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Divulgare il nudismo: aspettare o andare?


Foto di archivio


Ricordate il mio articolo “Sono stato a una festa”? Bene, dopo quella bellissima esperienza, dopo che lo scorso anno all’ultimo avevo dovuto rinunciare, quest’anno volevo fortemente ritornarci per rivivere quel sentimento di amicizia, quell’apertura che, per ora, solo poche comunità hanno materialmente mostrato nei confronti del mio modo di vivere che si estende al camminare in montagna. Qui, nel comune di Braone, ormai, se non proprio tutti, molti mi conoscono quantomeno di nome, sanno che i vestiti li indosso solo quando proprio non ne posso fare a meno, alcuni mi hanno anche incontrato durante le mie uscite sui monti della zona, e sanno che annualmente ci porto un gruppo di amici, a parte i gruppi dell’oratorio e di Campo Tres, uno dei pochissimi gruppi che qui salgono a fruire dei servizi dell’ottimo rifugio, hanno ben presente anche questo e lo considerano un bel punto di forza. Così desideravo anche che queste magnifiche persone potessero conoscere alcuni dei miei amici ed ho di conseguenza inserito questa uscita nel programma 2017 di VivAlpe, il programma nato e cresciuto per far conoscere, e magari provare, la normalità del camminare nudi.

Sebbene dovessero salire per conto loro essendo io impegnato in una perlustrazione alquanto impegnativa e lunga, tre amici hanno aderito e mi hanno raggiunto al Prandini. L’accoglienza è stata quella che mi aspettavo, la stessa che avevo ricevuto io due anni addietro, un’accoglienza sincera, assolutamente priva di finzioni, ma, come speravo (e pensavo), le cose sono andate anche oltre, quest’anno si è manifestato un certo interesse, mi, fintanto che ero l’unico arrivato, e ci, dopo che sono arrivati anche gli altri amici di Mondo Nudo, sono state formulate alcune domande, circostanziate, mirate, ma pur sempre importanti e rivelatrici. Il tutto è partito dall’affermazione pubblica di una signora “loro sono quelli che girano nudi qui sui nostri monti”, al che subito uno ha risposto “nudi, ma va, no, se incontrano i guardaparco?”, riprende il pallino la signora e: “che differenza c’è tra nudisti e naturalisti?” (beh si proprio così, come ho avuto modo di scrivere molti confondo naturisti e naturalisti, ancora prima che potessi farlo io qualcuno più informato ha corretto la domanda e spiegato la differenza tra naturisti e naturalisti), “ho sempre pensato che i naturisti fossero coloro che amano la natura!” (eh, eh, la signora ha perfettamente ragione e lo dico ormai da anni: questo è il vero senso etimologico della parola e, volenti o nolenti, non possiamo alterarlo a nostro discernimento, per altro il suffisso ista va applicato al carattere prettamente distintivo di un’attività, ti piace andare in moto sei motociclista, ti piace costruire modellini sei modellista, ti piace scalare le Alpi sei un alpinista, ami la natura sei un naturista, ti piace stare nudo sei un nudista, non ci si scappa).

Altre faccende spostano l’attenzione e il discorso cade, riprende un’ora dopo quando l’arrivo degli altri tre riattiva l’interesse: “scusate qui si chiedono alcune cose ed essendo io quella che fa le figure mi faccio avanti, perché camminate nudi?”, “c’è dietro una particolare filosofia?”, “che cosa avete voi di differente da noi?”. Qui, a parte la logica e perfetta, anche se un poco destabilizzante (per l’interlocutore), risposta di Cristina “niente”, si stava per avviare un discorso che poteva darci l’appiglio giusto per arrivare alla formulazione dell’invito: “venite, partecipate, osservate, percepite e, quando vorrete, provate”. Purtroppo le prime avvisaglie del temporale e lo spostamento dell’attenzione dell’interlocutrice verso altre questioni ci hanno interrotti, ma il seme è gettato, la prima ancora psicologica è stata generata, sarà poi facile riattivarla, sarà addirittura facile che si possa riattivare da sola.

Il resto della mattinata passa all’interno del rifugio ascoltando il rumore degli scrosci d’acqua, alternando chiacchiere di diverso genere e mangiando. Sul finire del pranzo una persona conosciuta in mattinata e con la quale già avevo parlato ma solo di montagna e trail, viene catturata da Riccardo che gli parla del mio lungo viaggio di TappaUnica3V, da qui nasce una richiesta di maggiori dettagli alla quale faccio seguire l’ovvio invito di venirmi a leggere sul mio blog. Nel frattempo il temporale si esaurisce e lascia il passo ad un debole sprazzo di luce e di sole, di comune accordo si decide di approfittarne per rientrare a valle prima che possa arrivare nuova pioggia. Io devo muovermi in direzione opposta a quella di tutti gli altri per cui ci salutiamo con il sottinteso augurio di vederci nuovamente, magari riprendendo il discorso rimasto in sospeso e portarlo all’invito anzidetto, per ora la certezza che qui possiamo continuare a venirci, che qui possiamo muoverci in libertà con ancor meno attenzioni e preoccupazioni di quelle che, purtroppo, ad oggi dobbiamo comunque sempre avere.

Qualcuno potrà osservare che siamo dovuti rimanere vestiti e che così abbiamo ceduto alla forza dei tessili, niente di più sbagliato: noi non abbiamo ceduto nulla a nessuno, abbiamo, così come tutti spesso fanno, solo volontariamente deciso di partecipare ad una festa in un contesto non nudista, a differenza di quanto molti fanno noi, però, ci siamo andati senza nasconderci dietro le nostre vesti, ci siamo andati con il preciso intento di farci individuare per “quelli che vengono nudi”, di poter parlare del nostro andare nudi, d’essere vestiti nel corpo ma nudi nell’animo e nelle parole. Così è stato e i risultati sono incontestabili, sono quei risultati che da almeno due anni ho capito essere raggiungibili solo smettendola di vivere nel terrore d’essere identificati come “quelli che stanno nudi”, smettendola di nascondersi, smettendola di predicare l’autodifesa del territorio attraverso l’obbligo assoluto della nudità, smettendola di aspettare che gli altri comprendano e abbraccino la scelta nudista, bisogna manifestarsi, accettare e promuovere la promiscuità (brutta parola che spesso viene utilizzata in modo negativo ma che qui devo necessariamente utilizzare nella sua positiva valenza), capire che solo la condivisione degli spazi può darci spazio, capire che se io obbligo gli altri avranno paura di perdere spazio, capire che non c’è la paura di vedere persone nude ma quella di doversi per forza mettere a nudo, comprendere che se io attivo un forte meccanismo di difesa gli altri a loro volta faranno lo stesso e saranno solo i grossi numeri, quelli che noi per ora non abbiamo, a fare la differenza e decretare il vincitore.

Dobbiamo muoverci, spostarci, alzare il nudo culo dalla salvietta, e portarlo, vestito ma nudo, tra quegli altri che, così come pretendiamo facciano loro, dovremmo smettere di chiamare “altri”. Sono persone, solo persone, persone che ancora devono scoprire quello che noi abbiamo già scoperto, così come noi potremmo dover scoprire cose che loro hanno già scoperto: tutti abbiamo sempre qualcosa da imparare da tutti, tutti abbiamo sempre limiti e paure, tutti abbiamo da comprendere e capire, tutti!

Raduno Nazionale 2017 de iNudisti


Dopo due anni di giustificata assenza, io e mia moglie siamo tornati a questo importante raduno ritrovandovi una piccola parte di conoscenze e tante persone nuove, in particolare si nota una sensibile diminuzione dell’età media, con la presenza di almeno quattro bambini (dai pochi mesi ai sei anni), e un bell’incremento delle presenze femminili, due inequivocabili segni di quanto il nudismo stia educativamente (ri)allargandosi nel tessuto sociale italiano.

Partiti da casa nel primissimo pomeriggio del venerdì, seppure infastiditi dal forte calore di una giornata afosa, il viaggio andava svolgendosi nel migliore dei modi finché, approssimandosi a Carpi, compaiono le segnalazioni di coda: la solita coda che qui si forma a causa (mannaggia a chi s’inventa certe cose) di una strozzatura da due corsie di marcia ad una sola, oggi per giunta complicata dalla presenza di un cantiere (ma perché in Italia non si riesce mai e ripeto mai, a fare un viaggio superiore ai cento chilometri senza trovare cantieri?). Finalmente eccoci in A1, qui le quattro corsie permettono di viaggiare agevolmente nonostante un traffico abbastanza sostenuto e la presenza dei soliti intelligentoni che viaggiano a bassa velocità mantenendosi, nonostante le corsie più a destra perfettamente libere, costantemente in terza o quarta corsia (ma lo conoscono il Codice della Strada?). A fronte di tutto siamo comunque quasi a Bologna e, vedendoci ormai a destinazione, felicemente imbocchiamo l’Adriatica. A destinazione? Giammai! Eccoci incolonnati in otto chilometri di coda causati da un incidente (scopriremo poi che si tratta di un camion rimasto in panne nel bel mezzo della prima corsia di marcia), alla fine il superamento del tratto che aggira la città di Bologna ci porta via quasi quanto il ben più lungo tratto da Desenzano a Carpi. Passata anche questa, velocemente perveniamo all’uscita di Castel San Pietro Terme (che bello avere il Telepass, fuori in pochi secondi), mancano solo una trentina di chilometri all’arrivo, possiamo dirci arrivati. Nuovamente la realtà è ben diversa dall’immaginato: quasi subito mi trovo davanti uno scuola bus che viaggia a passo d’uomo, impossibile il sorpasso, poco dopo un altro scuola bus esce da un piazzale e s’infila davanti: devo restare dietro per una decina di chilometri. Quando i due scuola bus finalmente cambiano strada, pochi metri e un trattore mi si piazza davanti: cavolo, mica poteva aspettare che passassi? Un paio di chilometri e finalmente ho strada libera. Faccio sfogare il motore affrontando il bel tratto di collina in modo sportivo e velocemente mi avvicino sempre più alla meta odierna: l’agriturismo Cà del Becco, collocato sulla sommità di una rotondeggiante collina dalla quale lo sguardo naviga su e giù per le altre colline tagliate da varie variazioni di colori e cosparse di isolati cascinali. Piantiamo la tendina e attendiamo l’orario di cena. Nel frattempo arrivano altri radunanti e l’attesa diviene più movimentata, saluti e chiacchiere si sommano uno all’altro. Vengono aperte le danze: un saporitissimo antipasto a base di salumi, tra i quali un inusuale e buonissimo salame di capriolo, e formaggio di capra insaporito con erbette, il tutto accompagnato dal gustoso e morbido gnocco fritto; un doppio primo altrettanto gustoso; un più classico roast-beef all’inglese ci conduce con leggerezza alla dolcezza finale. Si paga e tutti a dormire.

