

3

0

3

0

0

  Trieste

3

 

3

   
Veneto  

6

0

2

3

1

  Venezia

3

 

1

2

 
  Verona

3

 

1

1

1

Liguria  

3

0

1

2

0

  Genova

1

   

1

 
  Imperia

1

   

1

 
  La Spezia

1

 

1

   
Emilia Romagna  

4

1

2

0

1

  Bologna

1

1

     
  Ferrara

1

 

1

   
  Piacenza

1

 

1

   
  Ravenna

1

     

1

Toscana  

14

1

9

4

0

  Firenze

1

 

1

   
  Grosseto

6

 

3

3

 
  Livorno

7

1

5

1

 
Marche  

4

0

1

2

1

  Ancona

4

 

1

2

1

Umbria  

0

       
Lazio  

3

1

1

0

1

  Latina

1

     

1

  Roma

2

1

1

   
Abruzzo  

2

0

2

0

0

  Chieti

2

 

2

   
Molise  

0

       
Campania  

4

1

2

1

0

  Napoli

2

 

2

   
  Salerno

2

1

 

1

 
Puglia  

4

0

1

3

0

  Brindisi

1

   

1

 
  Foggia

2

 

1

1

 
  Taranto

1

   

1

 
Basilicata  

1

0

0

1

0

  Matera

1

   

1

 
Calabria  

1

1

0

0

0

  Crotone

1

1

     
Sardegna  

14

0

8

6

0

  Cagliari

5

 

4

1

 
  Medio Campidano

2

   

2

 
  Olbia – Tempio

3

 

2

1

 
  Oristano

2

 

1

1

 
  Sassari

2

 

1

1

 
Sicilia  

22

0

18

4

0

  Agrigento

3

 

2

1

 
  Palermo

1

   

1

 
  Siracusa

1

   

1

 
  Trapani (e Pantelleria)

17

 

16

1

 

Sono totalmente sprovviste di spiagge nudiste le province di: Alessandria, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cosenza, Cremona, Cuneo, Enna, Fermo, Forlì-Cesena, Frosinone, Gorizia, Isernia, L’Aquila, Lecce, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Novara, Nuoro, Ogliastra, Padova, Parma, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Torino, Treviso, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Strutture di soggiorno (alberghi, villaggi, campeggi eccetera)

Sono 36 di cui:

  • 2 hotel/alberghi, 6 agriturismo, 5 case vacanza, 12 bed & breakfast e 11 villaggi/campeggi;
  • 17 in cui il nudismo è libero, 19 che pongono limitazioni alla pratica del nudismo (solo in certi periodi, solo in determinate aree, solo su prenotazione dell’intera struttura, eccetera);
  • 8 convenzionate con la federazione naturista italiana e dalla stessa pubblicizzate (solo un quarto del totale, perché?).

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Alb.

Agr.

Case

B&B.

Vill.

Valle d’Aosta  

0

         
Piemonte  

4

     

2

2

  Asti

1

       

1

  Cuneo

1

     

1

 
  Torino

2

     

1

1

Lombardia  

0

         
Trentino Alto Adige  

1

   

1

   
  Trento

1

   

1

   
Friuli Venezia Giulia  

0

         
Veneto  

2

 

1

 

1

 
  Belluno

1

 

1

     
  Verona

1

     

1

 
Liguria  

1

       

1

  Savona

1

       

1

Emilia Romagna  

3

 

1

   

2

  Bologna

1

       

1

  Modena

1

 

1

     
  Ravenna

1

       

1

Toscana  

8

 

3

2

2

1

  Firenze

1

   

1

   
  Grosseto

4

 

2

1

 

1

  Livorno

2

     

2

 
  Pisa

1

 

1

     
Marche  

0

         
Umbria  

4

 

1

1

2

 
  Perugia

2

   

1

1

 
  Terni

2

 

1

 

1

 
Lazio  

2

   

1

 

1

  Roma

2

   

1

 

1

Abruzzo  

0

         
Molise  

0

         
Campania  

3

2

     

1

  Napoli

2

2

       
  Salerno

1

       

1

Puglia  

3

     

2

1

  Foggia

3

     

2

1

Basilicata  

0

         
Calabria  

1

       

1

  Crotone

1

       

1

Sardegna  

2

     

