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#VivAlpe 2018 siamo pronti


Anche questo anno volge al termine e con esso stanno per terminare le attività del programma VivAlpe 2017, è ora di pensare al seguito ed infatti sono già due mesi che ci si sta lavorando sopra, le prime schede descrittive sono già state completate e pubblicate , molte altre sono in fase di completamento comunque già reperibili nella pagina eventi.

Il nuovo programma, così come quello del corrente anno, si estende su tutti i dodici mesi dell’anno: l’escursionismo non è solo estivo e la montagna per essere ben apprezzata va vissuta in tutte le sue stagioni. La cadenza delle uscite sarà all’incirca di una ogni tre settimane in modo da guadagnare e mantenere l’adeguato allenamento, allenamento molto basilare visto che è stato ridimensionato l’impegno di ogni singola uscita: la possibilità di partecipazione è di fatto allargata a tutti coloro che hanno una minima base fisica e un poco di esperienza di cammino.

Una precisazione è doverosa il merito alla questione del nudo, quel nudo che è stato talvolta frainteso, quel nudo che, pur avendoci piacevolmente portato un certo interesse mediatico, ha anche spinto alcuni a formulare più o meno ipocrite e preconfezionate opinioni. Non andiamo in montagna per metterci nudi, ci andiamo per la montagna, per il piacere di camminare, per gustare il profumo delle sue mille essenze, per assaporare le sensazioni del sole e del vento sulla pelle, una volta in montagna, però, ci mettiamo nudi perché siamo persone che il nudo non lo praticano ma lo vivono, persone che il nudo non lo intendono come un momento della vita ma come parte integrante della propria vita, persone che hanno saputo oltrepassare quel fastidio che viene inculcato da una società che insensatamente vive e vede il corpo solo attraverso la malizia, che ipocritamente vive e vede i genitali come qualcosa di sporco, qualcosa da nascondere.

Non obblighiamo nessuno a mettersi a nudo, già molti sono coloro che ci hanno affiancato pur restando vestiti, alcuni sono diventati fedeli presenze, vogliamo solo che si rispetti il nostro diritto di stare nudi pressoché ovunque, quantomeno, per ora, nei giardini (privati e pubblici) e in tutte le aree extraurbane, come spiagge, parchi, campagne, colline e monti: tanto si parla di turismo ecosostenibile e di rispetto per l’ambiente, orbene, sono due processi che, per essere tali, devono necessariamente prendere in considerazione il mettersi a nudo, l’unico vero modo per integrarsi con l’ambiente, per vivere la montagna (e non solo quella) da pari a pari, per rispettarla, per generare piena sostenibilità ecologica.

Vestiti può essere bello, non lo neghiamo, vestiti talvolta può essere necessario, ma… nudi lo è altrettanto, anzi per noi è anche molto meglio e lo diventerebbe anche per voi se solo dedicaste due secondi della vostra vita a spogliarvi in mezzo alla natura, per poi immergervi in un lago o in un mare, esporvi al sole e all’aria, camminare lungo i sentieri del monte, VivAlpe è il programma che vi aiuta a farlo!

#nudièmeglio

#nudiènormale

Clicca sulla locandina per accedere alla pagina eventi

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#TappaUnica3V e nudo


Il nudo, come già detto, sarà certamente parte di questa mia esperienza, vorrei, però, che si evitasse di concentrarsi su di esso, di enfatizzarlo e renderlo il motivo di attrazione sull’evento. Potrebbe esserlo se il mio proposito fosse quello di stare nudo sempre e comunque, in qualsiasi situazione ambientale e condizione climatica, di giorno come di notte, con il caldo e con il freddo, se, soprattutto, io partissi e restassi senza vestiti ne addosso ne nello zaino. Certo mi piacerebbe poterlo fare, devo per altro tener pur conto che le quote a cui arriverò e per lungo tratto viaggerò, pur non essendo elevatissime, andranno pur sempre prese con la dovuta attenzione, devo pur sempre tenere in considerazione che il sentiero 3V “Silvano Cinelli” attraversa o lambisce diverse zone antropizzate e/o turisticizzate dove ad oggi, purtroppo, la nudità può ancora risultare offensiva e fuori luogo.

Ritengo che bastino le ore di cammino, la loro continuità ininterrotta, i chilometri e il dislivello da superare a dare forma e rilevanza all’evento, inutile aggiungere un particolare che è solo quello: un particolare assolutamente accessorio e personale. TappaUNica3V esula dal voler esibire uno stato che, al contrario, è per me assolutamente normale e che vorrei così venisse da tutti inteso, pertanto tengo a precisare che:

  1. sarò nudo solo ogni qual volta ciò mi tornerà confortevole e piacevole sempre che, nell’attuale media percezione della cosa, mi trovi in luogo ove la mia nudità possa risultare sufficientemente naturale e motivata;
  2. visto che la luna piena cade proprio in quei giorni, anche se questo rende più problematica la logistica assistenziale, ho dato preferenza a un periodo infrasettimanale durante il quale anche i sentieri solitamente più frequentati risulteranno pressoché solitari;
  3. nell’attraversamento dei paesi e delle zone densamente abitate, salvo dispense specifiche accreditatemi dalle autorità locali, indosserò quantomeno un piccolo pareo;
  4. avrò al seguito tutto l’abbigliamento necessario per affrontare qualsiasi situazione ambientale e meteorologica si possa prevedere a fine luglio.

Normalità, questo il messaggio sul quale ormai da tempo mi sono concentrato e al quale lavoro, anche in questa occasione il tutto deve girare attorno a tale semplice e grande parola: normalità. Le persone che vivono nella nudità, che lavorano nella nudità, che praticano sport nella nudità, che camminano nella nudità, senza pretendere che tutti facciano lo stesso, hanno solo scelto di abbandonare l’artificiosa normalità del vestiario per preferirgli la naturale normalità del nudo!