Sabato mattina ore sei, dopo una notte tranquilla, anche se per me in parte insonne e dolorosa (nonostante la tenda piccola ho scelto di usare i materassini gonfiabili alti e ho dovuto dormire rannicchiato), in attesa della colazione io e mia moglie percorriamo il sentiero che, discendendo la collina e passando tra diversi biotipi, porta al Santuario della Madonna del Rio: sono, tra andata e ritorno, tre chilometri di strada con un duecento metri di dislivello (andata in discesa, ritorno in salita), abituati a camminare li percorriamo in meno di un’ora, compreso il tempo per leggere i vari cartelloni descrittivi, quello perso per individuare la strada corretta ad un primo bivio dove un cancello appariva non apribile, altra breve digressione per attendere l’allontanamento di un toro e la brevissima sosta in fondo al percorso. Rientrati all’agriturismo facciamo la colazione condita da ottimi pasticcini fatti in casa e da una saporitissima frutta (invero c’erano anche latte di capra fresco e caldo e diversi tipi di yogurt, in ottemperanza al nome della struttura sempre di capra, che noi, però, non abbiamo assaggiato). Si parte per il luogo del raduno che raggiungiamo senza problemi in meno di mezz’ora, siamo tra i primi e possiamo parcheggiare sul lato del piazzale che resterà all’ombra per tutto il giorno. Tolti tutti i vestiti e preso quanto ci serve, ci incamminiamo per il breve sentierino che adduce all’Oasi di Zello, piccolo cascinale circondato da prati e boschi quasi incontaminati destinato dai suoi proprietari, quelli del Villaggio della Salute Più, alla nuda frequentazione. Maria, mia moglie, individua subito due sdraio piazzate in posizione strategica sotto le ampie e ombrose fronde di un grosso castagno, mentre io pago l’ingresso lei le raggiunge e le occupa: qui, salvo brevi allontanamenti per salutare gli amici che man mano arrivano, passeremo comodamente sdraiati l’intera mattinata, prima soli poi in compagnia di alcuni compagni di escursione: quest’anno ho ufficialmente coinvolto anche gli Amici di Mondo Nudo e nella mattinata qui ci ragigungono Angelo, Daniela, Pier e infine Vittorio. Nel pomeriggio prepariamo la zona per la prima parte del momento dedicato a Mondo Nudo, purtroppo l’unico punto dove poter appendere i pannelli fotografici creati da Vittorio è in pendenza e quando chiamiamo a raccolta le persone ci viene richiesto di spostarci finendo, con disappunto di Vittorio, il nostro magnifico lettore, col fare la presentazione e la lettura lontani dallo scenario faticosamente allestito. Mi aspettavo una bella partecipazione a questo momento, invece solo una dozzina di persone seguono la mirabolante “esibizione” di Vittorio che, con fare altamente professionale, esegue le letture e, nonostante non abbia potuto usufruire di microfono e casse, sebbene un paio di persone presenti nei dintorni non si facciano riguardo e continuino rumorosamente a chiacchierare tra di loro, ci dona un piacevolissimo susseguirsi di sensazioni.

Risuonano nel prato i meritati applausi, pian piano usciamo dal limbo emotivo in cui Vittorio ci aveva condotti: è ora di passare al momento dedicato all’escursionismo! Prendo le fila del discorso, anticipo quello che andremo a fare e invito le persone interessate a indossare calzature più adeguate delle ciabatte. Alcuni di coloro che hanno seguito la lettura si allontanano, sostituiti da pochi altri: deludente il limitato numero di persone che mi seguono per il prato in direzione del sentiero che sale la collina, soprattutto considerando che ci troviamo in un’oasi definita naturista, che la maggioranza dei presenti amano definirsi naturisti piuttosto che nudisti, uhm evidentemente il naturismo non è amare e praticare la natura ma piuttosto osservarla da lontano restandosene immobili sulle sdraio! Approfitto d’una zona ombreggiata per fare il primo punto didattico: quali scarpe usare? come allacciarle? Ripartiamo e ci portiamo alla base di una salita più sostenuta, secondo punto didattico: come si mettono i piedi? come ci si muove? come si affronta una salita? Nasce qualche domanda, in particolare attorno al camminare a piedi nudi. Percorriamo la salita, ci prolunghiamo oltre i limiti dell’oasi per allungare un poco il breve anello disponibile e per disporre di una prima discesa non particolarmente accentuata. Come si affronta una discesa? Spiegazione e sperimentazione, inizia la parte più delicata del momento didattico: se in salita più o meno tutti assumono un atteggiamento sostanzialmente corretto, in discesa avviene l’esatto opposto, i più assumono un atteggiamento scorretto. Nel traverso che porta alla seconda e ben più ripida discesa spiego l’atteggiamento da usare camminando sui diagonali, purtroppo alcuni si stanno perdendo in chiacchiere diverse: già, le cose che sto dicendo appaiono scontate e molti, spesso proprio quelli che più ne avrebbero bisogno, le considerano banali e inutili. Eccoci al lungo discesone finale ed eccoci alla cosa più difficile da farsi eppure la più utile e necessaria: alcuni ci provano e alcuni ci riescono, tutti dovranno comunque lavorarci sopra, qui l’obiettivo non è quello d’insegnare ma solo di far capire che esistono delle tecniche di cammino e che non sono scontate. Al secondo più breve giro una buona parte si dilegua: fa troppo caldo è vero, ma… l’escursionista si vede in questi frangenti! Comunque mi sembra che il segnale sia arrivato a destinazione, verificheremo nelle prossime uscite di VivAlpe e, per i discoli, saranno bastonate eheheh. Ancora un’oretta, Vittorio deve ripartire per casa, lo aiutiamo a caricare i bagagli, lo salutiamo e poi ci appropinquiamo alla semplice cena (piadina e salsiccia) organizzata dallo staff de iNudisti con l’aiuto dello staff dell’oasi. Arriva Cristina, reduce da un matrimonio gli mancano molte cose, innanzitutto i viveri, poi materassino e sacco a pelo, rimediamo alla meglio. Inizia il momento serale, parte la musica e iniziano le danze: chissà mai perché, seppure la temperatura sia decisamente confortevole, a questo punto saltano fuori, in particolare per le donne, ma anche per diversi uomini, parei o addirittura vestiti interi, è un condizionato atteggiamento che, insieme a quello analogo che si osserva ai pasti, sconfessa alcune delle affermazioni tipicamente fatte a sostegno della nudità e rende assai più difficile sostenere il confronto con quei pochi che si oppongono strenuamente alla diffusione del nudo sociale!

Domenica mattina, come mio solito mi sveglio prima delle sei, poco dopo si sveglia anche Maria seguita a breve da Pier e Cristina. La sera prima Pier era uscito per un giretto e aveva incontrato diversi caprioli, quindi si arma di tutto punto e parte per una caccia fotografica, noi la prendiamo un poco più comoda e ci avviamo poco più tardi su per la collina. Incrociamo Pier che ridiscende dopo aver incontrato e filmato tre caprioli che pascolavano in un prato più in alto, proviamo ad andarci anche noi ma dei caprioli non c’è più segno, peccato. Ridiscendiamo e a un certo punto incappiamo nell’istruttivo segnale della natura: a lato del sentiero, troviamo un piccolo di capriolo, il ventre aperto mostra le costole e l’assenza d’interiora, ancora il sangue è rosso e poco rappreso, il fatto è successo da poche ore, alcuni piccoli fori sulla gola, certamente è stato ucciso da una volpe. Giunti a valle Pier ci mostra le riprese di un piccolo di capriolo che gli ha attraversato la strada poco dopo il nostro incontro.

Facciamo colazione e smontiamo la tenda, riprendiamo la nostra postazione strategica e, alternando dormitine a chiacchiere, facciamo passare la giornata. Nel pomeriggio, su sollecito di Francesca (già partita a metà mattinata insieme al marito e alla figlia), avrei dovuto ripetere il momento didattico escursionistico per altri tre radunanti, più volte mi porto alla loro collocazione ma non li trovo o non li riconosco, ma nemmeno loro mi contattano: forse non ne sono veramente interessati? Mi faccio il giro in solitaria provando la corsa che, salvo due brevi pause all’inizio e alla fine del tratto di più ripida salita, riesco a portare per l’intero anello. Si approssimano le sei della sera, è ora di prepararsi alla partenza, una bella doccia, si recuperano tutte le cose, si salutano gli amici, si carica l’auto e… partenza per un viaggio di ritorno assai più sereno di quello dell’andata: temperatura più confortevole, traffico meno intenso e nessuna coda. Siamo a casa, restano solo i ricordi di questo ennesimo bel raduno, meno intenso dei precedenti (quando ero parte dell’organizzazione) ma proprio per questo più rilassante e goduto.

Raduno Nazionale de iNudisti, un’esperienza da fare, un’esperienza da ripetere, un’ottima occasione per chi, anche temendo di non essere subito in grado di spogliarsi, volesse avvicinarsi al nudo sociale, una splendida opportunità per chi non comprende il motivo del mettersi a nudo. Raduno Nazionale de iNudisti, non una legenda bensì una realtà, una grande, magnifica realtà!

Un gradito ritorno: raduno invernale de iNudisti


inbandierasfumatodefiq6_ridottaI raduni sono un importante indotto economico per le strutture ricettive in genere, alcuni raduni lo sono ancor più per particolari e specifiche strutture. Parlando di raduni nudisti viene logico pensare alle spiagge, ma anche a tutto il mondo dell’acqua e di quei centri che dell’acqua hanno fatto una nicchia di lavoro: piscine, saune, eccetera.

Come dimostrano i centri benessere del Trentino e dell’Alto Adige, oltre che le esperienze escursionistiche di questo blog, indiscutibilmente la società odierna, pur a fronte di qualche ultimo vagito di resistenza, è ormai pronta e disposta se non proprio a spogliarsi del tutto, quantomeno a condividere con la nudità gli stessi luoghi e gli stessi momenti. A fronte di tale considerazione risultano inspiegabili le titubanze che ancora si rilevano nel mondo della politica, della giurisprudenza, delle istituzioni e delle strutture ricettive, in particolare quelle vicine agli ambienti dove la nudità dovrebbe risultare più spontanea e naturale che lo stare vestiti: mare e acqua in primis, poi prati assolati, ma anche la montagna sebbene entro i limiti dettati dalla quota e dalla temperatura.

Una delle strutture che ha saputo superare i condizionamenti di una società corporalmente malata è stato il Gardacqua, anni addietro aveva di buon grado accolto il primo raduno invernale della grande comunità web de iNudisti, osservando con sua grande soddisfazione la considerevole, ordinata e rispettosa affluenza dei partecipanti, tanto da rendersi immediatamente disponibile per altri eventi. Purtroppo il cambio di gestione del centro, con l’introduzione della malsana regola della sauna in costume, aveva provocato l’interruzione di questi raduni. Lo staff de iNudisti ha sempre sperato di ripristinarli al più presto possibile e alla fine, grazie alla disponibilità del centro benessere Wave Urbanspa di Povegliano (VR), ci sono riusciti.

L’evento avrà luogo nell’intera giornata di sabato 4 marzo 2017, ai partecipanti saranno disponibili tutti gli ambienti del centro che, per l’occasione, sarà frequentabile in nudità pressoché ovunque: solo nella zona ingresso sarà necessario coprire i genitali.

Alla sera si terrà una cena comunitaria presso un ristorante della zona.

I posti sono limitati (50) è pertanto opportuno registrarsi quanto prima possibile, termine ultimo il 15 febbraio. Per le modalità di prenotazione e altre informazioni leggere il forum della comunità (link diretto).

Raduno Nazionale 2016 iNudisti


Si è fatto attendere, soprattutto si è fatta attendere la locandina, ma rieccolo, è di nuovo qui, eccovi il mitico, irresistibile, emozionante Raduno Nazionale de iNudisti.

Non siate timidi, partecipate! Anche se, purtroppo, la struttura in questione impone l’obbligo alla nudità, d’altro canto proprio questo può essere la giusta motivazione a liberarsi dell’inutile fardello di paure e timori inerenti il nostro corpo e la sua nudità, posso assicurarti che pochi secondi dopo esserti messo a nudo ti sentirai perfettamente a tuo agio e non ci penserai più, ani no, non vedrai l’ora di poterti nuovamente mettere in sana e naturale libertà.

Dal 10 al 12 giugno presso l’Oasi di Zello – Castel San Pietro Terme (BO)

Clicca sulla locandina per accedere alla discussione sul forum de iNudisti con tutti i dettagli sul raduno.