1

1

  Nuoro

1

       

1

  Sassari

1

     

1

 
Sicilia  

2

     

2

 
  Trapani

2

     

2

 

Sono totalmente sprovviste di strutture di soggiorno nudiste o che, a date condizioni, permettono di praticare il nudismo le province di: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Bergamo, Biella, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Enna, Fermo, Ferrara, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Gorizia, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Matera, Medio Campidano, Messina, Milano, Monza e Brianza, Novara, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pesaro e Urbino, Pescara, Piacenza, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Venezia, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Strutture del benessere (saune, SPA, eccetera)

Sono 10 di cui:

  • 9 saune; 1 SPA; mancano totalmente strutture quali parchi termali e centri massaggio;
  • 3 in cui il nudismo è libero, 7 che pongono limitazioni alla pratica del nudismo (solo in certi periodi, solo in determinate aree, solo su prenotazione dell’intera struttura, eccetera);
  • nessuna è convenzionata con la federazione naturista italiana e dalla stessa pubblicizzata.

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Sau.

SPA

Parchi T.

Mass.

Valle d’Aosta  

0

       
Piemonte  

0

       
Lombardia  

1

       
  Brescia

1

1

     
Trentino Alto Adige  

6

       
  Bolzano

4

4

     
  Trento

2

2

     
Friuli Venezia Giulia  

0

       
Veneto  

2

       
  Verona

2

2

     
Liguria  

0

       
Emilia Romagna  

0

       
Toscana  

0

       
Marche  

0

       
Umbria  

0

       
Lazio  

0

       
Abruzzo  

0

       
Molise  

0

       
Campania  

1

       
  Napoli

1

 

1

   
Puglia  

0

       
Basilicata  

0

       
Calabria  

0

       
Sardegna  

0

       
Sicilia  

0

       

Sono totalmente sprovviste di strutture del benessere nudiste o che, a date condizioni, permettono di praticare il nudismo le province di: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Belluno, Bergamo, Biella, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cuneo, Cremona, Crotone, Enna, Fermo, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno,
Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Matera, Medio Campidano, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Novara, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pesaro e Urbino, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni,, Torino, Trapani, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Venezia, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Al momento attuale mancano totalmente strutture della ristorazione e dello sport che consentano anche solo parzialmente di praticare il nudismo.

“Lido di Dante e le castronerie ricorrenti” di a_fenice


Articolo interessante e chiarificatore scritto da un mio collega e amico del magazine iNudisti.

“Non ce la faccio più a sentire e leggere le assurdità più varie su divieti a autorizzazioni al nudismo a Lido di Dante. Mi decido e la racconto finalmente per ciò che è, sic et simpliciter.”

Lido di Dante e le castronerie ricorrenti

Il Nido approda sui lidi del turismo ufficiale


Rilanciata per il secondo anno consecutivo la collaborazione tra l’ESNA (Ente Sviluppo Nido dell’Aquila) e l’Agenzia per il Turismo Costa degli Etruschi, con oggetto specifico la spiaggia nudista del Nido dell’Aquila in quel di San Vincenzo (Livorno – Toscana).

Leggi il resto di questa voce

Marina di Camerota: la Delibera


Pubblichiamo la Delibera che autorizza la pratica nudista sulla spiaggia del Troncone a Marina di Camerota. Purtroppo non è più possibile accedere all’originale sul sito di detto Comune, quindi inseriamo qui le immagini ottenute da scansione.

Vogliamo far notare che sia questa Delibera che l’Ordinanza del Comune di Jesolo sono nella prima parte sostanzialmente identiche alla Delibera del Comune di San Vincenzo relativa al Nido dell’Aquila, infatti quest’ultima Delibera è stata documento fondamentale per arrivare a queste due nuove autorizzazioni (anche se quella di Jesolo è da considerarsi per ora solo a tempo determinato), si deve rendere merito di questo a chi ha duramente lavorato per ottenerla e sta ancora lavorando alacramente per migliorare le opportunità offerte dalla zona: Daniele Licarrotti.

Leggi l’articolo nella e-Zine de iNudisti

Jesolo, Laguna del Mort, ecco l’Ordinanza


Finalmente è stata ufficializzata questa spiaggia nudista attraverso la pubblicazione sul sito del Comune di Jesolo dell’Ordinanza relativa.

