Casta Italia


I parlamentari decidono del proprio sostegno economico, inteso in stipendio, vitalizio, benefici vari. Gli ordini professionali definiscono le regole e le prove per l’accesso alle professioni, facendo in modo di filtrare fortemente le promozioni. I benzinai scioperano per la scadenza di un benefit fiscale assegnato da tempo a loro e solo a loro, come se gli altri lavoratori autonomi non abbiano le stesse problematiche. I produttori di latte protestano contro le quote imposte loro dalla Comunità Europea, dimenticandosi che le stesse sono state definite sulla base delle informazioni da loro stessi passate alla Comunità, tenute basse per paura di trovarsi nuove tasse. Chi ha redditi alti e possiede beni si oppone alla patrimoniale, adducendo come scusa quella di pagare già tanto in tasse, come se gli altri pagassero poco. La Chiesa sfrutta inadeguatamente (e illegalmente) i propri benefici fiscali e si oppone alla loro limitazione, ignorando che ci sono tante Associazioni di beneficenza che non usufruiscono degli stessi identici benefici. I medici condizionano l’operatività dell’assistenza sanitaria pubblica offrendole poco del loro tempo, per mantenere il tanto a disposizione della libera professione, verso la quale vengono indecentemente indirizzati molti malati a costi nettamente maggiori. I farmacisti si oppongono alla vendita dei medicinali nei supermercati, ma nel contempo allargano sempre più le categorie di prodotti da loro venduti, molti dei quali, oggi, nulla hanno a che vedere con la farmacologia. Le compagnie nautiche fanno cartello per alzare i prezzi adducendo l’aumento del costo del carburante, e con loro tante altre compagnie (telefono, luce, acqua, e via dicendo), senza tener conto che i cittadini sono a loro volta assoggettati all’aumento dei carburanti, indi si trovano a pagarlo più volte. Le aziende alzano i prezzi, ma non toccano gli stipendi, anzi se possibile li abbassano anche, incuranti della situazione di crisi in cui sempre più le persone vengono a trovarsi. Eccetera, eccetera, eccetera.

Quanti privilegi che esistono o si pretendono in questa Italia! Un’Italia formata da numerose caste tutte dedite a mantenere inalterata la propria posizione di vantaggio, tutte interessate a far si che i nuovi venuti non riescano a togliere spazio ai vecchi. Una visione a senso unico che sta spostando i capitali e le risorse sempre più verso l’alto, che sta creando sempre più divario tra chi può imporre e di deve subire.

È già questa Italia è proprio una casta Italia… l’Italia delle caste!

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 4 dicembre 2011, in Atteggiamenti sociali, Società con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Grazie Emanuele,

    Ne ragionavo qualche giorno fa in biblioteca con degli studenti universitari (poco dopo la caduta di Berluscani). Si parlava dei vantaggi/svantaggi dei cercare un lavoro all’estero. Qualcuno invece proprio adesso, proprio per questa situazione, si è fatto convinto che tocca a lui cambiare un po’ quest’Italia, rifarla (senza patriottimi, sentimentalismi, il retoricume delle ultime celebrazioni).
    Senza programmi, senza partiti, senza politica: ma ciascuno nel proprio privato, con le proprie scelte quotidiane, con le proprie preferenze (birra, telefonino, vacanza, libri, vestiti…)
    Notavo una nuova determinazione, una visione nitida dello spazio in cui si può ancora agire. Una persona non cambia tanto, può solo cambiare se stesso (anche qui, solo fino a un certo punto); in due è già qualcosa; anche senza lavorare insieme. “Ma le fregnacce che si pubblica adesso, strobazzate dalla pubblicità, io non le compro”). Un discorso abbastanza frequente riguarda la televisione, e son senpre più coloro che dicono che non la guardano più.
    Non sto parlando di speranze… ma dei minutissimi fatti quotidiani e concreti, dei lombrichini che morso per morso lavorano per la terra in cui vivono, trasformano in fertile humus tutto quanto il “concime” che ancora c’è attorno…

    Nudivago – Vitto

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  2. Personalmente guardo la tv :-).

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