La mia giornata tipo


Non è un sogno, è pura e semplice realtà, la realtà del mio quotidiano. Ovviamente mi riferisco al periodo estivo, diciamo dai primi di giugno ai primi di settembre, ma, escludendo quelli più freddi (la caldaia la tengo a una temperatura ecologicamente compatibile), in buona parte è così anche negli altri mesi.

La notte finisce, è il momento di svegliarsi

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Come prima cosa un sano esercizio fisico per aprire al meglio la giornata

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Segue la giusta colazione

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Rifacciamo il letto

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Ogni tanto bisogna anche passare l’aspirapolvere

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Ora dedichiamoci al lavoro

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Giunge l’ora di preparare il pranzo

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Si mangia

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Lavaggio piatti e stoviglie

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Se necessaria, pulizia della cucina

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Un poco di riposo non guasta

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Rimettiamoci al lavoro, stavolta all’esterno

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Ogni tanto una bella escursione in montagna, solo soletto, io e la natura

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Altre volte in compagnia

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Alternate alle escursioni ci sono le uscite a lago per procurarmi qualche bel pesciotto da cucinare e mangiare

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E le vacanze? Beh, non cambia mica poi tanto…

Ai fornelli

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In allenamento

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Snorkeling

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Eh si, avete ragione: niente di che, solo una normale giornata normale!

Risveglio


15/04/2017 – Articolo ammesso al concorso “Racconti nella Rete 2017”

Nero, nero profondo, nero che copre il tutto, nessuna ombra, nessun indizio sul luogo, solo il buio totale. Rintocchi di campane, uno, due, tre, quattro… cinque, il nero man mano s’attenua concedendo spazio alle sfumature di grigio. Primi deboli segni appaiono, ancora troppo vacui per essere decifrati, già sufficienti per spezzare la cupa oppressione del nero. Una finestra aperta lascia passare la frescura della notte, persiane semi accostate filtrano la luce del mattino.

Cinguettio d’uccelli, un sottilissimo filo di luce perfora l’oscurità, percorre la stanza mettendo in evidenza piccoli argentei elementi sospesi nell’aria. Tutt’intorno, nel fosco dell’ombra, mobili antichi danno flebile evidenza della loro presenza. Nell’angolo lambito dalla lama di luce un trespolo di ferro sostiene un bianco catino, vicino ad esso una cassapanca sorregge la candida brocca dell’acqua.

Il tubare di una colomba, la luce s’allarga e appare un piccolo letto alla francese, lenzuola stropicciate coprono appena il corpo di una persona. Capelli neri e lunghi nascondono il cuscino, una spalla fa capolino, una schiena dorata appare e scompare, un tondo gluteo, pezzi di gamba, le dita di un piede.

Un gallo che canta il suo inno mattutino, il ticchettio di un ramo che impertinentemente picchia sulla persiana. Ancora rintocchi di campane, ancora cinguettio d’uccelli, ancora l’insistente tubare della colomba. La luce del sole invade quasi per intero la stanza, i toni di grigio si sono mutati in mille colori. Il corpo si scuote, un lieve tremore lo percorre, le gambe si distendono facendo cadere a terra il lenzuolo, corpo nudo di donna si riflette nello specchio adiacente.

Voci di bimbi che scendono le scale, la luce colpisce il viso della donna, qualche sbadiglio, una stiracchiata di braccia, è ora di alzarsi. Luisa lentamente si gira, le gambe fuori dal letto, le piega lentamente quasi a voler ritardare al massimo il momento in cui i piedi arrivino a toccare il pavimento, inesorabile segno di un inevitabile risveglio.

Tac, i piedi toccano terra, una dolce spinta di braccia e il busto si solleva dal giaciglio, altra spinta e anche i glutei abbandonano definitivamente il morbido abbraccio del materasso. Luisa osserva il suo corpo riflesso nello specchio: muscolatura regolare, un viso gentile, due occhi marroni né grandi né piccoli, gambe robuste sebbene eleganti, equilibrata proporzione col busto, mammelle sode di media dimensione, capezzoli turgidi ed evidenti, il pube completamente rasato, una pelle dorata senz’ombre di bianco.

È pronta, l’esame visivo ha rimesso in moto ogni parte di lei, ridato energia ai muscoli intorpiditi dal lungo sonno. S’incammina per la stanza, raggiunge il lato opposto dove, appoggiato su una vecchia cassapanca, riposa un ampio salviettone azzurro. Lo prende, lo spiega con un colpo secco, lo appoggia sulla spalla sinistra, si gira, infila la porta che la immette nel corridoio.

Scese le scale arriva in una grande stanza ben arredata, Luca, il proprietario della casa, sta sfornando una profumata torta, Ginevra, sua moglie, è intenta ad apparecchiare la tavola, due bimbi attendono impazienti seduti su di una panca. Luisa saluta tutti prontamente ricambiata. I bimbi nel vederla dimenticano per un attimo la golosa torta che stavano attendendo e le corrono incontro. Marco le salta in braccio, proditoriamente catturato dalle braccia di Luisa, Marina le si avvinghia alle gambe guardandola in viso e sorridendole.

“Bambini, bambini” grida con voce leggera la madre, “lasciate che Luisa vada a fare la doccia”. Prontamente i due bimbi rispondono al richiamo della madre. Un bacino a ciascuno e, mentre loro tornano a sedersi sulla panca e osservano la torta rossa e profumata ormai posata sul tavolo, Luisa s’incammina verso la porta d’ingresso.