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#BuoneFeste


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Anche questo 2015 è ormai giunto quasi alla fine, come sempre si cerca di fare un resoconto delle cose, per Mondo Nudo ce ne sono di belle, ad esempio l’aver superato i quarantamila visitatori annui ed essere molto vicini alle novantamila pagine viste in un anno, e di brutte, ad esempio non aver raggiunto quello che ad un certo punto le proiezioni davano come un obiettivo ipotizzabile: le centomila pagine viste.

Anche per me, personalmente, è stato un anno molto controverso, un anno con momenti di alta felicità ed altri di profondo sconforto, ed è proprio lo sconforto a dominare il mio animo in queste ultime settimane, uno sconforto fortunatamente contrastato dall’impegnativa preparazione all’evento che mi sono inventato per il 2016: TappaUnica3V.

Ecco, abbandoniamo la tristezza e lasciamoci abbracciare dal calore del pensiero positivo, lasciamoci trascinare nell’estasi emotiva che la fatica del duro cammino è in grado di provocare. Il 2016 è stato dichiarato l’anno dei cammini e se chi l’ha fatto ha pensato all’atto fisico del camminare, io voglio pensare ed evocare anche il significato più etereo dell’evoluzione sociale.

TappaUnica3V e QuindiciDiciotto si abbracciano profondamente alle due visioni di cammino, a quella fisica visto che in ambedue i casi si tratta di camminare e a quella eterea visto che ambedue propongono la scelta del nudo, scelta che più di ogni altra rappresenta una positiva evoluzione sociale. Per arrivare al nudo sociale è infatti necessario non solo liberarsi da timori che negativamente condizionano il nostro essere e la nostra vita, non solo vincere condizionamenti personali e sociali che una società malata ha indotto in noi, ma è anche necessario assumere atteggiamenti di alta levatura morale, quegli atteggiamenti che negli ultimi anni, sotto la spinta di diversi movimenti di pensiero, stanno faticosamente facendosi avanti nel pensiero sociale: rispetto per l’altro, accettazione dell’altro, equità uomo-donna, superamento degli stereotipi di genere, accettazione di se stessi, abbattimento delle cause che generano l’anoressia e la bulimia, esclusione dai parametri di valutazione sociale e professionale delle scelte sessuali, politiche, religiose, di abbigliamento, di nudità, e via dicendo.

Mondo Nudo, QuindiciDiciotto TappaUnica3V, tre movimenti di pensiero, tre evidenze oggettive, tre eventi formativi ed educativi, tre messaggi che invitando alla nudità conseguentemente e inevitabilmente invitano ad evolvere positivamente nel pensiero e nell’azione, diventando di fatto anche importanti azioni atte ad educare al superamento delle assurde rivalità religiose, politiche, economiche e sociali che vengono ipocritamente sfruttate da coloro che non si fanno scrupoli di alcun genere, ivi compresi quelli relativi alla truffa, all’inganno, all’esaltazione ideologica, alla devastazione, al crimine e al terrorismo.

Buone feste a tutti e…

Vestiti è certamente bello, nudi è decisamente meglio!

Locandina Vivalpe 2016 600

L’alt che viene dall’alto


Nella nostra recente ricerca di un ristorante che ci ospitasse, mi è capitato di contattare un agriturismo in Franciacorta. È gestito da una cooperativa sociale di recupero di tossicodipendenti o portatori di altre disgrazie umane. Conosco alcuni dei dipendenti e mi lancio: dopo l’ultimo articolo (La reputazione) ero ben armato, anzi non avevo nemmeno bisogno di difender alcunché.

Effervescenze

Mi mostrano la sala da pranzo, si parla del menu, del numero di convitati, di come intenderemmo organizzare il pranzo, della durata. Infine, con la più perfetta faccia di bronzo, rilassata e da impunito dico che siamo un gruppo di escursionisti nudisti e che ci piacerebbe starcene nudi durante il pranzo. Vedo la faccia della mia accompagnatrice, una giovane mamma di circa trent’anni, che addirittura si illumina, la sorpresa è grande, la richiesta insolita, avverto vibrazioni, energie, qualcosa che si mette in moto e va su di giri. Lo sguardo e il sorriso non han nulla di giudicante, semmai di curiosità, di bella sorpresa, di qualcosa di insolito, di sempre atteso e che avviene come per magia. Mentre continuiamo a parlare arriva “la capa”, che conosco da lunga data, la coordinatrice factotum della cooperativa, una giovanissima donna, attiva, pratica, intelligente. Arrivo al punto clou della mia richiesta e noto la stessa reazione. Addirittura mi propone un incontro divulgativo della nostra attività, mi mostra una sala convegno. Anche lei è “presa bene”. Mi congedo da entrambe con la certezza di prossimi positivi sviluppi, innanzitutto per quanto riguarda il pranzo.

Mi arriva nel pomeriggio un messaggio mail in cui “la capa” mi ringrazia della visita e della richiesta, sta valutando come organizzare il pranzo, predisporre la sala per noi e altri piccoli dettagli. Tutto a gonfie vele.

Fermi tutti!

Prima di sera mi arriva un altro messaggio. Tutto annullato. Ne ha parlato con i dirigenti in alto (presidente della cooperativa, il delegato all’assistenza): data la presenza della “comunità” la struttura «non è il luogo adatto essendo comunque un luogo protetto vissuto in forte condivisione, la nudità è difficile da gestire».

Altra croce sopra!

Questo episodio riflette nel suo piccolo quel che succede nella società: da una parte ci sono le persone normali che lavorano, portano avanti la baracca, pensano con la propria testa senza troppi binari o paraocchi. Dall’altra “i dirigenti” che guidano il vapore, sanno dove andare, a quali mete condurci, tronfi di una divisa prussiana e alamari d’oro: certamente fan la cosa giusta per il bene di tutti, sono nel giusto, su questo non hanno il minimo dubbio. E poiché hanno responsabilità di comando, pensano prima al bene della società, dell’organizzazione, della cooperativa e alle sue finalità, della “comunità” che è stata loro affidata. Tutte cose sacrosantissime, per carità. Mettono da parte interessi, preferenze, gusti, propensioni personali e decidono secondo uno schema proiettivo, valutano le conseguenza che ne potrebbero derivare all’immagine della cooperativa, soppesano i paletti del proprio mandato. E fanno prevalere gli interessi (legittimi e santi) della cooperativa, non voglion rischiare quel minimo di cambiamento che come persone private probabilmente approverebbero. Prevalgono i pregiudizi diffusi, cristallizzati nel tempo, che hanno reso stabili e continuativi la cooperativa e la propria personale posizione, che garantiscono la propria carriera.

Le vestali della tradizione, dell’ordine e del pregiudizio

E così penso sia avvenuto, con modalità pressoché simili, anche nei contatti con altre strutture e ristoranti.

Episodi come questi mostrano lo scollamento fra “i gradi alti” e le persone singole e normali, che ragionano con la propria testa, che si vivono la vita senza sentirsi investite di responsabilità più grandi di loro, che non si occupano dei massimi sistemi, che non si propongono paladini di alcunché, che non s’impancan di nulla, che non si fanno vigilantes della morale pubblica, “sentinelle” inquadrate in piazza, crociati di un ordine che si perde più in alto si sale.

 

La nostra barca

È meglio virare di bordo, prendere un’altra rotta e lasciare gli scogli lì dove sono, evitare le secche, e tener saldo il nostro timone.

“Festa d’autunno 2015”


Rimettiamo in evidenza la nostra grandiosa festa d’autunno, la migliore occasione per venirci a conoscere, per fare, senza obbligo alcuno, la conoscenza con la salubrità, la semplicità, la naturalezza, la gioiosità, la libertà del vivere senza vestiti. Fra le altre cose verrà presentato il programma escursionistico 2016, un programma che ci vedrà camminare nella storia: sulle interessantissime mulattiere del 15-18, passando fra i resti di baracche, trincee, postazioni di vario genere. Ciliegina sulla torta la presentazione di un’impresa escursionistica sponsorizzata da Mondo Nudo e che mi vedrà coinvolto in prima persona. Venite e scoprirete tutti i dettagli di queste coinvolgenti iniziative.

Mondo Nudo

Potevamo interrompere ciò che ormai è diventato tradizione? No, no di certo per cui, nonostante i vari impegni e le difficoltà che molti operatori della ristorazione ancora sollevano quando si parla loro di un evento nudista, grazie anche al lavoro di intermediazione attuato dal nostra fedelissimo amico Angelo Bernardi, eccoci qui a proporvi anche quest’anno la nostra Festa d’Autunno.

Stavolta l’evento si terrà nel pomeriggio anziché alla mattina e pertanto si chiuderà con una cena al posto del solito pranzo; è stata una decisione sofferta ma, alla fine, ci sono motivazioni importanti che ci hanno indotto a supportare tale variazione impostaci dalla gestione del locale in cui andremo a chiudere la festa. Tra queste anche la particolarità del locale che dispone di ampio spazio per le attività sociali che precederanno la cena: la presentazione del programma 2016 di cui anticipiamo l’essere assai interessante non solo escursionisticamente ma anche per il…

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Festa d’autunno 2015


Potevamo interrompere ciò che ormai è diventato tradizione? No, no di certo per cui, nonostante i vari impegni e le difficoltà che molti operatori della ristorazione ancora sollevano quando si parla loro di un evento nudista, grazie anche al lavoro di intermediazione attuato dal nostra fedelissimo amico Angelo Bernardi, eccoci qui a proporvi anche quest’anno la nostra Festa d’Autunno.

Stavolta l’evento si terrà nel pomeriggio anziché alla mattina e pertanto si chiuderà con una cena al posto del solito pranzo; è stata una decisione sofferta ma, alla fine, ci sono motivazioni importanti che ci hanno indotto a supportare tale variazione impostaci dalla gestione del locale in cui andremo a chiudere la festa. Tra queste anche la particolarità del locale che dispone di ampio spazio per le attività sociali che precederanno la cena: la presentazione del programma 2016 di cui anticipiamo l’essere assai interessante non solo escursionisticamente ma anche per il coinvolgimento storico visto che ogni uscita sarà effettuata lungo le strade, mulattiere e sentieri militari della prima guerra mondiale; il momento di lettura con lettori esperti; la proiezione di diapositive sulla nostra attività 2015.

Altrettanto sofferta è stata la decisione di supportare la richiesta di non divulgare il nome del locale e la sua precisa collocazione, un’imposizione che limita alquanto la possibilità di pubblicizzare l’evento (tutti i siti di diffusione degli eventi richiedono obbligatoriamente l’indicazione della località), d’altra parte portando l’evento in tale struttura abbiamo forti opportunità di dialogo con la realtà sociale e un’amministrazione comunale. Possiamo comunque dire che si trova nelle immediate vicinanze di Brescia.

Infine un’altra imposizione che ci ha fatto attendere a lungo prima di decidere, forse quella che più di tutte ci ha tenuto in sospeso, è quella di un quorum minimo di presenze: dovremo essere almeno trenta adulti altrimenti salta tutto (ovviamente prima di annullare l’evento proveremo a cercare un locale al volo, certo in pochi giorni le possibilità di riuscirci saranno poche, ma non nulle).

Rimandandovi per tutti i dettagli specifici alla scheda dell’evento dove trovate anche il modulo di registrazione, invito a pubblicizzare (all’uopo potete scaricare la locandina cliccando sull’immagine sottostante e salvandola sul vostro computer) la festa tra famigliari e amici: come sempre, come per tutte le attività di Mondo Nudo, la nudità è una possibilità non un’imposizione, così come lo è, pur nei limiti di una società ancora disabituata al nudo pubblico, lo stare vestiti.

Grazie, vi aspetto numerosi.