Diversi sono i dubbi che sorgono dalla sua lettura, a partire dalla scelta di emettere un’Ordinanza anzichè, come prassi e logica vorrebbero, una Delibera, passando per l’imposizione di una limitazione temporale all’utilizzo della spiaggia, per finire con il divieto di praticare nudismo in altri luoghi del Comune di Jesolo.

Leggi l’articolo nella e-Zine de iNudisti.

Crescono le spiagge nudiste italiane


Bene, bene, continuano a crescere le spiagge autorizzate alla frequentazione nudista: arrivano anche Jesolo e Camerota.

Leggi la news su iNudisti

Raduno 2010 de iNudisti


E’ una splendida serata di fine estate, la temperatura ancora gradevole invita a stare all’aperto, un cielo stellato si contrappone alla verde campagna toscana, sull’orizzonte dolci declivi sorgono al di sopra di una lunga pineta. Un piccolo fiume lentamente scivola fra rive scoscese, nelle sue acque si specchiano alte erbe e la, dove mestamente s’incunea sotto una stretta strada, fa da confine ad una vecchia villa contornata da uno splendido giardino, dalla quale s’alzano nell’aria sottile voci confuse, risate e un lungo, possente applauso. Che succede?
La campagna è quella di San Vincenzo, nota località turistica in provincia di Livorno; le colline sono quelle del Poggio San Leonardo, del Promontorio di Populonia e del Promontorio di Piombino; la pineta è quella di Rimigliano; la villa è l’Hotel “Il Mulinaccio”; le voci e gli applausi sono quelli de iNudisti. Ecco, succede che, qui in quel di San Vincenzo e, più precisamente, della zona di Rimigliano, si sta svolgendo un raduno a carattere nazionale, il raduno degli utenti del sito Internet “iNudisti.it”, un sito che non solo sviluppa una rete sociale per la condivisione di quanto concerne e fa da contorno a un determinato stile di vita, ma si propone anche di fare una corretta e puntuale informazione in merito a tale stile di vita, quello del nudismo, e dei suoi punti di contatto, delle sue intersezioni, delle sue sovrapposizioni con il naturismo.
Il raduno si è aperto alle 10 di questo 11 settembre 2010, la piazza principale è stata allestita, già di buona mattina, sulla spiaggia del Nido dell’Aquila, nel suo punto di contatto con la spiaggia del Park Albatros, villaggio che ospita la maggior parte dei radunanti. Il Nido dell’Aquila è un vecchio podere diroccato a poche centinai di metri dal mare, dal quale lo separano una pineta e possenti dune di sabbia ricoperte da impenetrabile vegetazione; oltre le dune una larga spiaggia prende il nome dal podere e su questa già da diversi anni si pratica il nudismo. Una condizione da tempo accettata dalle autorità locali ma senza una precisa ufficializzazione; quest’anno è finalmente arrivata la delibera della Giunta Comunale di San Vincenzo che, in data 24 marzo 2010, ne ha decretato la specifica, anche se (opportunamente) non assoluta, destinazione d’uso. La seconda spiaggia italiana che viene ufficializzata nel suo utilizzo nudista.
Proprio per ringraziare la Giunta di San Vincenzo di tale scelta, oltre che per formulare un riconoscimento palpabile a chi di questa ufficializzazione ne è stato il principale artefice e ci ha dedicato molto del suo tempo, il simpatico e laborioso Daniele Licarrotti, che quelli de iNudisti hanno deciso di ripetere qui il loro annuale Raduno Nazionale.