Alcune galline razzolano sull’aia, Marco lo stalliere è già al lavoro nei pressi della stalla, un nutrito gruppo di ragazzi stanno giocando nel prato ancora umido di rugiada, sulla riva di un piccolo laghetto, senza tema di sporcare vesti che non hanno, maschi e femmine tutti insieme, gioiosamente corrono sull’erba e saltano nell’acqua provocando ampi spruzzi che inondano tutt’intorno bagnando i compagni. Luisa, salutati i ragazzi, si dirige verso una rustica doccia: un verde tubo dell’acqua, un pallet di legno, un largo soffione, una manopola rossa. L’acqua scivola dolcemente sul suo corpo ricoprendola gradatamente in ogni sua parte. Strofinandosi con una ruvida spugna naturale, lentamente gusta il sapore del mattino.

I ragazzi continuano a giocare, dalla doccia li osserva correre felici. Sulla strada che costeggia il cortile il passaggio di gente si fan man mano più intenso. Giorgio e Michela, avvolti nelle loro bronzee tutine di pelle abbronzata dal sole, come ogni mattina sfilano di corsa per il loro quotidiano allenamento, Marilisa la paffutella fornaia passa con il suo carrettino ricolmo di sacchetti del pane, Stefano il vigile urbano fischiettando di bianco vestito va al lavoro. Luisa, continuando a farsi la doccia, salutando regala il proprio sorriso a tutti e tutti le rispondono altrettanto cordialmente.

L’acqua si ferma, senza asciugarsi Luisa recupera l’azzurro salviettone che aveva posato su un vicino tavolino e si sposta sul prato dove giocano i ragazzi. Stende l’asciugamano a terra nelle vicinanze del laghetto e vi si distende sopra. È piacevole farsi asciugare dai raggi del sole, lasciare che il suo calore faccia evaporare ogni più piccolo segno d’umidità da ogni più recondita parte del corpo: il sole del mattino è delicato, t’asciuga velocemente e perfettamente senza rosolarti la pelle, che resta morbida e vellutata.

Distesa nel prato, coccolata dal sole, cullata dalle voci dei ragazzi, lascia vagare i pensieri e ricorda. Recupera sensazioni che un tempo la condizionata mente spesso rigettava rendendole impercettibili: il fastidio delle mutande, la gogna del reggiseno, l’indecisione dell’abito da mettersi, la preoccupazione per come sedersi, muoversi, atteggiarsi, l’insoddisfazione dei giochi proibiti per non sporcare le vesti, “attenta che ti vedono le mutandine”, “non fare così che ti prendono per una donna di facili costumi”, “guai a te se ti sporchi il vestito”, “quell’abito è troppo scollato… la gonna è troppo corta… i pantaloni modellano il tuo sedere, vuoi che qualcuno ti violenti?”. Quant’è facile e bello… ora!

Stephen Gough – The Naked Rambler


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The Naked Truth.........

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People’s reaction to the naked body in today modern world is strangely varied. Many people will see it as something to marvel, while a lot will squeal and squirm and shout and scream that it should be covered up. Being frank about it, it is disappointing and strange that people mentioned latterly should react like this, seeing how every human will either come as one or the other, all be it in different shapes sizes and designs. Normally when people choose to bare all and become naked, they do so either at home, at a club, on a beach or in remote countryside, away from all the hassle and fuss created by some members of the community.

Some folks however choose to live naked all the time and this according to the laws of the UK is not illegal. Well technically it isn’t, there is no law against being nude…

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Sentirsi nudi


Forzando mille resistenze possiamo anche riuscire a metterci nudi. Il corpo ci ringrazia e poco a poco cessano i tremori e l’affanno, il rossore e la rigidità che sentivamo sul collo. Il corpo si rilassa e ci benefica di un sano, naturale, appagante benessere. La presenza di altri come noi all’intorno ci rassicura, riusciamo a sorridere, a parlare senza troppi colpi di tosse. Via via ci sentiamo più sicuri e più forti. Sparite le paure, svanite come fumo nell’aria, ci sentiamo più puliti, sinceri e più veri.

La pelle più chiara dov’era il costume è tutta un geloso fervore, ossigenata dalla brezza e dal sole. Il sesso poi fa le sue capriole, tutto da solo, fa suoi monologhi, stranito e ubriaco al respirare un po’ d’aria buona, di vedere un po’ il mondo e l’altra gente. Fa suoi pensieri e li tiene per sé: è un placido miura che rumina sotto una quercia sulla sierra assolata. Non sta chiuso in stalla, un anello alle nari, slegato e portato al “servizio” quando vuole il padrone.

Il corpo si sente discioglier per l’orgoglio di sé. Luce, aria, tepore entran dai pori: si risveglia e rinfranca una forza sopita che non sapevamo d’avere; i muscoli riprendono tono e vigore; lo sguardo è stupito, inghiotte appagato, e più non nota le immagini che prima lo adescavano tanto, lo invischiavano, sempre insaziato come fossero droga.

Ah! Un soffio e anche queste catene si riducono in polvere: ora il nudo non fa più quell’effetto, non richiama null’altro. Lo vedi usato con malizia scoperta. Una fresca folata spazza dalla mente un odore di chiuso e stantio. Aperte queste finestre, respirata questa brezza fragrante di resine e piogge, di funghi e di fiori, che noia guardare bisticci in tivù, chattare su internet per passare un po’ il tempo.

Vado al balcone, le mani incrociate dietro la nuca, e finalmente respiro: son bagni di aria, bagni di sole (bagni anche di sguardi – che ora non mi mettono a nudo: di nulla ho vergogna. Non del sentirmi quel nuovo che sono). Mi sento leggero, giocherellone, più libero e anche pulito. Da oggi io sono diverso e non torno più indietro.