Sono stato a una festa


All’interno del rifugio pentole al fuoco, proditoriamente gestite dall’amico Piero, preparano un eccellente arrosto di agnello. Sull’atrio esterno stanno invece cuocendo, a più riprese, una bella polenta. Sono appena arrivato, mancano ancora molte persone, due ragazzine sedute su di una panca in legno intonano uno dietro l’altro melodiosi canti di montagna, attorno a loro persone che ascoltano, altre che chiacchierano, qualcuno sta grattugiando del formaggio. Si respira aria di festa, l’azzurro del cielo terso e il verde della rigogliosa natura adeguatamente contornano la scena.

Montagne, tutt’intorno si alzano montagne, montagne verdi, montagne grigie, montagne nere, montagne che sono nel cuore di questa gente, ne dominano o ne accompagnano il vivere quotidiano, ne sono duro terreno di lavoro oppure ruvido campo di ludici giochi. Non è la classica festa cittadina, la festa a cui accedere con poca fatica, questa è una festa di montagna, e una montagna seria, un luogo isolato a cui si accede solo con ore di cammino, lo si riconosce nei visi delle persone, visi arrossati dal sole, resi duri dall’aria di montagna, impreziositi dalla gioia di questo momento che unisce al piacere di ritrovarsi quello d’averlo fatto attraverso la fatica delle gambe.

Sono arrivato presto, in piena solitudine sono salito per un favoloso sentiero che incredibilmente giace abbandonato. Seguendo segni di vernice a volte sommersi dall’erba mi sono inebriato dell’immensa soddisfazione che nasce dal trovare la via nel mezzo di una vastissima conca fatta di placche rocciose alternate a piani erbosi e fasce di bassi cespugli, superando incolume le trappole di un ambiente selvaggio, gustando lamponi donatomi della natura, meditando sull’esilità della nostra figura a fronte della vastità delle montagna. Pian piano mi sono avvicinato alla meta, come mio solito ponendomi natura nella natura, esponendo al monte tutto me stesso così come il monte a me espone tutto se stesso, nessuna barriera, nessuna separazione, mentale, morale, fisica. Quest’oggi, però, ad un certo punto devo necessariamente indossare la veste, pantaloncini e maglietta, esili, sottili, ma, per il mio corpo ormai rieducato alla massima sensibilità e libertà, comunque fastidiosa corazza. Non per il freddo, non per le intemperie, non per evitare abrasioni da folta vegetazione o ruvida roccia, no, devo rientrare nel guscio convenzionale per adeguarmi al contesto sociale in cui sto per immergermi. Lo faccio volentieri, l’ho voluto io stesso, sono sicuro che la mia sofferenza sarà adeguatamente ricompensata.

Si approssima l’ora del pranzo, gli arrivi si ripetono con maggiore frequenza, la conta dei posti a tavola si deve ripetere più volte, i tavoli interni non bastano, ragazzi che giocano sul duro tavolo in pietra posto all’esterno devono lasciare spazio a chi apparecchia. Ancora pochi minuti e arriva l’invito a prendere posto, invito stranamente immediatamente recepito e messo in atto. Si, stranamente, per me stranamente: ho partecipato a molte feste e sempre, ripeto sempre, anche in quelle come questa alpine, il momento di mettersi a tavola vedeva le persone disperdersi in nuove chiacchiere, ritardano talvolta a dismisura il momento del convivio. Anche in questo le persone con cui oggi mi trovo piacevolmente si distinguono, non si perdono in inutili lazzi nel momento in cui è opportuno rispondere prontamente e unitamente al comando, no, pochi secondi e tutti sono seduti a tavola, stretti fra loro eppur senza commenti, senza proteste, senza litigi sul posto da occupare. Pronti e via, si mangia. Velocemente Piero serve a tutti la loro porzione di agnello e polenta, alcune bottiglie di vino fanno da degno contorno al prelibatissimo cibo, complimenti al cuoco, non è certo facile prodigarsi così efficientemente in una cucina d’emergenza qual è quella di un rifugio di montagna. Velocemente i piatti si svuotano e altrettanto velocemente vengono nuovamente riempiti, all’agnello si unisce del formaggio fatto ammorbidire su una vecchia bellissima stufa a legna, in tavola pezzi di formaggio per chi lo preferisce crudo, ancora fette di salame rimaste dall’antipasto. E mille piacevoli chiacchiere, tra una morsicata e l’altra, senza prevaricare la magnata ma accompagnandola dolcemente. Si chiude con caffè e grappa, dolcissima e profumatissima grappa malcelata in una bottiglietta d’acqua e venduta come miracolosa acqua di fonte: “ne bevi un sorso all’anno e campi cent’anni” recita amabilmente l’amico Piero.

Il pranzo è finito, ci si sposta nuovamente all’esterno, ancora piacevoli chiacchiere, si alza una simpatica diatriba sul nome di cime e passi che, più o meno nascostamente, sovrastano il rifugio. Alcuni si muovono per rientrare a valle, anche per me giunge l’ora di ripartire, saluto Piero, saluto la sua affabilissima moglie, saluto le altre persone oggi conosciute, calzo lo zaino e a passo corsaiolo prendo la via diretta di valle. Nel fisico ancora il fastidio di non potersi rimettere in natura, eppure negli occhi lo splendore di queste persone, nel cuore la magnificenza d’una piacevole giornata, nello spirito l’accrescimento delle nuove esperienze.

Grazie Piero, grazie ad un certo Augusto che, due anni addietro, dopo un interessante scambio di pareri attraverso il blog, m’aveva invitato a questa festa (mi piacerebbe sapere se ieri ci siamo poi visti di persona), grazie a tutti voi che mi avete gentilmente accolto tra le vostre fila esattamente come uno di voi. Grazie!


Rifugio Prandini9 agosto 2015 – Anniversario dell’inaugurazione del Rifugio Prandini in Valle di Braone (Braone – BS)

Festa d’autunno 2014


La stagione escursionistica è finita ma il programma “Orgogliosamente Nudi 2014” no, continua ancora con due grandi feste la prima delle quali è ormai molto prossima e già conta un bel gruppo di adesioni, sia di amici nudisti che di amici non nudisti, la cui presenza è per noi di Mondo Nudo un vero premio per tutto il lavoro fatto in questi ultimi due anni e che ci apprestiamo a ripetere con rinnovata energia nell’entrante 2015, lavoro che andremo a riepilogare in occasione della presente festa accompagnandoci con una bellissima proiezione d’immagini: 60 slide per una mezz’oretta di spettacolo.

Tutte le informazioni in merito all’evento le trovate alla relativa scheda con modulo di iscrizione (clicca qui o sulla locandina per leggerla), qui ci limitiamo a riportare i nostri più sinceri e calorosi ringraziamenti ai gestori del locale per il pieno e incondizionato supporto offertici anche in merito alla possibilità di stare nudi.

Dobbiamo e vogliamo anche ringraziare i tanti amici (anche se moli non li conosciamo di persona, riteniamo doveroso pensare a loro così come si pensa a degli amici) residenti in zona che hanno più volte apprezzato e talvolta condiviso i nostri post pubblicitari sui social network e che stanno rilanciando e pubblicizzando anche questo evento. Grazie! Speriamo prima o poi di poterli avere nostri ospiti in una delle nostre escursioni in zona o, perchè no, a questa stessa festa: potrebbe essere una comoda e valida occasione per conoscersi.

Ringraziamento doveroso dobbiamo fare anche all’onorevole Luigi Lacquaniti che ha positivamente risposto al nostro invito: lo attendiamo al pranzo con profonda gratitudine, anche in riferimento alla proposta di legge, da lui formulata e avanzata in sede nazionale, a riconoscimento del nudismo, un importante appoggio formale dato al movimento nudista, ivi compreso quello del nudismo libero, spesso trascurato o addirittura osteggiato nelle altre proposte di legge formulate o approvate, siano esse nazionali che regionali.

Grazie, infine, a chi già si è iscritto: fate pure tutta la pubblicità che potete all’evento, c’è ancora molto posto e aspettiamo altre iscrizioni.

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In ricordo di Silvano Cinelli – 2014


“Oggi è il giorno dell’incontro, incontro di persone, di pensieri, di ricordi, di culture, di opinioni. L’incontro non può essere vincolato, l’incontro c’è quando ognuno si apre agli altri”

La voce chiara e forte di Don Fabrizio risuona tra i verdi pascoli e i cupi boschi della Pezzeda dove, come ogni anno, un nutrito gruppo di appassionati della montagna si è ritrovato per ricordare Silvano Cinelli e alcuni altri amici che alla montagna hanno donato la loro vita. L’incontro è il tema della sua omelia, così come l’incontro è il significato di questa giornata che da 32 anni si ripete puntualmente ogni anno in questo identico luogo: il rifugio Blachì 2 all’Alpe Pezzeda.

Si incontrano persone di varie provenienze, di diverse associazioni; ci sono bambini, giovani e adulti, maschi e femmine; ma s’incontrano anche gli animi umani con le forze, i colori e i suoni della natura; s’incontrano le cime degli alberi e le vette dei monti con l’azzurro del cielo e il grigio delle nuvole, nuvole che oggi sembrava volessero tenersi lontane e invece si sono addensate prima sulla vetta del Monte Pezzeda per poi pian piano coprire tutto il lungo crinale che dal Monte Ario risale al Dosso Alto, gira sul Passo del Maniva per poi ripiegare a sud e raggiungere il Monte Guglielmo. Un lungo crinale che fa da corollario all’alta val Trompia, un lungo crinale solcato dal sentiero 3V “Silvano Cinelli”, un lungo crinale che da qui si può ammirare in tutta la sua estensione e formazione.

Sotto, nel fondo della valle, le case di Collio e di San Colombano sono, al contrario, baciate dal sole, quel sole che le previsioni davano per splendidamente presente e che, invece, ha deciso di giocare a rimpiattino con noi e con le nuvole fino a nascondersi definitivamente, facendoci mancare il suo caldo abbraccio, prontamente sostituito dal meno gradito freddo abbraccio del vento.

Il piacere dell’incontro, però, oltre che gli animi può scaldare anche i corpi!

Grazie a tutti e al prossimo anno
Maria, Emanuele, Valeria e Carla Cinelli

Raduno Nazionale de iNudisti 2014: il video


Dopo la prima esaltante esperienza dello scorso anno e l’interesse che la stessa ha poi suscitato nei nostri più o meno affezionati lettori e amici, anche quest’anno durante il nostro Raduno Nazionale un cineoperatore si è adoperato, nonostante le difficoltà aggiuntive determinata dal cattivo tempo, al fine di produrre il filmato del raduno.

Molte le ore di ripresa, ma ancor di più tante le ore di post produzione al fine di ottenere un lavoro sempre più professionale. La presenza al raduno di un complesso musicale e l’amicizia che con lo stesso si è così instaurata, ha portato ad una colonna sonora speciale, realizzata dallo stesso complesso.

Nasce così, dall’ingegno cinematografico di Giuseppe Maccioni e da quello musicale dei “The Sbaiztles”, il filmato che veniamo a proporvi dal significativo titolo di…

“iNudistTles – perché il mio sole sono i miei amici”

Raduno Nazionale iNudisti 2014: Perchè il mio sole sono i miei amici!


Nei giorni 14 e 15 giugno s’è tenuto l’ormai consolidato e noto Raduno Nazionale de iNudisti, che, nonostante le nefaste previsioni meteorologiche e il conseguente ritiro di un nutrito gruppo di persone, ha ottenuto nuovamente un bel successo di presenze e di partecipazione, anzi è stato il raduno più partecipato di sempre perché…

Leggi la relazione ufficiale sulla e-zine de iNudisti!