Dicevamo, il raduno si è ufficialmente aperto alle 10 di sabato 11 settembre, a quell’ora, nella zona ad esso deputata e ben identificata da appositi striscioni, già c’erano una decina di persone, arrivate in zona il giorno prima o anche più giorni prima. Dopo una settimana in cui il tempo meteorologico si era scatenato con piogge su quasi tutta la penisola e forti mareggiate, oggi la giornata è assolutamente solare, c’è ancora un maestrale abbastanza forte, ma aiuta a meglio sopportare l’irraggiamento solare. Ben presto la sabbia, invero minuta graniglia di sassi, si copre di teli e ombrelloni e nel primo pomeriggio le presenza si contano in più di 40 persone, per salire a 62 nel pomeriggio avanzato. Interessante e piacevole notare il contrasto tra l’affollamento della zona nudista e la bassa densità di presenze sul resto della spiaggia, sia sul lato Tuscania, che su quello Park Albatros: appare realistico pensare che, nel prossimo futuro, si debba prevedere un ampliamento del tratto nudista! Altra annotazione meritevole, anche perché era uno dei principali obiettivi del raduno, riguarda i non pochi contatti con i tessili presenti nella spiaggia del Park Albatros, venuti al tavolino della reception a chiedere informazioni o a leggere i volantini appositamente predisposti.
In serata, come già detto, i radunanti si ritrovano presso l’Hotel “Il Mulinaccio” per deliziarsi in un lauto banchetto conviviale a base di pesce. Durante la cena arriva la notizia che, in quel di Jesolo, è stata ufficializzata la terza spiaggia nudista italiana, quella della Laguna del Mort. La notizia che viene accolta da un poderoso applauso: due spiagge nudiste ufficializzate in un anno è un risultato importante, al quale non si può esimersi dall’affiancare i diversi segnali positivi che sono arrivati e continuano ad arrivare dai media locali e nazionali. Gli organizzatori del raduno, Emanuele Cinelli e Massimo Lanari, segnalano anche il crescente successo del sito de iNudisti, come testimoniato dai ranking di Alexa, uno dei più apprezzati motori di valutazione dei siti: iNudisti si piazza, senza aver attuato nessuna delle specifiche politiche di miglioramento delle valutazioni, al duecentocinquantaduemillesimo posto, posizione che un solo altro sito di nudismo (americano) riesce ad avvicinare. A chiusura della cena si passa al taglio della cravatta … oops, no, della maglietta di Daniele Licarrotti, al fine di dare all’ESNA (Ente per lo Sviluppo del Nido dell’Aquila, di cui Daniele è il fondatore e il Presidente) un solido contributo per il grande lavoro svolto e quello che ancora sarà da svolgere: a tutti gli effetti l’ufficializzazione della spiaggia non chiude l’impegno ma, caso mai, lo rilancia e lo amplifica.
Domenica 12 alle 8 l’organizzazione ripristina la segnalazione del percorso d’avvicinamento al luogo di raduno e la delimitazione del tratto di spiaggia scelto per il raduno. Complice la cena e, soprattutto, il dopo cena, oggi le presenze in spiaggia si fanno un poco attendere: alle 10 si contano una ventina di persone in maggior parte arrivate direttamente da casa. Nessuna paura, però, alle 11 iniziano gli arrivi della gran massa e l’organizzazione fatica a registrarli tutti; a mezzogiorno si contano più di novanta persone, tra le quali si registrano la presenza di due gruppi massicci: quello di PCNat (Piacenza) con quasi 20 persone, tra cui anche dei ragazzi che sono la linfa vitale del futuro nudista e naturista, e quello del Borgo Masotti (Lido di Dante – Ravenna) forte di quasi quindici persone. Apprezzata presenza anche la rappresentanza del Gruppo Diaterna. Visita illustre, infine, quella del Responsabile della locale sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri Volontari, i cui soci, nell’ambito del loro contributo alla Protezione Civile, si occupano della vigilanza sulla spiaggia.
Il Raduno si chiude alle 16, orario intorno al quale iniziano le ripartenze; le persone, con non poco dispiacere, una ad una o a piccoli gruppi, si salutano …. appuntamento alla prossima occasione d’incontro!