Le immagini nel blog


Un blog di solo testo è certamente pensabile, ma sarebbe probabilmente piuttosto freddo. Leggere testi non illustrati potrebbe risultare noioso o addirittura fastidioso, è sicuramente più accattivante una pagina con, anche poche, belle immagini. Palese che le immagini debbano avere un collegamento preciso con il tema del blog e dell’articolo in questione, meglio ancora se le immagini combaciano esattamente con la parte di scritto che le affianca. Se per argomenti come lo sport o la natura il tutto può essere abbastanza facile, per un argomento quale il nudismo la cosa diventa assai più complessa.

In primo luogo esiste il problema dei soggetti: per documentare adeguatamente articoli sul nudismo è evidente che non possono bastare le foto di spiagge vuote o altre similari, nelle foto devono esserci necessariamente delle persone, nude ovviamente. Le foto di nudo non sono certo una novità assoluta dato che oggi, tra calendari e pubblicità, il nudo è abbastanza usuale, ma rarissimamente si tratta di nudo integrale, vuoi perchè quest’ultimo è meno intrigante del “vedo – non vedo”, vuoi per tutta un’altra serie di implicazioni che il nudo integrale si porta ancora appresso.
In un ambiente pubblico, tipo una spiaggia, il diritto alla privacy impone (non limitatamente al nudo) di pubblicare le foto altrui solo con l’esplicita autorizzazione e, purtroppo, per evidenti ragioni, non tutti concedono tale autorizzazione, specie per una pubblicazione su Internet (erroneamente intesa come unico veicolo di furto delle immagini) e ancora più in specifico se l’immagine ritrae le persone in stato di nudità. Allora posso ricorrere a modelli e modelle, ma se non si è fotografi di grido non è facile trovare chi lo voglia fare, a gratis per giunta. L’autoscatto è una comoda soluzione, ma spesso diventa difficile da gestire e, comunque, può dare l’impressione di volersi autoincensare. Poi non è detto che si sia abili a mettersi nella dovuta posa con la conseguenza di foto poco naturali, se non addirittura inguardabili.

In secondo luogo, dato per risolto il problema precedente, per fare foto di nudo senza essere dei fotografi di grido (e a volte anche questi rischiano) bisogna trovarsi dei luoghi in cui il nudo sia quantomeno tollerato e in Italia questi sono pochissimi. Scatta allora la ricerca di luoghi solitari e reconditi dove sussista la speranza di non venire sorpresi, ma bisogna trovarli adeguati alle esigenze dell’articolo che si vuole documentare, cosa il più delle volte assai ardua.
In casa si possono certo scattare tutte le foto che si vuole: nel chiuso delle proprie mura nessuno può venire a disturbare o obiettare, ma quanto si può documentare con fotografie fatte in casa? Poco!

Mettiamo di aver risolto anche questa seconda difficoltà, ne resta ancora una: come pubblicarle?
Alcuni censurano le foto con dei rettangolini neri sulle parti “problematiche”, ma, sinceramente, l’estetica della fotografia ne viene a risentire enormemente, piuttosto meglio proprio rinunciare alla foto in stato di totale nudità, soluzione però non accettabile per un sito che parla specificatamente di nudismo. Altri censurano mediante sistemi meno evidenti, tipo sfocatura o storpiatura, certamente più gradevoli all’estetica della foto ma ancora incoerenti alla filosofia di un sito che parla di nudismo. Si possono inserire oggetti che vadano a coprire le parti “scomode”, se ben fatto questo può risultare anche esteticamente valido, resta comunque il fatto che si tratta pur sempre d’una censura e la censura si scontra, specie se fatta metodicamente, con l’idea base del nudismo: naturalezza e non turbativa del corpo nudo. In alcuni casi si può evitare la visione delle parti “problematiche” attraverso l’opportuno posizionamento del soggetto o adeguati tagli all’immagine, ma si torna al punto di cui sopra: negli ambienti nudisti non esistono parti “scomode” e non ci si preoccupa di evitare le posizioni o i movimenti che le possano rendere visibili; sarebbe innaturale, sarebbe artificioso e, pertanto, non sarebbe più nudismo.
Un sito di nudismo deve pubblicare foto di nudo integrale, che di per se stesse nulla hanno a che vedere con la pornografia, se non nella mente di chi vuole a tutti i costi vedercela, forse perchè la pornografia è parte rilevante della sua vita o dei suoi desideri più o meno reconditi: la psicologia insegna che chi vede sempre e solo il male è perchè potrebbe avere il male dentro di sè.

In considerazione di quanto sopra, per quanto ci riguarda e riguarda questo blog le problematiche più complesse sono le prime due e pertanto non possiamo garantire che tutti gli articoli saranno sempre illustrati o adeguatamente illustrati. Detto questo, le immagini di nudo, che mai saranno pornografiche, non verranno artificiosamente censurate e non si seguirà la metodica di celare costantemente mammelle e genitali, come detto ambedue soluzioni contrarie all’ideale nudista e non conformi a quanto avviene nella realtà del nudismo. Una realtà che vede tantissime persone e tante famiglie condividere pacificamente e tranquillamente la nudità pubblica, una realtà che vede il nudo assolutamente distinto e diverso dalla pornografia, una realtà che questo blog vuole assolutamente rappresentare, raccontare, evidenziare e far conoscere.

I contenuti del blog


Più volte ho incontrato affermazioni del tipo “ma con tutte le cose importanti che ci sono da discutere, di nudismo venite a parlare?” o “ma che volete, la società ha ben altre cose da fare che pensare al nudismo!”. Vista in un certo modo sono anche osservazioni corrette, ma vista in questo modo allora le cose di cui parlare, le cose per cui “lottare” sarebbero veramente poche, invece di persone che parlano ce ne sono tante, di argomenti che vengono trattati ce ne sono una marea, di “lotte” se ne contano assai. Spesso coloro che fanno le dette affermazioni sono anche loro impegnati in una qualche “battaglia” sociale e sovente questa non appare poi essere tanto più importante di quella del nudismo.