Quarta Giornata dell’Orgoglio Nudista


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Manifestare il diritto alla nudità in ogni contesto, in ogni luogo, in ogni situazione; recuperare il rispetto per la nudità quale condizione basilare dell’essere umano; educare alla normalità del corpo nudo. Tre obiettivi e tre azioni fondamentali per la causa nudista, nel contempo aspetti sociali di ampio respiro la cui acquisizione è indiscutibilmente essenziale per ripristinare una società sana e corretta, una società dove l’essere prevalga sull’apparire, dove le esigenze degli uni non vengano surclassate dai condizionamenti degli altri, dove la logica prevalga sul fanatismo e la tifoseria siano essi sociali, religiosi e politici.

Vestiti può anche essere bello, nudi, però, è decisamente meglio. Sono obiettive sensazioni emotive, fisiche e psicologiche che, come tutte le sensazioni, si manifestano in modo del tutto soggettivo rendendole differenti da persona a persona. Impossibile definirle e farle comprendere attraverso le sole parole, difficile persino combinando alle parole delle immagini, è necessario che ognuno provi di per sé stesso. “Nudo è meglio” uno slogan che accompagna gli eventi del programma “Orgogliosamente Nudi”, un programma che nasce e si manifesta proprio in ragione degli obiettivi e delle azioni elencate in apertura, perseguendoli non attraverso la mera (e inutile) comunicazione grafico-verbale, ma scendendo sul campo della comunicazione sensoriale: a disposizione di tutti, nudisti e non nudisti, una nutrita serie di escursioni in montagna dove ogni partecipante è libero di scegliere se, quanto e, nell’ambito della parte nudista dei percorsi, quando spogliarsi.

IMG_6892La “Giornata dell’Orgoglio Nudista” è parte di questo programma (invero il programma nasce ad ampliamento della giornata) e si sviluppa secondo lo stesso identico protocollo esperienziale. Trattasi di un evento che non vuole contrapporsi alla tradizionale e istituzionale “Giornata Mondiale del Naturismo”, bensì ad essa affiancarsi per coprire quelli che, ad oggi, secondo lo staff di Mondo Nudo sono i suoi grossi deficit comunicativi: rivolgersi pressoché esclusivamente ai naturisti, ignorando il mondo esterno; attivare iniziative esclusivamente da spiaggia, ignorando tutte le altre mille forme possibili di nudismo; nascondere la nudità dietro un termine più neutro e così facendo diffondere la sensazione che i nudisti stessi si vergognino di essere nudi; esibire il naturismo come contenitore del nudismo quando la verità storica e logica è ben diversa e cioè che il naturismo usa il nudismo ma non è il nudismo, il nudismo è il contenitore, il naturismo solo uno dei suoi contenuti.

La Giornata, partita subito con un discreto successo, presumibilmente proprio grazie alla sua formulazione pratico esperienziale, ma lasciateci pensare che sia anche grazie all’uso di una terminologia più ampia, chiara ed esplicita, è oggi giunta alla sua quarta edizione, un’edizione che ci ha visti espatriare delle solite zone del bresciano per sconfinare nel vicino Trentino. Non è stato facile definire e organizzare tale sconfinamento, il lavoro di studio preliminare è stato ampio e lungo lasciandoci alla fine con alcuni dubbi che solo la perlustrazione preliminare in loco hanno potuto chiarire e portarci alla scelta definitiva dell’itinerario da proporre: il sentiero che da Sarche porta al Rifugio Don Zio e alla limitrofa vetta del Monte Casale, un sentiero usato, in discesa, quasi esclusivamente da chi sale al Casale per l’impegnativa ferrata “Che Guevara” sull’ampia e alta parete est.

Trattasi di percorso agevole ma piuttosto lungo (quattro ore) e in parte faticoso, l’abbiamo quindi proditoriamente addomesticato spostando il punto di partenza ad un parcheggio sulla statale del Caffaro 200 metri più in alto del paese e definendo come punto terminale dell’escursione la Dorsale Godesi, evidente sella sul lungo crinale che dalla vetta del Casale scende a ovest verso Ponte Arche.

Impazientemente abbiamo atteso questa giornata, riscaldando l’ambiente con due incontri preparatori: l’escursione a Malga Piombino per la selvaggia e poco praticata omonima valle (cinque i partecipanti: Emanuele, Angelo, Stefan, Antonio e Giovanni) effettuato per i due terzi in nudità; il periplo di Monte Isola (sette i partecipanti: Emanuele, Maria, Marco, Francesca, Luise, Angelo e Mara) dove la nudità non era ovviamente (e purtroppo) possibile.

IMG_6903A questa escursione partecipano otto persone: due, Emanuele e Angelo, da Brescia; due, Marco e Francesca, da Bolzano; una, Maria Grazia, da Feltre; Gian Arnaldo da Verona; Stefano da Vicenza; Filippo da Mestre. Qualche persona in meno rispetto alle precedenti edizioni, ma c’è da registrare ben cinque rinunce dell’ultimo momento, possiamo pertanto essere comunque soddisfatti del risultato. D’altra parte la qualità del risultato non è sempre e solo determinata dal numero dei partecipanti, conta anche, se non più, quello che gli stessi hanno ottenuto dalla loro partecipazione e, in questa quarta edizione della “Giornata dell’Orgoglio Nudista”, abbiamo ottenuto effetti mai avuti prima. Torniamo però all’escursione.

Si parte dal parcheggio appena fuori della seconda galleria dove una tabella segnaletica indica l’inizio della stradina sterrata che prima porta al Romitorio del Casale, antico eremo brillantemente restaurato dal quale la vista spazia sull’alta Valle del Sarca, e poi alla bellissima Casa della Forestale circondata da un ampio e verde prato.

Fin qui procediamo vestiti, anche se, vista la calura, limitatamente al minimo indispensabile. Poco oltre un tratto di sentiero nella magnifica faggeta permette di tagliare un lungo tornante della strada e arrivare a imboccare la deviazione per la Dorsale Godesi, dove possiamo finalmente liberarci dagli ultimi residui di corazzamento tessile. Ancora un breve tratto di strada sterrata (di servizio al taglio del bosco) e poi inizia il sentiero. La pendenza aumenta e le chiacchiere che fino ad ora avevano accompagnato il cammino si fanno decisamente più flebili, anche se non scompaiono del tutto. Cadenzando il passo su quello di chi più sta faticando di modo da restare tutti piacevolmente vicini, si risale nel bosco qui più fitto e che ai faggi mescola altre essenze, ivi comprese le conifere. All’improvviso, dopo un lungo traverso a mezza costa, ecco che si sbuca sulla sella della Dorsale Godesi, poco oltre la quale una tabella ben indica il punto raggiungo.

IMG_6894Ci si trova all’interno del fitto bosco e alcuni chiedono di provare a salire ancora un poco per trovare un punto da cui poter osservare il panorama. Ci alziamo così di circa cento cinquanta metri ma di prati non c’è ombra e si decide di rientrale alla Godesi dove si è intravisto un dosso che potrebbe risultare panoramico. Detto fatto ci si gira e s’inizia a scendere.

Sono in coda intento ad osservare la natura che mi circonda quando sento la voce di Francesca, subito seguita da altre voci, alcune conosciute altre no: “Buongiorno” e subito dopo “Ciao”. Due ragazze stanno salendo e, inevitabilmente, ci si parano davanti incrociandoci. Evento tanto temutamente evocato nelle relazioni dei pochi escursionisti nudisti, eppure ogni nostra esperienza ha dimostrato quello che sta succedendo anche in questo momento: niente! Le due ragazze scorrono a nostro fianco guardandoci in viso e salutandoci cordialmente uno ad uno, ovviamente contraccambiate da noi, la seconda ha anche una particolare luce negli occhi e un’espressione del viso che mi fa pensare si stia dicendo “beh, perché non farlo anch’io?”. Non passano due minuti che dall’alto arriva di corsa un ragazzo e si ripete la scena: saluti cordiali e nessunissima strana reazione. Escursionisti che incontrano altri escursionisti, stop! Questo è anche obiettivo di queste escursioni, dimostrare che non c’è ostilità a priori verso chi cammina nudo: la montagna e la fatica accomunano e annullano le barriere del condizionamento. In me si rinforza la convinzione che sia giunta l’ora di parlare solo di escursionismo senza aggiungerci aggettivi che ne specificano il carattere tessile o nudista (cosa che ho già in parte iniziato a fare).

IMG_6893Dopo aver osservato tre splendide Peonie, raggiungiamo il poggio panoramico dove la visione a picco sulla valle è veramente favolosa, si decide che è il luogo adatto per fermarsi a mangiare.

Stiamo fermi circa un’ora, il passaggio, sul discosto ma non nascosto sentiero, di altri quattro escursionisti non ci disturba se non per la fallace impressione di uno di noi che improvvisamente segnala “stanno arrivando due forestali”! In ragione della non chiara situazione legislativa, l’avviso ci induce a un parziale e temporaneo rivestimento: va bene manifestare i propri diritti, va bene essere coscienti del proprio essere nella ragione, ma perché rischiare di rovinare una splendida giornata?

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Verso le due si riparte per la discesa che, non essendoci alternative, effettuiamo sullo stesso identico percorso di salita. Rapidamente ritorniamo alla strada sterrata e qui da dietro ci raggiunge una coppia di ragazzi tedeschi di ritorno dalla ferrata: noi uomini ci siamo già rivestiti, le due nostre compagne, rimaste poco più indietro a chiacchierare, invece no e di nuovo … nessun problema, ma che lo dico a fare, ormai non fa più notizia, è da dare per scontato.

Ancora qualche decina di minuti e siamo al parcheggio. Le ultime chiacchiere, le impressioni sulla giornata, si saluta chi deve partire e gli altri si spostano poco più sotto dove un barettino mobile permette di dissetarsi e salutarsi convenientemente prima di darsi appuntamento alla prossima occasione che, nel caso specifico, per molti si tratta dell’imminente Raduno Nazionale de iNudisti, per tutti i prossimi fantastici, invitanti eventi di Mondo Nudo: vi aspettiamo sempre più numerosi, nudi o vestiti che vogliate essere, nudisti o tessili poco ci importa, anche perché siamo convinti che l’esempio sia la strada migliore e ben pochi potranno resistere alla visione di persone che camminano sanamente e orgogliosamente nude.

Due testimonianze importanti.

Riporto la testimonianza di due dei partecipanti a questa giornata: Stefano, un nudista navigato ma che vedeva con molto scetticismo le mie proposte di nudità nell’escursionismo; Filippo, un ragazzo non nudista fortemente preoccupato delle sue reazioni alla nudità pubblica.