Raduno 2009 de iNudisti


Una piccola goccia scende lentamente, segue un percorso ben definito: prima scorrendo lungo il fianco del naso, poi scavalcando lo zigomo e, infine, infilandosi nella piega della guancia per giungere al bordo della bocca e finire scendendo sul mento, dove si sofferma indecisa tra il restare incollata al viso o il precipitare velocissima verso terra.
Lentamente la goccia inizia a pendere sempre più dal mento, si sforza di restarci attaccata, ma l’attrazione verso il basso è superiore a tutte le sue forze, non riesce a resistere, deve forzatamente staccarsi senonché in quel mentre, arriva una dolcissima carezza che ne ferma l’inesorabile allungarsi verso il suolo.
Pioggia? Sudore? No, è, o meglio, era una piccola lacrima che sommessamente ma ineluttabilmente è sgorgata dal lembo del mio occhio quando tristemente mi devo allontanare da questo luogo in cui ho passato due giornate meravigliose. Già, purtroppo tutto deve finire e così come il sole ogni giorno sparisce oltre l’orizzonte anche questo Raduno è ormai ricordo del passato. Un ricordo intenso, quasi doloroso, visto il lungo periodo di preparazione e attesa, ma un ricordo cosparso di mille sensazioni piacevoli, di tante nuove stupende conoscenze, di nick che hanno assunto dei volti, della soddisfazione di veder arrivare tanti amici e la rappresentanza di una buona parte delle Associazioni Naturiste Italiane.
Venerdì la partenza e un viaggio senza problemi, in serata io e mia moglie siamo al villaggio che ci ospita, impressionante, mai stato in un villaggio così grande: solo le piscine sono grandi quanto un normale campeggio, poi sotto la pineta le piazzole per tende e caravan, la sterminata fila di casette mobili, al centro la zona dei servizi con la Reception principale, il supermercato, il bar-gelateria, due ristoranti, i giochi per i bambini.
Effettuate le operazioni di registrazione, ci portiamo nell’area tende per scegliere la piazzola e montare il nostro tendone. Qui l’incontro, dopo tanti messaggi via Internet, con Daniele, l’anima della spiaggia Nido dell’Aquila e preziosissimo appoggio locale per l’organizzazione del raduno. Resto un attimo spiazzato, m’aspettavo una persona stile giacca e cravatta, invece mi trovo innanzi un simpaticissimo ed esuberante giovane dai capelli lunghi e ricci.
Poco dopo sopraggiungono anche Alessandro (il mitico Capitan1cino), Paola e Valerio (e Shyra, bellissimo pastore tedesco), che piazzano il loro possente camper nella piazzola accanto alla nostra. Alle ultime luci del giorno in circa quindici minuti monto, con il non indifferente aiuto di Alessandro e sotto la criticissima supervisione di mia moglie Maria, la tenda: nonostante il buio e pur essendo solo la terza volta che effettuo questa operazione, il risultato è pressoché perfetto, se penso alla scorsa estate quando ci misi un’ora e mezza per fare l’improba operazione, per giunta con risultati alquanto deludenti!
E’ ormai ora di cena, contatto Max, la nostra gloriosa Araba Fenice, per fissare l’incontro al ristorante, dove ci troviamo tutti quanti. Insieme a Max si presenta Nicola che si dimostrerà anch’egli persona squisitissima.
Il dopocena si prolunga fin quasi alla mezzanotte e ci vede seduti nella piazzetta del campeggio a chiacchierare di … è già, di cosa potrebbero chiacchierare queste persone? Di nudismo, ovviamente. A noi si è unito Daniele, poi in via telefonica ci contattano Ondina dell’UNI Lazio e Dinky simpaticissima segretaria dell’ANITA, da registrare anche l’apprezzata visita di Marco, il Direttore del villaggio.
Viene l’ora di andarsene a nanna, appuntamento alla mattina per andare in spiaggia.
