#VivAlpe emula #TappaUnica3V con una bella cinquanta chilometri


Sabato 1 aprile, stamattina, al risveglio, le ginocchia m’hanno fatto un bel pesce d’aprile: dolori ovunque, mannaggia, proprio oggi che c’è la partenza della cinquanta chilometri di VivAlpe: l’Anello Bassissimo del 3V. Massaggione con Arnica in gel e poi faccio scorrere il tempo facendo alcuni lavoretti al computer e alcuni mestieri di casa. Con attenzione preparo l’equipaggiamento e allestisco lo zaino, piccolo, per giunta stretto a metà dal variatore di carico, eppure capace di contenere tutto quello che mi serve: eccezionale. Arriva l’ora della partenza, visto che sarò solo Maria mi accompagna a Brescia e mi verrà a riprendere domani.

Le ultime luci del giorno mi accompagnano nella risalita verso la vetta del Monte Maddalena, rumori della città che man mano si fanno più fievoli, una bellissima upupa dalla cresta marrone mi svolazza attorno per alcuni minuti, nel cielo le poche nuvole lasciano intendere un tempo clemente, il caldo man mano lascia il posto alla frescura, poi un fortissimo vento. Freddo, freddo pungente, dinnanzi all’ex rifugio una provvidenziale panchina m’offre comoda base per una prima sosta alimentare, nel mentre la notte velocemente si sovrappone al giorno. Lunga notte, segnata da una piccolissima falce di luna, nuvole sparse a tratti più dense, uno scroscio d’acqua, fruscii nel bosco, sbattiti d’ala improvvisi e altrettanto improvvisi fruscii d’animali in fuga, versi d’uccelli, un fascio di luce che fende l’oscurità illuminando il sentiero e la continua teoria di gialle primule, odori più o meno noti, lontane luci. Salite e discese che si susseguono, un’alternanza di strade e sentieri, per stavolta lento è l’incedere, intercalato da brevi pause contemplative e da lunghe soste alimentari, il caldo e il freddo che si mescolano di continuo, tremori e sudori, sudori e tremori, maglie che si sovrappongono o tornano nello zaino.

Luce del mattino, Villa Carcina, discreto anticipo, riposo ad una panchina, l’acqua d’una fontanina, colazione al bar, l’attesa di eventuali compagni, ripartenza solitaria. Una dura salita, un passo forzato, un tempo dimezzato, eccomi in cresta, eccomi nuovamente sul sentiero 3V.  È praticamente fatta anche se inverò mancano ancora una ventina di chilometri: da qui solo la lunghissima altalenante discesa verso l’arrivo. Ancora fiori, tantissimi fiori, soprattutto primule. Ora lo sguardo spazia lontano, ora s’incontrano persone, i rumori della valle si sono svegliati, il sole prima timidamente poi con maggior decisione squarcia le nuvole e riscalda l’aria. Passo dopo passo scorrono i monti, chilometri che si sommano ai chilometri, metri ai metri, nessuna stanchezza. Magnoli, Sella dell’Oca, Quarone, Passo della Forcella, Santuario della Stella. Forte anticipo sui tempi previsti, lunga sosta per pranzo, goduria del sole sulla pelle, l’incontro gradito con una collega, l’acqua fresca di una fontanella. Di nuovo in cammino, lentissimo cammino, tempo da far scorrere, osservazioni, pensieri, visioni. Penultima vetta, ancora una sosta. Via verso l’arrivo ormai vicino, c’è ancora tempo, sull’ultima discesa una piana radura erbosa offre comodo giaciglio per un’oretta di riposo steso e leggero. Suona il telefono, sono arrivate, stanno venendomi incontro, posso scendere, posso dare fine a questa lunga entusiasmante escursione. Baci, abbracci, informazioni, il beverone di recupero e un gelido crodino (che fantastica moglie), ancora pochi minuti di cammino e poi la macchina, il cambio, ancora qualcosa di fresco da bere.

È finita, anche questa è fatta, fatta nonostante tutto, fatta pur essendo rimasto solo, solo all’inizio, solo a metà, solo nella notte, solo nel giorno, solo. Fatta nonostante il ginocchio dolorante, nonostante la sofferenza nelle discese della seconda parte, un dolore forte, ma anche un dolore circoscritto, circoscritto ai punti scalinati, circoscritto ad una zona specifica del ginocchio, circoscritto e pertanto facilmente gestibile: opportune tecniche conservative mi hanno permesso di mantenere una velocità apprezzabile senza troppo sollecitare la parte dolente.

È finita, anche questa quarta uscita di VivAlpe 2017 si è conclusa, dignitosamente conclusa, conclusa integrandovi un per me importante test in funzione di TappaUnica3V:

  • cinquantaquattro chilometri e tremila duecento metri di dislivello;
  • un totale di circa venti ore (quattordici per il tratto da Brescia a Villa Carcina e sei per il ritorno a Brescia sulla sponda opposta della Val Trompia), delle quali al massimo sedici di cammino;
  • piena soddisfazione del nuovo zaino, scalda un po’ troppo la schiena (cosa comunque apprezzabile con il freddo) facendola sudare in abbondanza, ma è comodo sia nell’uso che nel portamento;
  • adeguatissimo l’abbigliamento selezionato;
  • perfetto il nuovo calcolo della quantità di liquidi;
  • giusto il nuovo rapporto tra acqua pura e acqua integrata (1 a 1);
  • ottimi i nuovi gel e ottimale il loro ritmo di utilizzo;
  • fantastica la mia preparazione fisica di base, andrebbero solo rinforzati i quadricipiti che si fanno facilmente e velocemente dolenti quando forzo il cammino, comunque a una velocità di molto superiore a quella che dovrò tenere nel giro finale;
  • forse troppo soft ma per nulla fastidiose le ginocchiere, indossate per quasi l’intero percorso;
  • grandiose le fasce rotulee, nei precedenti utilizzi non mi avevano invece particolarmente soddisfatto, qui, invece, indossate verso la fine in pochi minuti hanno azzerato tutti i dolori del ginocchio destro e quasi tutti di quello sinistro;
  • resta preoccupante il doloroso problema al ginocchio sinistro che, sebbene si risolva spontaneamente, necessita di tempi di riposo troppo numerosi e troppo lunghi rispetto a quello che potrò permettermi nel giro finale… già prenotate radiografia e visita specialistica.

Alla prossima!

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 4 aprile 2017, in Eventi sportivi, Racconti di sport con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Vittorio Volpi

    Il carattere! La formidabile forza d’animo. Allenamento, costanza, forse anche passione (è una parola che non uso volentieri, perché sembra un nostro dèmone irrazionale e tirannico). Sono exploit. Ma anche no: rientrano nella normalità di chi è abituato ad essere eccezionale e fare cose eccezionali. Con un alleato sincero e fidato: il corpo. Non una macchina, non un asinello da riempir di legnate se non cammina, ma il concentrato simbiotico di corpo e anima; qualcosa di materiale e altro che non è materiale, ma uniti, ma che egualmente si percepiscono, che sono energia, forza, sogno.
    Grazie di tutto.

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  1. Pingback: #TappaUnica3V #nudièmeglio | Mondo Nudo

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