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Misuriamo la febbre nudista italiana


Lo si dice spesso, lo dicono coloro che gestiscono gli affari di politica, lo evidenziano gli economisti, lo certificano i fatti: i numeri contano e per contare bisogna contarsi. Così ho voluto misurare la
situazione del nudismo in Italia.

Due sono i piani sui quali ho sviluppato il lavoro: quello associativo (comprendendovi pure le comunità e i forum) e quello delle strutture (spiagge, soggiorno, ristorazione, benessere, sport). Il primo dovrebbe dare la misura degli italiani che praticano nudismo; il secondo quella delle opportunità che l’Italia offre alla pratica e al turismo nudisti.

Devo subito dire che il risultato se per le strutture è attendibile, pur se non completissimo (non tutte provvedono a segnalare pubblicamente la loro offerta in merito), per l’associazionismo l’attendibilità purtroppo decade notevolmente non essendo possibile innanzitutto ottenere i numeri da tutte le associazioni (stranamente poche sono quelle che li mettono sul loro sito), poi essendoci sovrapposizione tra le iscrizioni (persone che si iscrivono a più associazioni, gruppi, comunità) e infine per qualche indicazione se non proprio palesemente falsa, quantomeno dubbia. Vedremo se in futuro si potrà arrivare a risolvere tali problematiche e rifare il conto in modo più preciso.

Veniamo senza altri indugi ai risultati, partendo da quelli associativi.

Associazioni, gruppi e comunità naturiste e nudiste

Le associazioni sono 20, di queste 9 hanno fornito i loro dati che portano a un totale di ca 3500 tesserati, considerando le 11 associazioni non computate e una possibile sovrapposizione delle iscrizioni pari al 10%, si può pensare ad un numero di tesserati pari a 5000, dando per buono il dato UNI che da solo coprirebbe quasi il 50% di tale numero (il sospetto di non affidabilità di tale dato scaturisce dalla considerazione che l’unica altra associazione di stampo nazionale, l’ANITA, pur essendo molto più attiva e presente arriva a tesserare solo un terzo di quanto dichiarato dall’UNI).

I gruppi sono 5 e raccolgono un centinaio adesioni.

Le comunità sono 3 per un totale di ca 53.000 iscritti, a cui si deve però aggiungere almeno un equivalente numero di persone che frequentano i siti e i forum di tali comunità senza esservi registrati. Se si considera anche qui un 20% di sovrapposizione possiamo riportare il valore a 50000 iscritti e 50000 visitatori.

Riassumendo…

100.000 sono le persone che frequentano le comunità e 5.000 quelle che risultano tesserate alle associazioni.

Risulta evidente che o gli italiani sono fortemente refrattari all’associazionismo o le associazioni italiane non sano catturare l’interesse del loro potenziale bacino d’utenza. Personalmente ritengo che siano vere entrambe le cose e che i primi debbano rendersi conto dell’importanza del loro supporto alle associazioni, mentre le seconde debbano capire che gli iscritti si devono catturare, non è più il tempo in cui arrivavano da soli, per pura dedizione alla causa, oggi è necessario dare loro un motivo materiale, qualche vantaggio. Devo aggiungere che qualche associazione, in particolare l’ANITA (vedasi sul suo sito la pagina delle convenzioni), si sta già muovendo in tale direzione, ma è ancora troppo presto per poterne definire l’effetto, ne potremo riparlare tra un anno.

Veniamo ora all’aspetto più affidabile e promettente: quello delle strutture.

I dati sono stati rilevati dalla Guida Naturista Italiana (Editrice Sylvia) recentemente pubblicata (leggine la recensione), integrandoli con altri di mia diretta conoscenza o rilevati attraverso alcune ricerche appositamente effettuate ai fini di questo articolo.

Spiagge e ambienti assimilabili (fiumi, torrenti, prati, “campi” ad uso esclusivamente diurno, eccetera)

Sono 95 di cui:

  • 6 a nudismo autorizzato; 56 a nudismo tollerato; 27 a nudismo occasionale; 6 a nudismo critico (ordinanze di divieto o fermi);
  • 4 in posizione isolata; 59 in posizione di contatto con spiagge o altri ambienti tessili;
  • 9 in qualche modo presidiate.

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Aut.

Tol.

Occ.

Cri.

Valle d’Aosta  

0

       
Piemonte  

0

       
Lombardia  

6

0

3

1

2

  Brescia

5

 

2

1

2

  Pavia

1

 

1

   
Trentino Alto Adige  

4

1

3

0

0

  Bolzano

1

1

     
  Trento

3

 

3

   
Friuli Venezia Giulia  

3

0

3

0

0

  Trieste

3

 

3

   
Veneto  

6

0

2

3

1

  Venezia

3

 

1

2

 
  Verona

3

 

1

1

1

Liguria  

3

0

1

2

0

  Genova

1

   

1

 
  Imperia

1

   

1

 
  La Spezia

1

 

1

   
Emilia Romagna  

4

1

2

0

1

  Bologna

1

1

     
  Ferrara

1

 

1

   
  Piacenza

1

 

1

   
  Ravenna

1

     

1

Toscana  

14

1

9

4

0

  Firenze

1

 

1

   
  Grosseto

6

 

3

3

 
  Livorno

7

1

5

1

 
Marche  

4

0

1

2

1

  Ancona

4

 

1

2

1

Umbria  

0

       
Lazio  

3

1

1

0

1

  Latina

1

     

1

  Roma

2

1

1

   
Abruzzo  

2

0

2

0

0

  Chieti

2

 

2

   
Molise  

0

       
Campania  

4

1

2

1

0

  Napoli

2

 

2

   
  Salerno

2

1

 

1

 
Puglia  

4

0

1

3

0

  Brindisi

1

   

1

 
  Foggia

2

 

1

1

 
  Taranto

1

   

1

 
Basilicata  

1

0

0

1

0

  Matera

1

   

1

 
Calabria  

1

1

0

0

0

  Crotone

1

1

     
Sardegna  

14

0

8

6

0

  Cagliari

5

 

4

1

 
  Medio Campidano

2

   

2

 
  Olbia – Tempio

3

 

2

1

 
  Oristano

2

 

1

1

 
  Sassari

2

 

1

1

 
Sicilia  

22

0

18

4

0

  Agrigento

3

 

2

1

 
  Palermo

1

   

1

 
  Siracusa

1

   

1

 
  Trapani (e Pantelleria)

17

 

16

1

 

Sono totalmente sprovviste di spiagge nudiste le province di: Alessandria, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cosenza, Cremona, Cuneo, Enna, Fermo, Forlì-Cesena, Frosinone, Gorizia, Isernia, L’Aquila, Lecce, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Novara, Nuoro, Ogliastra, Padova, Parma, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Torino, Treviso, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Strutture di soggiorno (alberghi, villaggi, campeggi eccetera)

Sono 36 di cui:

  • 2 hotel/alberghi, 6 agriturismo, 5 case vacanza, 12 bed & breakfast e 11 villaggi/campeggi;
  • 17 in cui il nudismo è libero, 19 che pongono limitazioni alla pratica del nudismo (solo in certi periodi, solo in determinate aree, solo su prenotazione dell’intera struttura, eccetera);
  • 8 convenzionate con la federazione naturista italiana e dalla stessa pubblicizzate (solo un quarto del totale, perché?).

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Alb.

Agr.

Case

B&B.

Vill.

Valle d’Aosta  

0

         
Piemonte  

4

     

2

2

  Asti

1

       

1

  Cuneo

1

     

1

 
  Torino

2

     

1

1

Lombardia  

0

         
Trentino Alto Adige  

1

   

1

   
  Trento

1

   

1

   
Friuli Venezia Giulia  

0

         
Veneto  

2

 

1

 

1

 
  Belluno

1

 

1

     
  Verona

1

     

1

 
Liguria  

1

       

1

  Savona

1

       

1

Emilia Romagna  

3

 

1

   

2

  Bologna

1

       

1

  Modena

1

 

1

     
  Ravenna

1

       

1

Toscana  

8

 

3

2

2

1

  Firenze

1

   

1

   
  Grosseto

4

 

2

1

 

1

  Livorno

2

     

2

 
  Pisa

1

 

1

     
Marche  

0

         
Umbria  

4

 

1

1

2

 
  Perugia

2

   

1

1

 
  Terni

2

 

1

 

1

 
Lazio  

2

   

1

 

1

  Roma

2

   

1

 

1

Abruzzo  

0

         
Molise  

0

         
Campania  

3

2

     

1

  Napoli

2

2

       
  Salerno

1

       

1

Puglia  

3

     

2

1

  Foggia

3

     

2

1

Basilicata  

0

         
Calabria  

1

       

1

  Crotone

1

       

1

Sardegna  

2

     

1

1

  Nuoro

1

       

1

  Sassari

1

     

1

 
Sicilia  

2

     

2

 
  Trapani

2

     

2

 

Sono totalmente sprovviste di strutture di soggiorno nudiste o che, a date condizioni, permettono di praticare il nudismo le province di: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Bergamo, Biella, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Enna, Fermo, Ferrara, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Gorizia, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Matera, Medio Campidano, Messina, Milano, Monza e Brianza, Novara, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pesaro e Urbino, Pescara, Piacenza, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Venezia, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Strutture del benessere (saune, SPA, eccetera)

Sono 10 di cui:

  • 9 saune; 1 SPA; mancano totalmente strutture quali parchi termali e centri massaggio;
  • 3 in cui il nudismo è libero, 7 che pongono limitazioni alla pratica del nudismo (solo in certi periodi, solo in determinate aree, solo su prenotazione dell’intera struttura, eccetera);
  • nessuna è convenzionata con la federazione naturista italiana e dalla stessa pubblicizzata.