Sabato mattina mi sveglio alquanto presto, mancano ancora più di due ore all’appuntamento con Daniele, quindi mi dedico con calma ai preparativi, la testa però non so dove l’ho lasciata e continuo a fare dentro e fuori dalla tenda, rompendo le scatole a mia moglie e Alessandro che stanno ancora dormendo: prima vado ai servizi e mi dimentico il necessario per la barba, poi mi accorgo che nel borsone mi mancano delle attrezzature necessarie, quindi dimentico le lenti a contatto, poi è la volta del cibo e così via. Sarà l’emozione per questo importante incontro, il peso della responsabilità organizzativa, l’età che avanza, fatto sta che finisce con un severo rimbrotto di mia moglie. Fortuna che è l’ora per me di partire, ma prima d’andarmene ne devo combinare ancora una: ho parcheggiato la macchina stretta tra una siepe, un albero, le corde della tenda e il tavolino, indi per uscire devo fare diverse manovre, andando anche a sbattere contro il tavolino. Beh, mentre Maria mi osserva con sguardo truce dall’ingresso della tenda, finalmente ne esco e sparisco.
In due minuti di macchina sono al parcheggio del Podere Tuscania e quasi subito arriva anche Daniele e un suo amico di cui non ricordo il nome. Scarichiamo tutte le attrezzature e ci incamminiamo verso la spiaggia. Inizialmente si attraversa un piccolo prato, poi ci si addentra in una folta e fresca pineta, svolta a destra e dopo una brevissima e appena accennata salitella si perviene, passando accanto alle baracche dei servizi igienici e del bar, alla spiaggia. Che bella, lunghissima e piuttosto larga, formata da finissima ghia, tra la quale si mescolano residui di Posidonia e piccoli ma fastidiosi pezzetti di legno.
Ancora non siamo alla spiaggia nudista, si devono percorrere un centinaio di metri per arrivare ad un alberello sul cui tronco ben visibile si vede dipinta una fascia gialla: è l’inizio della zona nudista, zona che si estende per 400 metri ovvero dalla fine della spiaggia del Podere Tuscania all’inizio di quella del Park Albatros, il villaggio che ci ospita.
Il mare davanti è di un azzurro intenso e quasi uniforme, nonostante alcune folate di vento c’è calma piatta. Mentre Daniele e il suo amico piazzano i cartelli di confine che segnalano la spiaggia nudista e montano un gazebo comprato (da Daniele) proprio per dare da supporto al nostro Raduno, io indosso la muta e mi porto al largo per visionare la zona di rocce sulla quale domattina accompagnerò coloro che vorranno fare un’ora di snorkeling, ovviamente nudista.
C’è un poco di corrente che rende faticoso il nuoto, ma nel giro di una decina di minuti individuo fra la sabbia l’esatta posizione della fascia rocciosa, “Morzate” come la chiamano qui, e ne inizio la perlustrazione. Non è proprio un acquario e l’acqua non è limpidissima ma comunque individuo e osservo diversi pesci, anche se non di mole: saraghi, occhiate, piccole castagnole dal ventre blu elettrico, gli immancabili labridi dal forti colori, un piccolo branco di triglie, una mormora che al mio arrivo si insabbia velocissima sparendo letteralmente alla vista. Oltre ai pesci incontro alcune anemoni, qualche spugna a tubo rossa, due grossi spirografi, moltissime piccole meduse quasi invisibili e due meduse bianche con riga blu attorno al mantello.
Dopo un’ora e mezza rientro alla spiaggia, mi spoglio e partecipo agli ultimi lavori di allestimento della spiaggia ai fini del raduno: montiamo la bandiera de iNudisti, definiamo dove poter montare il campo da pallavolo, facciamo due chiacchiere.
Passano le ore e ancora dal villaggio non arriva nessuno, tutti dormiglioni qui. Decido di riportare il mio borsone con le attrezzature sub alla macchina. Al mio ritorno trovo Maria, Alessandro, Paola e Valerio che sono venuti a piedi dal villaggio, sono poi dieci minuti di cammino. Più tardi arrivano anche i dormiglioni del gruppo: Max e Nicola.
Il sole comincia a farsi pesante e sulla spiaggia non esiste modo di trovare un filo d’ombra. Purtroppo una folata di vento ha quasi distrutto il gazebo e siamo stati costretti ha ripiegarlo e riporlo nella sua borsa. Unico refrigerio c’è dato dal passeggiare o nuotare nelle fresche acque del mare che si distende innanzi a noi.
Arrivati nella notte al villaggio, Marcolino e famiglia e la coppia d_albano2 arrivano in spiaggia attorno a mezzogiorno. Insieme a loro iniziano i diversi altri arrivi e le presentazioni con i nuovi amici o i saluti con gli amici già conosciuti si fanno sempre più frequenti, in ordine d’arrivo: Acquaticus e consorte, Damiano e famiglia (che, arrivando dalla Svizzera, rendono internazionale il raduno), Raffaele e Ginella, Biotto e Claudia con altri 3 amici di PCNat, Massimo, Giuseppe, Justus e Giuliana, Firenzenow.
Il primo pomeriggio passa veloce tra le chiacchiere e le presentazioni, interrotto per me da un salto al villaggio per concordare e organizzare la cena comunitaria presso il ristorante dello stesso (e per prendere un attimo di respiro dall’incessante pressione del sole). Superato l’intoppo di un disguido con la segreteria del villaggio, alla quale non risultava che noi avessimo prenotato la cena di gruppo, rientro alla spiaggia verso le 16. Ancora qualche chiacchiera e presto le persone iniziano a rientrare per prepararsi alla cena. Io, Maria e Alessandro ci fermiamo ancora un poco per ammirare il tramonto e goderci la frescura del sopraggiungere della sera. La rossa palla del sole scende velocemente disegnando una lunga e ben delineata striscia di luce sulla superficie del mare e mi immagino un’ipotetica nuotata in questa per andare ad incontrare la nostra lucente stella. Una barca si delinea all’orizzonte e la osservo passare davanti al sole e poi svanire nella direzione opposta. E’ il crepuscolo ed è ora anche per noi di rientrare alla tenda. Una bella doccia ed eccoci pronti per la cena. Raduno nella piazzetta e poi … gambe sotto il tavolo!
Per la cena sono arrivati altri quattro del famosissimo gruppo PCNat: Maurizio, Marina, Riccardo e Pietro.
Qualcosa non mi torna nei numeri, nonostante il ristorante abbia apparecchiato per 36 contro i 30 che avevo segnalato, di posti liberi ce ne sono solo due o tre e sono in attesa dell’arrivo di una rappresentanza importante dell’UNI Lazio, capitanata da un’esplosiva Ondina, che, purtroppo e con mio notevole disappunto, sono costretti a sedersi ad un tavolo separato, seppur vicino: mi scuso con loro.
La cena, allietata da alcune buone bottiglie di vinello e da una braciola di manzo veramente squisita, si svolge in allegria e spensieratezza, fra discorsi di vario genere compresi, senza nessun timore d’essere sentiti dagli altri commensali, quelli nudisti.
Il dopocena ci vede in piazzetta a sorseggiare qualche bicchiere di corroborante superalcolico, le chiacchiere ci tengono alzati fino alla mezzanotte. A questo punto il programma prevedeva un bagno e/o un brindisi ma ambedue le cose saltano, la prima per evidenti motivi di salute, la seconda per stanchezza e assenza delle necessarie bottiglie. Ci si saluta dandosi appuntamento per la mattina, e qui mi prendo nuovamente del matto quando ho l’ardire di proporre il ritrovo alle 8 per chi vuole venire a fare snorkeling; sposto alle 9, ma non c’è verso; riprovo alle 10 e ancora un diniego quasi generale, alla fine programmo per le 11 e qualche spiraglio di attenzione riesco a smuoverlo.
Dopo una bella e ristoratrice dormita, arriva la mattina della domenica. Alle 7 sono in piedi, non mi riesce di dormire oltre. Nel campeggio ancora non gira nessuno e aspetto seduto fuori dalla tenda. Verso le 8 si alza anche mia moglie e facciamo una prima veloce pulizia nell’intenzione di smontare la tenda; ma ci ripensiamo e decidiamo di spostare la cosa al pomeriggio al fine di gustarci la spiaggia quando il sole ancora non morde troppo sulla pelle.
Facciamo colazione al bar del villaggio, poi passiamo dal supermercato a prendere qualcosa da mangiare per mezzogiorno e, a piedi, ci portiamo in spiaggia. Quando arriviamo sono circa le 9 e mezza, diverse persone sono già arrivate ma nessuno del nostro gruppo … tutti dormiglioni quelli de iNudisti!
Recupero il palo per la bandiera e la rimetto a sventolare felice nel vento, vado al bar a “rubare” un tavolo e due sedie per la postazione tecnica, piazzo la boa segna sub in acqua per identificare il punto di ritrovo di coloro che vogliono fare snorkeling, aiuto a montare il campo da pallavolo, poi aspetto ansiosamente gli amici snorkelisti. Daniele che mi vede andare continuamente avanti e indietro mi invita a mettermi tranquillo, suggerimento che non mi riesce di seguire: ho voglia di scendere in acqua, c’è già una persona che aspetta per uscire, ma gli altri ancora non si vedono. Verso le 11 arrivano in spiaggia quasi tutti e visto che più nessuno vuole fare snorkeling, me ne vado in acqua solo soletto per ripetere il giro già fatto la mattina prima, ma stavolta in “natura”, ovvero nudo.