Stefano

<<L’escursione in montagna mi è sempre piaciuta, l’essere in mezzo al verde, gli scarponi ai piedi, lo sforzo fisico, lo zaino sulle spalle, il sudore… Ma non avevo mai preso seriamente in considerazione la possibilità di farlo da nudo, anzi leggevo le uscite organizzate da Cinelli un po’ con scetticismo. Ma stavolta l’occasione era troppo ghiotta per un curioso di natura come lo sono io, un’uscita nella zona di Rovereto, dovevo provare! Partito con l’idea del piacere dell’escursione, non mi interessava farla da nudo, i miei propositi erano quelli di farla comunque da vestito anche se gli altri si fossero spogliati. Ed invece arrivati al punto X dove Cinelli ha dato la possibilità di spogliarci, mi è venuto spontaneo ed automatico togliermi i vestiti. E devo dire che camminare nudo nella natura, nonostante il caldo e lo zaino sulle spalle (avevo paura di sfregamenti elevati degli spallacci sulle spalle) è davvero una sensazione fantastica di comodità e naturalezza. Mi sentivo totalmente a mio agio e non mi sentivo assolutamente nudo mentre camminavo, nonostante fossi stato in un ambiente nuovo per me. Durante la nostra escursione abbiamo incrociato altre due escursioniste (vestite), praticamente me le sono ritrovate davanti, ci siamo salutati come si fa di solito ed il primo pensiero è stato: “Ma avete visto che siamo nudi?” quindi quasi nello stesso momento siamo stati sorpassati da un escursionista frettoloso di ritorno dalla ferrata, che ci ha salutati mentre se ne andava veloce. A riprova che in un ambiente come quello il nudo non scandalizza. In conclusione un’esperienza davvero positiva, merito anche degli altri miei compagni di escursione, davvero simpatici e divertenti. Quindi se vi capita, partecipate anche voi, datemi retta, anche se non siete escursionisti, basta poco un paio di scarpe da montagna ed uno zaino ed il divertimento è assicurato. Ora un piccolo pensiero al nostro nuovo compagno di escursione Filippo, totalmente a digiuno di nudismo, che nello zaino oltre che la merenda si portava le solite paure da neofita. Paure che sono svanite quando anche lui insieme a tutti si è spogliato, arrivando a capire al volo che quelle paure erano solamente nella sua testa e che nella realtà nudista non esistono. Un plauso ad un ragazzo che non ha messo annunci cercando amici che vadano al mare con lui o coppie che lo iniziassero al nudismo, ma ha fatto quello che dovrebbero fare tutti, cioè si è aggregato ad un evento già organizzato con persone “esperte” scoprendo così un nuovo mondo. Bravo Filippo, così si fa! Ora vorremmo vederti tutti al raduno insieme alla tua famiglia.>>

Filippo

<<Leggo sempre testimonianze del tipo “ho iniziato a fare naturismo per caso trovandomi in una spiaggia dove erano tutti nudi”. Io posso dire di essere uno dei pochi che il naturismo l’ha provato per la prima volta in montagna! E l’esperienza è stata assolutamente positiva! Confesso che appena incamminati il pensiero che a breve mi sarei dovuto spogliare mi spaventava, ma poi mi son detto “ormai sei qui, non ci si tira più indietro”. Al momento di metterci nudi ho fatto un bel respiro e via! Tutti i timori e le preoccupazioni portate dentro per tanto tempo si sono dissolti nell’arco di pochi minuti. Questo grazie agli amici e compagni di cammino presenti! Quindi un grande ringraziamento va a Emanuele e tutti gli altri! Ora basta parlare di me, torniamo alla gita. Il bosco che abbiamo risalito è stupendo, starci dentro nudi davvero ti fa sentire parte di esso. La salita, a tratti faticosa, è stata molto piacevole grazie allo spirito di gruppo instauratosi da subito. La vista dalla terrazza naturale sulla valle – dove abbiamo pranzato – è mozzafiato. Non avrei potuto sperare in un “prima volta” naturista più autentica e appagante. Ciao! >>

Al prossimo raduno (video)


La chiusura di un raduno, in particolare di un Raduno nazionale e ancor più di un raduno che ha visto arrivare centinaia di persone, è un momento particolare, un momento in cui le emozioni si sommano alla tristezza del doversi lasciare, la commozione allora si fa breccia anche negli animi più duri e crudi, rendendosi ancor più evidente in corpi nudi, una nudità che ancor più che del fisico è dell’animo.

Al Raduno Nazionale 2013 de iNudisti alle emozioni dell’incontro di tante persone e alla conseguente tristezza del lasciarsi, si è aggiunta una dolcissima eppur fortissima gioia: la consegna ufficiale al rappresentante dell’Associazione Tenda Aperta di un magnifico tendone, dono della comunità de iNudisti a chi opera per aiutare coloro che più soffrono.

Questo video, anch’esso opera dell’amico Giuseppe Maccioni, riguarda proprio questi momenti finali di commiato e di forte emozione-commozione, li racconta esattamente così come si sono svolti, senza tagli ne rielaborazioni, donando all’osservatore il piacere di (ri)vivere quei bellissimi momenti, preservandone l’intensità, riflettendone fedelmente l’intimità.

Cliccare sull’immagine per visionare il filmato
artecorpolibero

Se non li hai ancora visti, visiona anche gli altri due filmati.
artecorpolibero

sinfonia

Il video del Raduno Nazionale 2013 de iNudisti


I ricordi sono immagini che si fissano indelebilmente nella mente per riaffiorarne casualmente facendo allora rivivere le emozioni del passato.

Tra tutti, quelli che più facilmente tornano a farsi vivi sono i ricordi migliori, quelli relativi ai grandi e straordinari eventi.

Un evento superlativo è stato il raduno Nazionale 2013 de iNudisti, un raduno che non solo ha smosso centinaia di persone, ma ha scosso più o meno sensibilmente anche diverse entità tessili, dalla proprietà dell’Oasi di Zello, ai giornalisti, ai fotoreporter.

Il ricordo di un tale successo non si poteva lasciare alla caducità e casualità del ricordi, ma andava rinforzato con qualcosa in grado di lasciare un segno indelebile, qualcosa da potersi tenere sotto mano e osservare ogni tanto, ad esempio un bel video.

Ecco che, grazie all’abilità e alla dedizione di uno dei nostri carissimi amici, è nato e veniamo qui a proporvi “SiNfonia” di Giuseppe Maccioni…

Cliccare sull’immagine per visionare il filmato
sinfonia

Orgogliosamente Nudi 2014


Ammissibile che ognuno abbia le proprie idee in merito alla nudità più o meno pubblica; tollerabile l’essere più o meno d’accordo con la pratica del nudismo; inopinabile, però, che senza sperimentazione diretta esista solo il sentito dire, ovvero l’incertezza se non la tenebra più scura, con l’inevitabile conseguenza di poter formulare solo opinioni infondate o, al massimo, poco fondate.

Il saggio non è colui che sa tutto, è semplicemente colui che evita l’imprecisione e, ponendosi il dubbio su tutto ciò che gli è poco noto, cerca la conoscenza diretta, unica via per chiarire i dubbi e arrivare alla formulazione di pareri fondati.

Il programma “Orgogliosamente Nudi” nasce e si esplica nel preciso intento di dare a tutti l’opportunità di conoscere da vicino questa realtà, di poter parlare con chi la pratica, eventualmente di poter sperimentare di persona cosa voglia dire stare nudi e perché ci sia chi lo ha scelto come stile di vita.

Non è nostra intenzione obbligare il mondo a rigettare i vestiti, vogliamo solo che sia rispettato il nostro diritto alla nudità, un diritto che, nonostante non ci sia un vero veto legislativo, nonostante le diverse sentenze a nostro favore, ci viene spesso negato da quei pochi estremi oppositori, dalle forze dell’ordine e da molte amministrazioni comunali che ci obbligano a indossare la maschera del conformismo.

L’unica strada a nostra disposizione per cambiare le cose è quella di aumentare i nostri numeri, siamo così costretti a fare proselitismo, non comunque un proselitismo integralista, bensì un proselitismo aperto e sincero, una propaganda amichevole: venendo con noi non ti sentirai costretto a nulla, non cercheremo di forzare le tue decisioni, rispetteremo le tue scelte, ti spoglierai solo se lo vorrai e quando ti sentirai pronto a farlo.

L’esperienza, d’altra parte, ci ha insegnato che l’esempio nudista è coinvolgente, di più, travolgente, vivendo tra noi è impossibile resistere e prima o poi si superano i condizionamenti mentali e ci si mette nudi, una volta nudi bastano pochi secondi per accorgersi che è tutto bello e semplice, una volta nudi… non si torna più indietro, specie provandolo nel massimo sistema, quello dello sport e, nello specifico, dell’escursionismo.

Quest’anno proponiamo un programma ben più ampio e variegato di quello del 2013, un programma che prevede anche incontri che, di base, saranno tessili, proprio per dare modo a chi voglia conoscerci di poterlo fare senza timori ed esitazioni: già può essere difficile inserirsi nei nuovi contesti, tra persone che non si conoscono, figuriamoci se ci aggiungiamo anche il fatto di doversi denudare o, comunque, di trovarsi tra persone nude.

Noi di Mondo Nudo abbiamo fatto la prima mossa e ci siamo messi a piena disponibilità del mondo tessile assicurandovi massima cordialità e disponibilità ad accogliervi tra le nostre fila, ora tocca a voi!


Locandina generale del programma

Le attività indicate (alcune ancora in via di definizione e pertanto formulate in modo generico) potranno subire variazioni, specie quelle che richiedono necessariamente l’interfacciamento con strutture turistiche e alberghiere. Seguiranno man mano le locandine delle singole attività con tutti i dettagli necessari, assieme alle schede di segnalazione della propria partecipazione: seppur rese pubbliche sono solo gite tra amici e non c’è obbligo di registrazione, segnalandoci però la vostra presenza potrete tenervi più facilmente aggiornati (perché ci penseremo noi a farlo) e sarà per noi più facile gestire i raduni di partenza.

Al programma viene abbinato un (pseudo) concorso fotografico senza premi: il riconoscimento l’avranno tutti i partecipanti dato che tutte le opere verranno utilizzate per creare una presentazione da proiettare durante la grande festa di chiusura e da utilizzare per successive serate di informazione sull’escursionismo al naturale.

Clicca sulla voce Eventi della barra di navigazione per accedere alla pagina di riepilogo di tutti gli eventi, oppure posizionaci sopra il cursore per aprire il menù con cui accedere direttamente alle singole schede e ai moduli di iscrizione (segnalazione della propria partecipazione).

Purtroppo non siamo riusciti ad organizzare queste serate, il 5 e l’11 sono sicuramente cancellate, resta in gioco il 19 ma con forti dubbi. Lasciamo la pagina e il modulo qualora qualcuno fosse interessato per organizzare serate in altre date. Grazie!

Cliccare sulla locandina per scaricarne la versione ad alta risoluzione

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Relazione del pranzo conclusivo “Orgogliosamente Nudi 2013”


Ma che magnifica giornata!!!!

Il tempo non ci ha sorretti e la passeggiatina pomeridiana non si è potuta effettuare, abbiamo egregiamente rimediato con una tavola rotonda, nata spontaneamente dai discorsi di chiusura mio e di Vittorio, molto partecipata e ricca di spunti interessanti: l’Ordinanza di Manerba e la situazione nudismo in tale località; nudismo e legislazione italiana; come comunicare il nudismo; come gestire un’escursione in nudità; come dialogare con chi non è nudista; la gestione del contradditorio; assertività; suggerimenti tratti dalla PNL (Programmazione Neuro Linguistica); quanto è stato bello partecipare alle escursioni di Mondo Nudo; come arrivare a dialogare con le istituzioni; perché il nudismo non decolla; come in Spagna sono arrivati alla legge che autorizza il nudismo pressoché ovunque;  i problemi del nudismo all’estero.

Partiamo dall’inizio.

Puntualissimi tutti sono al punto di ritrovo ben prima dell’orario stabilito. I soliti saluti di chi già si conosce e le presentazioni per chi ancora non si conosce, poi ci si sposta al vicinissimo Agriturismo “Forest” di Iseo (BS).

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IMG_6353L’ingresso ci accoglie con due tavolate imbandite di vari antipasti: un tavolo per i salumi, l’altro per le preparazioni vegetariane e vegane.

Ancora qualche chiacchiera, si appendono le bandiere e, mentre qualcuno inizia a spogliarsi, ci si serve degli antipasti e viene dato inizio al pranzo. A seguire risottino vegano di zucca e insalata di pasta. Il tutto accompagnato da un ottimo e leggero vino della casa.

L’ambiente si riscalda, vuoi per la presenza di una bella stufa di stampo antico, vuoi per il vinello che inizia a passare dalle bottiglie ai bicchieri e da questi ai nostri stomaci, vuoi per le chiacchiere che si intrecciano fra i presenti.

L’abbondanza dei cibi è veramente notevole, molto avanza e ne siamo dispiaciuti.