Palese e, se vogliamo, anche comprensibile che si tenda a dare priorità alle proprie argomentazioni, alle proprie “battaglie”, ai propri interessi, ma non può esssere altresì comprensibile che per questo si debba tentare di affossare gli argomenti, le “battaglie” e gli interessi altrui: tutti devono poter avere il loro spazio per argomentare e a tutti è dovuto dare un minimo di attenzione, ascoltando e leggendo ci si potrebbe accorgere che le argomentazioni non sono poi così superficiali e banali come appariva, che ci sono dei cardini comuni a tutte.

Così è per il nudismo! Se superiamo i condizionamenti verso l’argomento, se andiamo nel profondo delle cose, se non ci soffermiamo alle apparenze, possiamo scoprire che esso coinvolge inevitabilmente tanti aspetti inerenti la vita di tutti i giorni, alcuni certamente futili, ma altri meno e altri ancora decisamente di rilievo. Parlare di nudismo, infatti, implica necessariamente l’affrontare temi quali la libertà, il rispetto, l’ecologia, la dignità, quindi temi tutt’altro che leggeri o secondari, bensì fondamenti necessari ad ogni comunità, piccola o grande che sia, ed essenza strutturale delle principali “battaglie” sociali che la storia del mondo, e dell’Italia, abbia visto: schiavismo, razzismo, maschilismo, homofobia, eccetera.

Ecco, i contenuti del blog in buona parte gireranno attorno a queste “grandi argomentazioni”, contenuti importanti, quindi, da affrontare con serietà e attenzione. Il blog, però, non vuole essere un mattone filosofico o politico, bensì un canale d’informazione da potersi leggere in tranquillità e rilassatezza, pertanto il tema “nudismo” e tutte le sue implicazioni anche complesse e profonde verranno trattati a piccole gocce e mescolati con argomenti meno pesanti, quali la cucina, il divertimento, le letture, eccetera. Cercheremo, insomma, d’essere dinamici, evitando di monopolizzare i nostri interventi, di cadere nell’ossessione e l’esclusività. Useremo il blog per quello che un blog è stato pensato: un diario personale scritto per essere letto anche dagli altri.

Sarà un diario di viaggio, il viaggio verso un mondo apparentemente diverso e strano, un mondo che si fatica a comprendere perchè ci si lascia dominare dai condizionamenti più o meno inconsci, ma un mondo in realtà semplice, naturale, sano, corretto: il … Mondo Nudo!

Le premesse al blog


Dato lo specifico argomento di base attorno al quale si costruisce e gira questo blog sono opportune alcune precisazioni di partenza, al fine di chiarire con esattezza i limiti dell’argomentare ed evitare che possano esserci fraintendimenti fastidiosi.

Ovvio che per ora mi limiterò a dare sommarie indicazioni, parlerò più ampiamente di queste cose nel corso del tempo. Altrettanto ovvio è che al momento dovrete credermi sulla parola, scriverò nei futuri articoli le argomentazioni necessarie a suffragare quanto andrò qui ad affermare. D’altra parte perchè mai non dovreste credermi? Così come un qualsiasi discente da piena fiducia al proprio docente, così come gli allievi di un corso di arrampicata si fidavano ciecamente delle istruzioni che impartivo loro anche quando le stesse potevano apparire illogiche, così come chiunque non conosca un argomento o una materia si affida alle parole di chi, al contrario, possiede le adeguate conoscenze e competenze, ecco, così come in tutte queste situazioni e in tantissime altre, dove qualcuno deve necessariamente dipendere dalle parole di altri e a queste concedere, almeno in via provvisoria, lo status di verità, anche qui, ora, chi mi legge deve inevitabilmente concedermi la sua provvisoria massima fiducia.

Perché mai dovrei imbrogliare? Perché mai dovrei dire cose false o comunque non del tutto vere? Non farei altro che danneggiare la causa per la quale ho creato questo blog, la causa alla quale sto dedicando una buona parte del mio tempo libero. Le bugie, dice un vecchio detto, hanno le gambe corte, non potrei certo portarle avanti a lungo. La sintesi qui necessaria può far apparire alcune affermazioni forse un po’ troppo superficiali, forse un po’ troppo di parte, forse un poco avventate e categoriche, ma date tempo al tempo e il tutto verrà adeguatamente motivato, verranno meglio specificati i contorni delle cose, verrà messo sul piatto della bilancia tutto quanto ci vada messo, pro e contro il nudismo. Pazienza, tutto verrà esaminato e a tutto verranno date le necessarie e opportune risposte.

Tenendo in debito conto quanto detto, veniamo alle questioni che voglio qui mettere in buona evidenza…

Iniziamo precisando che il blog non parlerà di sesso e pornografia. Il nudismo non è un preludio alle attività sessuali, lo sarà la nudità ma non il nudismo. Chi pratica il nudismo non lo fa per mettere in mostra la propria mercanzia e la propria virilità; certo può benissimo essere che in una spiaggia nudista, o in altri luoghi dove si pratica il nudismo, nascano delle amicizie anche intime e che il tutto possa quindi portare a successivi incontri con finalità sessuali, ma questo è quanto avviene, e viene considerato assolutamente normale, in qualsiasi ambito non nudista.

In secondo luogo il blog non vuole fare esibizionismo o invitare all’esibizionismo. E’ un errore un po’ troppo diffuso il guardare al nudista come ad un esibizionista. Il nudismo non è di certo finalizzato all’esibizione, d’altra parte che esibizione può esserci dove nessuno bada alla nudità altrui? E’ vero che qualcuno possa anche iniziare spinto da questo più o meno inconscio desiderio, ma la frequentazione dell’ambito nudista tende inevitabilmente a spegnerlo, visto che, come già accennato, di certo non ottiene l’ammirazione desiderata, non ottiene quello che per un esibizionista è indispensabile: la reazione degli altri, sia essa di compiacimento che di fastidio.

Poi andiamo a chiarire che il blog si rivolge a tutti, nudisti e, soprattutto, non nudisti, senza nessuna distinzione. Il nudismo è pratica aperta e indicata a chicchessia, senza differenze di età, di sesso, di costituzione fisica e di qualsiasi altra natura. Non esistono controindicazioni allo stare nudi, ovviamente nei limiti concessi dalla temperatura, ma soprattutto nessuno giudica l’aspetto degli altri. E’ questa una regola basilare e storica del nudismo, resa fattibile proprio dagli obiettivi del nudismo e alla quale facilmente tutti arrivano ad adeguarsi. Non c’è motivo di preoccuparsi del proprio “apparire”: i nudisti badano solo all’essere!

Infine altra piccola precisazione assai importante, dal momento che esiste un’obiezione spesso messa in campo per dire no al nudismo: i bambini. L’accesso al sito è libero, cioè non è vincolato alla dichiarazione di maggiore età, intanto perché è possibile creare solo barriere ideali, nulla impedisce ai minori di procedere ugualmente, poi perché in questo blog i minori non troveranno nulla di turbativo. La questione “minori”, infatti, è un’opposizione che non tiene conto della realtà pratica del nudismo, una realtà dove si vede che una discreta parte dei praticanti sono intere famiglie: nonni, genitori e figli tutti insieme, tutti nudi, tutti tranquilli e sereni. I minori non hanno motivo d’essere turbati dalla nudità altrui, anzi, specie per i più piccoli, non ancora condizionati dalla società e dagli amici, la nudità viene vissuta in modo molto naturale e proprio non badano alla nudità delle altre persone. Ad essere turbati dal nudismo sono piuttosto gli adulti, alcuni adulti, questi non sapendo come giustificarsi tirano in ballo la questione dei minori, ben sapendo che possono con questa avere facile presa sull’opinione pubblica.

La “Missione” del blog!


Partiamo da un concetto importante: “tutto è opinabile”! Qualsiasi cosa si possa dire su qualsiasi argomento può essere obiettata, compreso quello che sto dicendo e che verrà scritto in questo blog. Se però ci fermiamo su questo assunto non dovremmo, nessuno dovrebbe più esporre niente: nessuna idea, nessun concetto, nessuna tesi, nessuna teoria. Dal momento che non si può ammettere un mondo di muti, dobbiamo pertanto accettare che esistano le opinioni diverse e dobbiamo permettere ad ognuno di esprimersi e di vivere secondo propria ragione, scienza e coscienza.
Accettare le diverse opinioni e permettere ad ognuno di vivere secondo propria ragione, però, non vuol dire che si sia tutti liberi di fare e dire quello che si vuole, ci sono dei limiti all’applicazione del concetto di libertà personale, intanto perché non posso certo compiere azioni che causino dei danni materiali agli altri, ad esempio prendere a pugni qualcuno o rubargli qualcosa, poi perché non posso nemmeno calunniare, infine perché sovente, per non dire quasi sempre, l’applicazione della libertà di uno viene a scontrarsi con l’applicazione della libertà di un altro o di altri. Ecco che molto spesso è necessario trovare una mediazione tra libertà, un compromesso che permetta a tutte le parti di ottenere adeguata soddisfazione, senza che nessuno venga però prevaricato e annullato.

Non è certo facile trovare il giusto compromesso, la matematica non può aiutare dato che raramente le due posizioni si possono semplicemente tradurre in numeri dai quali ricavare la media aritmetica. Si deve piuttosto ricorrere alla logica, dare un peso in percentuale ad ogni possibile limitazione, ovviamente di ambo le parti, e da questa base definire il punto intermedio, cioè la mediazione ideale, quella che permette a tutte le parti di cedere e ottenere in pari misura.
Facciamo un esempio.
Marito e moglie, l’uno vorrebbe fare le vacanze in un albergo di montagna dove potersi mettere al sole sul terrazzo osservando i boschi e le rocce dei monti, l’altra vorrebbe invece stendersi al sole vedendo davanti a se un’azzurra distesa marina. Andare in montagna significherebbe esaudire al 100% il desiderio del marito ma limitare al 100% quello della moglie. Andare al mare vorrebbe dire l’esatto opposto: 100% di soddisfazione alla moglie e 100% di limitazione al marito. Trovando un posto dove le montagne si tuffano direttamente nel mare e trovando un albergo in cui ci sia una terrazza che da un lato dia sulle montagne e dall’altro sul mare, darebbe la possibilità di risolvere la situazione con un 50% di soddisfazione (metà perché di fatto nessuno andrebbe esattamente nel posto desiderato) e un 50% di limitazione (perché alla fine l’uno per vedere le montagne dovrebbe restare sempre girato da una parte e l’altra per vedere il mare avrebbe la stessa imposizione) di ambedue le parti.

Altro esempio un poco più complesso e che coinvolge il tema di fondo di questo blog.
Immaginate una piccola caletta, in questa due persone, una che pratica il nudismo e l’altra a cui da fastidio vedere persone nude. Andiamo a fare il peso delle limitazioni: per il nudista dover stare in costume corrisponderebbe a limitare totalmente il suo proposito, cioè 100% di limitazione; al non nudista tutto sommato basterebbe non guardare in direzione del nudista e questo corrisponderebbe a una limitazione parziale della sua libertà d’azione, indi una limitazione percentualmente minore, per non dire assai minore, a quella della controparte.
In breve, rispettare totalmente il volere del secondo vorrebbe dire ledere totalmente la libertà del primo; rispettare totalmente il volere del primo vorrebbe dire ledere parzialmente la libertà del secondo.
E’ pertanto evidente che la mediazione, il giusto compromesso sia una scelta in apparenza a favore del nudista, ma in realtà equa e assolutamente rispettosa della libertà di entrambe le parti: concedere al nudista di stare nudo ma al contempo imporgli di starsene in un angolo della caletta, mentre il non nudista starà nell’angolo opposto. Ambedue hanno analoga limitazione nel muoversi, il non nudista sarà anche limitato nell’area d’osservazione, ma si può trovare giusta soluzione anche a quest’ultimo aspetto senza impedire al nudista di stare nudo.