La visibilità è minore rispetto a ieri e una fastidiosa onda lunga si fa sentire anche ai quattro, cinque metri di profondità a cui si trovano i sassi delle “morzate”. C’è meno pesce, comunque me ne resto in acqua quasi un’ora a scattare alcune fotografie, finché i primi brividi mi inducono al rientro. Approdo a riva e Biotto mi chiede se si poteva uscire a fare la nuotata, che fare? Mi rituffo e si riparte, tanto la nuotata per tornare a riva mi ha riscaldato a sufficienza e non ho più brividi.
Nel riportarci verso gli scogli quasi sbatto contro una grossa medusa, peccato aver lasciato la macchina foto a riva, prima ne avevo fotografata una piccolina, questa si sarebbe proprio meritata una bella foto. Ci facciamo il giro degli scogli, faccio vedere all’amico gli spirografi e qualche pesciolino poi si ritorna a riva.
Mentre ero in acqua sono sopraggiunti tanti altri amici, tra i quali Marcob noto referente per la spiaggia nudista del Diaterna.
Si pranza al sacco sulla spiaggia e mia moglie si va a sedere proprio sopra una vespa che, di ripicca, pensa bene di pungerla proprio su di una chiappa. Ho lasciato la pomata nello zaino in tenda, quindi dopo aver finito di pranzare Maria se ne torna al villaggio per cercare di lenire il dolore della puntura. Io mi fermo ancora in spiaggia e scambio piacevolmente, assieme a Max, alcune opinioni sul nudismo, sul sito de iNudisti, sui problemi del nudismo e sulla questione Manerba del Garda con un paio di amici.
Nel pieno del pomeriggio ci vengono a trovare due giovani Carabinieri, si proprio Carabinieri, e Daniele si prodiga nelle presentazioni. Si chiacchiera del Raduno e loro ci chiedono se siamo contenti del posto, se è andato tutto bene, se abbiamo avuto dei problemi. Salutandoci si mettono a nostra completa disposizione per qualsiasi fastidio possa sorgere, soprattutto in relazione ad eventuali malintenzionati. Fosse così dappertutto: il Comune che non solo da il beneplacito ad una manifestazione nudista, ma la sponsorizza con Delibera Comunale; i Carabinieri che vengono a trovarci e si mettono al nostro servizio … Daniele ha fatto veramente un grande lavoro!
Giungono così rapidamente, troppo rapidamente le quindici e trenta, per me è l’ora di tornare al villaggio per fare i bagagli. Mi dispiace enormemente lasciare il Nido dell’Aquila, lasciare tutti questi simpaticissimi amici, tornare a calzare le vesti, ma non ho alternative, domattina devo andare a lavorare presto e devo scaricare la macchina, stracolma di materiale, stasera stessa: non posso arrivare a casa troppo tardi!
Saluto tutti gli amici che identifico come volti conosciuti, ne ho sicuramente dimenticati diversi coi quali mi scuso e li saluto da queste righe, saluto Daniele che molto mi ha aiutato nell’organizzazione del Raduno (senza di lui tutto sarebbe stato molto, molto più difficile) e mi incammino tristemente verso il villaggio.
Il viaggio di ritorno, purtroppo allungato da trenta e più chilometri di coda tra Aulla e Berceto, avviene nel ripensamento alle tre stupende giornate appena passate, agli amici conosciuti, a quelli ritrovati, al bilancio del Raduno, un bilancio decisamente positivo, specie considerando che solo una quindicina di giorni addietro ancora le indicazioni di partecipazione erano pressoché nulle. Sulla spiaggia del Nido dell’Aquila hanno sventolato le bandiere de iNudisti (ben tre), della spiaggia, dell’ANITA/Diaterna e del gruppo PCNat, e sotto tali vessilli si sono felicemente ritrovate una cinquantina di persone provenienti da quasi tutta l’Italia (una famiglia perfino dalla Svizzera) e appartenenti a diverse Associazioni o non associate, alcune iscritte al sito de iNudisti, altre no, il Raduno non voleva avere e non ha avuto confini, barriere, era ed è stato aperto a tutti coloro che volevano parteciparvi,, in quell’ideale d’interesse comune che dovrebbe essere la base assoluta e imprescindibile d’ogni iniziativa in ambito nudista e naturista.

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