A chiusura delle libagioni arrivano bocconcini di torte varie con marmellate della casa, macedonia di frutta e caffè.

Qualche canzone in gruppo dirette dall’amico musicista Musicman, molte chiacchiere ed è l’ora dei discorsi: Emanuele, fondatore del blog “Mondo Nudo”, ringrazia i presenti per la loro preziosissima partecipazione, riepiloga le attività svolte durante la stagione 2013, evidenziandone gli obiettivi specifici e i risultati raggiunti; Vittorio, l’alter ego di Emanuele e suo preziosismo collaboratore nonché fidato amico, rinforza quando già detto e aggiunge un resoconto sugli altri eventi, italiani ed esteri, a cui ha partecipato e che stanno dando grande slancio al nudismo.

Le parole di Emanuele e Vittorio attivano altre considerazioni e alcune domande, dalle quali le considerazioni si allargano dando luogo alla già citata tavola rotonda che ha mirabilmente chiuso il tutto.

IMG_2558Ora, noi di Mondo Nudo, ci metteremo al lavoro per elaborare e pubblicare entro Natale il programma “Orgogliosamente Nudi 2014”, per il quale, oltre alla ripetizione delle uscite escursionistiche, ivi compreso un presidio settimanale con accesso libero (cioè i partecipanti potranno arrivare e partire a loro piacere, fermandosi, secondo loro possibilità, da uno a sette giorni), sono stati messi in campo progetti diversi atti a creare, nell’ottica di non contrastare i modi di pensare e nel frattempo di aggiungere nuovi pensieri e sviluppare nuove linee di pensiero che possano instillare semi di dubbio, maggiori e differenziate situazioni di contatto tra nudismo e non nudisti: biciclettata, nuotata, giornata aperta in agriturismo, serate di proiezione, mostre, eccetera Ovviamente le nostre limitate risorse (siamo in due) non ci permetteranno di realizzare tutti i succitati progetti, vedremo: come recita un vecchio detto “mai dire mai”.

Per intanto ringraziamo pubblicamente i partecipanti a questo pranzo che con la loro accorata e calda presenza ci hanno gratificato del lavoro svolto e stimolato a proseguire lungo questa strada.

Grazieeeeeeee

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Riflessioni su un settembre naturista in Abruzzo


Dalla e-Zine de iNudisti…. A conclusione di un positiva stagione naturista abruzzese, eccovi il riepilogo degli eventi più significativi a cura del segretario dell’ANAB: Andrea Mirabilio

Riflessioni su un settembre naturista in Abruzzo

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Pranzo conclusivo “Orgogliosamente Nudi” 2013


Visto il buon esito del programma “Orgogliosamente Nudi” 2013, con l’effettuazione puntuale di tutte le escursioni previste e l’attivazione di alcuni utili contatti istituzionali, lo staff di Mondo Nudo ha pensato utile e doveroso dare al programma una degna conclusione e ha pertanto organizzato un pranzo in un agriturismo della zona Lago d’Iseo.

La partecipazione, come per tutti i nostri eventi, è aperta a tutti, ivi compresi coloro che (ancora) non hanno abbracciato lo stile di vita nudista, basta non avere problemi a condividere lo spazio con persone nude dato che il vestiario sarà assolutamente facoltativo.

Cliccando sulla locandina si accede alla pagina evento con altre informazioni e il modulo di prenotazione.

9 - Novembre

Campeggio Sangro


Campeggio Sangro

12 settembre 2013. Puntuale arriva a Rovato il treno da Bergamo. L’amico Sandro di Oggiono (Lecco) cammina anchilosato verso l’uscita (ha la sua età e acciacchi relativi… personali, possessivi, collettivi, indefiniti, promiscui, dimostrativi, di cortesia…). Non vuole che gli porti il borsone. E via! Si parte. Con noi c’è anche un cane, Drago, vecchierello canuto e stanco, che mi ha seguito in due Newt in Austria, in varie escursioni locali (Bruffione, Braone, Monte Guglielmo) e soprattutto mi segue ogni mattina nel giretto al vigneto. Nella sua ignoranza e “inciviltà” vive libero e sereno, sempre à poil come direbbero i Francesi: non sopporta mantelline, cappottini, toelette. Vive con me da oltre dodici anni e dire che è un cane “di compagnia” sarebbe riduttivo, sia per la parola compagnia, che per lui.

Si parte, dicevo. Meta il campeggio Sangro, in Abruzzo, tra Chieti e Vasto, che in collaborazione con il sito iNudisti, Anita, l’Associazione naturista dell’Abruzzo (Anab) e del Lazio (Uni Lazio) dal 1° al 15 settembre ha aperto sperimentalmente ai nudisti/naturisti e dove si tiene quest’anno il Grande Raduno Naturista di fine estate. Nella vicina Chieti ha sede la casa editrice Sylvia che di recente ha pubblicato la Guida naturista italiana e avviato pionieristicamente la Rivista naturista.

Dopo la Transpolesana (strada statale 434), e passata Ferrara, ci immettiamo sull’Adriatica (strada statale 16) che secondo i tratti viene chiamata Reale (fino a Ravenna) e poi Romea. Si passano un dopo l’altro i luoghi tipici delle vacanze al mare: dalle colonie marine di Cervia, Cesenatico, alla classicissima Rimini.
Verso le 18 siamo a Civitanova Marche, imbottigliati nel traffico delle ore di punta. Sandro offre il pedaggio autostradale e per ora di cena arriviamo al campeggio. Lui ha prenotato una casetta prefabbricata, io ho la mia tendina canadese anni ’70, un po’ vintage.

Del menu della cena capiamo poco, dobbiamo farci descrivere ogni piatto: eppure siamo sempre in Italia. Ai tavoli altri ospiti del campeggio: sappiamo solo che devono essere qui per il Raduno, ma dato il freschino sono vestiti con pantaloni e maniche lunghe e qualche signora porta un golfino sulle spalle.

13 settembre. Il mattino seguente il chiarore diffuso dell’aurora mi sveglia verso le 6:20. L’arietta pizzica un poco ma è gradevole, un bagno d’aria oltre alla doccia. A colazione sono l’unico senza nulla indosso. Mi ritorna lo slogan del forum francese VivreNu «Respectez la nudité dans un lieu naturiste» (“Osservate la nudità in un centro naturista”): «Ma non hai freddo?» mi chiedono.

Con Sandro ci diamo appuntamento all’ingresso per scendere alla spiaggia vicina, appena al di là dell’Adriatica. La spiaggia è lunga e deserta, qualche sagoma di pescatore o bagnante a due-trecento metri; ciottoli bianchi arrotondati dalla risacca. Irresistibile la tentazione: mi tolgo i bermuda hawaiani e subito in acqua! L’acqua è tiepida, carezzevole, avvolgente, una goduria. Il sole è a metà della sua salita meridiana: non è più il sole dardeggiante e rovente della piena estate: godibilissimo, ma la prudenza suggerisce di rimettere i pantaloncini.
Arriva presto l’ora di pranzo: ordiniamo un po’ alla cieca. Tutto è buono, compreso il rosatello.

La parte di spiaggia Le Morge, spontaneamente nudista.

Tratto del lido Le Morge, spontaneamente nudista.

Nel pomeriggio perdo il pulmino-navetta: il gestore del campeggio (Tony) porta chi vuole ad una spiaggia poco lontana (4 km) dove si può fare il bagno in tutta libertà, prendere il sole e poi abbronzarci integralmente. Scherzosamente potremmo anche definirci “diversamente abbronzati”. Rimango al campeggio alternando bagni in piscina alla lettura, disteso su una sdraio in un praticello assolato e panoramico: la quiete assoluta.

Nel prato del campeggio pressola piscina.

Nel prato del campeggio presso la piscina.

Verso sera, con Sandro, un giretto a Torino di Sangro. Sulla strada del ritorno troviamo inaspettatamente l’indicazione per il Lido le Morge, questo il nome della spiaggia dove siamo “tollerati” (questa parola mi graffia la pelle come carta-vetro). Rientriamo per l’ora di cena. Col buio la temperatura è scesa sotto i 20 gradi. Per il mattino dopo ho in mente una foto sulla spiaggia al sorger del sole.

14 settembre. Accidenti! Il cancello è chiuso… Usciamo verso le nove. Gabriella, vice-presidente dell’Anab, ci ha dato istruzioni su come raggiungere la spiaggia “libera” (e se fossero tutte “libere” le spiagge!? e i sentieri di montagna!? e le stradine di campagna!?). Il cancello è ancora chiuso. Provvidenzialmente arriva Tony e ci spiega che in realtà il cancello è sempre aperto, il lucchetto è una finta: basta alzare i catenaccini a terra e spingere.

Troviamo il cartello «Costa dei Trabocchi» [vedi cos’è un “trabucco” fra le foto a rotazione sulla home page del campeggio; proprio da qui inizia la spiaggia per noi]. Arriviamo per primi alla “nostra” spiaggia e subito un tuffo – senza altri pensieri.

Il piacere di un bagno nel mare.

Il piacere di un bagno nel mare.

L’acqua è ottima (diceva già Pindaro), non troppo salata. Per Sandro una vera rigenerazione. Il cane osserva incuriosito le onde e un poco le teme, o meglio ne è come ipnotizzato. Dopo un’oretta vediamo arrivare anche la troupe del campeggio, in gran parte ragazzi del Lazio. Tra noi e loro un giovane nudista isolato col suo ombrellone: quando se ne andrà a mezzogiorno, si fermerà un poco a parlare. Ha cominciato coi bagni a mezzanotte con gli amici e gli son troppo piaciuti e ora continua da solo, di giorno. Non sa della legge regionale, delle associazioni, dei forum, dell’iniziativa del campeggio.

Drago contempla le onde.

Drago contempla le onde.

Nel pomeriggio rimaniamo al campeggio. Sandro ha bisogno di riposare. Il campeggio si va affollando: per la sera è prevista la gran cena del Raduno. Presentazioni, saluti, commenti, chiacchiere, aiuti nel montare le tende. Il campeggio è molto ombreggiato: vi sono alberi alti, slanciati: querce, quercioli, cornioli, cerri, faggi, roverelle, carpini, farnie, lecci…

CI si aiuta nel montare le tende.

CI si aiuta nel montare le tende.

Gran cena: sala gremita (70-80 persone – le presenze in campeggio nella giornata di sabato sono stimate almeno il doppio): Gabriella distribuisce un pensiero di saluto a tutti gli ospiti: una poesia di Alda Merini (La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri). Fisarmonica, tamburello, qualcuno azzarda una danza popolare. Si fa mezzanotte.

Silhouette all'alba.

Silhouette all’alba.

15 settembre. Domenica mattino: usciamo per veder l’alba dalla spiaggia. Un punto all’orizzonte pian piano s’infuoca, aumenta d’intensità, finché scoppia di luce all’apparire della prima porzione incandescente del sole: uno spettacolo! Qua e là dei pescatori con lunghe canne da lancio. Qualche autoscatto veloce, forse manco m’han visto. E se anche fosse, non me n’importa: ci siamo anche noi: discreti, rispettosi, gentili, ma non invisibili. Un poco alla volta dobbiamo affermare la nostra presenza, la nostra esistenza. Personalmente non ho la vocazione del carbonaro. Ma senza rubar nulla a nessuno, usare in comune gli spazi comuni, senza sentirci clandestini, un po’ fuorilegge, sempre nel dubbio, nel rischio o “tollerati”.
Rientriamo per la colazione e poco dopo ritorniamo alla spiaggia “spontanea”. Siamo i primi. Alla spicciolata arrivano altri bagnanti, probabilmente “locali”; torna anche il ragazzo con cui abbiamo parlato ieri. Sul tardi riconosciamo un gruppo del campeggio. Molti hanno approfittato della domenica per rientrare, sono già partiti o partiranno in giornata. La piscina è ancora affollata.

La piscina del campeggio.

La piscina del campeggio.

A pranzo arriva la giovane coppia col bimbo di nemmeno due mesi: orgogliosa la mamma che se lo stringe al seno per la poppata; orgoglioso il papà: nemmeno il suo largo sorriso riesce a contenere tutta la felicità e la soddisfazione che prova. Uno spettacolo!
A cena rimaniamo quattro gatti. Michele di Castellaneta con la moglie partirà subito dopo.
Nella notte una pioggerellina leggera, nulla di disagevole.

16 settembre. Lunedì mattino il solito terso sereno marino. Si parte. Il paesaggio è ben diverso rispetto a quello padano, alpino, lacustre cui siamo abituati. Colline arate sui versanti come esotici giardini zen, vigneti, uliveti, girasoli… Il profilo degli Appennini in lontananza, la Maiella (! un’escursione l’avrebbe meritata), le alte chiome dei pini marittimi, fichi, cipressi, vigneti, fichi d’india, agave… e sempre la calma verde distesa del mare a man dritta.
Risaliamo l’interminabile Adriatica. A Rovato proseguo per Lecco per fare una sorpresa alla moglie di Sandro. E anch’io, poi, son subito a casa. Il cane, paziente, stranito, non ha dato un guaito; riprende possesso del giardino e di casa. Mangia, si sdraia e non si muove più sino al mattino. Poco dopo anch’io faccio lo stesso.

I commenti a domani.

Raduno Nazionale de iNudisti 2013: i grandi numeri!


Il 22 e 23 giugno si è svolto il settimo Raduno Nazionale de iNudisti, eccovi la relazione ufficiale…


Oasi di Zello, 22-23 giugno, Raduno Nazionale iNudisti (Foto di Emanuele Cinelli)

20 … 30 … 16 … 130 … 250 … 350 …. 9 … 6 … 4 … 2… 20.000 … Ma stai dando i numeri?

Si, sto proprio dando i numeri, i numeri di un grande raduno, i numeri del Raduno Nazionale 2013 de iNudisti!

Oasi di Zello, 22 e 23 giugno: tante le attività previste e sviluppate nel corso del raduno, per ognuna una sua piccola storia.

Si parte, in via ufficiosa, il venerdì pomeriggio con i primi arrivi e le operazioni di allestimento dei supporti logistici: cucina, mensa, segreteria e… no, il tendone della mostra NudArte non si fa in tempo a montarlo, l’Oasi deve chiudere. Lasciate in sospeso le operazioni di allestimento, i radunanti si ritrovano poco dopo in uno dei tanti agriturismo della zona, la Cà del Becco, per una prima cena conviviale.

Il Tendone (Foto di Luca – ellemme)

Sabato mattina, come prima cosa viene eretto lui, rosso e bianco, possente e poderoso, grande, lucente è il TAN, tendone apertone nudistone. Si tratta di un tendone comprato dagli utenti de iNudisti per donarlo all’associazione Tenda Aperta di Nove (Vicenza), associazione di volontariato sociale con la quale ormai da tre anni è nata una bellissima e preziosa collaborazione. Viene qui montato per il suo primo impiego ufficiale e nei giorni a seguire sarà protagonista in due altre occasioni: l’assegnazione del pollicione (simbolo che identifica gli utenti fisicamente noti alla gestione del sito e/o particolarmente presenti alle sue attività materiali) al tendone stesso; l’apposizione, su di una parete del tendone, del banner de iNudisti e delle firme di tutti gli utenti che hanno contribuito al suo acquisto. Proprio mentre stiamo per andare in “stampa” ci giungono i sentiti ringraziamenti di don Stefano per questa nostra importante e utilissima donazione, che noi provvediamo a girare pubblicamente a tutti i nostri utenti.

NudArte (Foto di Giovanni – artur)

Coordinata e gestita da tre amici nostri utenti, NudArte è la nostra mostra  d’arte nudista, con foto, quadri e disegni di vari utenti del sito de iNudisti.  Nata lo scorso anno, quest’anno cresce e si espande grazie anche alla  disponibilità del già citato tendone. Viene montata al sabato mattina e rimane  allestita fino alla fine del raduno. Molte le opere esposte e molto l’interesse  suscitato.

L’estrazione dei massaggi nudisti è passata, causa la confusione che sempre  si crea nei primi momenti di raduno, un poco inosservata, è stato comunque una  importante aggiunta al valore complessivo del raduno.

Anche la corsa campestre vede aumentare il numero dei partecipanti. Partiti  domenica mattina alle dieci e mezza, i concorrenti si lanciano con grande  spirito sportivo sulla ripida rampa inziale, segue un lungo traverso in lieve  discesa, poi un ripidissimo tuffo nel bosco e con una serie di saliscendi si  ritorna al punto di partenza. I più allenati fanno quattro giri per un totale di  quatto chilometri e ottocento metri; i meno allenati si fermano dopo il secondo  giro, per la classifica del percorso corto.

Gli atleti affrontano la ripida salita d’avvio della campestre (Foto di Luca – ellemme)

Una menzione specifica merita anche la presenza di un fotografo Reuters che,  volendo effettuare un servizio sul naturismo e sul nudismo, ha visto in questo  raduno la migliore occasione per ottenere tutte le informazioni e le immagini  necessarie. Materialmente non l’abbiamo indotto a liberarsi dalle vesti, ma  virtualmente si: ottime, infatti, le sue impressioni sul raduno; chiara e pulita  la sua comprensione dello stile di vita nudista; splendide, infine, le sue foto  che ben documentano la naturale spontaneità del nudismo, la sua totale  indipendenza dalle questioni di sesso e la bellezza del corpo nudo. Potete  vederne la parte già pubblicate su diverse riviste cartacee e on-line, italiane  ed estere: Il resto del Carlino, El Tiempo, Jornal de  Noticias, Vlad-Dolohov, Globo.com, Quotidiano.net, Ridus, Il Sole 24 Ore.

Le torte in gara (Foto di Giovanni – artur)

Agguerrita e partecipata la gara di torte. Arduo il compito dei cinque  giurati che, dopo averle osservate e assaggiate, dovevano decidere le tre  migliori e assegnare loro l’ordine di merito.

Coinvolgente, emozionante, positivamente rilevante il momento di riflessione,  quando un nutrito gruppo di persone, ai radunanti si sono uniti anche alcuni  altri ospiti dell’Oasi, si è momentaneamente isolato dal resto della festa per  confrontarsi su alcuni temi. Partendo da spunti religiosi, ma portando il  discorso sugli aspetti umani generali, si è parlato di semplicità collegata al  nudismo, semplicità come qualità umana di relazione con se stessi e con gli  altri, semplicità come motore del nudismo, un nudismo che non è solo il piacere  di starsene nudi, ma anche espressione interiore, anche il non aver paura di  dire la verità sul nudismo, anche uno strumento attivo di propositiva critica  verso la società dell’apparire.

Magistralmente guidata dall’amico musicista, riuscitissima la grande festa  nudista del sabato sera: molte le presenze sul prato per l’occasione  trasformatosi in pista da ballo; apprezzatissima la cantante a cui, non  facendosi intimorire dalla grande professionalità e bravura di questa, si è  affiancato un solo temerario cantante.

Si accende il fuoco (Foto di Luca – ellemme)

Che dire poi dei tre pasti preparati con cura da volontari e più o meno  improvvisati cuochi e serviti con maestria e velocità da altri volontari:  nemmeno un catering professionista sarebbe riuscito a smaltire in così poco  tempo le cento e più persone in coda ad ognuno dei pasti.

Domenica pomeriggio il raduno si chiude con la rituale foto di gruppo e il  sentito discorso di commiato da parte dell’amministrazione del sito de iNudisti,  amministrazione che ci tiene a rinnovare i propri ringraziamenti ai tantissimi  presenti, ricordando con menzione particolare coloro che hanno contribuito in  proprio alla dotazione di cibi e bevande e, con ancora maggiore enfasi, tutti  quelli che, rinunciando a una parte più o meno grande della festa, si sono messi  a disposizione per aiutare nei lavori logistici, dal montaggio allo smontaggio  delle attrezzature, passando per il comitato d’accoglienza, il lavaggio delle  pentole, la cucina, la distribuzione di pasti, la musica e via dicendo.

Discorso di commiato (Foto di Giovanni – artur)

Gli sponsor (Foto di Emanuele Cinelli)

Ringraziamento speciale dobbiamo rivolgere a Fonte Alpina Maniva per la fornitura dell’acqua minerale necessaria a  coprire gran parte del fabbisogno; invero l’avrebbero coperto anche per intero,  se non avessimo noi fatto i conti facendo riferimento a un minor numero di  presenze: avevamo preventivato un aumento delle adesioni rispetto allo scorso  anno, ma proprio non ce l’aspettavamo così massiccio. Grazie!

Altresì dobbiamo formulare un ringraziamento particolare all’Associazione  Tenda Aperta per averci gentilmente messo a disposizione tutto il materiale  logistico necessario e il furgone con cui trasportarlo. Grazieeee!

Sventolano le bandiere del nudismo italiano (Foto di Luca – ellemme)

20 … 30 … 16 … 130 … 250 … 350 …. 9 … 6 … 4 … 2… 20.000

Si sente spesso affermare che i numeri fanno la differenza, che per ottenere  le cose servono i numeri, che i numeri sono importanti, ebbene, ecco i numeri, i  numeri del nudismo italiano, i numeri che sei persone ben motivate e affiatate  possono mettere in campo e, ciliegina sula torta, facendo tutto senza mai  vedersi di persona, tutto on-line, via web.

Firme sul TAN (Foto di Giovanni – artur)

Questo settimo Raduno Nazionale de iNudisti ha mosso numeri importanti,  numeri che in pochi riescono a smuovere, numeri che non si possono più ignorare,  numeri che dovrebbero far ben pensare operatori turistici e istituzioni sul  valore del nudismo italiano, sulla sua non indifferente valenza economica.

Venti i partecipanti alla cena preraduno. Una trentina i partecipanti alla corsa campestre. Sedici le torte in competizione nella gara di cucina Circa centotrenta le presenze singole direttamente imputabili al raduno. Quasi duecentocinquanta i ticket d’ingresso all’Oasi relativi ai soli radunanti. Più di trecentocinquanta i pasti distribuiti nelle due giornate del raduno. Nove le regioni italiane sicuramente coperte dai radunanti, alle quali si deve  aggiungere una presenza dalla Svizzera. Almeno sei le associazioni naturiste rappresentate (quasi tutte quelle esistenti  in Italia), quattro delle quali giunte all’Oasi con le loro bandiere e di due  c’era anche il relativo Presidente. Ventimila l’indotto economico minimo, in euro, messo in gioco dall’evento, senza  contare tutte le spese individuali di viaggio andate a vantaggio delle  autostrade italiane.

20 … 30 … 16 … 130 … 250 … 350 …. 9 … 6 … 4 … 2… 20.000 … i numeri di un  grande raduno, i numeri del Raduno Nazionale 2013 de iNudisti!

Grazie, grazie, grazie e … alla prossima!

Foto di gruppo (Foto di Giovanni – artur)

Betty (Foto di Giovanni – artur)

Classifica della gara di torte

  1. Ivan
  2. Betty
  3. Piero

Classifica della corsa campestre

Percorso corto (2,4km)

  1. Tatino
  2. Capita1cino
  3. Monica

Classifica femminile (p. corto)

  1. Monica
  2. Jamba

Percorso lungo (4,8km)

  1. Astrale
  2. Md66
  3. Cordom

 

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L’album fotografico al gran completo

Il film del raduno

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