La loro distribuzione è…

Regione

Provincia

Tot.

Sau.

SPA

Parchi T.

Mass.

Valle d’Aosta  

0

       
Piemonte  

0

       
Lombardia  

1

       
  Brescia

1

1

     
Trentino Alto Adige  

6

       
  Bolzano

4

4

     
  Trento

2

2

     
Friuli Venezia Giulia  

0

       
Veneto  

2

       
  Verona

2

2

     
Liguria  

0

       
Emilia Romagna  

0

       
Toscana  

0

       
Marche  

0

       
Umbria  

0

       
Lazio  

0

       
Abruzzo  

0

       
Molise  

0

       
Campania  

1

       
  Napoli

1

 

1

   
Puglia  

0

       
Basilicata  

0

       
Calabria  

0

       
Sardegna  

0

       
Sicilia  

0

       

Sono totalmente sprovviste di strutture del benessere nudiste o che, a date condizioni, permettono di praticare il nudismo le province di: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Belluno, Bergamo, Biella, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cuneo, Cremona, Crotone, Enna, Fermo, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno,
Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa e Carrara, Matera, Medio Campidano, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Novara, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pesaro e Urbino, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni,, Torino, Trapani, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Venezia, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo.

Al momento attuale mancano totalmente strutture della ristorazione e dello sport che consentano anche solo parzialmente di praticare il nudismo.

Recensione della “Guida Naturista Italiana” – Sylvia Edizioni


Guida naturista ItalianaIn una società sempre meno propensa a spendere per ottenere informazione, che può spesso gratuitamente reperire con pochi secondi di ricerca su Internet, sempre meno interessata alla carta stampata, che può efficientemente sostituire con l’elettronica di file e dei siti web, l’uscita sul mercato di una nuova proposta editoriale può lasciare stupiti, specie se si tratta di una guida e ancor più dal momento che tratta di nudismo, stile di vita che negli ultimi anni si è visto oltraggiato e osteggiato da una incomprensibile recrudescenza delle ostilità istituzionali, in particolare comunali.

Se, però, guardiamo all’ancor elevato numero delle persone a cui piace sentire nelle proprie mani l’oggetto fisico da cui trae informazione, per non parlare di coloro che, ancor non irrilevanti, amano circondarsi da raccolte materiali di libri, godendo della solo loro presenza, sia essa ordinata sulle librerie, che disordinata su tavoli e comodini; se, invertendo il punto di vista, osserviamo quanto poco risulti efficiente l’elettronica ai fini della penetrazione degli strati politici e istituzionali, ancora molto vincolati al documento cartaceo, ecco che, questo progetto editoriale risulta tutt’altro che inutile e diafano.

Se chi di dovere avrà l’abilità e la sagacia di far circolare la guida attraverso tutti i principali, ma anche non principali, canali informativi istituzionali, quali le biblioteche, giocando sulla curiosità delle persone che entreranno in casuale contatto con la guida, sull’orgoglio politico degli amministratori che noteranno la propria regione o il proprio comune poco o per nulla colorato dalle icone delle presenze nudiste, sublimando, attraverso le pagine pubblicitarie di strutture ma anche di comuni, province e regioni, l’esigenza di visibilità e di crescita economica, questa guida potrà di certo diventare un valido e sicuro strumento di movimentazione dell’interesse al turismo nudista e naturista, una testa di ponte nudista all’interno delle stereotipate barriere istituzionali.

La forza della “Guida Naturista Italiana”, redatta a cura di Carlo Alberto Castellani ed edita da Sylvia, guida di cui si sentiva fortemente la mancanza, è e sarà nella sua strutturazione logica ed editoriale.

Meritevole e importante la scelta di non limitare i contenuti alle sole poche evidenze istituzionalizzate: le rarissime spiagge sulle quali lo stare nudi è ufficialmente autorizzato da delibere del comune di competenza e le poche strutture fagocitate dalla federazione naturista italiana. La guida, infatti, elenca tutto quanto sia stato possibile individuare e rilevare sul territorio italiano, facendo emergere tutto quel sommerso nudo-naturista fino ad oggi tenuto celato e mostrando come in Italia la situazione, seppur sempre carente, sia decisamente più interessante di quanto facessero pensare i numeri da sempre ufficialmente resi noti:

  • ben 38 sono le strutture (campeggi, villaggi, agriturismo, bed & breakfast) che, in vario modo, offrono opportunità per soggiorni e vacanze in stile nudista e/o naturista;
  • addirittura 68 sono le spiagge (marine, fluviali e lacuali) dove il nudo è quantomeno tollerato;
  • solo due regioni, la Val d’Aosta e il Molise, non offrono nessuna opportunità nudista, sebbene sia da rilevare che solo due regioni (Sardegna e Toscana) abbiano un numero di strutture considerabile decente e solo la Toscana superi le cinque unità in merito alle spiagge praticabili in nudità.

La guida si apre con una breve e scontata, ma comunque utile, introduzione sul naturismo, con l’implicito invito all’abbandono delle vesti per scoprire il fantastico e salutare mondo del corpo libero e nudo. A seguire una brevissima disanima sulla incerta situazione giuridica italiana, l’elenco delle associazioni italiane che si occupano di nudismo e naturismo, una paginetta dedicata alla comunità Internet de iNudisti, la più importante realtà nudista italiana non associativa (peccato che la foto usata ad ornamento di questa pagina mostri una modella che indossa delle mutande), un breve sunto delle offerte nudiste italiane e poi… poi le schede specifiche suddivise in tre gruppi, Italia del nord, Italia centrale e Italia del sud, e per regione.

Ogni regione viene aperta con una breve considerazione generale e la relativa cartina iconografica che aiuta a comprendere la collocazione delle strutture e delle spiagge descritte. Strutture e, nel limite del possibile, spiagge sono ampiamente descritte, abbinando al testo varie significative fotografie. Una ricca iconografia arricchisce il tutto e consente di meglio identificare le caratteristiche del luogo illustrato: collocazione, logistica, servizi, attrezzature sportive, accessibilità.

Dopo averne decantato i pregi, vediamone i difetti.

Innanzitutto un difetto che invero sarebbe da considerarsi più un pregio: la guida viola l’alone di segretezza che in alcuni casi si era volutamente creato e mantenuto, rischiando così di passare informazioni a coloro che questi luoghi li volessero utilizzare a fini che nulla hanno a che vedere con il nudismo e il naturismo. D’altra parte non è possibile immaginare una crescita senza che venga prima messa in campo la totale disponibilità, non è pensabile l’accettazione senza la trasparenza, non è credibile che il nudismo possa acquisire spazi e fiducia senza che i nudisti siano disposti a metterci la faccia, quella vera ovviamente.

Si evidenzia poi una non immediata leggibilità della cartina che riassume la situazione italiana: i bollini numerati sono troppo piccoli e, comunque, sarebbe stato più coinvolgente e stimolante un sistema che mettesse immediatamente in risalto la differenza tra regione e regione, ad esempio un sistema a barre o a bolle.

In merito all’iconografia, sarebbe stato opportuno classificare anche le strutture, così come fatto per le spiagge, in ragione della loro più o meno forma nudista: struttura ad orientamento nudista, struttura in cui l’uso del vestiario è ovunque facoltativo, struttura in cui il nudo è tollerato ma non predominante (ad esempio ammesso solo all’interno della sauna o in limitati spazi dell’area esterna), struttura che offre possibilità nudiste limitate (ad esempio solo a gruppi che prenotano l’intera struttura).

Sempre rimanendo sul tema dell’iconografia, il colore utilizzato per riempire le stelline di classificazione delle spiagge è poco evidente, specie per chi non ha una vista perfetta, rendendo non immediata l’individuazione della stessa.

Altro personalmente non rilevo, mi limito solo a suggerire, per un prossimo futuro, di abbinare alla guida un sito a cui gli acquirenti della stessa possano accedere per ottenere informazioni più precise sul “Come arrivare”, visto che, per ovvi motivi di spazio, sulla versione cartacea queste appaiono alquanto scarne e, probabilmente, di pochissimo aiuto per chi non sia pratico della zona. Tramite questo sito si potrebbero poi attivare altri vari e utili servizi, un esempio per tutti: un sistema di aggiornamento in tempo reale della guida stessa.

Che dire per concludere questa recensione? Bravo Carlo Alberto, bravi tutti coloro che hanno collaborato al progetto, ma bravi anche coloro che si metteranno a disposizione per la sua futura crescita; non dimentichiamo i meravigliosi titolari e/o gestori delle strutture che hanno contribuito alla nascita della guida anche solo accettando di comparire nelle sue schede descrittive, speriamo che questo serva da stimolo agli altri operatori turistici per fare altrettanto, così come si spera venga emulato l’esempio del Comune di Camerota che unico, sulla base del mantra “Qui il naturismo è turismo”, ha formalmente supportato la guida con una propria pagina pubblicitaria.

Per informazioni commerciali, aderire alla diffusione e acquisti vedi il sito della “Guida Naturista Italiana”.

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