Arrivare al compromesso, però, richiede sempre e comunque che tutte le parti del contendere siano disposte alla mediazione: se una delle parti si arrocca sulle proprie posizioni e pretende di dettare legge, beh allora sarà difficile addivenire alla giusta soluzione anche perché, presumibilmente, l’altra parte si sentirà autorizzata a fare lo stesso. Giusta soluzione non ci sarà nemmeno se una delle due parti cede totalmente all’altra, perché in tal caso si sarà avuta la lesione totale della sua libertà a favore della libertà dell’altro, soluzione forse buona per evitare litigi, ma di certo non moralmente e logicamente corretta.

La situazione del nudismo, in particolare in Italia, è proprio quella riportata qui sopra: i nudisti rinunciano al loro diritto di stare nudi a favore del diritto di chi è contrario al nudismo e non vuole accettare compromessi. Una soluzione, come detto, che evita lo scontro diretto tra le parti ma di certo non è equa.
Talvolta chi si oppone al nudismo afferma di non avere nulla contro i nudisti, di rispettarli e di rispettare la loro scelta, ma lui non è d’accordo e quindi dove c’è lui non ci devono essere nudisti. A parte l’evidente incoerenza tra l’affermazione di partenza (non sono contro il nudismo) e quella di arrivo (non sono d’accordo con il nudismo), è chiaro che al lato pratico non c’è nulla di diverso rispetto al caso precedente, non è che il dirmi “non ce l’ho con te” possa essere la giusta mediazione con il fatto che non mi posso mettere nudo, è solo un’incoerenza o addirittura una presa in giro!

Nel contesto di questa situazione, il presente blog vuole aiutare le parti, entrambe le parti, alla corretta mediazione. A questa, infatti, è possibile arrivare solo conoscendo adeguatamente le cose, che i sentito dire o l’immaginazione non possono di certo aiutare.

Non vogliamo, ovviamente, imporre a nessuno la scelta nudista, ma vogliamo informare apertamente e correttamente su tale scelta. Noi di Mondo Nudo siamo convinti che mediante l’informazione precisa sul mondo del nudismo si possa innanzitutto facilitare la convivenza tra chi nudista non è e chi lo è; altresì siamo certi che arrivando a conoscere il mondo del nudismo sempre più persone arriveranno, in modo del tutto naturale e spontaneo, ad accettare l’ideale nudista e magari, perché no, decideranno di avvicinarsi allo stesso e provare almeno per un giorno, quantomeno al sicuro delle mura di casa, cosa voglia dire starsene semplicemente nudi.

La “Visione” del blog!


Un nuovo blog, prima di iniziare a parlare, è opportuno che si presenti adeguatamente. La pagina Info e l’articolo di apertura già hanno dato delle sommarie indicazioni, ma vorrei approfondire di più i vari punti, iniziando, logicamente, dalla “Visione” (dall’inglese “Vision”, ma io, quando possibile, preferisco usare l’italiano).

Più o meno intorno all’anno 100 d.C., un poeta e retore romano, Decimo Giunio Giovenale, scriveva in una delle sue Satire, per la precisione la decima, la frase poi diventata famosa “Mens sana in corpore sano”. L’intenzione del poeta era quella di evidenziare la vanità dei valori e dei beni a cui l’uomo tendeva, secondo Giovenale, infatti, le uniche cose di cui l’uomo avrebbe dovuto occuparsi e preoccuparsi erano la salute del corpo e la sanità dell’anima, che a tutto il resto già ci pensava la divinità.
Nel corso dei secoli il significato originale della frase è stato traslato e oggi lo si usa, spesso per meri interessi commerciali, per intendere che una mente (anima) sana la si può avere solo in un corpo sano.
Molte sono le obiezioni che vengono mosse a tale visione, sia intesa nel suo senso originale, sia intesa nel senso moderno; a mio parere le cose assumono un senso più realistico e meno opinabile andando ad invertire i parametri e modificandoli leggermente: un corpo può essere integralmente sano solo se sana è anche la mente della persona.

Cosa intendo per “corpo integralmente sano”? Ovviamente non mi riferisco alla gravi malattie, che chiunque può ammalarsi come chiunque può non ammalarsi indipendentemente dallo stile di vita che segue, le eccezioni sono sempre possibili e tanti possono essere gli esempi da addurre, tipico quello del fumatore incallito che campa senza problemi di nessun genere messo a confronto con il salutista che, ancora giovane, muore per cancro al polmone. Trattasi per l’appunto di eccezioni e le statistiche non si basano sulle eccezioni, ma sarebbero comunque filosoficamente sufficienti per poter obiettare alla frase che sto andando a costruire: “corpore sano in mens sana”. Non mi riferisco nemmeno all’estetica corporale, specie a quella contemporanea che nulla ha a che fare con la sanità ma trattasi solo di mera induzione commerciale necessaria per vendere i prodotti di bellezza e limitare la quantità delle taglie in cui produrre il vestiario, con il coseguente risparmio, per chi produce, di lavoro e di denaro; un valore, per altro, molto variabile nel tempo, indi molto effimero. Il mio “corpo integralmente sano” è quel corpo che ha in se tutte le principali caratteristiche originarie del corpo di un essere vivente: massima capacità di termoregolazione, facilità di adattamento alle diverse condizioni climatiche, tolleranza verso gli agenti patogeni minori quali i virus delle malattie da raffreddamento, buon livello di agilità ed equilibrio e via dicendo.

La ricerca del “corpo integralmente sano” passa attraverso alcuni cardini essenziali, cardini che possono ruotare solo se montati sul giusto perno, cioè solo se si è sani mentalmente. Anche qui, ovviamente, non mi riferisco in particolare o solo all’assenza di malattie mentali, ma alla facoltà di saper usare la propria mente secondo ragione propria e non in funzione di dogmi indotti, alla facoltà di usare la mente in modo aperto, alla capacità di non giudicare senza conoscere, alla facoltà di saper riconoscere e, quindi, superare i condizionamenti, qualsiasi sia la loro natura, eccetera. In particolare ci sono tre parole chiave che identificano, in tale accezione, una mente sana: armonia, rispetto e libertà. Una mente sana è in grado di riconoscere il pieno significato di questi tre termini e di saperli conciliare tra di loro, riconoscendo ad ognuno il suo spazio e il suo tempo.

L’Armonia è ciò che ci consente di vivere in natura, per la natura, con la natura, senza introdurre mezzi e sistemi artificiosi che hanno il solo effetto di spezzare il legame tra uomo e natura, di rendere più difficile sentire e seguire le melodie della natura, di complicare la vita e i rapporti uomo-natura e uomo-uomo.

Il Rispetto è ciò che ci consente di non prevaricare il mondo che ci circonda, ciò che ci induce a non mettere “noi” davanti al resto del mondo, ciò che ci permette di confrontarci con la natura e con gli altri esseri umani, ciò che ci porta a cercare ed accettare in ogni situazione il compromesso più giusto e ragionevole.

La Libertà è un concetto supremo, un diritto naturale e inalienabile di ogni, e sottolineo ogni, persona al mondo. Lo scontro tra Libertà è il conflitto più difficile a risolversi quando vengono a mancare il Rispetto e l’Armonia, quando, al loro posto, avanzano l’egoismo, il dogmatismo, il pragmatismo, la, in sintesi, scarsa apertura, alias sanità, mentale.

Ritorniamo così al punto di partenza e alla riformulazione della visione che guida e guiderà questo blog: “Corpore sano in mens sana, un corpo sano in una mente sana, una mente che conosca e sappia conciliare tra loro i tre cardini fondamentali della società civile (e del nudismo): armonia, rispetto e libertà!”

Buon giorno, 2011


Inizia un nuovo anno e nasce questo nuovo blog che, pur già avendo un mio sito, ho voluto creare per dare maggiore evidenza e specificità ad una scelta di vita che è totalizzante e non può essere relegata in una angolino più o meno nascosto di una casa più ampia.

Questo blog non vuole costringere nessuno ad abbracciare lo stile di vita nudista, non vuole imporre una scelta, ma vuole informare apertamente e correttamente su tale scelta, nella speranza che questo possa servire per:

  1. facilitare la convivenza tra chi nudista non è e chi lo è;
  2. allargare la già ampia accettazione del nudismo (per chi non lo sapesse, sondaggi non di parte hanno stabilito che l’80% degli italiani non è contrario al nudismo e una buona parte di questi diverrebbe praticante se il nudismo venisse in qualche modo riconosciuto ufficialmente e tutelato legalmente);
  3. magari, perchè no, invogliare il lettore ad abbracciare o, quantomeno, ad avvicinarsi (che poi vuol dire abbracciare, visto che chi prova difficilmente fa marcia indietro) a questo fantastico stile di vita.

Come detto, nel corso del tempo andrò ad approfondire il tema del nudismo, voglio però qui anticipare alcune cose importanti a comprendere la struttura e la finalità del blog:

  • il nudismo non è preludio alle attività sessuali, se non nella stessa identica misura di tutte le attività sociali attuate stando vestiti;
  • il nudismo non è in nessun modo finalizzato all’esibizione e il nudista non è assolutamente un esibizionista, d’altra parte che esibizione può esserci dove nessuno bada alla nudità altrui?
  • il nudismo è pratica aperta e indicata a chichessia, senza differenze di età, di sesso, di costituzione fisica e di qualsiasi altra natura;
  • il nudismo è praticato anche dalle famiglie e i minori non hanno motivo d’esserne turbati, anzi, l’esperienza pratica e qualche specifico studio socio-psicologico effettuato negli USA (dove esistono comunità che vivono costantemente in nudità), dimostrano che è proprio l’esatto opposto e che possono averne dei vantaggi; ad essere turbati dal nudismo sono piuttosto gli adulti, alcuni adulti, e non sapendo questi come giustificarsi tirano in ballo la questione dei minori.

In funzione di quanto sopra detto, il blog è aperto ai commenti di tutti coloro che vogliano informarsi, conoscere, apprendere, avvicinare, condividere.

Nell’assoluta convinzione che le persone sappiano essere civili e che quanto sopra sia più che esplicito e chiaro, il blog non viene moderato, in ogni caso se si riceveranno segnalazioni di commenti “spiritosi”, volgari, inutili, non aperti al libero e sereno confronto, previa verifica questi verrano irrevocabilmente rimossi.

Per finire, l’aspetto grafico e la struttura del blog non sono ancora definitivi, in questo primo mese di vita ci saranno sicuramente diversi aggiustamenti e aggiunte, di conseguenza non aspettatevi una quotidianità delle pubblicazioni.

Buon 2011 al nudismo!

Buon 2011 a tutti!

The Meandering Naturist

Traveling the world in search of naturist nirvana...

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Vita a Lou Don

Una borgata alpina con tre abitanti ma tante storie da raccontare

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El eurociudadano nudista

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Freekat2

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LA' DOVE VIVONO GLI ANIMALI - MATTIA DECIO PHOTOGRAPHER

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Ciao, mi chiamo Filippo, ho 6 mesi e faccio il blogger

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