Archivi Blog

Confedercontribuenti: Appello ai blogger di tutta italia, lottare questo fisco salvare l’Italia


Si è proprio ora di dire basta e di mettersi in moto affinché i soldi li si prendano dalle tasche di coloro che, col la loro inettitudine, con spese inutili, con sperperi e corruzione, con i giochi di comodo, ci hanno messo nella situazione in cui siamo.

Confedercontribuenti: Appello ai blogger di tutta italia, lottare questo fisco salvare l’Italia.

Che sia un segno di positvi cambiamenti?


Essendo iscritto al Collegio dei Periti Industriali mi arriva periodicamente il quotidiano “ItaliaOggi”. Devo dire che non lo leggo con regolarità, anzi, oggi, però, uno strillo di prima pagina m’ha immediatamente colpito e mi sono andato a leggere l’articolo in questione: che sia forse in corso un positivo cambiamento nelle modalità e nei pensieri di alcune parti istituzionali? Boh, è presto per dirlo, ma intanto vi riporto i passi salienti dell’articolo in questione.


“Evasori per necessità – La Guardia di finanza riconosce alla Camera che c’è chi non paga le tasse per poter sopravvivere. Quindi niente verifiche sui poveracci”

“C’è chi evade per sopravvivere – Solvibilità del contribuente parametro dei controlli Gdf”

Di Cristina Bartelli

La solvibilità dei contribuenti è uno dei criteri che indirizzano le verifiche della Guardia di finanza. Esiste infatti un’evasione di sopravvivenza, dovuta alla crisi economica, e le Fiamme gialle ne tengono conto cercando di non calcare la mano su chi si trova in difficoltà economico-finanziaria. A rispondere davanti alla commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria … è stato … Bruno Buratti, generale della Guardia di finanza … <<Esiste … la cosidetta evasione diffusa o di massa, realizzata dall’ampia platea delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi … è possibile rinvenire contribuenti che non ottemperano agli obblighi tributari anche in ragione di contingenti difficoltà economico-finanziaie>> … proprio per questo la Gdf nelle sue analisi mette in conto la solvibilità del contribuente come un parametro di cui tener conto per la selezione dei soggetti da verificare …


Certo che tutto questo bel discorso stride alquanto con la campagna mediatica messa in campo dalle istituzioni, dove, a fronte della espressione “parassita sociale”, appare un’immagine in primo piano di una persona comune con barba lunga e capelli non curati, un poveraccio insomma.

Casta Italia


I parlamentari decidono del proprio sostegno economico, inteso in stipendio, vitalizio, benefici vari. Gli ordini professionali definiscono le regole e le prove per l’accesso alle professioni, facendo in modo di filtrare fortemente le promozioni. I benzinai scioperano per la scadenza di un benefit fiscale assegnato da tempo a loro e solo a loro, come se gli altri lavoratori autonomi non abbiano le stesse problematiche. I produttori di latte protestano contro le quote imposte loro dalla Comunità Europea, dimenticandosi che le stesse sono state definite sulla base delle informazioni da loro stessi passate alla Comunità, tenute basse per paura di trovarsi nuove tasse. Chi ha redditi alti e possiede beni si oppone alla patrimoniale, adducendo come scusa quella di pagare già tanto in tasse, come se gli altri pagassero poco. La Chiesa sfrutta inadeguatamente (e illegalmente) i propri benefici fiscali e si oppone alla loro limitazione, ignorando che ci sono tante Associazioni di beneficenza che non usufruiscono degli stessi identici benefici. I medici condizionano l’operatività dell’assistenza sanitaria pubblica offrendole poco del loro tempo, per mantenere il tanto a disposizione della libera professione, verso la quale vengono indecentemente indirizzati molti malati a costi nettamente maggiori. I farmacisti si oppongono alla vendita dei medicinali nei supermercati, ma nel contempo allargano sempre più le categorie di prodotti da loro venduti, molti dei quali, oggi, nulla hanno a che vedere con la farmacologia. Le compagnie nautiche fanno cartello per alzare i prezzi adducendo l’aumento del costo del carburante, e con loro tante altre compagnie (telefono, luce, acqua, e via dicendo), senza tener conto che i cittadini sono a loro volta assoggettati all’aumento dei carburanti, indi si trovano a pagarlo più volte. Le aziende alzano i prezzi, ma non toccano gli stipendi, anzi se possibile li abbassano anche, incuranti della situazione di crisi in cui sempre più le persone vengono a trovarsi. Eccetera, eccetera, eccetera.

Quanti privilegi che esistono o si pretendono in questa Italia! Un’Italia formata da numerose caste tutte dedite a mantenere inalterata la propria posizione di vantaggio, tutte interessate a far si che i nuovi venuti non riescano a togliere spazio ai vecchi. Una visione a senso unico che sta spostando i capitali e le risorse sempre più verso l’alto, che sta creando sempre più divario tra chi può imporre e di deve subire.

È già questa Italia è proprio una casta Italia… l’Italia delle caste!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: